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	<title>paura Archivi &#187; Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</title>
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	<description>Psicoterapeuta Gestalt Torino</description>
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		<title>Persone altamente sensibili (PAS)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/persone-altamente-sensibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 13:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Persone Altamente Sensibili Passi trasformativi per PAS Se sei una persona altamente sensibile (PAS), o empatico, non sei solo. Circa il 20% delle persone ha questa caratteristica. Le persone altamente sensibili (PAS) spesso affrontano sfide uniche: in particolare, le modalità di guarigione che funzionano per la maggior parte delle persone non sempre funzionano. Molti stanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Persone Altamente Sensibili</h2>
<h3 style="text-align: center;">Passi trasformativi per PAS</h3>
<p>Se sei una <strong>persona altamente sensibile (PAS)</strong>, o empatico, non sei solo. Circa il 20% delle persone ha questa caratteristica.</p>
<p>Le persone altamente sensibili (PAS) spesso affrontano sfide uniche: in particolare, le modalità di guarigione che funzionano per la maggior parte delle persone non sempre funzionano. <strong>Molti stanno ancora affrontando</strong> la fatica, la mancanza di concentrazione, l&#8217;ansia, <strong>la pesantezza (che alcuni chiamano &#8216;depressione&#8217;), i muscoli tesi / il dolore inspiegabile (che alcuni chiamano fibromialgia)</strong>, o varie altre forme di dolore e malattia.</p>
<p>Anche se relativamente sani, è ancora molto difficile prosperare in una cultura dove <strong>l’alta sensibilità è vista come qualcosa da curare o reprimere &#8211; piuttosto che da abbracciare.</strong> Tuttavia, se comprese e usate in modo appropriato,<em> le capacità empatiche</em> delle persone altamente sensibili possono essere un dono divino &#8211; uno che permette di guarire, prosperare e servire meglio l&#8217;umanità.<br />
Mentre alcune persone empatiche possono attraversare questi passi e ottenere risultati spettacolari rapidamente, altri hanno bisogno di più tempo e pazienza. Se non ottieni risultati immediati, pensalo come se stessi imparando una nuova lingua. Gli effetti sono cumulativi; fai del tuo meglio ogni giorno!</p>
<p>Grazie a quanto segue moltissimi aumentato la consapevolezza dell’alta sensibilità e migliaia di <strong>persone PAS</strong> hanno avuto benefici non sperimentati in altri percorsi.</p>
<h3>Come aumentare la consapevolezza delle persone PAS?</h3>
<h3><strong>1. Stabilisci la vera responsabilità </strong></h3>
<p>Troppi HSP (persone altamente sensibili) si sentono responsabili della guarigione dal dolore emotivo o fisico degli altri – che sia una persona cara, un problema sociale, o il mondo. Questo equivale a portarsi una o più persone sulla schiena. Per quanto tempo puoi farlo senza stancarti?<br />
Quando una persone altamente sensibile opera da questo paradigma di responsabilità – con il senso di colpa, la paura e la vergogna associata &#8211; sviluppa risentimento. A sua volta, il risentimento riduce la forza sia del sistema immunitario che del campo energetico, lasciandoti più suscettibili di assorbire e mantenere il dolore e le malattie degli altri.<br />
Assumere i problemi di un&#8217;altra persona &#8211; anche con le migliori intenzioni &#8211; è spesso un tentativo malsano di guarire o connettersi con quelle persone. Purtroppo, questo è abilmente mascherato dall&#8217;ego e sostenuto da molte culture come una buona azione. In realtà è malsano perché ti appesantisce con ciò che non è tuo. Di fatto, gli altri hanno bisogno di ciò che è loro e quindi chi se ne fa carico priva l’altro di un&#8217;opportunità. Il nostro lavoro è di essere compassionevoli &#8211; ma non di prendere le cose degli altri &#8211; abbracciando ogni persona ovunque si trovi nel suo viaggio.<br />
Anche se si è pagati come guaritore, la vera responsabilità non è &#8220;guarire&#8221; gli altri (assorbendo ciò che non è tuo) ma di amarli incondizionatamente. Questo è ciò che porta alla guarigione &#8211; per loro e per te.</p>
<h3><strong>2. Il buco della serratura delle persone altamente sensibili</strong></h3>
<p>Il dono di un empatico addestrato sta nella sua capacità di sintonizzarsi in modo da poter vedere ciò che è necessario in una particolare situazione, elevando la sua consapevolezza e compassione per l&#8217;altra persona. Ecco perché gli HSP sono i migliori guaritori! Questo è il tuo dono divino! Ma molti HSP bloccano l&#8217;energia in arrivo per paura di sopraffare l&#8217;empatia. Questo blocca sia il bene che il male, perché è molto difficile permettere uno e negare l&#8217;altro. Se ti sei chiesto: &#8220;Perché non sono ancora guarito?&#8221; o &#8220;Qual è il mio giusto sostentamento?&#8221; o &#8220;Dov&#8217;è la mia anima gemella?&#8221; Fidati che le risposte sono proprio dall&#8217;altra parte del muro che hai eretto per proteggerti. Aprirsi a questa informazione, mentre permetti all&#8217;energia negativa degli altri di passare attraverso di te, è la differenza tra un empatico esperto e una spugna ambulante.</p>
<div id="attachment_3252" style="width: 310px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3252" class="wp-image-3252 size-medium" title="Persone Altamente Sensibili PAS" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1928546278-300x142.jpg" alt="Persone Altamente Sensibili PAS" width="300" height="142" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1928546278-300x142.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1928546278.jpg 474w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-3252" class="wp-caption-text">Persone Altamente Sensibili PAS</p></div>
<h3><strong>3. Scansiona il corpo</strong></h3>
<p>I blocchi energetici sono di due tipi: ciò che è tuo e ciò che non è tuo. Non puoi ottenere risultati su ciò che non è tuo usando gli strumenti per ciò che è tuo. (Anche il contrario è vero.) Questo è il motivo per cui molti HSP non sperimentano risultati permanenti, anche dopo aver apparentemente provato ogni pratica e modalità disponibile.<br />
Vai lentamente verso l&#8217;interno chiedendo al tuo corpo che tipo di energia hai assorbito, di chi è, e dove viene immagazzinato &#8211; restando aperto a sentire qualcosa di inaspettato!</p>
<h3><strong>4. Rimanda al mittente</strong></h3>
<p>Una volta che sappiamo con cosa abbiamo a che fare, dobbiamo metafisicamente restituirlo alla persona da cui l&#8217;abbiamo assorbito con amore e compassione. In questo modo resterai pulito e potrai diventare un forte empatico connesso, capace di aprire il tuo cuore in qualsiasi momento senza paura di sopraffazione energetica o emotiva.</p>
<h3><strong>5. Ricalibra</strong></h3>
<p>Tipicamente, dopo aver fatto i primi quattro passi, ti sentirai vivo, aperto e spazioso. Questo può essere disorientante, una sensazione così buona può darti disagio! Ricalibrare è una forma di medicina energetica che si basa sulla comprensione dell’energia come elemento fondamentale per il benessere fisico, mentale ed emotivo. Tutti possiamo contattare la nostra energia e, per esempio, sederti in silenzio respirando profondamente, dopo aver scansionato il corpo e rimandato al mittente, ti aiuterà a integrare percezioni e trasformazioni profonde.<br />
In conclusione: l’alta sensibilità non è follia e può diventare una qualità molto utile, un vero talento. Praticando i cinque passi riassunti sopra, puoi trasformare la relazione con questa tua parte e iniziare davvero a prosperare.</p>
<h3><em>Liberamente tratto dall’articolo di Dave Markowitz su <a href="https://www.positivehealth.com/" target="_blank" rel="noopener">www.positivehealth.com</a></em><br />
_______________________________________________________________________________<br />
Tranformative steps for Highly Sensitive People (PAS)</h3>
<p>Too many HSPs feel responsible for healing the emotional or physical pain of others – either a loved one, a social issue, or the world. This is the metaphysical equivalent of carrying a loved one (or several!) on your back. How long can you do that without getting fatigued?<br />
When an HSP operates from this paradigm of responsibility &#8211; and its associated guilt, fear, and shame &#8211; (s)he becomes resentful, as it is against the HSP’s higher knowing. In turn, resentment reduces the strength of both your immune system and your energy field, leaving you more susceptible to absorbing and keeping other people’s pain and illness.<br />
Taking on another person’s issues &#8211; even with the best of intentions &#8211; is often an unhealthy attempt to heal or connect with those persons. Sadly, this is cleverly disguised by the ego and supported by many cultures as a good deed. This action is unhealthy because it burdens you with what isn&#8217;t yours. Others need what is theirs; their soul signed up for it. Even worse, perhaps, this is a missed opportunity for the other person. Our job is to be compassionate but not take on other’s stuff &#8211; to embrace each person wherever they are on their journey, guiding them from a higher place than our own egoic needs.<br />
Even if you are being paid to be a healer, your responsibility is not “to heal” others (by absorbing what’s not yours) but to love them unconditionally. This is what leads to healing &#8211; for them and for you.<br />
A trained empath’s gift lies in their ability to tune in so that they can see what is needed in a particular situation, elevating their awareness of and compassion for the other person. That is why HSPs make the best healers! This is your divine gift! But many HSPs block incoming energy out of fear of empathic overwhelm. This blocks the good as well as the bad, because it’s very difficult to allow one while denying the other. If you’ve been wondering, “Why have I not yet healed?” or “What is my right livelihood?” or “Where is my soul mate?” trust that the answers are just on the other side of the very wall you’ve put up for protection. Opening up to this information, while effectively letting other people’s negative energy go through you, is the difference between a skilled empath and a walking sponge.<br />
I’ve broken down energetic blockages into two categories for the Highly Sensitive Person: what’s yours and what’s not yours. You can’t get results addressing what is not yours using the tools for what is yours. (The reverse is also true.) This is why so many of the HSPs I worked with hadn’t experienced permanent results, even after seemingly trying every practitioner and modality available.<br />
Go slowly inward and ask your body what type of energy you’ve absorbed, whose it is, and where it is being stored &#8211; and be open to hearing or feeling something unexpected!<br />
Once we know what we’re dealing with, we must metaphysically return it to the original person we’ve absorbed it from. We do this with love and compassion. ‘Cord cuts’ and random ‘Sending it back to the Universe’ techniques are all very well; however, they do not teach you how to become a strong, connected empath, capable of opening up your heart at any time without fear of energetic or emotional overwhelm.<br />
Typically, after doing the first four steps, you will find yourself feeling alive, open, and spacious. This can be disorienting, as feeling so good may be unfamiliar! Recalibration is a form of energy medicine that anyone can do. Sitting in silence after each Body Scan and Return to Sender helps you integrate any shifts and remain permanently at a higher vibration.<br />
In closing: know that you are not crazy and that there is hope. By practising the five steps summarized above, you can prevent and heal empathic illness and finally begin to thrive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/persone-altamente-sensibili/">Persone altamente sensibili (PAS)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Come diventare genitori di se stessi (reparenting)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-diventare-genitori-di-se-stessi-reparenting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 17:06:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra infanzia è il luogo in cui si forma la mente subconscia. È anche il luogo in cui impariamo come elaboriamo le emozioni, che aspetto hanno le relazioni, come mantenere i confini e innumerevoli altre abitudini e comportamenti. Idealmente, i nostri genitori sono due persone realizzate che permettono ai loro figli di essere visti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La nostra infanzia è il luogo in cui si forma la mente subconscia</strong>. </p>
<p>È anche il luogo in cui impariamo come elaboriamo le emozioni, che aspetto hanno le relazioni, come mantenere i confini e innumerevoli altre abitudini e comportamenti. Idealmente, i nostri genitori sono due persone realizzate che permettono ai loro figli di essere visti e ascoltati come l&#8217;individuo unico che sono. La realtà è che viviamo in una cultura che non insegna la consapevolezza cosciente, quindi <strong>la maggior parte di noi è nata da genitori inconsapevoli</strong>. </p>
<p>I genitori inconsapevoli ripetono le stesse abitudini e gli stessi schemi che hanno imparato. Stanno operando da uno spazio ferito a causa delle loro emozioni non elaborate. È importante capire che i genitori possono essere genitori solo in base al proprio livello di consapevolezza.<br />
<strong>Possiamo dare agli altri solo ciò che abbiamo imparato a dare noi stessi</strong>. </p>
<p>Ho lavorato con persone di tutte le diverse fasce demografiche. Nel corso del tempo sono arrivata a capire che la maggior parte delle persone cerca aiuto per &#8220;problemi di comunicazione&#8221; relazionali, abitudini distruttive (dipendenza, autosabotaggio), confusione di identità (&#8220;Chi sono io&#8221;) e sentimenti generalizzati di bassa autostima. Ognuno di questi problemi si manifesta in modo diverso, ma sono tutti legati a una cosa: il comportamento condizionato praticato fin dall&#8217;infanzia. Alcuni di voi che leggono questo articolo potrebbero pensare: &#8220;La mia infanzia è finita, non c&#8217;è motivo di tornarci&#8221;. Oppure: &#8220;Se la mia infanzia è stata quella in cui ho imparato la maggior parte dei miei meccanismi di coping, sono fregato&#8221;. Tendiamo ad essere protettivi e difensivi riguardo alla nostra esperienza infantile, ma la verità è che abbiamo un&#8217;opportunità unica di guarire e scegliere consapevolmente comportamenti diversi da adulti. Indipendentemente da ciò che abbiamo vissuto nel nostro passato. Questo processo è chiamato reparenting. </p>
<p><strong>Il reparenting è l&#8217;atto di dare a te stesso ciò che non hai ricevuto da bambino</strong>.<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" class="alignnone size-medium wp-image-3244" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384-300x200.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384.jpg 474w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Ci libera dall’idea che è tutto colpa dei genitori, ci aiuta ad assumerci la responsabilità. Tutti lo possiamo fare: non è facile e richiede impegno, tempo e pazienza. Non è una bacchetta magica e richiede lavoro costante, però ci porterà a perdonare e guarire. </p>
<p><strong>Si basa su 4 pilastri: Disciplina, Gioia, Regolazione Emotiva e cura di sè.</strong></p>
<p>In base all’esperienza precoce, alcuni saranno più difficili di altri. Per molti la parte più difficile è la disciplina: la parte bambina si ribella e magari nessuna parte disposta ad alzarsi presto, andare in palestra o portare a termine qualsiasi programma. può richiedere un processo di lutto per il sé passato ed anche di sviluppo dell’auto compassione per arrivare a vedere la disciplina in modo diverso.<br />
Per molti è difficile trovare la gioia, è un’esperienza emotiva portata dalla spontaneità, il gioco, la creatività e la pura presenza. E sono tante le persone che non hanno sperimentato tutto questo a casa.<br />
Parte dello scoprire la gioia è imparare quali sono le tue passioni ed interessi, è dedicarsi tempo per re-imparare chi sei. E’ un processo di cambiamento profondo che porta molta sicurezza ed energia creativa.</p>
<p>Ecco <strong>5 passaggi per iniziare:</strong></p>
<p><strong>1. Respira</strong>: Sì, questo è un passo. È facile sentirsi sopraffatti. Il reparenting è un processo, non accade da un giorno all&#8217;altro e nemmeno nell&#8217;arco di un paio di mesi. Se provi a fare troppo di questo lavoro in una volta, ti sentirai sopraffatto e ritornerai ai vecchi schemi. </p>
<p><strong>2. Mantieni una piccola promessa a te stesso ogni giorno</strong>: questo passo dovrebbe essere così piccolo da sembrare insignificante. Devi scegliere qualcosa in cui avrai sicuramente successo. Ad esempio, la mia prima promessa a me stessa è stata quella di svegliarmi presto. Sapevo che con i miei orari avrei potuto farlo ogni singolo giorno. Se i tuoi non lo consentono, non è una buona scelta per te. Se non vai in palestra tutti i giorni adesso, non promettere che andrai in palestra tutti i giorni. Alcuni buoni esempi sono: meditare per 2 minuti, fare una passeggiata di 5 minuti ogni mattina, cucinare qualcosa di buono e scrivere ogni sera prima di dormire. Non scegliere attività che richiedono più di 10 minuti.</p>
<p><strong>3. Dì a qualcuno di cui ti fidi che stai iniziando il processo</strong>: non condividere che lo stai facendo con i tuoi genitori. Non è necessario e può essere dannoso per loro. Ricorda, hanno fatto del loro meglio con il loro livello di consapevolezza e probabilmente si metteranno sulla difensiva se parli di questo. Il reparenting fa per te. Quando ho iniziato il processo, l&#8217;ho condiviso con il mio partner e abbiamo lavorato per farlo insieme. Se hai un partner o un caro amico, fagli sapere che ci stai lavorando. Il supporto sarà utile.</p>
<p>4. <strong>Usa questo mantra: &#8220;Cosa posso darmi in questo momento?</strong>&#8221; Chieditelo spesso. Da bambini, non sempre ci veniva dato ciò di cui avevamo bisogno. Da adulti abbiamo l&#8217;opportunità di darcelo. Quando senti di avere forti emozioni, poniti questa domanda. A volte la risposta può essere un bagno caldo, altre volte disconnettersi dai social media o prendere il sole per 15 minuti. Va bene se quando inizi a fare questa domanda ti senti confuso o non ti arriva una risposta. Continua a chiedere, la pratica richiede di connettersi all’intuito e se manterrai l’impegno, inizierai a ricevere risposte.<br />
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<p>5. <strong>Festeggia quando ti manifesti</strong>: se non siamo stati riconosciuti, celebrati e visti per l&#8217;individuo unico che siamo da piccoli, tenderemo da adulti a ignorare la nuova realtà che stiamo mostrando. Il reparenting è difficile, è un lavoro nell’anima. Riconosci il coraggio che ci vuole e tutti i tuoi progressi. Celebra la persona che stai diventando.</p>
<p>liberaemente tratto da Theholisticpsychologist.com</p>
<p>_____________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Our childhood is where the subconscious mind is formed.<br />
It’s also where we learn how we process emotions, what relationships look like, how to hold boundaries, and countless other habits and behaviors.<br />
Ideally, our parents are two self actualized people who allow their children to be seen and heard as the unique individual they are. The reality is that we live in a culture that does not teach conscious awareness, so most of us are born to unconscious parents.<br />
Unconscious parents are repeating the same habits and patterns they’ve learned. They’re operating from a wounded space because of their own unprocessed emotions.<br />
It’s important to understand that parents can only parent from their own level of awareness.<br />
We can only give others what we have practiced giving ourselves.<br />
I’ve worked with all different demographics of people. Over time I’ve come to understand that most people seek help for relationship “communication problems”, destructive habits (addiction, self-sabotage), identity confusion (“Who AM I”), and generalized feelings of low-self worth.<br />
Each of these issues manifest differently, but they’re all tied to one thing: conditioned behavior practiced since childhood.<br />
Some of you reading this might be thinking “My childhood is over, there’s no reason to go back there.” Or “If my childhood is where I learned most of my coping mechanisms, I’m screwed.”<br />
We tend to be protective and defensive around our childhood experience, but the truth is we have a unique opportunity to heal and consciously choose different behavior as adults. Regardless of what we have experienced in our past.<br />
This process is called reparenting.<br />
Reparenting is the act of giving yourself what you didn’t receive as a child.<br />
My childhood was unique in that I had two (physically) present parents who were emotionally absent. My mom was a stay-at-home mom and my dad was home every day by 5:30 for dinner. My parents were in their mid 40’s when they had me, and there was 18 years between my brother and myself.<br />
By the time I came around, they were highly distracted. My mom was battling severe chronic pain, and my sister (who had her own health challenges) had gone through a series of surgeries throughout her childhood and teen years. Death and illness were a constant focus.<br />
I had zero discipline. I decided from a very young age what time I would go to bed, what I would eat, and what time I would come home. My mom spent the majority of the time in her bed. Her sickness was a focus for everyone in the home.<br />
There was a lot of chaos and co-dependence.<br />
This is where my anxiety began. It manifested as disordered eating, and obsessive compulsive “achievement” behavior.<br />
Of course, this wasn’t seen as a negative. I excelled in both athletics and academics. I won awards. I was offered scholarships. I adapted, and channeled my anxiety. A lot of people don’t understand that underneath achievement behaviors is a lot of pain and unhealthy conditioning.<br />
In my 30’s when I was no longer in school or playing sports, I got a clearer picture of more negative manifestations.<br />
I didn’t show up for myself, my spending was out of control, I did not understand how to set (or keep boundaries), and overall had placed no focus on my physical and spiritual health.<br />
Discovering reparenting was a game changer for me.<br />
It was not my parents “fault.” It meant nothing about who they were as people. Or how much they loved me. They were doing the best they could with their level of awareness.<br />
Now, it was time for me to do the best I could with my own evolved level of awareness.<br />
Reparenting is our personal responsibility. Anyone can begin the process of reparenting themselves. It takes time, commitment, and patience. There is no quick fix. It will require you to show up every day. But it will allow you to heal and forgive.<br />
The 4 Pillars of reparenting are:<br />
Discipline, Joy, Emotional Regulation, and Self-care.<br />
I go more in depth on these in a video you can watch here: [LINK]<br />
Depending on your unique childhood experience, some of these will be more difficult than others. For me, discipline was the most difficult part. My mind had a tantrums. My childhood-self rebelled. There was no part of me that wanted to wake up early, go to the gym, or really do anything “planned.” It was a process of grieving for my past self as well as self compassion to allow me to view discipline in another way.<br />
Another major struggle for me was finding joy. Joy is an emotional experience. It’s the product of spontaneity, play, creativity, and pure presence. It’s not something that I experienced within the home.<br />
Part of discovering joy is learning your own unique passions and interests. This is something I had to spend time connecting to. I had to relearn “me.”<br />
Years into the reparenting process I can say that I am truly a different person.<br />
It’s brought me so much more confidence, empathy, and creative energy.<br />
Here are 5 Steps to Begin:<br />
1. Breathe: Yes, this is a step. It’s easy to become overwhelmed. Reparenting is a process. It’s not something that happens overnight. It’s not something that happens over a couple of months. If you try to do too much of this work at once, you’ll become overwhelmed and fall back into old patterns. Follow the steps, do not try to do too much at once.<br />
2. Keep one small promise to your yourself every day: This step should be so small that it’s seemingly insignificant. You need to choose something that sets you into a situation where you’ll succeed. For example, my first promise to myself was to wake up early. I knew with my schedule I could do this every single day. If you have a schedule that doesn’t allow for this, this is not a good choice for you. If you don’t go to the gym every day now, do not promise you’ll go to the gym every day. Some good examples are: meditate for 2 minutes, go for a 5 minute walk around the block each morning, cook one meal at home every day, future self journal each night before bed. Time is important here: do not choose any promise that takes more than 10 minutes in total.<br />
3. Tell someone you trust (other than your parents) that you’re beginning the process: do not share that you’re doing this with your parents. It’s not necessary, and can be hurtful to them. Remember, they did the best they could with their level of awareness and will likely become defensive if you talk about this. Reparenting is for you. When I began the process, I shared it with my partner and we worked to do this together. If you have a partner or a close friend, let them know you’re working on this. Support will be helpful.<br />
4. Use this Mantra: “What can I give myself right now?” This is a mantra I use often. As children, we weren’t always given what we needed. As adults we have an opportunity to give what we need to ourselves. When you feel yourself having strong emotions, ask this question. Sometimes the answer for me is a bubble bath. Other times it’s to disconnect with social media, or a need to get into the sun for 15 minutes. It’s ok if when you begin asking this question you feel confused or like there is no answer. Just continue asking. It’s a practice of connecting with intuition. If you stay committed, you’ll begin to get answers.<br />
5. Celebrate when you show up: if we were not recognized, celebrated, and seen for the unique individual we are, we will quickly disregard the reality that we are showing up. Reparenting is difficult. Its soul work. Acknowledge the courage it takes. Own your progress. Celebrate the person you’re becoming.</p>
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		<title>Riflessioni sul Perdono</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/riflessioni-sul-perdono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 21:50:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riflessioni sul Perdono Pensieri sul Perdono C&#8217;è decisamente troppa insistenza benintenzionata e troppa vergogna imposta sul tema del perdono da parte di leader di pensiero influenti. Questo non è né sano né utile. Anzi, può essere una forma di abuso secondario. Non devi sentirti obbligato a perdonare, soprattutto se qualcuno continua a farti del male! [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Riflessioni sul Perdono</h2>
<h3>Pensieri sul Perdono</h3>
<p>C&#8217;è decisamente troppa insistenza benintenzionata e troppa vergogna imposta sul tema del perdono da parte di leader di pensiero influenti. Questo non è né sano né utile. Anzi, può essere una forma di abuso secondario.</p>
<p><strong>Non devi sentirti obbligato a perdonare, soprattutto se qualcuno continua a farti del male!</strong></p>
<p>Infatti, <strong>NON è necessario perdonare tutto e tutti, e puoi comunque vivere una vita meravigliosa, felice e sana.</strong><br />
Puoi decidere da solo il tuo sistema di valori, cosa è accettabile nella tua esperienza di vita, e cosa no.</p>
<p>Ti prometto che non verrai punito da una squadra di polizia celeste se decidi: &#8220;No. Questo non va bene per me&#8221;.</p>
<h2>Qual&#8217;è il vero obiettivo di queste riflessioni sul perdono?</h2>
<p><strong>Il VERO OBIETTIVO del perdono è rendere impotente qualsiasi male che hai sperimentato, impedendo che ti faccia ulteriori danni.</strong></p>
<p>Potrebbe aiutarti dire:<br />
&#8220;Quello che mi hai fatto è sbagliato. E non c&#8217;è NULLA che tu possa farmi che io non possa usare per riprendere il mio potere personale e l&#8217;amore per me stesso&#8221;.</p>
<p><strong>(Questo come ti fa sentire?</strong>)</p>
<p><em>Perdona le persone, se decidi di farlo, quando sei al sicuro e non sei più vittima di abusi o in pericolo.</em> E non perdonare in base ai tempi di qualcun altro ma solo in base ai tuoi.</p>
<div id="attachment_3429" style="width: 257px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3429" class="size-full wp-image-3429" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/12/riflessioni-sul-perdono.jpeg" alt="Riflessioni sul Perdono" width="247" height="204" /><p id="caption-attachment-3429" class="wp-caption-text">Riflessioni sul Perdono</p></div>
<p><strong>Non devi il tuo perdono a nessuno!</strong></p>
<p>La scelta migliore sarà sempre quella che funziona meglio per te.<br />
Altri due pensieri:</p>
<p>&#8211; <strong>Concentrati sul vivere la tua vita favolosa e lascia che il perdono sgorghi dalla tua abbondanza di felicità, quando e se lo vorrà.</strong></p>
<p>&#8211; <strong>Il miglior perdono è quello per sé stessi, sapendo di potersi prendere cura di sé e crescere</strong>.</p>
<p>Tradotto liberamente dalla newsletter di Morgana Rae<br />
_______________________________________________________________________</p>
<p><strong>ON FORGIVENESS</strong><br />
There&#8217;s way too much well-intentioned shoulding and shaming on the topic of forgiveness by influential thought leaders, and that&#8217;s not healthy or helpful. In fact this can be a form of secondary abuse. You do not need to be pressured to forgive, especially if someone is still causing you harm!<br />
After 30 years and coaching thousands of clients, here&#8217;s my observation: you do NOT have to forgive everything and everyone, and you still get to live a wonderful, happy, healthy life anyway.<br />
You get to determine for yourself what your value system is, what&#8217;s acceptable in your life experience, and what is not. I promise you that you will not be punished by some celestial police squad if you determine, &#8220;Nope. This doesn&#8217;t work for me.&#8221;<br />
The REAL GOAL is to make what ever harm you have experienced powerless to cause you more harm.<br />
Here&#8217;s another option you may find helpful:<br />
&#8220;What you did to me was wrong. And there is NOTHING you can do to me that I will not use for my own personal empowerment and self-love.&#8221;<br />
(How does THAT feel?)<br />
Forgive people, if you choose to do so, when you are safe and no longer being abused or in danger. And don’t forgive on anyone’s timeline but your own. You do not owe anyone your forgiveness.<br />
Your best choice will always be the choice that works best for you.<br />
Two more thoughts:<br />
• Focus on living your most fabulous life, and allow forgiveness to flow out of your own bounty of happiness, when and if it wants to.<br />
• The best forgiveness is forgiving yourself and knowing you can trust yourself to take care of yourself, moving forward.</p>
<p><em>I hope this message provides you comfort and clarity when you need it.</em></p>
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		<title>Coltivare la gratitudine estrema</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/coltivare-la-gratitudine-estrema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 10:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Teniamo nel profondo del cuore un impegno a essere costantemente grati, qualunque cosa succeda. Prendiamoci il tempo d’essere grati per tutte le piccole cose, non solo le grandi. Per esempio: • Svegliarci al mattino • Sentire il corpo • Respirare aria fresca • Avere acqua potabile • Vivere in una casa comoda Ecc. Ecc. Ben [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Teniamo nel profondo del cuore un impegno a essere costantemente grati, qualunque cosa succeda.</strong></p>
<p>Prendiamoci il tempo d’essere grati per tutte le piccole cose, non solo le grandi.<br />
Per esempio:</p>
<p>•	Svegliarci al mattino<br />
•	Sentire il corpo<br />
•	Respirare aria fresca<br />
•	Avere acqua potabile<br />
•	Vivere in una casa comoda<br />
Ecc. Ecc.</p>
<p>Ben presto noteremo che le cose che diamo per scontate erano quelle per cui molte persone avrebbero pianto di gratitudine.<br />
In tutto il mondo, ci sono ancora persone che devono camminare quattro ore per avere un bicchiere d&#8217;acqua pulita e sicura da bere.<br />
Altri avrebbero voluto passare più tempo con le loro famiglie, ma non hanno avuto la possibilità di svegliarsi questa mattina.<br />
Sì.<br />
<strong>La gratitudine è una questione di vita o di morte</strong>.<br />
Vi dico subito che la Gratitudine estrema è stata uno dei più grandi cambiamenti nella mia vita.<br />
Ecco perché vi invito a prendere in considerazione l&#8217;idea di giocare a questo gioco della gratitudine estrema: non solo oggi&#8230; ma per i prossimi 365 giorni. </p>
<p>Non importa. Cosa.<br />
Spesso il mondo esterno rispecchia semplicemente il mondo interno.</p>
<p><strong>Quando apprezziamo tutte le cose che abbiamo già, il loro valore aumenta.</strong><br />
Inoltre, un atteggiamento di gratitudine mette direttamente in condizione di ricevere indicazioni dalla vostra intuizione più elevata. Questo non può che far trovare altre cose per cui essere grati <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Vi state chiedendo se c&#8217;è una trappola?<br />
Sì, c&#8217;è!<br />
Fate attenzione a <strong>non adottare un atteggiamento di gratitudine per quello che sperate di ottenere</strong><br />
Fatelo per apprezzare ciò che fate.<br />
Fate in modo che diventi parte di ciò che siete.<br />
In breve, fate della gratitudine estrema la vostra NUOVA IDENTITÀ.<br />
Perché&#8230; quando si prova davvero gratitudine estrema, qualsiasi cosa in più è una ciliegina sulla torta.</p>
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		<title>Il grounding è la risposta al trauma</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 14:41:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi. David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/">Il grounding è la risposta al trauma</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi.<br />
David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali e nemmeno l’interesse personale per scegliere di sostenere una psicoterapia. Il suo approccio al trattamento post- traumatico si rivolge in particolare a queste categorie di persone che portano il segno del trauma che hanno subito e hanno bisogno di trovare un modo per superarlo, per sopravvivere, e, infine, tornare a vivere.<br />
<strong>Il processo di superamento del trauma può essere considerato un processo in quattro fasi: esperienza, resistenza, sopravvivenza e superamento evolutivo. In questo processo è importante trovare un modo di superare gli esiti psicofisici che il trauma comporta e che possono riattivarsi in continuazione con flashback, sentimenti violenti di ansia e ritiro sociale</strong>.<br />
A partire dal lavoro corporeo e dalla risposta fisica espressa dalle vibrazioni e dai tremori tipici del lavoro corporeo bioenergetico, si può avere una abreazione del trauma dal punto di vista fisico.<br />
Questo processo di scarica e superamento fisico del trauma innesca poi anche un processo emotivo e cognitivo di liberazione dagli esiti dell’esperienza traumatica vissuta in un processo che può essere riassunto appunto nelle quattro fasi sopra delineate.</p>
<p><strong>Il benessere e il grounding</strong><br />
Noi, non diversamente da tutti gli altri organismi viventi, tendiamo a rispondere in maniera fisica alle circostanze ambientali in cui ci troviamo a vivere. Quando sperimentiamo una sensazione di benessere possiamo essere naturalmente radicati. In questo senso il grounding può essere definito come il senso di pace e sicurezza che sperimentiamo in tutto il corpo e che si accompagna ad una sensazione di un Sé sicuro e integrato, un senso di calma e di piena consapevolezza del momento presente. Il trauma riduce il nostro radicamento e per questa ragione dobbiamo lavorare per ristabilirlo.</p>
<p><strong>Il trauma e il grounding</strong><br />
Nel trauma è il nostro radicamento il primo aspetto che subisce una riduzione.<br />
Questo perché ogni organismo vivente ha dei meccanismi neurologici, fisiologici e anatomici che si attivano per proteggerci durante le esperienze traumatiche e che si esprimono attraverso una contrazione involontaria del nostro sistema miofasciale e riguarda sia i muscoli lunghi che i muscoli profondi. Questi stessi meccanismi ci permettono, oltre che la protezione primaria, anche il ristabilimento del nostro radicamento e di un senso di centratura rispetto a se stessi, dopo l’esperienza traumatica.<br />
<strong>Il trauma e le vibrazioni</strong></p>
<p>I tremori e le vibrazioni che vengono durante il lavoro corporeo bioenergetico sono uno dei meccanismi fisici che consentono il recupero post-traumatico.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/10/images-2.jpeg" alt="" width="242" height="208" class="alignnone size-full wp-image-3192" /></p>
<p><strong>Perché il corpo produce vibrazioni e tremori?</strong></p>
<p>Le vibrazioni sono il risultato della fascicolazione muscolare che permette alla muscolatura contratta di sciogliere il livello di tensione presente. Attraverso questo processo di fascicolazione, avviene uno scarico dell’energia che è rimasta trattenuta e noi possiamo riprendere il nostro radicamento a terra.</p>
<p><strong>Neurologia del grounding</strong></p>
<p>La neurologia si occupa di come il cervello processa la storia emotiva che il corpo vive. Il grounding neurologico nel cervello umano è il risultato di una efficace interfaccia tra il comportamento cognitivo e la regolazione del SNA.<br />
Una sana comunicazione tra le tre parti del cervello (tronco dell’encefalo che raccoglie l’imprinting del trauma, sistema limbico che raccoglie l’attivazione emotiva e la corteccia che esprime l’aspetto logico-cognitivo) permette l’emergere di sensazioni di comfort e di grounding.<br />
Bessel Van der Kolk afferma che “l’imprinting del trauma avviene nel tronco encefalico e non nella corteccia. Abbiamo perciò bisogno di un trattamento che si rivolga sia alla risposta del tronco encefalico che agli aspetti cognitivi”. Le vibrazioni bioenergetiche producono una risposta che si rivolge sia agli aspetti fisici che a quelli cognitivi.</p>
<p><strong>Le tre parti del cervello</strong><br />
Il tronco dell’encefalo è parte del SNA e questa ragione è indipendente dalla corteccia e non soggetto ad un controllo consapevole.<br />
Il sistema limbico – che raccoglie l’imprinting del trauma – è formato da amigdala, ippocampo, ipotalamo, talamo e mobilizza le emozioni e le azioni collegate alle emozioni. Lo scopo di questo sistema è di produrre una reazione di attacco/fuga o freezing superando il controllo esecutivo della corteccia. Per lavorare sul superamento delle emozioni connesse ad un evento traumatico non dobbiamo cercare di ricontattare la corteccia ma dobbiamo lavorare a livello del sistema limbico e del tronco dell’encefalo.<br />
Durante le esperienze stressanti il tronco dell’encefalo e il sistema limbico funzionano autonomamente dai lobi frontali della corteccia.<br />
Questo può condurre a comportamenti impulsivi, violenti, ad un aumento dell’ansia, della depressione, all’abuso di sostanze, a disturbi dell’apprendimento, e disordini collegati allo stress.</p>
<p><strong>I neuroni e il grounding</strong></p>
<p>Il nostro sistema nervoso comunica attraverso un circuito a due vie: top- down e bottom – up. Il trauma interrompe questa comunicazione. Questa comunicazione invece è mantenuta attraverso i neuroni afferenti ed efferenti. Il primo tipo di neuroni garantisce la comunicazione tra la periferia del corpo e il cervello, mentre il secondo tipo di neuroni garantisce il flusso di informazioni dal cervello al corpo. Questo circuito comunicativo completa il loop transcorticale. Questo flusso di informazioni nell’evento traumatico subisce una interruzione che, potremmo dire metaforicamente e non solo, separa il corpo dalla mente e interrompe il passaggio di informazioni a due vie interrompendo il loop transcorticale. Nel recupero del trauma è centrale partire da queste considerazioni e non partire dal coinvolgimento delle funzioni legate alla corteccia – ossia la narrazione e l’elaborazione cognitiva del trauma – ma farla precedere da un ristabilimento di questo circuito di comunicazione tra la mente e il corpo.<br />
Tremori e vibrazioni<br />
I tremori completano il loop transcorticale che è stato interrotto dal trauma, integrando automaticamente sia la ipoattivazione che la iperattivazione che possono rimanere dopo un trauma e ristabilendo la comunicazione a due vie di cui parlavamo poc’anzi.</p>
<p>I tremori neurogenici sono parte della memoria procedurale dell’animale. Il corpo li produce per completare il processo di scarica che è stato interrotto dal modello di risposta di attacco/fuga/freezing.</p>
<p>1. I tremori sono un modello riflessogeno contenuto nella memoria procedurale<br />
2. Sono l’arte della composizione genetica dell’organismo umano<br />
3. Sono genericamente basati sui processi di scarica dell‘organismo<br />
4. I tremori si estinguono automaticamente quando la risposta difensiva è completata.</p>
<p><strong>Gli esercizi di Berceli</strong><br />
Per lavorare sul corpo Berceli propone una specifica sequenza di esercizi che rilassa la muscolatura profonda dell’ileopsoas e ristabilisce, con una specifica progressione, il grounding. Nel corso della conferenza ha mostrato molti frammenti video di sessioni di lavoro corporeo che hanno permesso un ristabilimento di una qualità adeguata di vita a molte persone.</p>
<p>A cura di nicoletta cinotti</p>
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		<title>12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 12:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni. Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS</h2>
<p>Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni.</p>
<p><strong>Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni</strong>. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che significa che sono programmati a livello cerebrale per elaborare le informazioni in modo profondo e rispondere maggiormente al proprio ambiente. Ecco perché <strong>tendono ad essere molto in sintonia sia con le sensazioni fisiche (come i tessuti e i suoni), sia con le emozioni e gli stati d’animo degli altri. </strong></p>
<p><strong>Pensano profondamente, sentono fortemente e notano cose che agli altri sfuggono.</strong></p>
<p><em>Amare un PAS può essere mozzafiato, ma è anche un po&#8217; diverso da altri tipi di relazioni.</em></p>
<h3>1. Un PAS noterà (e sentirà) ciò che provi.</h3>
<p>Le persone altamente sensibili non possono fare a meno di cogliere i sottili segnali emotivi che spesso vengono lasciati inespressi: la tensione nella voce, il crollo delle spalle o l&#8217;improvviso rifiuto del contatto visivo.</p>
<p>I P.A.S. non lo fanno nemmeno consapevolmente; elaborano semplicemente i segnali e &#8220;assorbono&#8221; ciò che senti &#8211; e questo significa che lo sentono anche nei loro corpi. Il tuo stress è il loro stress e la tua rabbia repressa può diventare la loro preoccupazione notturna.</p>
<p>Può essere difficile, ma aiuta se sei disposto a parlare apertamente delle tue emozioni e, soprattutto, se hai buone capacità di ascolto.</p>
<p><strong>Quando i PAS possono parlare di ciò che sentono e sanno che vengono ascoltati e accettati, sapranno di avere un custode.</strong></p>
<h3>2. Concedi ai PAS un po’ più di tempo per adattarsi ai cambiamenti.</h3>
<p>Il cambiamento può essere difficile per chiunque, ma <strong>i PAS elaborano le cose più profondamente di altri</strong>.</p>
<p>Ciò significa che anche i cambiamenti positivi, come l’inizio di una nuova relazione, possono essere davvero travolgenti.</p>
<p>(Se hai mai visto qualcuno piangere a causa di una buona notizia, potrebbe essere stato un altamente sensibile.)</p>
<p>Di conseguenza, i P.A.S. affrontano le relazioni lentamente, soprattutto all&#8217;inizio. Non sorprenderti se un PAS ha bisogno di tempo per se stesso o all&#8217;inizio sembra &#8220;tiepido&#8221;. Sta facendo ciò che ha imparato di dover fare per proteggere il suo cuore (e il suo livello di stress).</p>
<h3>3. Valuta l’impatto emotivo dei film che proponi.</h3>
<p>Penso che sappiamo tutti che un film horror splatter non è sempre adatto, a meno che tu non conosca bene i gusti dell&#8217;altra persona.</p>
<p>Ma anche con i film più tradizionali, evita tutto ciò che potrebbe essere super violento o cruento (come la maggior parte dei film d&#8217;azione), perché i P.A.S. tendono a &#8220;sentire&#8221; il dolore e le emozioni di chi è sul grande schermo. Un po’ di suspense di buon gusto va bene, ma <strong>la violenza e la crudeltà spesso lasciano i PAS a metà tra il turbamento e la sopraffazione.</strong></p>
<div id="attachment_3179" style="width: 287px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3179" class="wp-image-3179 size-full" title="PAS Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-3.jpeg" alt="PAS Persone Altamente Sensibili" width="277" height="182" /><p id="caption-attachment-3179" class="wp-caption-text">PAS Persone Altamente Sensibili</p></div>
<h3>4. Non coglierlo di sorpresa</h3>
<p>Non è carino avvicinarsi di soppiatto a un PAS e spaventarlo. E no, non riderà dopo. Avrà bisogno di minuti (o più) per riprendersi.</p>
<h3>5. A volte rimarrai stupito dalle intuizioni delle persone altamente sensibili</h3>
<p>Le stesse qualità che rendono così difficile l’essere un PAS si traducono in un dono raro che diventa ancora più forte man mano che la vita va avanti. Incontrare un PAS significa che <strong>ogni tanto rimarrai stupefatto dalle loro intuizioni o dalla bellezza di qualcosa che creano</strong>, apparentemente dal nulla. Infatti, una volta che si fida veramente di te, condivide la sua genialità così come la sua vulnerabilità.</p>
<h3>6. Hanno bisogno di tempo da passare da soli</h3>
<p>Alcune persone altamente sensibili sono introverse. Alcuni sono estroversi. Ma tutti, anche i più socievoli e chiacchieroni, <strong>a volte hanno bisogno di scomparire e di essere lasciati soli</strong>. Questo perché la stimolazione di ogni tipo, sociale o di altro tipo, può rapidamente sopraffare i sensi di un PAS il quale ha bisogno di tempo senza stimolazione affinchè ciò passi.</p>
<p>Se vivete insieme a un PAS, potrebbe aver bisogno di una stanza solo sua e chiederti di non entrare mai. Se vivete separati, potrebbe capitare che scompaia per alcuni giorni (o un pomeriggio) per meditare.</p>
<p>Se vuoi che il PAS ti avvisi quando deve farlo, in modo che tu sappia cosa sta succedendo, dovrai rispettarlo e non interrompere il suo tempo da trascorrere da solo quando ne ha bisogno.</p>
<h3>7. Le persone altamente sensibili amano essere coinvolti a un livello più profondo.</h3>
<p><strong>Le persone altamente sensibili elaborano le cose in profondità, quindi di solito pensano alle grandi cose della vita</strong>. Potrebbe trattarsi di qualcosa di personale come il modo in cui funzionerà un&#8217;amicizia, o cosmico come il futuro dell&#8217;umanità. In ogni caso, i P.A.S. vogliono andare rapidamente oltre le chiacchiere superficiali. Abbi una mentalità aperta e la volontà di parlare di argomenti importanti.</p>
<h3>8. Sanno che la maggior parte delle persone non li capisce.</h3>
<p><strong>Solo circa il 20% della popolazione è P.A.S.</strong> E gran parte del restante 80% non ha mai nemmeno sentito parlare di alta sensibilità.</p>
<p>Di conseguenza, <strong>i P.A.S.</strong> non solo si sentono incompresi, ma sono anche incompresi. E sono abituati al modo in cui la maggior parte delle persone gestisce la situazione: evitando di ascoltarli, assegnandogli uno stereotipo o semplicemente dicendo loro che c&#8217;è qualcosa che non va in loro.</p>
<div id="attachment_3181" style="width: 235px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3181" class="wp-image-3181 size-full" title="Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg" alt="Persone Altamente Sensibili" width="225" height="225" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg 225w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-80x80.jpeg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-36x36.jpeg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-180x180.jpeg 180w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-3181" class="wp-caption-text">Persone Altamente Sensibili</p></div>
<p>Se adotti un approccio diverso, come ascoltare apertamente e cercare di comprendere le loro esperienze, ti distinguerai. E ti ameranno per questo.</p>
<p>9. Non utilizzare mai queste due etichette.</p>
<h3><strong>I P.A.S. sono stufi di sentirsi dire che sono “troppo sensibili” o addirittura “timidi”</strong></h3>
<p>Se stai per usare queste parole, non farlo. Dai loro tempo o lascia che ti dicano come si sentono.</p>
<p>La tua persona altamente sensibile apprezzerà che tu abbia speso del tempo per capirla.</p>
<h3>10. Il loro ambiente li influenza.</h3>
<p>A tutti noi piacciono alcuni tipi di ambienti più di altri. Ma il sistema di un PAS impiega molta più energia nell’elaborazione dei segnali che li circonda, siano essi rumore, luce, attività o presenza di altre persone. Ciò significa che anche uno spazio moderatamente “occupato” può rapidamente diventare divorante per il sistema di un PAS, che potrebbe dover andarsene o essere sopraffatto e collassare.</p>
<p>Per il partner di un PAS, ciò significa rispettare tre semplici regole:</p>
<ul>
<li><strong>pensa se il PAS apprezzerà un ambiente prima di fare un piano; </strong></li>
<li><strong>avvisalo in anticipo se un luogo sarà rumoroso o affollato; </strong></li>
<li><strong>e sii comprensivo e solidale se dice che vuole andarsene, anche se si stava divertendo solo pochi minuti prima.</strong></li>
</ul>
<h3>11. Niente costa più del conflitto.</h3>
<p>A molte persone non piace il conflitto. Per i PAS, tuttavia, è ancora di più: <strong>il conflitto è una delle principali fonti di sopraffazione. Infatti spesso richiede risposte rapide e decise, e questo porta loro sia un sovraccarico sensoriale che un sovraccarico emotivo. Questo diventa insostenibile </strong>per gli altamente sensibili.</p>
<p>Molti P.A.S. cercano di evitare i conflitti facendo di tutto per rendere felice il proprio partner. Questo può diventare un problema se non parlano apertamente dei propri bisogni. Se frequenti un PAS, sii consapevole di questa tendenza; aiutalo a sentirsi sicuro di esprimere la propria opinione e cercate insieme modi per gestire delicatamente il conflitto. Ancora una volta, le capacità di ascolto e la creazione di uno spazio sicuro per una discussione onesta e senza urla sono di grande aiuto.</p>
<h3>12. Niente è più importante per un PAS dell&#8217;essere accettato</h3>
<p>La maggior parte dei PAS ha avuto una lunga lista di amici e/o corteggiatori che hanno subito visto la loro creatività, sensibilità e capacità percettiva e hanno detto: “Lo adoro. È affascinante”. Ma queste stesse persone non si sono mai prese il tempo di dire: “Accetto e amo anche la parte che ha dei bisogni, la parte che deve elaborare, la parte che sente le cose così profondamente, la parte che è scomoda quando viene sopraffatta”.</p>
<p>Questi due lati fanno parte di un unico pacchetto. Nessun PAS può avere l&#8217;uno senza l&#8217;altro. E ogni PAS impara a evitare le persone che ne vogliono solo la metà.</p>
<p><strong>Se riesci a prenderti il tempo per ascoltare e accettare un PAS – per tutto il suo essere – ti amerà più profondamente di quanto tu non sia mai stato amato prima. E se riesce a fidarsi di te quando è sopraffatto, saprà di aver trovato l’anima gemella</strong>.</p>
<p>Liberamente tratto da <a href="https://www.paspeople.com" target="_blank" rel="noopener">www.paspeople.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/">12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Anoressia e Famiglia</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/anoressia-e-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 15:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anoressia e Famiglia: il ruolo della famiglia nei disturbi alimentari. Quali sono le dinamiche familiari che contribuiscono all'anoressia?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/anoressia-e-famiglia/">Anoressia e Famiglia</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Anoressia e Famiglia</h2>
<h3>Qual è il ruolo della famiglia nei disturbi alimentari?</h3>
<p><strong>L’anoressica si fa carico di essere linguaggio e espressione di tutto il sistema famigliare</strong> che risponde a 4 caratteristiche principali:<br />
• <strong>Invischiamento</strong>: i membri nella famiglia sono come sovrapposti, nessuno è abbastanza libero da avere un suo spazio autonomo. La sovrapposizione determina una confusione dei confini detti “diffusi”. Le identità non sono separate, i ruoli non sono ben distinti. Padre, madre, sorella, fratelli, tutti si occupano ognuno dell’altro. Confusione emotiva e psicologia che va a toccare il processo di sviluppo e di individuazione del sé.<br />
• <strong>Iperprotettiva</strong>: l’invischiamento provoca una funzione di protezione dell’altro, ognuno è protetto e nessuno è libero.<br />
• <strong>Rigidità:</strong> si tratta di sistemi che replicano in modo stereotipato nel tempo un sistema di risposte identiche. Il sistema non cambia autonomamente, i sistemi organizzati in questo modo presentano struttura che sempre si ripresenta nel tempo.<br />
• <strong>Mancanza di risoluzione dei conflitti</strong>: gli esseri invischiati, confusi, iperprotettivi, rigidi, determinano un’impossibilità di risoluzione del conflitto che resta criptato e nascosto per un sistema che risulta confuso.</p>
<div id="attachment_3500" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3500" class="wp-image-3500" title="Anoressia e Famiglia" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/famiglia-anoressica.jpg" alt="Famiglia Anoressica" width="300" height="300" /><p id="caption-attachment-3500" class="wp-caption-text">Famiglia Anoressica</p></div>
<h4>In questo tipo di sistema <em>la sintomatologia anoressica</em> assolve la funzione di distruttore.</h4>
<p>“<em>I genitori tendono a presentare la vita della famiglia come più armoniosa di quanto non sia in verità, oppure negano addirittura l’esistenza di qualsiasi difficoltà</em>.”</p>
<p>Hilde Bruch</p>
<p>Quali sono i legami tra anoressia e famiglia?</p>
<p><strong>Maria Selvini Palazzoli, psichiatra e accademica italiana, sottolinea che nella famiglia anoressica si attuano delle dinamiche di attenzione sul paziente designato (PD) per proteggere parti intoccabili del sistema</strong>.</p>
<p>L’epicentro da cui si origina<strong> la famiglia anoressica</strong> risiede nella condizione di <strong>stallo della coppia coniugale. Marito e moglie tendono a identificarsi esclusivamente in padre e madre per evitare di doversi confrontare con la reciproca insoddisfazione della coppia.</strong></p>
<p><strong> I coniugi nella famiglia anoressica si identificano in una forma di cura genitoriale iper-controllante che ha bisogno che il figlio resti bambino per continuare a esistere</strong>.</p>
<p>La famiglia anoressica è caratterizzata da un’austerità che ricorda il tipo di famiglia agricolo-patriarcale. In primo piano il sacrificio di sé, legato a senso di colpa, per il bene di tutto il sistema famiglia.<br />
Un retaggio antico: <strong>sacrificarsi significava essere per la famiglia, la famiglia è vista e sentita come sacra. L’unità va mantenuta a tutti i costi</strong>.</p>
<p>Una duplice pressione agisce sulla paziente anoressica: il rivendicare la propria autonomia, quindi emanciparsi, e la paura di svincolarsi dai genitori.<br />
Temi di fondo:<br />
• <strong>terrore del cambiamento<br />
• la famiglia è vista come unità di sicurezza e sopravvivenza<br />
• il sacrificio di sé per salvare l’unità famigliare</strong></p>
<p>Il sentimento di lealtà, l’orgoglio di appartenenza, i sensi di colpa e di esclusione che accompagnano comportamenti e scelte, costituiscono il substrato emozionale su cui poggia la trasmissione dei modelli di relazione, degli stili di funzionamento e dei miti famigliari, che transitano da una famiglia all’altra.</p>
<p><strong>Obiettivo terapeutico: portare l’anoressica a superare la condizione del proprio sacrificio.</strong></p>
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		<title>Ricostruire  l&#8217;autoprotezione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/ricostruire-lautoprotezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 15:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[abuso narcisistico]]></category>
		<category><![CDATA[autocritica]]></category>
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		<category><![CDATA[bambino interiore]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamento]]></category>
		<category><![CDATA[mancanza d'autoprotezione]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Purtroppo, le donne maltrattate da bambine non hanno avuto la possibilità d’imparare a proteggersi: siccome nessuno (e, in particolare modo, i genitori) aveva saputo impedire che venisse fatto loro del male, non hanno imparato a tenersi al riparo dei pericoli e non sanno sentire una &#8216;presenza protettiva &#8216;. Per questo tendono a non percepire il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo, <strong>le donne maltrattate da bambine non hanno avuto la possibilità d’imparare a proteggersi</strong>: siccome nessuno (e, in particolare modo, i genitori) aveva saputo impedire che venisse fatto loro del male, non hanno imparato a tenersi al riparo dei pericoli e <strong>non sanno sentire una &#8216;presenza protettiva </strong>&#8216;. Per questo tendono a non percepire il pericolo, come l&#8217;avvicinarsi d&#8217;un ciclo di violenza, cosa che potrebbe aiutarle a sottrarsi. Non avendo potuto imparare a dire di no, spesso non riescono tenersi fuori da situazioni pericolose o sgradevoli, anzi <strong>sono sempre talmente alla ricerca di qualcuno o qualcosa che possa dar loro l&#8217;amore che non hanno sviluppato</strong> dentro di sé da essere aperte all&#8217;invasione (che d&#8217;altronde è stata l&#8217;esperienza dell&#8217;infanzia). Inoltre, non si sanno consolare quando subentra l&#8217;umiliazione del sentirsi violate e, spesso, sono schiacciate da un senso d&#8217;impotenza e d’isolamento.</p>
<p>	Non avendo potuto formare un ego sufficientemente forte, queste donne sono facilmente attratte da uomini egocentrici, forti e provvisti di quel senso di identità che a loro manca. Il <strong>non aver potuto esprimere la rabbia per le violenze subite potrà portarle a cercare uomini violenti ben capaci di esprimere la loro aggressività</strong>. In pratica potranno trovarsi a cercare negli uomini qualità che nulla hanno a che fare con gli uomini in questione, ma che fanno parte invece della loro parte più importante, quella a cui hanno rinunciato.</p>
<p>         Quando una bambina subisce una grave violenza, <strong>scinde la parte cattiva dell&#8217;adulto abusante e la ingloba come una parte di sé</strong>, il ‘violatore interiorizzato ’; al tempo stesso è altrettanto insopportabile per lei che uno o più altri adulti non siano in grado di difenderla e pertanto <strong>assume in sé anche la parte dello ‘spettatore non protettivo </strong>’. A questo punto, la bambina presenta seri problemi di io frammentato che, evidentemente, renderanno estremamente difficile la sua vita.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/mamma-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" class="alignnone size-medium wp-image-2938" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/mamma-300x222.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/mamma.jpg 474w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per <strong>guarire è necessario infrangere l’immagine negativa di sé</strong>, per ricostruirsi è necessario mobilitare ogni parte di sé: la mente, il corpo, le emozioni e lo spirito. E la donna ha bisogno di utilizzare per sé stessa c<strong>apacità quali l’ascolto, la comprensione e l’intuito che finora ha teso ad usare solo per gli altri</strong>. Ha bisogno di imparare ad accettarsi e ad affidarsi alla sua saggezza che, spesso, deve ancora scoprire di avere.</p>
<p>Il lavoro interiore da compiere è davvero difficile perché implica <strong>lo smantellamento di parti di sé; d’altronde offre anche opportunità notevoli </strong>quali la scoperta di capacità insospettate o la guarigione di malattie e <strong>può quindi diventare entusiasmante</strong>: permette di potersi riprendere l’identità, di conquistare una maggiore autostima e di migliorare il proprio livello di salute mentale, emotiva e fisica.</p>
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		<title>5 passi per sostenere conversazioni difficili</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-passi-per-sostenere-conversazioni-difficili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 17:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[autocritica]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[autosvalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[centratura]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri negativi]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Evitate di affrontare conversazioni difficili che sapete di doverle affrontare? Vi preoccupate di non sapere come dire ciò che necessario dire? Il discorso difficile vi rende così ansiosi e stressati che l&#8217;intera faccenda diventa così opprimente da non riuscire a pensare? La capacità di affrontare conversazioni difficili in modo calmo, chiaro ed efficace è un&#8217;abilità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Evitate di affrontare conversazioni difficili che sapete di doverle affrontare?<br />
Vi preoccupate di non sapere come dire ciò che necessario dire?<br />
Il discorso difficile vi rende così ansiosi e stressati che l&#8217;intera faccenda diventa così opprimente da non riuscire a pensare?<br />
La capacità di affrontare conversazioni difficili in modo calmo, chiaro ed efficace è un&#8217;abilità fondamentale per la forza mentale.<br />
In questo post voglio condividere con voi come preparare per una conversazione difficile.<br />
In base alla mia esperienza personale, ho scoperto che preparare una conversazione difficile con qualcuno è ancora più importante per il risultato, delle parole che pronunciate quando ci siete dentro. Perché spesso è l&#8217;atteggiamento e la chiarezza con cui affrontiamo queste discussioni a fare la differenza.<br />
Illustro i 5 passi da seguire prima di trovarsi faccia a faccia con qualcuno e cercare di comunicare sulle questioni da affrontare. Posso testimoniare di prima mano il valore dell&#8217;apprendimento di questo processo nella creazione di risultati migliori e, in ultima analisi, migliori relazioni con chi ci circonda.<br />
La maggior parte di noi non ama avere una conversazione difficile. ma non c&#8217;è niente di peggio che affrontare una conversazione difficile senza essere centrati su ciò che si sta facendo. Questa è la situazione perfetta per creare incomprensioni, conflitti e un&#8217;escalation di emozioni. Questa lista di controllo in 5 fasi vi mostrerà come prepararvi per una conversazione difficile, aiutandovi a definire il vostro scopo, la vostra intenzione e il ruolo che potreste avere nel problema che state cercando di affrontare. di affrontare. Vi aiuta anche a considerare il punto di vista dell&#8217;altra persona e a concentrarvi su una soluzione vantaggiosa per tutti. concentrarsi su una soluzione vantaggiosa per tutti.</p>
<p><strong>1. Chiarire lo scopo</strong></p>
<p>Il primo passo per prepararsi a una conversazione difficile è chiarire il proprio scopo. Chiedetevi qual è il motivo per cui avete deciso di discussione. Cosa sperate di ottenere? Quale risultato sperate di ottenere? Quali sono i vostri bisogni e valori in questa situazione?<br />
Cercate di individuare le motivazioni nascoste in voi stessi. Per esempio, all&#8217;inizio potreste credere di avere buone intenzioni. Ad esempio, chiedere sostegno o aiutare qualcuno a migliorare il proprio comportamento. Fate attenzione però ai motivi nascosti, magari desiderate punire la persona o ottenere scopi non detti.</p>
<p><strong>2. Controllare la propria storia</strong></p>
<p>Il secondo passo della lista consiste nel verificare la propria storia. Chiedetevi quali ipotesi e storie state immaginando sulle intenzioni, le motivazioni o il carattere di questa persona. Potreste sentirvi feriti, arrabbiati, non rispettati o delusi, ma fate molta attenzione. L&#8217;impatto non equivale all&#8217;intenzione.<br />
Inoltre, verificate come la situazione possa innescare cose del vostro passato. Questa persona vi sta facendo pressione in un modo che vi è familiare nella vostra vita? In che modo la vostra storia personale si inserisce nella situazione attuale?</p>
<p><strong>3. Indossare i loro panni</strong></p>
<p>Considerate ciò che l&#8217;altra persona potrebbe vivere in questa situazione. È probabile che veda le cose in modo diverso da voi.<br />
Si rende conto dell&#8217;esistenza di un problema? Cosa potrebbe pensare o sentire in questa situazione? Quali sono i suoi bisogni e preoccupazioni? Inoltre, quale soluzione al problema potrebbe essere accettabile?</p>
<p><strong>4. Riconoscere la propria parte</strong></p>
<p>Il quarto passo consiste nel riconoscere il proprio ruolo nelle cose. In situazioni di tensione o di conflitto, è naturale concentrarsi su ciò che gli altri hanno fatto di spiacevole ma è utile sapere qual è stato il nostro ruolo.<br />
Può essere utile per fare chiarezza sulla situazione e a sintonizzarvi sui vostri bisogni e sentimenti e su ciò che vorreste che gli altri cambiassero. Ma attenzione, fissarsi sui torti subiti dagli altri tende ad aumentare il vostro stress e la vostra rabbia, rendendovi più fissi e rigidi nella vostra visione delle cose. È più difficile essere obiettivi e ricordare le buone qualità dell&#8217;altra persona, e può alterare la capacità di riconoscere il proprio ruolo nella situazione.<br />
Quindi, è bene fare un check-up con se stessi e chiedersi in che modo possiamo aver contribuito ai problemi in questione.<br />
Tutti noi abbiamo difetti e mancanze, momenti in cui non siamo al passo con la nostra integrità. Per esempio, quando mentiamo, siamo egoisti o trattiamo le persone come se non contassero nulla. Tutti noi agiamo a volte in modi in cui non ci preoccupiamo dell&#8217;impatto sugli altri o non rispettiamo le nostre responsabilità.<br />
Quindi, fate un check-in con voi stessi e chiedetevi onestamente e gentilmente qual è la vostra parte nella storia.</p>
<p><strong>5. Entrare con buona volontà</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3118" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/images.png" alt="" width="225" height="225" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images.png 225w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-80x80.png 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-36x36.png 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-180x180.png 180w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Spesso, quando abbiamo una conversazione difficile, pensiamo all&#8217;altro come a un avversario, a un nemico. Riformulate l&#8217;avversario come alleato. Abbiate un atteggiamento che mira a promuovere la comprensione, la guarigione, le soluzioni utili e la chiarezza. Notate anche il vostro stato d&#8217;animo. Se siete presenti, centrati, solidali e curiosi, questo influenzerà notevolmente ciò che direte e come si sentirà l&#8217;altra persona quando lo ascolterà.<br />
Se pensate che sarà terribile e disordinato, probabilmente lo sarà. Se avete davvero l&#8217;intenzione di pensare che, qualunque cosa accada, ne verrà fuori qualcosa di buono, probabilmente sarà così. Adeguate il vostro atteggiamento a un atteggiamento di genuina buona volontà, di collaborazione e di soluzioni positive e probabilmente otterrete un risultato più utile.<br />
Riassumendo come prepararsi a una conversazione difficile</p>
<p>1. Chiarire il proprio scopo<br />
2. Verificare la propria storia<br />
3. Indossare i loro panni<br />
4. Riconoscere la propria parte<br />
5. Coltivare buona volontà</p>
<p>Eseguire questa lista di controllo in cinque fasi prima di una conversazione difficile vi permetterà di avere un atteggiamento utile, una mente calma e chiara e vi darà il sostegno necessario per ottenere un buon risultato.<br />
L&#8217;esercizio di forza mentale di questa settimana<br />
Questa settimana, provate a utilizzare questa lista di controllo di preparazione prima di avere almeno una conversazione difficile per vedere come va per voi. Provate prima con i piccoli problemi, se volete. Non è necessario che si tratti di una conversazione importante (anche se, se state leggendo questo articolo sapete che c&#8217;è una conversazione che dovete fare da tempo, allora fatelo).<br />
Cercate di sentirvi più a vostro agio nell&#8217;affrontare conversazioni difficili in modo sano, chiaro e compassionevole. Anche se possono essere un po&#8217; stressanti o spaventose, evitare le conversazioni difficili di solito finisce per portare a problemi più grandi. Ogni giorno che passa crea maggiore distacco, approfondisce le fratture tra le persone coinvolte e costituisce un terreno fertile per ulteriori incomprensioni.<br />
Quindi, anche se può sembrare scomodo, vi incoraggio a mettere in pratica questa lista di controllo in 5 passi e ad avere una conversazione difficile. Vedete come va per voi.<br />
_______________________________________________________________<br />
5 steps to have difficult conversations<br />
Do you avoid having difficult conversations you know you should have?<br />
Do you worry that you won’t know how to say what you need to say?<br />
Does having that hard talk make you so anxious and stressed that the whole thing becomes so overwhelming you can hardly think straight?<br />
The ability to have difficult conversations in a calm, clear and effective manner is a key mental strength skill.<br />
In this post I want to share with you how to prepare for a difficult conversation.<br />
In my own personal experience, I have found that preparing for a tough talk with someone is even more important to the outcome, as the words you say when you’re in it with them. Because it’s often the attitude and the clarity that we go into these discussions with that makes the difference.<br />
Listen to my latest podcast, or keep reading below, to learn a 5-step checklist that you can work through before you’re face to face with someone and trying to communicate about the issues at hand. I can attest first-hand to the value of learning this process in creating better outcomes and ultimately, better relationships with those around us.<br />
A 5-step checklist to help you prepare for that tough conversation<br />
Most of us don’t enjoy having a difficult conversation in the first place, but there is nothing worse than going in being unclear about what you’re doing. That is the perfect situation to create more misunderstanding, conflict, and escalation of emotions. This 5-step checklist will show you how to prepare for a difficult conversation by helping you define your purpose, intention, and the part you might play in the issue you’re trying to address. It also helps you consider the other person’s point of view, and focus on a win-win solution.<br />
Here are the steps you can take to prepare.<br />
1. Clarify your purpose<br />
The first step to prepare for a difficult conversation is to clarify your purpose. Ask yourself what your reason is for having the discussion. What do you hope to accomplish? What outcome are you hoping for? What are your needs and values in this situation?<br />
Watch for hidden motives in yourself. For instance, you may start out believing you have good intentions. Such as asking for support or educating someone about improving their behaviour. Only to realise, there is a hidden motive to punish them or just get what you want. Some purposes are more helpful than others. Aim to start the conversation with a clear purpose.<br />
2. Check your story<br />
The second step of the checklist is to check your story. Ask yourself what assumptions and stories you are making about this person’s intentions, motives, or character. You may feel hurt, angry, disrespected, or disappointed, but be very careful here. Impact does not equal intent.<br />
Also, check in with how the situation might be triggering stuff from your past. Is this person pushing your buttons in a way that is a familiar pattern in your own life? How is your own personal history playing into this current situation?<br />
3. Walk in their shoes<br />
Consider what the other person might be experiencing in this situation. They are likely to be seeing things quite differently to you.<br />
Are they even aware there is a problem? What might they be thinking or feeling about this situation? What are their needs and concerns? Also, what solution to this problem might be agreeable for them?<br />
4. Own your part<br />
The fourth step is to own your part in things. In situations where there is any kind of tension or conflict, it’s natural to focus on what others have done that’s disagreeable.<br />
This can be useful for a time to help you get clear on the situation and to tune into your own needs and feelings, and what you’d like others to change. But beware, fixating on the wrongs done by others tends to ramp up your own stress and anger, making you more fixed and rigid in your own view of things. It makes it harder for you to be objective and to remember the good qualities in the other person, and can skew your ability to own your part in the situation.<br />
So, it pays to check in with yourself and ask how you may have contributed to the issues at hand.<br />
We all have flaws and faults, times when we are out of step with our integrity. Times when we lie or are selfish or treat people as if they don’t matter. We all act in ways where we don’t care as much about the impact on others, or blow our responsibilities.<br />
So have a check-in with yourself and honestly and gently, ask what your own part is in the story.<br />
5. Go in with goodwill<br />
Often when we have a difficult conversation we think of the other as an adversary, an opponent. Reframe the adversary to ally. Have an attitude toward the conversation that you are aiming to promote understanding, healing, helpful solutions, and clarity. Also note your state of being. If you are present, centred, supportive, and curious this will greatly influence what you say and how the other person feels when they’re hearing it.<br />
If you think this is going to be dreadful and messy, it probably will be. If you truly hold the intention that whatever happens, some good will come of it, that will likely be the case. Adjust your attitude to one of genuine goodwill, partnership, and positive solutions and you will be likely to have a more helpful outcome.<br />
Recapping how to prepare for a difficult conversation<br />
1. Clarify your purpose<br />
2. Check your story<br />
3. Walk in their shoes<br />
4. Own your part<br />
5. Go in with goodwill<br />
Doing this five step checklist before your difficult conversation will ground you in a helpful attitude, a calm and clear mind and give you the support you need in getting a good outcome.<br />
This week’s mental strength practice<br />
This week, try to use this preparation checklist before you have at least one tricky conversation to see how this goes for you. Try it with the little issues first if you like. It doesn’t have to be a big conversation yet (although if you’re reading this and you know there’s a long overdue conversation you need to have, then go for it).<br />
Try to get more comfortable having tricky conversations in a healthy, clear, and compassionate way. Even though they can be a bit stressful or scary, avoiding hard conversations usually ends up leading to bigger problems. Each day that passes creates more detachment, deepens rifts for those involved, and is a breeding ground for further misunderstandings.<br />
So even though this might feel like an uncomfortable one, I really encourage you to practice this 5-step checklist and have a difficult conversation. Just see how it goes for you.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-passi-per-sostenere-conversazioni-difficili/">5 passi per sostenere conversazioni difficili</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Come difendersi dai narcisisti</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 16:43:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Strategie psicologiche per recuperare potere su di sé Che cosa significa “difendersi dai narcisisti” Oggi voglio spiegare come difendersi dai narcisisti. In modo che non possano scatenarvi, attirarvi, manipolarvi o continuare a farvi del male. Forse non pensate che sia possibile, ma vi assicuro che è così. I narcisisti possono ingannare chiunque? Quanto sarete paranoici [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/">Come difendersi dai narcisisti</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Strategie psicologiche per recuperare potere su di sé</h2>
<h3>Che cosa significa “difendersi dai narcisisti”</h3>
<p>Oggi voglio spiegare come difendersi dai narcisisti. In modo che non possano scatenarvi, attirarvi, manipolarvi o continuare a farvi del male. Forse non pensate che sia possibile, ma vi assicuro che è così.</p>
<h2>I narcisisti possono ingannare chiunque?</h2>
<p>Quanto sarete paranoici se cercherete costantemente di valutare se ogni persona che incontrate è un narcisista o meno? Come mai questo vi permette di essere felici, di avere potere e di essere voi stessi? Non lo fa.</p>
<p>Inoltre, un narcisista non entra nella vostra vita indossando una maglietta con scritto: “Attenzione, sono un narcisista”. Piuttosto, <strong>si presentano come persone incredibilmente fantastiche</strong>. Esattamente la persona che stavate aspettando, la risposta alle vostre preghiere, che si tratti di affari o di un’amicizia o di un nuovo vicino di casa, di un terapeuta o di chiunque altro, in realtà. E, naturalmente, un potenziale partner amoroso.</p>
<h2>Le strategie principali per difendersi dai narcisiti</h2>
<h3>Non importa quello che le persone dicono e fanno</h3>
<p>Non le conoscete ancora, non c’è modo di sapere immediatamente se sono narcisiste o meno. Ci vuole tempo.</p>
<h3>La vostra immunità ai narcisisti non ha nulla a che fare con il tentativo di capire chi è una persona</h3>
<p>Piuttosto, ha tutto a che fare con il fatto che vi appoggiate in modo sano a voi stessi, sapendo come non fidarvi ciecamente o precipitarvi in un capriccio emotivo perché vi sentite bisognosi. Non fatelo troppo in fretta.</p>
<p>Inoltre, si tratta di prendersi il tempo necessario per verificare le persone a un ritmo maturo e ragionevole. Si tratta di mettere i puntini sulle “i” e le “t” prima di lanciarsi in contratti o in cose che potrebbero mettere in pericolo la vostra vita. <strong>Prendetevi il vostro tempo.</strong></p>
<p>Non credo in alcun modo che si possano armare le persone per individuare i narcisisti e non vivo la mia vita in questo modo. La vera protezione e il vero empowerment sono una svolta di 180 gradi rispetto a questa filosofia.</p>
<p>Ecco cosa incarna Melanie: sentirsi fiduciosa, radiosa, potente ed espansiva: “Sono libera di essere me stessa. Sono in grado di mettermi in gioco indipendentemente da ciò che gli altri fanno o non fanno e di creare in modo sano relazioni personali, cose che mi interessano, hobby e attività commerciali, senza la paura di chi incontrerò lungo la strada, narcisista o meno”. Questo è ciò che insegna.</p>
<h2>Diferdersi dai Narcisiti dipende dalla nostra Forxza Vitale</h2>
<h3>Capire che diventare immuni ai narcisisti dipende completamente, e non lo sottolineerò mai abbastanza, da quanto bene avete recuperato e ripreso la vostra Forza Vitale dai narcisisti che vi hanno già traumatizzato nella vostra vita.</h3>
<p>L’immunità narcisistica nel futuro è fortemente ostacolata o del tutto impossibile finché non avrete fatto questo. Diventare immuni a ciò che i narcisisti hanno fatto, a tutti i livelli del vostro essere – emotivo, mentale, spirituale e finanziario – indipendentemente dal fatto che siate connessi a loro o meno fisicamente, significa superarlo e guarire veramente da esso.</p>
<p>Questa è l’immunità, è la vera indicazione di come ve la caverete contro i narcisisti nel vostro futuro.</p>
<p>Una volta, Melanie era ancora così invischiata nell’ossessione, nel dolore e nel danno del trauma dell’abuso narcisistico, anche dopo la fine della relazione, che non poteva nemmeno uscire dalla porta di casa per andare a fare la spesa.</p>
<p>Come è avvenuto il passaggio all’immunità narcisistica?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-3600" title="Imparare a Gestire Narcisisti" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/imparare-a-gestire-narcisisti.jpg" alt="Imparare a Gestire Narcisisti" width="600" height="315" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Non aspettare di essere salvati</h2>
<p>Cominciamo con il primo punto: non aspettate di essere salvati, questo è molto importante per la vostra immunità. Non importa quanto vi sentiate distrutti in questo momento, sia che siate ancora in una relazione o che ne siate usciti, voglio che sappiate che, come adulti nel vostro corpo, dovete accettare il fatto che nessuno verrà a salvarvi. E non può farlo. <strong>Dovete essere voi stessi a salvarvi.</strong></p>
<p>In passato, quando cercavamo di difenderci da un narcisista, volevamo ottenere un aiuto esterno, come la nostra famiglia o i nostri amici che parlavano con il narcisista e lo facevano ragionare. O magari che il narcisista venisse chiamato a rispondere delle sue azioni dalle autorità o da uno psicologo.</p>
<p>Una volta ho provato a farlo anch’io, ma ho scoperto che queste persone si sono invece schierate dalla parte del narcisista e mi hanno mostrato ancora di più come io non fossi ancora il mio salvatore e come dovessi esserlo.</p>
<p>Forse, come me stessa prima, volevi incontrare qualcuno di forte che ti proteggesse dai narcisisti. Tuttavia, invece di trovare una roccia che ci proteggesse, abbiamo ricevuto altri martelli: persone narcisiste che ci hanno mostrato come non eravamo ancora guariti e non avevamo iniziato a prenderci cura di noi stessi.</p>
<p>O forse, come è successo anche a me, speri solo che un giorno qualcuno vi dia qualcosa, una vincita o il suo amore o che succeda qualcosa, come vincere al lotto e riavere tutto quello che avete perso… qualcosa che porti via il dolore.</p>
<p>Voglio che sappiate che quando guarirete, e riuscirete a creare una relazione forte, potente e sana dentro di voi, non solo sarete immuni dai narcisisti, ma inizierà ad affluire nella vostra vita anche un sostegno genuino, che riflette il modo in cui ora siete partner, amate e sostenete voi stessi. Ecco come funziona.</p>
<p><strong>L’immunità ai narcisisti deve partire dall’interno</strong>. Le persone possono guidarvi e mostrarvi come creare questo rapporto con voi stessi – come il viaggio con Melanie e NARP (Narcissistic Abuse Recovery Program) – ma non possono farlo per voi.</p>
<p>Un mantra potente per questo è: “Guarendo me, guarisco la mia Anima e il mio spirito e il mio rapporto con me stesso e quindi tutto il mio potenziale di relazioni sane con me stesso, la vita e gli altri”. E così è”.</p>
<h2>Imparare a non compiacere il narcisista</h2>
<p>Il punto numero due per creare la vostra immunità narcisistica è: non acconsentire. I narcisisti richiedono la vostra impotenza. Si tratta di controllo, superiorità e dominio.</p>
<p>Che si tratti di un amico, di un familiare, di un capo o di un partner amoroso narcisista con il quale state cercando di rompere o con il quale avete dei problemi, sappiate che non è possibile sottrarsi alla tirannia con l’acquiescenza.</p>
<p>Potreste pensare che questa persona vi lascerà in pace, o sarà più gentile, o rispetterà la sua parte dell’accordo se gli darete ciò che vuole. Negativo. <strong>Più si dà, più la persona si accanisce su di voi,</strong> mentre vi sottrae denaro. State concedendo a questa persona il permesso di abusare di voi, di minacciarvi e di sfruttarvi. E so che potreste essere terrorizzati dal fatto che se dite di no, tutto potrebbe degenerare. In questo video vi spiegherò perché non è così.</p>
<p>Con i narcisisti esistenti o con quelli che entreranno nella vostra vita in futuro, se si tratta di persone tossiche che non vi convalidano, o che mentono, sfruttano, abusano e vi sminuiscono, o da cui vi sentite confusi o influenzati in modo tossico, allora i vostri confini devono essere il No Contact o il Modified Contact. <strong>E onorare ciò che è sano, sicuro e corretto per voi</strong>.</p>
<p>Per fare questo, è meglio che vi esprimiate meno, ad esempio allontanandovi. Ma prima di tutto, potete provare a dire: “Questo è ciò che accetto. Questo è ciò che non accetto”. Non bisogna fare la morale, spiegare o prescrivere. Il narcisista non ha bisogno di capire i vostri limiti e non li capirà. Non saranno d’accordo con loro. <strong>Siete solo voi a doverli accettare</strong>.</p>
<p><strong>La reazione del narcisista è irrilevante</strong>. Il narcisista odia i confini perché non può controllarvi se li avete. Se avete comunicazioni e piani elaborati da terzi e confini creati legalmente o attraverso ordini di intervento e se tutte le conversazioni passano attraverso canali responsabili, allora tutto questo è a vostro favore.</p>
<p>Un mantra potente che vi aiuterà a sentire nel vostro corpo la verità di ciò che sto dicendo è: “<strong>Resterò fedele ai miei diritti, ai miei valori e alla mia verità, indipendentemente da ciò che state o non state cercando di fare. Ciò che è reale e vero per me resta in piedi</strong>”. Questo è un passo potente per l’ immunità narcisistica.</p>
<h2>Affamare il narcisista di tutte le vostre emozioni</h2>
<p>Ok, il punto numero tre è: affamare il narcisista di tutte le vostre emozioni. E ancora una volta, meno è meglio.</p>
<p>Quando si ha a che fare con un narcisista, soprattutto dal punto di vista emotivo, si parla di “roccia grigia” (forse ne avete sentito parlare), ovvero le risposte che date sono a monosillabi senza alcuna emozione.</p>
<p><strong>I narcisisti amano nutrirsi delle vostre reazioni emotive perché cercano di innescarle e di farvi deragliare emotivamente</strong>. Poi possono ribaltare il copione e usarlo per sovvertire ciò che stanno facendo e far credere che siate voi quelli cattivi e sbagliati, in modo da potervi punire, manipolare e continuare a sfruttarvi.</p>
<p>Se non gli date nulla dal punto di vista emotivo e, meglio ancora, se siete alle prese con un narcisista dal punto di vista legale, usate solo comunicazioni di fatto da parte di terzi. Questo accade se avete questioni legali in sospeso e il narcisista sa di non avere alcun potere su di voi perché il bisogno di superiorità e di rifornimento narcisistico di cui ha bisogno per continuare ad attaccarvi si sta esaurendo – viene tagliato, spezzato.</p>
<p><strong>Senza la vostra energia emotiva, il narcisista deve trovare un’alimentazione altrove.</strong> Inoltre, un ulteriore e potente consiglio con la roccia grigia è quello di fare tutte le affermazioni su di voi e non sul narcisista. Ignorate quindi le sue accuse, le sue minacce e i suoi comportamenti insensati e cattivi. Non fatelo nemmeno notare. Non discutete nemmeno e dite semplicemente: “Questo è ciò che accetto. Questo è ciò che non accetto”.</p>
<p>E usate altre affermazioni come: “Le mie decisioni sono mie. Mi interessa solo quello che penso io, non quello che fai tu. Non ho altro da dire”, ecc. Non concedete nulla e fate in modo che tutto sia incentrato sulla vostra verità.</p>
<p>Un mantra meraviglioso per sentire il potere delle possibilità della roccia grigia è questo: “<strong>Conosco la mia verità e non ti passo più nessun proiettile con cui spararm</strong>i”. Questo vi aiuta davvero a riprendere il vostro potere.</p>
<h2>Concentrarsi completamente su sé stessi</h2>
<p>Con il numero quattro togliete l’attenzione dal narcisista e la mettete completamente su di voi: ora stiamo andando ancora più in là, fino a farvi riprendere il vostro potere interiore.</p>
<p>L’immunità a un narcisista non è un lavoro esterno, ma inizia dall’interno. Quando cercate di pensare a ciò che è successo e a ciò che il narcisista sta pensando o facendo per cercare di ottenere sollievo, non vi dà sollievo, anzi, vi fa sentire orribili.</p>
<p>Avete notato che il vostro sistema nervoso e le vostre emozioni sono terrorizzate, confuse, innescate e vi tengono bloccati nel trauma quando lo fate? Ripetendo le scene nella vostra mente senza una chiusura o un passaggio interno incarnato verso la pace e il sollievo, che la maggior parte delle persone non riesce logicamente a ottenere, per quanto ne parli o faccia ricerche sul narcisismo, vi state continuamente riprendendo le stesse ferite con cui il narcisista vi ha ferito. Questo vi lega emotivamente al narcisista.</p>
<p>Non siete assolutamente immuni. Ciò significa che siete davvero inclini a rimanere bloccati nell’ossessione e ad attirare in voi altri futuri narcisisti, perché state vibrando nel trauma dei narcisisti.</p>
<p>La composizione interna e la ripetizione dei traumi ne porta altri nella vostra vita. È così che funziona. È una semplice legge quantistica, che è così dentro così fuori, il che significa che ciò che accade dentro di noi è ciò che attiriamo e a cui partecipiamo fuori di noi.</p>
<p><strong>Staccarsi dal pensiero del narcisista e connettersi con voi, con il vostro Essere Interiore, convalidando, sostenendo e curando voi stessi, facendo in modo che tutto sia incentrato su di voi e sulla vostra guarigione da questa situazione, inizia a darvi un rapido sollievo</strong>.</p>
<p>Un bellissimo mantra è questo: “<strong>Ti lascio andare e dedico il mio cuore, la mia mente e il mio spirito alla missione più importante che ho: guarire me</strong>”. È così bello quando lo fai.</p>
<p>Ora, il Modulo Uno (guarire il dolore del momento) della NARP è un processo meraviglioso per bypassare la mente ossessiva e vi aiuta a connettere il vostro Essere Interiore con l’amore. Questo processo ha inizio.</p>
<h2>Lasciar andare non significa arrendersi</h2>
<p>La nostra natura umana è quella di rimanere connessi e di reagire, perché stiamo cercando di vincere, di ottenere responsabilità, rivendicazione e forse qualche risarcimento.</p>
<p>Naturalmente, i narcisisti prosperano grazie a questo: i vostri stimoli, l’energia emotiva e l’attenzione fanno direttamente il gioco del narcisista. Loro non hanno la capacità o il desiderio di essere responsabili. Semplicemente non lo faranno. Non hanno intenzione di fare ammenda o di concedervi ciò che è decente o ciò che volete, né di riconoscere voi o ciò che vi hanno fatto. La loro unica intenzione è continuare a succhiare voi e le vostre risorse. Secondo loro, sono la vittima e meritano tutto ciò che possono ottenere.</p>
<p>Se vi aggrappate al bisogno che il narcisista “lo capisca” e cercate di forzarlo, non solo riceverete altri abusi, ma non riuscirete a raggiungere l’immunità narcisistica. E continuerete a sperimentare persone che vi fanno del male in futuro, che cercherete di ritenere responsabili, ma non lo saranno: continuerà lo stesso schema.</p>
<p>So che può sembrare controintuitivo: “Dovrei resistere, essere forte e ottenere la mia vendetta. Dovrei fargli capire cosa hanno fatto”. Ma sappiate che il narcisista cerca solo il controllo e l’attenzione. Se vi lasciate andare e lasciate che la vita e le conseguenze responsabilizzino questa persona e si prendano cura di voi, allora questo è l’insulto definitivo per un narcisista. Odiano diventare irrilevanti per voi. E poi vi liberate, vi riprendete la vostra anima, la vostra sanità mentale, la vostra forza vitale e il vostro futuro e il narcisista perde ogni potere su di voi.</p>
<p>Un mantra potente per questo è: “<strong>Mi riprendo il mio potere lasciandoti andare. Sto creando una relazione sana e potente con me stesso e con la mia vita reale. Ora sei insignificante per me</strong>”.</p>
<p>Tutti i Moduli di guarigione della NARP vi aiutano dall’interno a realizzare questo processo di distacco e inizierete a riempirvi della vostra Forza Vitale e del vostro potere.</p>
<h2>Chiedere al narcisista di rendere conto del suo operato</h2>
<p>Diamo un’occhiata a questo punto: è l’ultimo e riguarda il ritenere il narcisista responsabile e voi potreste dire: “Aspetta, stavi solo dicendo di lasciarlo andare e che non sono destinato a ritenerlo responsabile, ora stai dicendo di ritenerlo responsabile”.</p>
<p>Una cosa certa che dovete capire è che <strong>non si può convincere un narcisista a fare il bravo, non si può ragionare con lui e non si può contrattare</strong> con lui. Vogliono il vostro dolore, vogliono mantenere il controllo e continuare a farvi del male. Non vogliono assolutamente collaborare.</p>
<p>Questo è il motivo per cui la maggior parte dei problemi si trascina per anni, se non per decenni, se il narcisista vi ha coinvolto in proprietà, figli o altro. Il narcisista non vuole che la questione venga risolta. Vuole che siate svuotati per tutto il tempo, che vi tagliuzziate e che prendiate tutto quello che potete per tutto il tempo sperando che: “Beh, forse faranno la cosa giusta, o forse li sto massaggiando per arrivare a una risoluzione”.</p>
<p>Quello che stanno facendo è svuotarvi e vogliono che capitoliate. Vogliono che gli consegniate tutto quando non c’è più nulla di voi con cui andare avanti. È a questo che stanno lavorando.</p>
<p>L<strong>’unico modo per uscirne è passare all’offensiva, prendere in mano la situazione e andare in tribunale. Ora, gli ingredienti chiave necessari per farlo sono l’antipaura, l’anti-dolore e, naturalmente, l’anti-senso di colpa.</strong></p>
<p>Quando siete calmi, siete nel vostro centro e state camminando con i fatti su una linea retta e potente, dopo aver creato dei confini rigidi con il narcisista che non può più accedere alla vostra energia e continuare a succhiarvi e sfruttarvi, il narcisista cercherà di colpire duramente.</p>
<p>Di solito cercherà di fare qualcosa di ridicolo, qualche minaccia, qualche bugia, qualche processo. Se vi limitate a rimanere nella vostra verità, senza essere turbati, senza dispiacervi per il narcisista, ignorando la spazzatura, non dategli alcuna energia, non cercate nemmeno di difenderlo, andate avanti con il vostro corso e la verità. Le loro bugie vengono smascherate. Le loro richieste folli e troppo alte si sgretolano e loro perdono. Lo vediamo accadere continuamente nella nostra comunità di membri NARP.</p>
<p>Di solito, i narcisisti a questo punto capitolano e vi consegnano ciò che volete solo per togliersi dalle vostre energie e dalla vostra vita. L’omino o la donnina dietro il sipario è stato smascherato come un piccolo bullo vittimizzato che usa giochi emotivi e bugie per indurvi alla paura, al dolore e a sentirvi piccoli e impotenti. Quando non funziona, viene smascherato.</p>
<p>Non è possibile cambiare ciò che il narcisista sta per fare, perché più o meno tutti lo fanno. Ma se cambiate voi stessi profondamente ed emotivamente all’interno, sarete piacevolmente sorpresi da quanto diventerete indifferenti e inoffensivi e da come tutto inizierà a svelarsi per il narcisista perché avete scoperto il suo bluff. Avete seguito la vostra strada. Non avete capitolato. Non hai ceduto. Non avete avuto paura. Sei stato semplicemente te stesso con forza. Non sono all’altezza di questo.</p>
<p>Un mantra potente per aiutarvi è: “Quando sto nella mia luce, nel mio potere e nella mia verità senza paura, i vostri giochi, le vostre bugie e le vostre tenebre si svelano per tutti. La mia luce è più potente, sempre”. Che mantra potente. È così vero.</p>
<p>Il Modulo Otto della NARP è la forza che permette di ottenere vittorie in tribunale, in custodia e di ogni tipo.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>In origine Melanie volevo parlare dell’impermeabilità ai narcisisti che potreste incontrare in futuro. Tuttavia, so che molti di voi hanno bisogno di aiuto per diventare impermeabili ai narcisisti ora, per ripulire veramente i vostri traumi passati con i narcisisti, in modo da poter andare avanti in una vera immunità narcisistica in futuro.</p>
<p>Spero di avervi aiutato a capire che, <strong>crescendo attraverso ciò che vi è successo piuttosto che attraversandolo, la vostra vita sarà molto più sicura, capace e gioiosamente espansiva di quanto non sia mai stata.</strong></p>
<p>Inoltre, sarete in contatto con il vostro potere personale e potrete vedere chi sono veramente le persone in base alle loro azioni reali, alla loro storia e a come sono le loro vite. E non solo ascoltare le loro parole o ciò che fingono di essere in quel momento.</p>
<p>Farete domande, parlerete se qualcosa non vi convince e direte “basta” se qualcuno inizia a trattarvi in modo abusivo. Non avrete bisogno di cercare di cambiare le persone maltrattanti e di farvi capire per avere una vita felice. Sarete in grado di sostenere voi stessi piuttosto che cercare di farvi capire e sostenere da una specifica persona tossica.</p>
<p>Questa è la missione di vita di Melanie, per realizzarti come ha fatto lei e come migliaia di altre persone, in modo che possiate intraprendere questo viaggio e iniziare a godere del vostro vero io e della vostra vera vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vuoi approfondire il tuo percorso con un professionista?</h3>
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<p>&nbsp;</p>
<p>To get started, let’s look at the usual belief about being immune to narcissists. Most people think that you can’t be. I see it in narcissistic abuse circles all the time, how apparently narcissists can trick anybody and that the only way that you could ever hope to protect yourself is to learn everything you can about them.</p>
<p>Truly, I find this so self-defeating. Let me explain why.</p>
<p><strong>Can Narcissists Trick Anybody?</strong></p>
<p>How paranoid will you be if you are constantly trying to assess whether every person you meet is a narcissist or not? How on earth does that allow you to be happy and empowered and yourself? It doesn’t.</p>
<p>Also, a narcissist doesn’t come into your life wearing a T-shirt saying, “Beware, I’m a narcissist.” Rather, they show up as incredibly awesome people. Exactly who you’ve been waiting for, the answer to your prayers, whether it be in business or a friendship or a new neighbour, a therapist, anybody at all, really. And of course, a potential love partner.</p>
<p>I’m passionate about teaching you the following three things.</p>
<p>Number one – no matter what people say and do you don’t know them yet, there is no way to know immediately whether or not they’re a narcissist. It takes time.</p>
<p>Number two – your immunity to narcissists has nothing to do with you trying to work out who somebody is. Rather, it has everything to do with you healthily backing yourself, knowing how not to trust blindly or rushing in on an emotional whim because you’re feeling needy. Do not do that too fast.</p>
<p>Also, it’s about taking your time with healthy boundariesto ascertain people at a mature, reasonable pace and dotting your I’s and crossing your T’s before you jump into any contracts or anything that could be life-threatening to you. Take your time.</p>
<p>I don’t believe in any shape or form in arming people to spot narcissists and I don’t live my life like that in any way at all. True protection and empowerment is a 180 degree turn away from that philosophy.</p>
<p>Here’s what I embody: feeling confident, radiant, empowered, and expansive, “I’m free to be myself. I’m able to put myself out there regardless of what anybody else is or isn’t doing and healthily create personal relationships, things that I’m interested in, hobbies and businesses, without the fear of who I’m going to meet along the way, narcissist or not.” This is what I teach.</p>
<p>Number three – which is even more vital than the first two points – to understand that becoming immune to narcissists completely depends on, and I can’t stress this enough, how well you’ve recovered and taken your Life Force backfrom the narcissists in your life that have already traumatized you.</p>
<p>Narcissistic immunity in your future is either severely stunted or completely impossible until you’ve done this. By becoming immune to what those narcissists have done, on all levels of your Being – emotional, mental, spiritual, and financial – whether you are connected to them or not physically, means overcoming it and truly healing from it.</p>
<p>That’s the immunity, it’s the true indication of how well you’re going to fare against narcissists in your future. And I hope as we go through this video you’ll understand that.</p>
<p>Once upon a time, I was still so enmeshed in the obsession, pain and damage of the trauma of narcissistic abuse, even after the relationship was over, that I couldn’t even leave my front door to go grocery shopping.</p>
<p>So how did my shift into narcissistic immunityhappen?</p>
<p>Number One – Don’t Wait To Be Rescued</p>
<p>Let’s start with my first point – don’t wait to be rescued – this is so important for your immunity.</p>
<p>No matter how broken you feel right now whether you’re still in the relationship or you’re out of it, I really want you to know that as an adult in your body there has to be a level of acceptancethat no one’s coming to rescue you. And they can’t. You have to be your own saviour.</p>
<p>In the past when we were trying to be immune to a narcissist we wanted to get outside help, such as our family or friends talking to the narcissist and making them see sense. Or maybe the narcissist being held accountable by authorities or a psychologist.</p>
<p>Once upon a time, I tried to do this as well, but what I found is these people instead sided with the narcissist and they showed me even more how I wasn’t as yet being my own saviour and how I needed to be.</p>
<p>Maybe, like my previous self, you wanted to meet somebody strong to protect you from narcissists. Yet, rather than get a rock who protected us, we got more hammers – narcissistic people showing us how we hadn’t yet healedand started taking care of ourselves.</p>
<p>Or maybe, like I also did, you just hope that somebody one day is going to hand you something, a windfall or their love or something’s going to happen, like you win lotto and get everything you lost back … something that’s going to take away the pain.</p>
<p>I want you to know this, when you heal, which is the Thriver way, and you can create a strong, empowered, and healthy relationship within yourself, not only will you be immune to narcissists, but genuine support will also start streaming into your life, which reflects how you now partner, love and support yourself. And that’s how it works.</p>
<p>Narcissistic immunity must start from within. People can guide you and show you how to create this relationship with yourself – such as the journey with me and my incredible team as a Narcissistic Abuse Recovery Program (NARP)member – but they can’t do it for you.</p>
<p>A powerful mantra for this is, “By healing me, I heal my Soul and spirit and my relationship with myself and therefore my entire potential for healthy relationships with myself, life and others. And so it is.”</p>
<p>Number Two – Don’t Acquiesce</p>
<p>Point number two in creating your narcissistic immunity is – don’t acquiesce. Narcissists require your powerlessness. It’s all about control, superiority, and dominance.</p>
<p>Whether this person is in your life as a friend, a family member, a boss, or a narcissistic love partner who you’re trying to break up with or you’re having problems with, please know you can’t acquiesce your way out of tyranny.</p>
<p>You may think this person will leave you alone, or be kinder, or uphold their end of the bargain if you give them what they want. Negative. The more you give, the more they go in foras they’re siphoning you out. You are granting this person permission to abuse you, mine you and exploit you. And I know that you may be terrified that if you say no, then it could all escalate. Further in this video, I’m going to explain to you why this is not the case.</p>
<p>With existing narcissists or ones that come into your life in the future, if they are toxic people who don’t validate you; or who lie, exploit, abuse and demean you; or who you feel confused or toxically affected by; then your boundaries have to be No Contact or Modified Contact. And the honouring of what is healthy, safe, and sound for you.</p>
<p>To do this, the less expressed is best, such as pulling away. But first of all, you can try and say, “This is what I will accept. This is what I won’t accept.” No lecturing, explaining or prescribing. The narcissist doesn’t need to understand your boundaries and they won’t. They won’t agree with them. It’s only you who needs to agree with it.</p>
<p>The narcissist’s reaction is irrelevant. The narcissist hates boundaries because they can’t control you if you have them. If you have third party communications and plans drawn up and boundaries created legally or through intervention orders and all conversations go through accountable channels, then this all stands in your favour.</p>
<p>A powerful mantra to help you feel the truth of what I’m saying in your body is, “I am going to stand in my rights, values, and truth, regardless of what you are or aren’t trying to do. What is real and true for me stands.” This is a powerful step for your narcissistic immunity.</p>
<p>Number Three – Starve The Narcissist Of All Of Your Emotions</p>
<p>Okay, point number three is starve the narcissist of all of your emotions. And again, less is best.</p>
<p>When dealing with narcissists, especially emotionally, this is known as grey rock, you may have heard about it, meaning that any answers or responses that you give are in monosyllables without any emotions.</p>
<p>Narcissists love to feed off your emotional reactions because they’re seeking to trigger you and emotionally derail you. Then they can flip the script and use this to subvert what they’re doing and make out that you are the bad and the wrong one so that they can punish, manipulate you and to continue to exploit you.</p>
<p>If you give them nothing emotionally, and even better, if you are really in the throes with a narcissist legally, then use just factual third party communications. This is if you have unfinished legal business and the narcissist then knows they have no power over you because the need for superiorityand narcissistic supply that they need from you to keep attacking you is dwindling – it’s being cut off, snapped off.</p>
<p>Without your emotional energy, the narcissist has to get a feed elsewhere. Also, an added powerful tip with grey rock is to make all of the statements about you and not the narcissist. So ignore their insane and nasty accusations, threats, and behaviour. Don’t even point it out. Don’t even argue with it and just say, “This is what I will agree to. This is what I won’t agree to.”</p>
<p>And use other statements like, “My decisions are my own. I only care what I think, not what you do. I have nothing more to say,” etc. Just give them nothing and make it all about your truth.</p>
<p>A wonderful mantra to feel the power of grey rock possibilities is this, “I know my truth and I no longer hand you any bullets to shoot me with.” This really helps you take your power back.</p>
<p>Number Four – Put Your Focus Fully On Yourself</p>
<p>So, with number four, take your focus off the narcissist and put it fully onto you – we are taking it even further now, to you taking your inner power back.</p>
<p>Immunity to a narcissist is not an outside-in job, it starts on the inside. When you’re trying to think about what happened and what the narcissist is thinking or doing to try to get relief, it doesn’t give you relief, in fact, it feels horrific.</p>
<p>Have you noticed that your nervous system and emotions are terrorized, confused, triggered,and keeping you stuck in trauma when you do this? By replaying the scenes in your mind without closure or an internal embodied shift into peace and relief, which most people can’t logically get no matter how much they talk it out or research narcissism, you’re continually rewounding yourself with the same wounds that the narcissist hurt you with. This bonds you emotionally to the narcissist.</p>
<p>You’re definitely not immune. It means that what happens is you are really prone to being stuck in the obsession and also drawing into you other future narcissists, because you’re vibrating in the trauma of narcissists.</p>
<p>Internal compounding and repeating trauma brings more of that into your life. It’s just how it works. It’s a simple Quantum Law, which is so within so without, which means what is going on inside of us is what we’re attracting and participating in outside of ourselves.</p>
<p>Detaching from thinking about the narcissistand connecting with you, your Inner Being, validating, holding, and healing yourself, making it all about you and your recovery out of this, starts to give you fast relief. You’re getting out of Wrong Town and you’re going towards Right Town.</p>
<p>A beautiful mantra is this, “I let go of you and devote my heart, mind, and spirit to the most important mission I have –healing me.” It’s so beautiful when you do that.</p>
<p>Now, Module One of NARPis a wonderful process to bypass the obsessing mind and helps you connect your Inner Being with love. It gets the process started.</p>
<p>Number Five – Letting Go Is Not Giving In</p>
<p>So number five is to know that letting go is not giving in. Our human nature is to stay connected and to fight back, because we’re trying to win, to get accountability, vindication and maybe some compensation.</p>
<p>Of course, narcissists thrive off this –your triggers, emotional energy and attention play straight into the narcissist’s hands. They don’t have the ability or the desire to be accountable. They’re just not going to do it. They’re not going to make amends or grant you what is decent or what you want, or recognize you or what they did to you. Their only intention is to keep sucking you and your resources dry. According to them, they’re the victim and they deserve everything they can get.</p>
<p>If you hang onto the need for a narcissist to ‘get it’and try to force this to happen, you will not only receive more abuse, you’re not going to reach narcissistic immunity. And you will keep experiencing people who hurt you in the future, who you try to hold responsible and they won’t be – it just continues the same pattern.</p>
<p>I know that this may seem counterintuitive, “I should stick in there and I should be strong and I should get my vindication. I should get them to understand what they’ve done.” But please know this, the narcissist is all for control and attention. If you just let go and you let life and consequences hold this person accountable and take care of you instead then this is the ultimate insult to a narcissist. They hate becoming irrelevant to you. And then you get to go free. You get your Soul, sanity, Life Force and your future back and the narcissist loses all power over you.</p>
<p>So a powerful mantra for this is, “I take back my power by letting go of you. I’m creating an empowered, healthy relationship with myself and my real life. You are insignificant to me now.”</p>
<p>All of the NARP 10-step healing Moduleshelp you from the inside out achieve this detachment process and you are going to start filling with your own Life Force and your power.</p>
<p>Number Six – Holding The Narcissist Accountable</p>
<p>Let’s have a look at this. This is our final one and it’s about holding the narcissist accountable and you may say, “Hang on, you were just saying, let go. and that I’m not meant to hold them accountable, now you’re saying to hold them accountable.”</p>
<p>And I can almost hear you say, “But I can’t just detach and hand the narcissist everything. I’m stuck in property, business and custody battlesand this is even for my kids.” I agree. I absolutely agree. Yet there is a way to battle a narcissist, win against them and still be immune to their toxicity and their shenanigans.</p>
<p>One thing for certain that you need to understand is you can’t get a narcissist to play nice, you can’t reason with them and you can’t bargain with them. They want your pain, they want to keep control and they want to keep hurting you. They don’t wish to cooperate at all.</p>
<p>This is why the majority of issues drag out for years, if not decades, if the narcissist has you enmeshed in property, your kids or stuff. The narcissist doesn’t want this resolved. They want you to be emptied out the entire time, they’re going to chip away at you and get everything they can the whole time you’re hoping that, “Well, maybe they’re going to do the right thing, or maybe I’m massaging them forward into a resolution.”</p>
<p>What they’re doing is emptying you out and they want you to capitulate. They want you to hand them everything when there’s nothing left of you to go forward with. That’s what they’re working at.</p>
<p>So the only way out of this is to get on the offensive and take matters into your own hands and get things to court. Now, the key ingredients necessary for you to do this are anti-fear and anti-painand of course anti-guilt.</p>
<p>When you’re calm and you’re in your centre and you’re walking a straight empowered line with facts after having created strict boundaries with the narcissist where they can’t access your energy and keep sucking and exploiting you anymore – the narcissist is going to try to hit back hard.</p>
<p>They usually will try and do something ridiculous, some kind of threat, some kind of lie, some kind of process. If you just stand in your truth, untriggered and unperturbed, not feeling sorry for the narcissist, ignoring the garbage – don’t give it any energy, don’t even try to defend it, just get on with your course and the truth. Their lies get exposed. Their insane, over-entitled demands crumble, and they lose. We see it happen all the time in our NARP members community.</p>
<p>Usually, narcissists at this point capitulate and hand you what you want just to get the hell out of your energy and your life. The little man or woman behind the curtain has been exposed as a victimized little bully using emotional games and lies to bluff you into fear, pain and feeling small and powerless. When it doesn’t work, they’re exposed.</p>
<p>You can’t change what the narcissist is going to do because pretty much they all do it. But if you change yourself deeply and emotionally on the inside, you are going to be pleasantly surprised at how unfazed and unaffected you become and then how it all starts unraveling for the narcissist because you called their bluff. You just walked your path. You didn’t capitulate. You didn’t give into it. You weren’t fearful of it. You were just yourself powerfully. They’re no match for that.</p>
<p>A powerful mantra to help you is, “When I stand in my light, power and truth without fear, your games, lies and darkness unravel for all to see. My light is more powerful, always.” What a powerful mantra. It’s so true.</p>
<p>Module Eight in NARP, is the powerhouse to achieve court, custody, and all sorts of wins. If you’re a Gold NARP member, we have an incredible NARP community forumto support you. This community grants you free coaching support and advice 24/7, 365 days in the year with how to succeed every step of the way with this.</p>
<p>In Conclusion</p>
<p>Originally, when I went to put this episode together, I wanted to talk about being impervious to narcissists that you may meet in your future. Yet I know so many of you need help to become impervious to narcissists now, to truly clean up your past traumas with narcissists so that you can go forward into genuine narcissistic immunity in your future.</p>
<p>I hope today has helped you understand that by growing through what happened to you rather than just going through it, that your life will be so much more confident, capable, and joyously expansive than it ever has been.</p>
<p>Also, you’ll be so much more empowered to take your time, to see who people really are from their real-life actions and their histories and what their lives are like. And not just listen to their words or what they’re pretending to bein the moment.</p>
<p>You will ask questions; you’ll speak up if something feels off and you will say “no more” if somebody starts treating you abusively. You won’t have any need to try to change painful people and make them understand you in order for you to have a happy life. You’re going to be able to back yourself rather than trying to make a specific toxic person get, understand you and support you.</p>
<p>This is a Thriver life mission that I’m fully committed to helping you achieve like myself and thousands of others so that you can get on this journey and start enjoying your true self and your true life.</p>
<p>I hope that today has really spoken to you and it’s given you some powerful tips to turn this all around for yourself.</p>
<p>from Melanie Tonia Evans</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/">Come difendersi dai narcisisti</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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