In Italia lo studio del narcisismo patologico e sulle dipendenze affettive è recente, soprattutto per ragioni culturali. Infatti, le donne sono state a lungo educate alla subordinazione e alla dipendenza, cosa che ha reso quasi invisibili le dinamiche di sopraffazione legate al narcisismo perverso.
La responsabilità sociale dei professionisti della salute è cruciale: riconoscere sin dai primi segnali una relazione patologica, in particolare con un narcisista manipolatore, può aiutare le vittime a mettersi in salvo prima che la loro salute mentale e, talvolta, la loro stessa sopravvivenza siano compromesse. Troppo spesso, ci si ferma alla diagnosi: depressione, attacchi di panico, disturbo di personalità (della vittima!), col rischio di scambiare le conseguenze per le cause ed etichettare come psicopatologico qualcuno che, invece, subisce quotidiani abusi emotivi. Se i media dedicassero lo stesso spazio che destinano a speculare sui delitti a sfondo affettivo a divulgare consapevolezza e nozioni di base sull’affettività sana, saremmo già a un punto di svolta nella prevenzione psico-sociale.