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	<title>Vitalità Archivi &#187; Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</title>
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	<description>Psicoterapeuta Gestalt Torino</description>
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	<item>
		<title>Guarire il Bambino Interiore</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/guarire-il-bambino-interiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 17:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>4 cose che il tuo bambino interiore ha bisogno di sentire Come guarire il bambino interiore? Quando ripensi alla tua infanzia, potresti avere alcuni ricordi spensierati e positivi, e altri difficili e impegnativi da rivedere. Qualunque sia la ragione, quando eravamo piccoli potremmo non aver soddisfatto tutti i nostri bisogni. E così, c&#8217;è un bambino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/guarire-il-bambino-interiore/">Guarire il Bambino Interiore</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>4 cose che il tuo bambino interiore ha bisogno di sentire</h2>
<p>Come guarire il bambino interiore?<br />
Quando ripensi alla tua infanzia, potresti avere alcuni ricordi spensierati e positivi, e altri difficili e impegnativi da rivedere.</p>
<p>Qualunque sia la ragione, quando eravamo piccoli potremmo non aver soddisfatto tutti i nostri bisogni.</p>
<h4>E così, c&#8217;è un bambino interiore dentro ognuno di noi che cerca l&#8217;amore e la cura che ha sempre desiderato&#8230;</h4>
<p>Coltivare il bambino interiore dentro di te e <strong>fornire a quella parte di te l&#8217;amore e le cure di cui aveva bisogno da bambino. </strong>Questo è un modo potente per portare pace nel tuo mondo interiore guarire il bambino interiore.</p>
<p>Oggi avremo la possibilità di parlare al nostro bambino interiore e di dargli un po’ della rassicurazione di cui ha bisogno.</p>
<p>Infatti, <strong>il bambino dentro di noi ha bisogno del nostro amore e della nostra rassicurazione.</strong> Quando gli diciamo ciò che ha bisogno di sentire, sperimentiamo un profondo cambiamento dentro di noi che apre la porta a una maggiore pace e facilità interiore.</p>
<p><em>Il tuo bambino interiore cerca il tuo amore</em>, compassione, sostegno e comprensione.</p>
<p>Se vuoi iniziare il processo di connessione, nutrimento e guarigione del tuo bambino interiore, allora fargli conoscere queste quattro cose è un ottimo punto di partenza:</p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Tutte le tue emozioni sono valide</strong></span></li>
</ol>
<p>Abbiamo tutti attraversato molte difficoltà quando eravamo bambini. Che fosse dovuto a tensioni familiari, stress scolastici o esperienze traumatiche, il tuo sé più giovane ha dovuto affrontare sfide.</p>
<p>E probabilmente, quel bambino ha sperimentato emozioni che sentiva di dover reprimere, ignorare o nascondere alle persone intorno a lui. Potrebbe aver imparato che non avrebbe dovuto sentirsi in un certo modo o che le sue emozioni non avevano senso.</p>
<p>Ma la verità è che tutti i suoi sentimenti avevano senso. <strong>Tutte le sue emozioni erano valide.</strong> Avevamo il diritto di provarle e avevamo diritto che quei sentimenti fossero visti, onorati e convalidati.</p>
<p>Quindi diamo ora questa rassicurazione al tuo bambino interiore.</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Tutte le tue emozioni sono valide.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>I tuoi sentimenti hanno senso</em>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Sei abbastanza</strong></span></li>
</ol>
<p>È durante l&#8217;infanzia, quando il nostro sistema nervoso impara ad adattarsi al mondo, che spesso si formano le nostre convinzioni limitanti più forti e rumorose. Ci portiamo dietro queste convinzioni limitanti per tutta l&#8217;infanzia e fino alla vita adulta, e nel tempo influenzano il modo in cui vediamo noi stessi e il mondo che ci circonda.</p>
<p>E una delle convinzioni limitanti più forti che molti di noi portano con sé è la convinzione di non essere abbastanza. <strong>Probabilmente c&#8217;è un bambino dentro di te che dubita di essere abbastanza</strong>&#8230; Se è abbastanza intelligente, abbastanza bravo, abbastanza forte, abbastanza bello&#8230;</p>
<p>Può essere un&#8217;esperienza di guarigione incredibilmente potente tornare indietro e rassicurare il tuo bambino interiore che è, in effetti, abbastanza. Fargli sapere che è sempre stato abbastanza e lo sarà sempre, non importa cosa.</p>
<p>Proviamoci ora.</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei abbastanza.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei sempre stato abbastanza.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sarai sempre abbastanza.</em></strong></p>
<div id="attachment_2861" style="width: 261px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2861" class="wp-image-2861 size-full" title="Guarire il Bambino Interiore" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-12.jpeg" alt="Guarire il Bambino Interiore" width="251" height="201" /><p id="caption-attachment-2861" class="wp-caption-text">Guarire il Bambino Interiore</p></div>
<ol start="3">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Non ti abbandonerò mai</strong></span></li>
</ol>
<p>Il nostro bambino interiore spesso si sente vulnerabile, spaventato e preoccupato di essere trascurato o abbandonato.</p>
<p><strong>Un modo per aiutare il nostro sé adulto a sentirsi più centrato e a suo agio nel momento presente è quello di lenire e confortare il bambino interiore dentro di noi che è preoccupato, turbato o spaventato.</strong></p>
<p>Ora, come adulto saggio, hai la possibilità di far sapere a quel bambino interiore che sarai lì per lui, che ti prenderai cura di lui, che lo proteggerai e che lo sosterrai non importa cosa.</p>
<p>Facendo sapere a quel bambino interiore che sarai lì per lui. Non importa quanto siano grandi i suoi sentimenti, non importa cosa faccia e non importa quali errori commetta, puoi andare avanti sentendoti più lucido, libero e forte.</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sono sempre qui per te.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Non ti abbandonerò mai.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>In qualsiasi caso, </em><em>ti sostengo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="4">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Ora sei al sicuro e sei libero di essere te stesso</strong></span></li>
</ol>
<p>Una parte potente del lavoro di guarigione del bambino interiore è aiutarlo a sentirsi al sicuro, protetto e a suo agio.</p>
<p>Quando possiamo incoraggiare quel bambino dentro di noi a essere libero e a sentirsi calmo, felice e sicuro di sé, possiamo iniziare a liberarci di vecchi schemi, lasciar andare i dubbi su noi stessi, smantellare le convinzioni limitanti e arrivare a un punto nel momento presente in cui ci sentiamo connessi, allineati e in pace con noi stessi.</p>
<p><strong>Quando il nostro bambino si sente al sicuro e quando ci sentiamo al sicuro, possiamo iniziare a vivere pienamente come il nostro sé più autentico.</strong></p>
<p>Vuoi provarci?</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Ora sei al sicuro.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sono qui per gestire qualsiasi cosa ci capiti.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei libero di rilassarti ed essere te stesso.</em></strong></p>
<p>________________________________________________________________________</p>
<p><strong>4 Things Your Inner Child Needs To Hear</strong></p>
<p>When you look back on your childhood, you may have some memories that are lighthearted, carefree, and positive, and yet others that are difficult and challenging to look back on.</p>
<p>For whatever reason, we may not have had all of our needs met when we were younger.</p>
<p>And so, there’s an inner child inside of all of us that is looking for the love and care it always longed for…</p>
<p>Nurturing the inner child within you and <strong>providing that part of you with the love and care it needed as a child</strong> is a powerful way to bring inner peace to your internal world.</p>
<p>Today, we are going to get the chance to speak to our inner child, and <strong>give it some of the reassurance it needs to hear. </strong></p>
<p>the little child within us needs our love and reassurance, and that when we tell it what it needs to hear, we experience a deep shift within us that opens the door to greater peace and ease within.</p>
<p>Your inner child seeks your love, compassion, support, and understanding. If you want to start the process of connecting with, nurturing, and healing your inner child, then letting it know these four things is a great place to start:</p>
<ol>
<li><strong> All of your emotions are valid</strong></li>
</ol>
<p>We all went through a lot when we were kids. Whether it was due to family tensions, schoolplace stressors, or traumatic experiences, your younger self faced many challenges.</p>
<p>And likely, that little child experienced emotions that they felt they had to suppress, ignore, or hide from the people around them. They may have learned that they shouldn’t feel a certain way, or that their emotions didn’t make sense.</p>
<p>But the truth is, all of their feelings made sense. All of their emotions were valid. They had a right to feel them, and they had a right for those feelings to be seen, honored, and validated.</p>
<p>So let’s give your inner child that reassurance now.</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em>All of your emotions are valid.</em></p>
<p><em>Your feelings make sense.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><strong> You are enough</strong></li>
</ol>
<p>It is during childhood, when our nervous systems are learning to adapt to the world, that our strongest and loudest limiting beliefs are often formed. We carry these limiting beliefs all through childhood and into our adult lives, and over time they impact how we see ourselves and the world around us.</p>
<p>And one of the strongest limiting beliefs many of us carry is the belief that <strong>we are not enough.</strong></p>
<p>There’s likely a little child within you who is doubting if they are enough… If they are smart enough, good enough, strong enough, beautiful enough…</p>
<p>It can be an incredibly powerful healing experience to go back and reassure your inner child that they are, in fact, enough. To let them know that they’ve always been enough and always will be, no matter what.</p>
<p>Let’s try that now.</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em>You are enough. </em></p>
<p><em>You’ve always been enough.</em></p>
<p><em>You will always be enough.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>3. I won’t abandon you, no matter what</h5>
<p>Our inner child often feels vulnerable, scared, and worried they’ll be left behind or abandoned.</p>
<p>One way to help our adult selves to feel more calm and at ease in the present moment is to soothe and comfort the inner child within us that is worried, upset, or afraid.</p>
<p>Now, as a wise adult, you have the chance to let that inner child know that you will be there for them, that you will care for them, that you will protect them, and that you’ll have their back no matter what.</p>
<p>By letting that inner child know that you will be there for them, no matter how big their feelings are, no matter what they do, and no matter what mistakes they make, you can move forward feeling more clear, free, and empowered.</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I’m always here for you.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I won’t ever abandon you.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">No matter what,</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I’ve got your back.</em></p>
<p>4. You are safe now, and you are free to be yourself</p>
<p>A powerful part of inner child healing work is to help our inner child feel safe, secure, and comfortable.</p>
<p>When we can encourage that little child within us to be free and to feel calm, happy, and confident, we can begin to release old patterns, let go of self-doubt, dismantle limiting beliefs, and come to a place in the present moment where we become connected, aligned, and at peace with ourselves.</p>
<p>When our inner child feels safe, and when we feel safe, we can start to live fully as our most authentic self.</p>
<p>Want to give it a try?</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em style="font-weight: inherit;">You are safe now.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I am here to handle whatever comes our way.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">You are free to relax and be yourself.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/guarire-il-bambino-interiore/">Guarire il Bambino Interiore</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come diventare genitori di se stessi (reparenting)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-diventare-genitori-di-se-stessi-reparenting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 17:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra infanzia è il luogo in cui si forma la mente subconscia. È anche il luogo in cui impariamo come elaboriamo le emozioni, che aspetto hanno le relazioni, come mantenere i confini e innumerevoli altre abitudini e comportamenti. Idealmente, i nostri genitori sono due persone realizzate che permettono ai loro figli di essere visti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-diventare-genitori-di-se-stessi-reparenting/">Come diventare genitori di se stessi (reparenting)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La nostra infanzia è il luogo in cui si forma la mente subconscia</strong>. </p>
<p>È anche il luogo in cui impariamo come elaboriamo le emozioni, che aspetto hanno le relazioni, come mantenere i confini e innumerevoli altre abitudini e comportamenti. Idealmente, i nostri genitori sono due persone realizzate che permettono ai loro figli di essere visti e ascoltati come l&#8217;individuo unico che sono. La realtà è che viviamo in una cultura che non insegna la consapevolezza cosciente, quindi <strong>la maggior parte di noi è nata da genitori inconsapevoli</strong>. </p>
<p>I genitori inconsapevoli ripetono le stesse abitudini e gli stessi schemi che hanno imparato. Stanno operando da uno spazio ferito a causa delle loro emozioni non elaborate. È importante capire che i genitori possono essere genitori solo in base al proprio livello di consapevolezza.<br />
<strong>Possiamo dare agli altri solo ciò che abbiamo imparato a dare noi stessi</strong>. </p>
<p>Ho lavorato con persone di tutte le diverse fasce demografiche. Nel corso del tempo sono arrivata a capire che la maggior parte delle persone cerca aiuto per &#8220;problemi di comunicazione&#8221; relazionali, abitudini distruttive (dipendenza, autosabotaggio), confusione di identità (&#8220;Chi sono io&#8221;) e sentimenti generalizzati di bassa autostima. Ognuno di questi problemi si manifesta in modo diverso, ma sono tutti legati a una cosa: il comportamento condizionato praticato fin dall&#8217;infanzia. Alcuni di voi che leggono questo articolo potrebbero pensare: &#8220;La mia infanzia è finita, non c&#8217;è motivo di tornarci&#8221;. Oppure: &#8220;Se la mia infanzia è stata quella in cui ho imparato la maggior parte dei miei meccanismi di coping, sono fregato&#8221;. Tendiamo ad essere protettivi e difensivi riguardo alla nostra esperienza infantile, ma la verità è che abbiamo un&#8217;opportunità unica di guarire e scegliere consapevolmente comportamenti diversi da adulti. Indipendentemente da ciò che abbiamo vissuto nel nostro passato. Questo processo è chiamato reparenting. </p>
<p><strong>Il reparenting è l&#8217;atto di dare a te stesso ciò che non hai ricevuto da bambino</strong>.<br />
<img decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" class="alignnone size-medium wp-image-3244" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384-300x200.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384.jpg 474w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Ci libera dall’idea che è tutto colpa dei genitori, ci aiuta ad assumerci la responsabilità. Tutti lo possiamo fare: non è facile e richiede impegno, tempo e pazienza. Non è una bacchetta magica e richiede lavoro costante, però ci porterà a perdonare e guarire. </p>
<p><strong>Si basa su 4 pilastri: Disciplina, Gioia, Regolazione Emotiva e cura di sè.</strong></p>
<p>In base all’esperienza precoce, alcuni saranno più difficili di altri. Per molti la parte più difficile è la disciplina: la parte bambina si ribella e magari nessuna parte disposta ad alzarsi presto, andare in palestra o portare a termine qualsiasi programma. può richiedere un processo di lutto per il sé passato ed anche di sviluppo dell’auto compassione per arrivare a vedere la disciplina in modo diverso.<br />
Per molti è difficile trovare la gioia, è un’esperienza emotiva portata dalla spontaneità, il gioco, la creatività e la pura presenza. E sono tante le persone che non hanno sperimentato tutto questo a casa.<br />
Parte dello scoprire la gioia è imparare quali sono le tue passioni ed interessi, è dedicarsi tempo per re-imparare chi sei. E’ un processo di cambiamento profondo che porta molta sicurezza ed energia creativa.</p>
<p>Ecco <strong>5 passaggi per iniziare:</strong></p>
<p><strong>1. Respira</strong>: Sì, questo è un passo. È facile sentirsi sopraffatti. Il reparenting è un processo, non accade da un giorno all&#8217;altro e nemmeno nell&#8217;arco di un paio di mesi. Se provi a fare troppo di questo lavoro in una volta, ti sentirai sopraffatto e ritornerai ai vecchi schemi. </p>
<p><strong>2. Mantieni una piccola promessa a te stesso ogni giorno</strong>: questo passo dovrebbe essere così piccolo da sembrare insignificante. Devi scegliere qualcosa in cui avrai sicuramente successo. Ad esempio, la mia prima promessa a me stessa è stata quella di svegliarmi presto. Sapevo che con i miei orari avrei potuto farlo ogni singolo giorno. Se i tuoi non lo consentono, non è una buona scelta per te. Se non vai in palestra tutti i giorni adesso, non promettere che andrai in palestra tutti i giorni. Alcuni buoni esempi sono: meditare per 2 minuti, fare una passeggiata di 5 minuti ogni mattina, cucinare qualcosa di buono e scrivere ogni sera prima di dormire. Non scegliere attività che richiedono più di 10 minuti.</p>
<p><strong>3. Dì a qualcuno di cui ti fidi che stai iniziando il processo</strong>: non condividere che lo stai facendo con i tuoi genitori. Non è necessario e può essere dannoso per loro. Ricorda, hanno fatto del loro meglio con il loro livello di consapevolezza e probabilmente si metteranno sulla difensiva se parli di questo. Il reparenting fa per te. Quando ho iniziato il processo, l&#8217;ho condiviso con il mio partner e abbiamo lavorato per farlo insieme. Se hai un partner o un caro amico, fagli sapere che ci stai lavorando. Il supporto sarà utile.</p>
<p>4. <strong>Usa questo mantra: &#8220;Cosa posso darmi in questo momento?</strong>&#8221; Chieditelo spesso. Da bambini, non sempre ci veniva dato ciò di cui avevamo bisogno. Da adulti abbiamo l&#8217;opportunità di darcelo. Quando senti di avere forti emozioni, poniti questa domanda. A volte la risposta può essere un bagno caldo, altre volte disconnettersi dai social media o prendere il sole per 15 minuti. Va bene se quando inizi a fare questa domanda ti senti confuso o non ti arriva una risposta. Continua a chiedere, la pratica richiede di connettersi all’intuito e se manterrai l’impegno, inizierai a ricevere risposte.<br />
<img decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-3242" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-300x300.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-80x80.jpg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-36x36.jpg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-180x180.jpg 180w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706.jpg 474w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>5. <strong>Festeggia quando ti manifesti</strong>: se non siamo stati riconosciuti, celebrati e visti per l&#8217;individuo unico che siamo da piccoli, tenderemo da adulti a ignorare la nuova realtà che stiamo mostrando. Il reparenting è difficile, è un lavoro nell’anima. Riconosci il coraggio che ci vuole e tutti i tuoi progressi. Celebra la persona che stai diventando.</p>
<p>liberaemente tratto da Theholisticpsychologist.com</p>
<p>_____________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Our childhood is where the subconscious mind is formed.<br />
It’s also where we learn how we process emotions, what relationships look like, how to hold boundaries, and countless other habits and behaviors.<br />
Ideally, our parents are two self actualized people who allow their children to be seen and heard as the unique individual they are. The reality is that we live in a culture that does not teach conscious awareness, so most of us are born to unconscious parents.<br />
Unconscious parents are repeating the same habits and patterns they’ve learned. They’re operating from a wounded space because of their own unprocessed emotions.<br />
It’s important to understand that parents can only parent from their own level of awareness.<br />
We can only give others what we have practiced giving ourselves.<br />
I’ve worked with all different demographics of people. Over time I’ve come to understand that most people seek help for relationship “communication problems”, destructive habits (addiction, self-sabotage), identity confusion (“Who AM I”), and generalized feelings of low-self worth.<br />
Each of these issues manifest differently, but they’re all tied to one thing: conditioned behavior practiced since childhood.<br />
Some of you reading this might be thinking “My childhood is over, there’s no reason to go back there.” Or “If my childhood is where I learned most of my coping mechanisms, I’m screwed.”<br />
We tend to be protective and defensive around our childhood experience, but the truth is we have a unique opportunity to heal and consciously choose different behavior as adults. Regardless of what we have experienced in our past.<br />
This process is called reparenting.<br />
Reparenting is the act of giving yourself what you didn’t receive as a child.<br />
My childhood was unique in that I had two (physically) present parents who were emotionally absent. My mom was a stay-at-home mom and my dad was home every day by 5:30 for dinner. My parents were in their mid 40’s when they had me, and there was 18 years between my brother and myself.<br />
By the time I came around, they were highly distracted. My mom was battling severe chronic pain, and my sister (who had her own health challenges) had gone through a series of surgeries throughout her childhood and teen years. Death and illness were a constant focus.<br />
I had zero discipline. I decided from a very young age what time I would go to bed, what I would eat, and what time I would come home. My mom spent the majority of the time in her bed. Her sickness was a focus for everyone in the home.<br />
There was a lot of chaos and co-dependence.<br />
This is where my anxiety began. It manifested as disordered eating, and obsessive compulsive “achievement” behavior.<br />
Of course, this wasn’t seen as a negative. I excelled in both athletics and academics. I won awards. I was offered scholarships. I adapted, and channeled my anxiety. A lot of people don’t understand that underneath achievement behaviors is a lot of pain and unhealthy conditioning.<br />
In my 30’s when I was no longer in school or playing sports, I got a clearer picture of more negative manifestations.<br />
I didn’t show up for myself, my spending was out of control, I did not understand how to set (or keep boundaries), and overall had placed no focus on my physical and spiritual health.<br />
Discovering reparenting was a game changer for me.<br />
It was not my parents “fault.” It meant nothing about who they were as people. Or how much they loved me. They were doing the best they could with their level of awareness.<br />
Now, it was time for me to do the best I could with my own evolved level of awareness.<br />
Reparenting is our personal responsibility. Anyone can begin the process of reparenting themselves. It takes time, commitment, and patience. There is no quick fix. It will require you to show up every day. But it will allow you to heal and forgive.<br />
The 4 Pillars of reparenting are:<br />
Discipline, Joy, Emotional Regulation, and Self-care.<br />
I go more in depth on these in a video you can watch here: [LINK]<br />
Depending on your unique childhood experience, some of these will be more difficult than others. For me, discipline was the most difficult part. My mind had a tantrums. My childhood-self rebelled. There was no part of me that wanted to wake up early, go to the gym, or really do anything “planned.” It was a process of grieving for my past self as well as self compassion to allow me to view discipline in another way.<br />
Another major struggle for me was finding joy. Joy is an emotional experience. It’s the product of spontaneity, play, creativity, and pure presence. It’s not something that I experienced within the home.<br />
Part of discovering joy is learning your own unique passions and interests. This is something I had to spend time connecting to. I had to relearn “me.”<br />
Years into the reparenting process I can say that I am truly a different person.<br />
It’s brought me so much more confidence, empathy, and creative energy.<br />
Here are 5 Steps to Begin:<br />
1. Breathe: Yes, this is a step. It’s easy to become overwhelmed. Reparenting is a process. It’s not something that happens overnight. It’s not something that happens over a couple of months. If you try to do too much of this work at once, you’ll become overwhelmed and fall back into old patterns. Follow the steps, do not try to do too much at once.<br />
2. Keep one small promise to your yourself every day: This step should be so small that it’s seemingly insignificant. You need to choose something that sets you into a situation where you’ll succeed. For example, my first promise to myself was to wake up early. I knew with my schedule I could do this every single day. If you have a schedule that doesn’t allow for this, this is not a good choice for you. If you don’t go to the gym every day now, do not promise you’ll go to the gym every day. Some good examples are: meditate for 2 minutes, go for a 5 minute walk around the block each morning, cook one meal at home every day, future self journal each night before bed. Time is important here: do not choose any promise that takes more than 10 minutes in total.<br />
3. Tell someone you trust (other than your parents) that you’re beginning the process: do not share that you’re doing this with your parents. It’s not necessary, and can be hurtful to them. Remember, they did the best they could with their level of awareness and will likely become defensive if you talk about this. Reparenting is for you. When I began the process, I shared it with my partner and we worked to do this together. If you have a partner or a close friend, let them know you’re working on this. Support will be helpful.<br />
4. Use this Mantra: “What can I give myself right now?” This is a mantra I use often. As children, we weren’t always given what we needed. As adults we have an opportunity to give what we need to ourselves. When you feel yourself having strong emotions, ask this question. Sometimes the answer for me is a bubble bath. Other times it’s to disconnect with social media, or a need to get into the sun for 15 minutes. It’s ok if when you begin asking this question you feel confused or like there is no answer. Just continue asking. It’s a practice of connecting with intuition. If you stay committed, you’ll begin to get answers.<br />
5. Celebrate when you show up: if we were not recognized, celebrated, and seen for the unique individual we are, we will quickly disregard the reality that we are showing up. Reparenting is difficult. Its soul work. Acknowledge the courage it takes. Own your progress. Celebrate the person you’re becoming.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-diventare-genitori-di-se-stessi-reparenting/">Come diventare genitori di se stessi (reparenting)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Coltivare la gratitudine estrema</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/coltivare-la-gratitudine-estrema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 10:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Teniamo nel profondo del cuore un impegno a essere costantemente grati, qualunque cosa succeda. Prendiamoci il tempo d’essere grati per tutte le piccole cose, non solo le grandi. Per esempio: • Svegliarci al mattino • Sentire il corpo • Respirare aria fresca • Avere acqua potabile • Vivere in una casa comoda Ecc. Ecc. Ben [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/coltivare-la-gratitudine-estrema/">Coltivare la gratitudine estrema</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Teniamo nel profondo del cuore un impegno a essere costantemente grati, qualunque cosa succeda.</strong></p>
<p>Prendiamoci il tempo d’essere grati per tutte le piccole cose, non solo le grandi.<br />
Per esempio:</p>
<p>•	Svegliarci al mattino<br />
•	Sentire il corpo<br />
•	Respirare aria fresca<br />
•	Avere acqua potabile<br />
•	Vivere in una casa comoda<br />
Ecc. Ecc.</p>
<p>Ben presto noteremo che le cose che diamo per scontate erano quelle per cui molte persone avrebbero pianto di gratitudine.<br />
In tutto il mondo, ci sono ancora persone che devono camminare quattro ore per avere un bicchiere d&#8217;acqua pulita e sicura da bere.<br />
Altri avrebbero voluto passare più tempo con le loro famiglie, ma non hanno avuto la possibilità di svegliarsi questa mattina.<br />
Sì.<br />
<strong>La gratitudine è una questione di vita o di morte</strong>.<br />
Vi dico subito che la Gratitudine estrema è stata uno dei più grandi cambiamenti nella mia vita.<br />
Ecco perché vi invito a prendere in considerazione l&#8217;idea di giocare a questo gioco della gratitudine estrema: non solo oggi&#8230; ma per i prossimi 365 giorni. </p>
<p>Non importa. Cosa.<br />
Spesso il mondo esterno rispecchia semplicemente il mondo interno.</p>
<p><strong>Quando apprezziamo tutte le cose che abbiamo già, il loro valore aumenta.</strong><br />
Inoltre, un atteggiamento di gratitudine mette direttamente in condizione di ricevere indicazioni dalla vostra intuizione più elevata. Questo non può che far trovare altre cose per cui essere grati <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Vi state chiedendo se c&#8217;è una trappola?<br />
Sì, c&#8217;è!<br />
Fate attenzione a <strong>non adottare un atteggiamento di gratitudine per quello che sperate di ottenere</strong><br />
Fatelo per apprezzare ciò che fate.<br />
Fate in modo che diventi parte di ciò che siete.<br />
In breve, fate della gratitudine estrema la vostra NUOVA IDENTITÀ.<br />
Perché&#8230; quando si prova davvero gratitudine estrema, qualsiasi cosa in più è una ciliegina sulla torta.</p>
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		<title>Siamo tutti predisposti alla gratitudine</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/siamo-tutti-predisporti-alla-gratitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 14:41:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo letteralmente predisposti alla gratitudine. Esistono regioni cerebrali associate alla gratitudine, il che indica che è intrinseca in noi. La gratitudine è naturale e ci fa sentire bene. Ci rende davvero più felici. Il bello è che la gratitudine e la felicità possono aumentare con la pratica. Alcune aree del cervello, come la corteccia prefrontale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo letteralmente predisposti alla gratitudine.<br />
<strong>Esistono regioni cerebrali associate alla gratitudine</strong>, il che indica che è intrinseca in noi.<br />
La gratitudine è naturale e ci fa sentire bene. Ci rende davvero più felici.<br />
Il bello è che <strong>la gratitudine e la felicità possono aumentare con la pratica</strong>.<br />
Alcune aree del cervello, come la corteccia prefrontale, si attivano quando proviamo gratitudine.<br />
Queste aree sono anche associate alla cognizione morale, al giudizio di valore e alla teoria della mente.<br />
<strong>Questa settimana, quindi, pratichiamo insieme la gratitudine</strong>.<br />
Dedichiamo intenzionalmente 3 minuti alla stessa ora ogni mattina.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/th-797948928-266x300.jpg" alt="" width="266" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2697" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/th-797948928-266x300.jpg 266w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/th-797948928.jpg 474w" sizes="auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px" /><br />
Iniziamo a pensare a 3 cose per cui siamo grati e teniamole a mente per un minuto.<br />
La scienza:<strong> Studi di risonanza magnetica dimostrano che le pratiche di gratitudine possono costruire e rafforzare le aree del cervello associate alla gratitudine e migliorare i sentimenti di connessione sociale e soddisfazione</strong>.<br />
Iniziamo subito.<br />
Pensiamo alla cosa per cui siamo più grati nella nostra vita. Consideriamo come ci abbia portato tante altre cose meravigliose.<br />
Osserviamo come ci si sente a praticare intenzionalmente e consapevolmente la gratitudine!<br />
Poi, questa settimana, <strong>uniamoci nella pratica quotidiana ogni mattina e notiamo cosa fa al senso di soddisfazione per la vita e alla nostra gioia</strong>.</p>
<p>___________________________________________________________________________<br />
You are literally WIRED for gratitude.<br />
There are brain regions associated with gratitude, which indicate that it’s intrinsic to us.<br />
Gratitude is natural, and it feels great. It actually makes you happier.<br />
And what’s cool is that you can increase your gratitude and happiness through practice.<br />
Certain areas of the brain, like the prefrontal cortex, are activated when we feel gratitude.<br />
These areas are also associated with moral cognition, value judgment, and theory of mind.<br />
So this week, let’s practice gratitude together.<br />
Intentionally set aside 3 minutes at the same time each morning.<br />
Begin by thinking of 3 things that you’re grateful for, and hold each in your mind for one minute.<br />
The Science: MRI studies show that gratitude practices can build and strengthen the areas of the brain that are associated with gratitude, and enhance feelings of social connection and satisfaction.<br />
Start right now.<br />
Think of the thing you’re most grateful for in your life. Consider how that thing has given you so many other wonderful things.<br />
Notice how it feels to intentionally and consciously practice gratitude!<br />
Then, join in practice with me this week each morning, and notice what it does for your feeling of satisfaction with life and your joy.</p>
<p>Inspired by Eben Pagan</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/siamo-tutti-predisporti-alla-gratitudine/">Siamo tutti predisposti alla gratitudine</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 12:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni. Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/">12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS</h2>
<p>Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni.</p>
<p><strong>Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni</strong>. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che significa che sono programmati a livello cerebrale per elaborare le informazioni in modo profondo e rispondere maggiormente al proprio ambiente. Ecco perché <strong>tendono ad essere molto in sintonia sia con le sensazioni fisiche (come i tessuti e i suoni), sia con le emozioni e gli stati d’animo degli altri. </strong></p>
<p><strong>Pensano profondamente, sentono fortemente e notano cose che agli altri sfuggono.</strong></p>
<p><em>Amare un PAS può essere mozzafiato, ma è anche un po&#8217; diverso da altri tipi di relazioni.</em></p>
<h3>1. Un PAS noterà (e sentirà) ciò che provi.</h3>
<p>Le persone altamente sensibili non possono fare a meno di cogliere i sottili segnali emotivi che spesso vengono lasciati inespressi: la tensione nella voce, il crollo delle spalle o l&#8217;improvviso rifiuto del contatto visivo.</p>
<p>I P.A.S. non lo fanno nemmeno consapevolmente; elaborano semplicemente i segnali e &#8220;assorbono&#8221; ciò che senti &#8211; e questo significa che lo sentono anche nei loro corpi. Il tuo stress è il loro stress e la tua rabbia repressa può diventare la loro preoccupazione notturna.</p>
<p>Può essere difficile, ma aiuta se sei disposto a parlare apertamente delle tue emozioni e, soprattutto, se hai buone capacità di ascolto.</p>
<p><strong>Quando i PAS possono parlare di ciò che sentono e sanno che vengono ascoltati e accettati, sapranno di avere un custode.</strong></p>
<h3>2. Concedi ai PAS un po’ più di tempo per adattarsi ai cambiamenti.</h3>
<p>Il cambiamento può essere difficile per chiunque, ma <strong>i PAS elaborano le cose più profondamente di altri</strong>.</p>
<p>Ciò significa che anche i cambiamenti positivi, come l’inizio di una nuova relazione, possono essere davvero travolgenti.</p>
<p>(Se hai mai visto qualcuno piangere a causa di una buona notizia, potrebbe essere stato un altamente sensibile.)</p>
<p>Di conseguenza, i P.A.S. affrontano le relazioni lentamente, soprattutto all&#8217;inizio. Non sorprenderti se un PAS ha bisogno di tempo per se stesso o all&#8217;inizio sembra &#8220;tiepido&#8221;. Sta facendo ciò che ha imparato di dover fare per proteggere il suo cuore (e il suo livello di stress).</p>
<h3>3. Valuta l’impatto emotivo dei film che proponi.</h3>
<p>Penso che sappiamo tutti che un film horror splatter non è sempre adatto, a meno che tu non conosca bene i gusti dell&#8217;altra persona.</p>
<p>Ma anche con i film più tradizionali, evita tutto ciò che potrebbe essere super violento o cruento (come la maggior parte dei film d&#8217;azione), perché i P.A.S. tendono a &#8220;sentire&#8221; il dolore e le emozioni di chi è sul grande schermo. Un po’ di suspense di buon gusto va bene, ma <strong>la violenza e la crudeltà spesso lasciano i PAS a metà tra il turbamento e la sopraffazione.</strong></p>
<div id="attachment_3179" style="width: 287px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3179" class="wp-image-3179 size-full" title="PAS Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-3.jpeg" alt="PAS Persone Altamente Sensibili" width="277" height="182" /><p id="caption-attachment-3179" class="wp-caption-text">PAS Persone Altamente Sensibili</p></div>
<h3>4. Non coglierlo di sorpresa</h3>
<p>Non è carino avvicinarsi di soppiatto a un PAS e spaventarlo. E no, non riderà dopo. Avrà bisogno di minuti (o più) per riprendersi.</p>
<h3>5. A volte rimarrai stupito dalle intuizioni delle persone altamente sensibili</h3>
<p>Le stesse qualità che rendono così difficile l’essere un PAS si traducono in un dono raro che diventa ancora più forte man mano che la vita va avanti. Incontrare un PAS significa che <strong>ogni tanto rimarrai stupefatto dalle loro intuizioni o dalla bellezza di qualcosa che creano</strong>, apparentemente dal nulla. Infatti, una volta che si fida veramente di te, condivide la sua genialità così come la sua vulnerabilità.</p>
<h3>6. Hanno bisogno di tempo da passare da soli</h3>
<p>Alcune persone altamente sensibili sono introverse. Alcuni sono estroversi. Ma tutti, anche i più socievoli e chiacchieroni, <strong>a volte hanno bisogno di scomparire e di essere lasciati soli</strong>. Questo perché la stimolazione di ogni tipo, sociale o di altro tipo, può rapidamente sopraffare i sensi di un PAS il quale ha bisogno di tempo senza stimolazione affinchè ciò passi.</p>
<p>Se vivete insieme a un PAS, potrebbe aver bisogno di una stanza solo sua e chiederti di non entrare mai. Se vivete separati, potrebbe capitare che scompaia per alcuni giorni (o un pomeriggio) per meditare.</p>
<p>Se vuoi che il PAS ti avvisi quando deve farlo, in modo che tu sappia cosa sta succedendo, dovrai rispettarlo e non interrompere il suo tempo da trascorrere da solo quando ne ha bisogno.</p>
<h3>7. Le persone altamente sensibili amano essere coinvolti a un livello più profondo.</h3>
<p><strong>Le persone altamente sensibili elaborano le cose in profondità, quindi di solito pensano alle grandi cose della vita</strong>. Potrebbe trattarsi di qualcosa di personale come il modo in cui funzionerà un&#8217;amicizia, o cosmico come il futuro dell&#8217;umanità. In ogni caso, i P.A.S. vogliono andare rapidamente oltre le chiacchiere superficiali. Abbi una mentalità aperta e la volontà di parlare di argomenti importanti.</p>
<h3>8. Sanno che la maggior parte delle persone non li capisce.</h3>
<p><strong>Solo circa il 20% della popolazione è P.A.S.</strong> E gran parte del restante 80% non ha mai nemmeno sentito parlare di alta sensibilità.</p>
<p>Di conseguenza, <strong>i P.A.S.</strong> non solo si sentono incompresi, ma sono anche incompresi. E sono abituati al modo in cui la maggior parte delle persone gestisce la situazione: evitando di ascoltarli, assegnandogli uno stereotipo o semplicemente dicendo loro che c&#8217;è qualcosa che non va in loro.</p>
<div id="attachment_3181" style="width: 235px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3181" class="wp-image-3181 size-full" title="Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg" alt="Persone Altamente Sensibili" width="225" height="225" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg 225w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-80x80.jpeg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-36x36.jpeg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-180x180.jpeg 180w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-3181" class="wp-caption-text">Persone Altamente Sensibili</p></div>
<p>Se adotti un approccio diverso, come ascoltare apertamente e cercare di comprendere le loro esperienze, ti distinguerai. E ti ameranno per questo.</p>
<p>9. Non utilizzare mai queste due etichette.</p>
<h3><strong>I P.A.S. sono stufi di sentirsi dire che sono “troppo sensibili” o addirittura “timidi”</strong></h3>
<p>Se stai per usare queste parole, non farlo. Dai loro tempo o lascia che ti dicano come si sentono.</p>
<p>La tua persona altamente sensibile apprezzerà che tu abbia speso del tempo per capirla.</p>
<h3>10. Il loro ambiente li influenza.</h3>
<p>A tutti noi piacciono alcuni tipi di ambienti più di altri. Ma il sistema di un PAS impiega molta più energia nell’elaborazione dei segnali che li circonda, siano essi rumore, luce, attività o presenza di altre persone. Ciò significa che anche uno spazio moderatamente “occupato” può rapidamente diventare divorante per il sistema di un PAS, che potrebbe dover andarsene o essere sopraffatto e collassare.</p>
<p>Per il partner di un PAS, ciò significa rispettare tre semplici regole:</p>
<ul>
<li><strong>pensa se il PAS apprezzerà un ambiente prima di fare un piano; </strong></li>
<li><strong>avvisalo in anticipo se un luogo sarà rumoroso o affollato; </strong></li>
<li><strong>e sii comprensivo e solidale se dice che vuole andarsene, anche se si stava divertendo solo pochi minuti prima.</strong></li>
</ul>
<h3>11. Niente costa più del conflitto.</h3>
<p>A molte persone non piace il conflitto. Per i PAS, tuttavia, è ancora di più: <strong>il conflitto è una delle principali fonti di sopraffazione. Infatti spesso richiede risposte rapide e decise, e questo porta loro sia un sovraccarico sensoriale che un sovraccarico emotivo. Questo diventa insostenibile </strong>per gli altamente sensibili.</p>
<p>Molti P.A.S. cercano di evitare i conflitti facendo di tutto per rendere felice il proprio partner. Questo può diventare un problema se non parlano apertamente dei propri bisogni. Se frequenti un PAS, sii consapevole di questa tendenza; aiutalo a sentirsi sicuro di esprimere la propria opinione e cercate insieme modi per gestire delicatamente il conflitto. Ancora una volta, le capacità di ascolto e la creazione di uno spazio sicuro per una discussione onesta e senza urla sono di grande aiuto.</p>
<h3>12. Niente è più importante per un PAS dell&#8217;essere accettato</h3>
<p>La maggior parte dei PAS ha avuto una lunga lista di amici e/o corteggiatori che hanno subito visto la loro creatività, sensibilità e capacità percettiva e hanno detto: “Lo adoro. È affascinante”. Ma queste stesse persone non si sono mai prese il tempo di dire: “Accetto e amo anche la parte che ha dei bisogni, la parte che deve elaborare, la parte che sente le cose così profondamente, la parte che è scomoda quando viene sopraffatta”.</p>
<p>Questi due lati fanno parte di un unico pacchetto. Nessun PAS può avere l&#8217;uno senza l&#8217;altro. E ogni PAS impara a evitare le persone che ne vogliono solo la metà.</p>
<p><strong>Se riesci a prenderti il tempo per ascoltare e accettare un PAS – per tutto il suo essere – ti amerà più profondamente di quanto tu non sia mai stato amato prima. E se riesce a fidarsi di te quando è sopraffatto, saprà di aver trovato l’anima gemella</strong>.</p>
<p>Liberamente tratto da <a href="https://www.paspeople.com" target="_blank" rel="noopener">www.paspeople.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/">12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Anoressia e Famiglia</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/anoressia-e-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 15:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anoressia e Famiglia: il ruolo della famiglia nei disturbi alimentari. Quali sono le dinamiche familiari che contribuiscono all'anoressia?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/anoressia-e-famiglia/">Anoressia e Famiglia</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Anoressia e Famiglia</h2>
<h3>Qual è il ruolo della famiglia nei disturbi alimentari?</h3>
<p><strong>L’anoressica si fa carico di essere linguaggio e espressione di tutto il sistema famigliare</strong> che risponde a 4 caratteristiche principali:<br />
• <strong>Invischiamento</strong>: i membri nella famiglia sono come sovrapposti, nessuno è abbastanza libero da avere un suo spazio autonomo. La sovrapposizione determina una confusione dei confini detti “diffusi”. Le identità non sono separate, i ruoli non sono ben distinti. Padre, madre, sorella, fratelli, tutti si occupano ognuno dell’altro. Confusione emotiva e psicologia che va a toccare il processo di sviluppo e di individuazione del sé.<br />
• <strong>Iperprotettiva</strong>: l’invischiamento provoca una funzione di protezione dell’altro, ognuno è protetto e nessuno è libero.<br />
• <strong>Rigidità:</strong> si tratta di sistemi che replicano in modo stereotipato nel tempo un sistema di risposte identiche. Il sistema non cambia autonomamente, i sistemi organizzati in questo modo presentano struttura che sempre si ripresenta nel tempo.<br />
• <strong>Mancanza di risoluzione dei conflitti</strong>: gli esseri invischiati, confusi, iperprotettivi, rigidi, determinano un’impossibilità di risoluzione del conflitto che resta criptato e nascosto per un sistema che risulta confuso.</p>
<div id="attachment_3500" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3500" class="wp-image-3500" title="Anoressia e Famiglia" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/famiglia-anoressica.jpg" alt="Famiglia Anoressica" width="300" height="300" /><p id="caption-attachment-3500" class="wp-caption-text">Famiglia Anoressica</p></div>
<h4>In questo tipo di sistema <em>la sintomatologia anoressica</em> assolve la funzione di distruttore.</h4>
<p>“<em>I genitori tendono a presentare la vita della famiglia come più armoniosa di quanto non sia in verità, oppure negano addirittura l’esistenza di qualsiasi difficoltà</em>.”</p>
<p>Hilde Bruch</p>
<p>Quali sono i legami tra anoressia e famiglia?</p>
<p><strong>Maria Selvini Palazzoli, psichiatra e accademica italiana, sottolinea che nella famiglia anoressica si attuano delle dinamiche di attenzione sul paziente designato (PD) per proteggere parti intoccabili del sistema</strong>.</p>
<p>L’epicentro da cui si origina<strong> la famiglia anoressica</strong> risiede nella condizione di <strong>stallo della coppia coniugale. Marito e moglie tendono a identificarsi esclusivamente in padre e madre per evitare di doversi confrontare con la reciproca insoddisfazione della coppia.</strong></p>
<p><strong> I coniugi nella famiglia anoressica si identificano in una forma di cura genitoriale iper-controllante che ha bisogno che il figlio resti bambino per continuare a esistere</strong>.</p>
<p>La famiglia anoressica è caratterizzata da un’austerità che ricorda il tipo di famiglia agricolo-patriarcale. In primo piano il sacrificio di sé, legato a senso di colpa, per il bene di tutto il sistema famiglia.<br />
Un retaggio antico: <strong>sacrificarsi significava essere per la famiglia, la famiglia è vista e sentita come sacra. L’unità va mantenuta a tutti i costi</strong>.</p>
<p>Una duplice pressione agisce sulla paziente anoressica: il rivendicare la propria autonomia, quindi emanciparsi, e la paura di svincolarsi dai genitori.<br />
Temi di fondo:<br />
• <strong>terrore del cambiamento<br />
• la famiglia è vista come unità di sicurezza e sopravvivenza<br />
• il sacrificio di sé per salvare l’unità famigliare</strong></p>
<p>Il sentimento di lealtà, l’orgoglio di appartenenza, i sensi di colpa e di esclusione che accompagnano comportamenti e scelte, costituiscono il substrato emozionale su cui poggia la trasmissione dei modelli di relazione, degli stili di funzionamento e dei miti famigliari, che transitano da una famiglia all’altra.</p>
<p><strong>Obiettivo terapeutico: portare l’anoressica a superare la condizione del proprio sacrificio.</strong></p>
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		<title>Come difendersi dai narcisisti</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 16:43:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Strategie psicologiche per recuperare potere su di sé Che cosa significa “difendersi dai narcisisti” Oggi voglio spiegare come difendersi dai narcisisti. In modo che non possano scatenarvi, attirarvi, manipolarvi o continuare a farvi del male. Forse non pensate che sia possibile, ma vi assicuro che è così. I narcisisti possono ingannare chiunque? Quanto sarete paranoici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Strategie psicologiche per recuperare potere su di sé</h2>
<h3>Che cosa significa “difendersi dai narcisisti”</h3>
<p>Oggi voglio spiegare come difendersi dai narcisisti. In modo che non possano scatenarvi, attirarvi, manipolarvi o continuare a farvi del male. Forse non pensate che sia possibile, ma vi assicuro che è così.</p>
<h2>I narcisisti possono ingannare chiunque?</h2>
<p>Quanto sarete paranoici se cercherete costantemente di valutare se ogni persona che incontrate è un narcisista o meno? Come mai questo vi permette di essere felici, di avere potere e di essere voi stessi? Non lo fa.</p>
<p>Inoltre, un narcisista non entra nella vostra vita indossando una maglietta con scritto: “Attenzione, sono un narcisista”. Piuttosto, <strong>si presentano come persone incredibilmente fantastiche</strong>. Esattamente la persona che stavate aspettando, la risposta alle vostre preghiere, che si tratti di affari o di un’amicizia o di un nuovo vicino di casa, di un terapeuta o di chiunque altro, in realtà. E, naturalmente, un potenziale partner amoroso.</p>
<h2>Le strategie principali per difendersi dai narcisiti</h2>
<h3>Non importa quello che le persone dicono e fanno</h3>
<p>Non le conoscete ancora, non c’è modo di sapere immediatamente se sono narcisiste o meno. Ci vuole tempo.</p>
<h3>La vostra immunità ai narcisisti non ha nulla a che fare con il tentativo di capire chi è una persona</h3>
<p>Piuttosto, ha tutto a che fare con il fatto che vi appoggiate in modo sano a voi stessi, sapendo come non fidarvi ciecamente o precipitarvi in un capriccio emotivo perché vi sentite bisognosi. Non fatelo troppo in fretta.</p>
<p>Inoltre, si tratta di prendersi il tempo necessario per verificare le persone a un ritmo maturo e ragionevole. Si tratta di mettere i puntini sulle “i” e le “t” prima di lanciarsi in contratti o in cose che potrebbero mettere in pericolo la vostra vita. <strong>Prendetevi il vostro tempo.</strong></p>
<p>Non credo in alcun modo che si possano armare le persone per individuare i narcisisti e non vivo la mia vita in questo modo. La vera protezione e il vero empowerment sono una svolta di 180 gradi rispetto a questa filosofia.</p>
<p>Ecco cosa incarna Melanie: sentirsi fiduciosa, radiosa, potente ed espansiva: “Sono libera di essere me stessa. Sono in grado di mettermi in gioco indipendentemente da ciò che gli altri fanno o non fanno e di creare in modo sano relazioni personali, cose che mi interessano, hobby e attività commerciali, senza la paura di chi incontrerò lungo la strada, narcisista o meno”. Questo è ciò che insegna.</p>
<h2>Diferdersi dai Narcisiti dipende dalla nostra Forxza Vitale</h2>
<h3>Capire che diventare immuni ai narcisisti dipende completamente, e non lo sottolineerò mai abbastanza, da quanto bene avete recuperato e ripreso la vostra Forza Vitale dai narcisisti che vi hanno già traumatizzato nella vostra vita.</h3>
<p>L’immunità narcisistica nel futuro è fortemente ostacolata o del tutto impossibile finché non avrete fatto questo. Diventare immuni a ciò che i narcisisti hanno fatto, a tutti i livelli del vostro essere – emotivo, mentale, spirituale e finanziario – indipendentemente dal fatto che siate connessi a loro o meno fisicamente, significa superarlo e guarire veramente da esso.</p>
<p>Questa è l’immunità, è la vera indicazione di come ve la caverete contro i narcisisti nel vostro futuro.</p>
<p>Una volta, Melanie era ancora così invischiata nell’ossessione, nel dolore e nel danno del trauma dell’abuso narcisistico, anche dopo la fine della relazione, che non poteva nemmeno uscire dalla porta di casa per andare a fare la spesa.</p>
<p>Come è avvenuto il passaggio all’immunità narcisistica?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-3600" title="Imparare a Gestire Narcisisti" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/imparare-a-gestire-narcisisti.jpg" alt="Imparare a Gestire Narcisisti" width="600" height="315" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Non aspettare di essere salvati</h2>
<p>Cominciamo con il primo punto: non aspettate di essere salvati, questo è molto importante per la vostra immunità. Non importa quanto vi sentiate distrutti in questo momento, sia che siate ancora in una relazione o che ne siate usciti, voglio che sappiate che, come adulti nel vostro corpo, dovete accettare il fatto che nessuno verrà a salvarvi. E non può farlo. <strong>Dovete essere voi stessi a salvarvi.</strong></p>
<p>In passato, quando cercavamo di difenderci da un narcisista, volevamo ottenere un aiuto esterno, come la nostra famiglia o i nostri amici che parlavano con il narcisista e lo facevano ragionare. O magari che il narcisista venisse chiamato a rispondere delle sue azioni dalle autorità o da uno psicologo.</p>
<p>Una volta ho provato a farlo anch’io, ma ho scoperto che queste persone si sono invece schierate dalla parte del narcisista e mi hanno mostrato ancora di più come io non fossi ancora il mio salvatore e come dovessi esserlo.</p>
<p>Forse, come me stessa prima, volevi incontrare qualcuno di forte che ti proteggesse dai narcisisti. Tuttavia, invece di trovare una roccia che ci proteggesse, abbiamo ricevuto altri martelli: persone narcisiste che ci hanno mostrato come non eravamo ancora guariti e non avevamo iniziato a prenderci cura di noi stessi.</p>
<p>O forse, come è successo anche a me, speri solo che un giorno qualcuno vi dia qualcosa, una vincita o il suo amore o che succeda qualcosa, come vincere al lotto e riavere tutto quello che avete perso… qualcosa che porti via il dolore.</p>
<p>Voglio che sappiate che quando guarirete, e riuscirete a creare una relazione forte, potente e sana dentro di voi, non solo sarete immuni dai narcisisti, ma inizierà ad affluire nella vostra vita anche un sostegno genuino, che riflette il modo in cui ora siete partner, amate e sostenete voi stessi. Ecco come funziona.</p>
<p><strong>L’immunità ai narcisisti deve partire dall’interno</strong>. Le persone possono guidarvi e mostrarvi come creare questo rapporto con voi stessi – come il viaggio con Melanie e NARP (Narcissistic Abuse Recovery Program) – ma non possono farlo per voi.</p>
<p>Un mantra potente per questo è: “Guarendo me, guarisco la mia Anima e il mio spirito e il mio rapporto con me stesso e quindi tutto il mio potenziale di relazioni sane con me stesso, la vita e gli altri”. E così è”.</p>
<h2>Imparare a non compiacere il narcisista</h2>
<p>Il punto numero due per creare la vostra immunità narcisistica è: non acconsentire. I narcisisti richiedono la vostra impotenza. Si tratta di controllo, superiorità e dominio.</p>
<p>Che si tratti di un amico, di un familiare, di un capo o di un partner amoroso narcisista con il quale state cercando di rompere o con il quale avete dei problemi, sappiate che non è possibile sottrarsi alla tirannia con l’acquiescenza.</p>
<p>Potreste pensare che questa persona vi lascerà in pace, o sarà più gentile, o rispetterà la sua parte dell’accordo se gli darete ciò che vuole. Negativo. <strong>Più si dà, più la persona si accanisce su di voi,</strong> mentre vi sottrae denaro. State concedendo a questa persona il permesso di abusare di voi, di minacciarvi e di sfruttarvi. E so che potreste essere terrorizzati dal fatto che se dite di no, tutto potrebbe degenerare. In questo video vi spiegherò perché non è così.</p>
<p>Con i narcisisti esistenti o con quelli che entreranno nella vostra vita in futuro, se si tratta di persone tossiche che non vi convalidano, o che mentono, sfruttano, abusano e vi sminuiscono, o da cui vi sentite confusi o influenzati in modo tossico, allora i vostri confini devono essere il No Contact o il Modified Contact. <strong>E onorare ciò che è sano, sicuro e corretto per voi</strong>.</p>
<p>Per fare questo, è meglio che vi esprimiate meno, ad esempio allontanandovi. Ma prima di tutto, potete provare a dire: “Questo è ciò che accetto. Questo è ciò che non accetto”. Non bisogna fare la morale, spiegare o prescrivere. Il narcisista non ha bisogno di capire i vostri limiti e non li capirà. Non saranno d’accordo con loro. <strong>Siete solo voi a doverli accettare</strong>.</p>
<p><strong>La reazione del narcisista è irrilevante</strong>. Il narcisista odia i confini perché non può controllarvi se li avete. Se avete comunicazioni e piani elaborati da terzi e confini creati legalmente o attraverso ordini di intervento e se tutte le conversazioni passano attraverso canali responsabili, allora tutto questo è a vostro favore.</p>
<p>Un mantra potente che vi aiuterà a sentire nel vostro corpo la verità di ciò che sto dicendo è: “<strong>Resterò fedele ai miei diritti, ai miei valori e alla mia verità, indipendentemente da ciò che state o non state cercando di fare. Ciò che è reale e vero per me resta in piedi</strong>”. Questo è un passo potente per l’ immunità narcisistica.</p>
<h2>Affamare il narcisista di tutte le vostre emozioni</h2>
<p>Ok, il punto numero tre è: affamare il narcisista di tutte le vostre emozioni. E ancora una volta, meno è meglio.</p>
<p>Quando si ha a che fare con un narcisista, soprattutto dal punto di vista emotivo, si parla di “roccia grigia” (forse ne avete sentito parlare), ovvero le risposte che date sono a monosillabi senza alcuna emozione.</p>
<p><strong>I narcisisti amano nutrirsi delle vostre reazioni emotive perché cercano di innescarle e di farvi deragliare emotivamente</strong>. Poi possono ribaltare il copione e usarlo per sovvertire ciò che stanno facendo e far credere che siate voi quelli cattivi e sbagliati, in modo da potervi punire, manipolare e continuare a sfruttarvi.</p>
<p>Se non gli date nulla dal punto di vista emotivo e, meglio ancora, se siete alle prese con un narcisista dal punto di vista legale, usate solo comunicazioni di fatto da parte di terzi. Questo accade se avete questioni legali in sospeso e il narcisista sa di non avere alcun potere su di voi perché il bisogno di superiorità e di rifornimento narcisistico di cui ha bisogno per continuare ad attaccarvi si sta esaurendo – viene tagliato, spezzato.</p>
<p><strong>Senza la vostra energia emotiva, il narcisista deve trovare un’alimentazione altrove.</strong> Inoltre, un ulteriore e potente consiglio con la roccia grigia è quello di fare tutte le affermazioni su di voi e non sul narcisista. Ignorate quindi le sue accuse, le sue minacce e i suoi comportamenti insensati e cattivi. Non fatelo nemmeno notare. Non discutete nemmeno e dite semplicemente: “Questo è ciò che accetto. Questo è ciò che non accetto”.</p>
<p>E usate altre affermazioni come: “Le mie decisioni sono mie. Mi interessa solo quello che penso io, non quello che fai tu. Non ho altro da dire”, ecc. Non concedete nulla e fate in modo che tutto sia incentrato sulla vostra verità.</p>
<p>Un mantra meraviglioso per sentire il potere delle possibilità della roccia grigia è questo: “<strong>Conosco la mia verità e non ti passo più nessun proiettile con cui spararm</strong>i”. Questo vi aiuta davvero a riprendere il vostro potere.</p>
<h2>Concentrarsi completamente su sé stessi</h2>
<p>Con il numero quattro togliete l’attenzione dal narcisista e la mettete completamente su di voi: ora stiamo andando ancora più in là, fino a farvi riprendere il vostro potere interiore.</p>
<p>L’immunità a un narcisista non è un lavoro esterno, ma inizia dall’interno. Quando cercate di pensare a ciò che è successo e a ciò che il narcisista sta pensando o facendo per cercare di ottenere sollievo, non vi dà sollievo, anzi, vi fa sentire orribili.</p>
<p>Avete notato che il vostro sistema nervoso e le vostre emozioni sono terrorizzate, confuse, innescate e vi tengono bloccati nel trauma quando lo fate? Ripetendo le scene nella vostra mente senza una chiusura o un passaggio interno incarnato verso la pace e il sollievo, che la maggior parte delle persone non riesce logicamente a ottenere, per quanto ne parli o faccia ricerche sul narcisismo, vi state continuamente riprendendo le stesse ferite con cui il narcisista vi ha ferito. Questo vi lega emotivamente al narcisista.</p>
<p>Non siete assolutamente immuni. Ciò significa che siete davvero inclini a rimanere bloccati nell’ossessione e ad attirare in voi altri futuri narcisisti, perché state vibrando nel trauma dei narcisisti.</p>
<p>La composizione interna e la ripetizione dei traumi ne porta altri nella vostra vita. È così che funziona. È una semplice legge quantistica, che è così dentro così fuori, il che significa che ciò che accade dentro di noi è ciò che attiriamo e a cui partecipiamo fuori di noi.</p>
<p><strong>Staccarsi dal pensiero del narcisista e connettersi con voi, con il vostro Essere Interiore, convalidando, sostenendo e curando voi stessi, facendo in modo che tutto sia incentrato su di voi e sulla vostra guarigione da questa situazione, inizia a darvi un rapido sollievo</strong>.</p>
<p>Un bellissimo mantra è questo: “<strong>Ti lascio andare e dedico il mio cuore, la mia mente e il mio spirito alla missione più importante che ho: guarire me</strong>”. È così bello quando lo fai.</p>
<p>Ora, il Modulo Uno (guarire il dolore del momento) della NARP è un processo meraviglioso per bypassare la mente ossessiva e vi aiuta a connettere il vostro Essere Interiore con l’amore. Questo processo ha inizio.</p>
<h2>Lasciar andare non significa arrendersi</h2>
<p>La nostra natura umana è quella di rimanere connessi e di reagire, perché stiamo cercando di vincere, di ottenere responsabilità, rivendicazione e forse qualche risarcimento.</p>
<p>Naturalmente, i narcisisti prosperano grazie a questo: i vostri stimoli, l’energia emotiva e l’attenzione fanno direttamente il gioco del narcisista. Loro non hanno la capacità o il desiderio di essere responsabili. Semplicemente non lo faranno. Non hanno intenzione di fare ammenda o di concedervi ciò che è decente o ciò che volete, né di riconoscere voi o ciò che vi hanno fatto. La loro unica intenzione è continuare a succhiare voi e le vostre risorse. Secondo loro, sono la vittima e meritano tutto ciò che possono ottenere.</p>
<p>Se vi aggrappate al bisogno che il narcisista “lo capisca” e cercate di forzarlo, non solo riceverete altri abusi, ma non riuscirete a raggiungere l’immunità narcisistica. E continuerete a sperimentare persone che vi fanno del male in futuro, che cercherete di ritenere responsabili, ma non lo saranno: continuerà lo stesso schema.</p>
<p>So che può sembrare controintuitivo: “Dovrei resistere, essere forte e ottenere la mia vendetta. Dovrei fargli capire cosa hanno fatto”. Ma sappiate che il narcisista cerca solo il controllo e l’attenzione. Se vi lasciate andare e lasciate che la vita e le conseguenze responsabilizzino questa persona e si prendano cura di voi, allora questo è l’insulto definitivo per un narcisista. Odiano diventare irrilevanti per voi. E poi vi liberate, vi riprendete la vostra anima, la vostra sanità mentale, la vostra forza vitale e il vostro futuro e il narcisista perde ogni potere su di voi.</p>
<p>Un mantra potente per questo è: “<strong>Mi riprendo il mio potere lasciandoti andare. Sto creando una relazione sana e potente con me stesso e con la mia vita reale. Ora sei insignificante per me</strong>”.</p>
<p>Tutti i Moduli di guarigione della NARP vi aiutano dall’interno a realizzare questo processo di distacco e inizierete a riempirvi della vostra Forza Vitale e del vostro potere.</p>
<h2>Chiedere al narcisista di rendere conto del suo operato</h2>
<p>Diamo un’occhiata a questo punto: è l’ultimo e riguarda il ritenere il narcisista responsabile e voi potreste dire: “Aspetta, stavi solo dicendo di lasciarlo andare e che non sono destinato a ritenerlo responsabile, ora stai dicendo di ritenerlo responsabile”.</p>
<p>Una cosa certa che dovete capire è che <strong>non si può convincere un narcisista a fare il bravo, non si può ragionare con lui e non si può contrattare</strong> con lui. Vogliono il vostro dolore, vogliono mantenere il controllo e continuare a farvi del male. Non vogliono assolutamente collaborare.</p>
<p>Questo è il motivo per cui la maggior parte dei problemi si trascina per anni, se non per decenni, se il narcisista vi ha coinvolto in proprietà, figli o altro. Il narcisista non vuole che la questione venga risolta. Vuole che siate svuotati per tutto il tempo, che vi tagliuzziate e che prendiate tutto quello che potete per tutto il tempo sperando che: “Beh, forse faranno la cosa giusta, o forse li sto massaggiando per arrivare a una risoluzione”.</p>
<p>Quello che stanno facendo è svuotarvi e vogliono che capitoliate. Vogliono che gli consegniate tutto quando non c’è più nulla di voi con cui andare avanti. È a questo che stanno lavorando.</p>
<p>L<strong>’unico modo per uscirne è passare all’offensiva, prendere in mano la situazione e andare in tribunale. Ora, gli ingredienti chiave necessari per farlo sono l’antipaura, l’anti-dolore e, naturalmente, l’anti-senso di colpa.</strong></p>
<p>Quando siete calmi, siete nel vostro centro e state camminando con i fatti su una linea retta e potente, dopo aver creato dei confini rigidi con il narcisista che non può più accedere alla vostra energia e continuare a succhiarvi e sfruttarvi, il narcisista cercherà di colpire duramente.</p>
<p>Di solito cercherà di fare qualcosa di ridicolo, qualche minaccia, qualche bugia, qualche processo. Se vi limitate a rimanere nella vostra verità, senza essere turbati, senza dispiacervi per il narcisista, ignorando la spazzatura, non dategli alcuna energia, non cercate nemmeno di difenderlo, andate avanti con il vostro corso e la verità. Le loro bugie vengono smascherate. Le loro richieste folli e troppo alte si sgretolano e loro perdono. Lo vediamo accadere continuamente nella nostra comunità di membri NARP.</p>
<p>Di solito, i narcisisti a questo punto capitolano e vi consegnano ciò che volete solo per togliersi dalle vostre energie e dalla vostra vita. L’omino o la donnina dietro il sipario è stato smascherato come un piccolo bullo vittimizzato che usa giochi emotivi e bugie per indurvi alla paura, al dolore e a sentirvi piccoli e impotenti. Quando non funziona, viene smascherato.</p>
<p>Non è possibile cambiare ciò che il narcisista sta per fare, perché più o meno tutti lo fanno. Ma se cambiate voi stessi profondamente ed emotivamente all’interno, sarete piacevolmente sorpresi da quanto diventerete indifferenti e inoffensivi e da come tutto inizierà a svelarsi per il narcisista perché avete scoperto il suo bluff. Avete seguito la vostra strada. Non avete capitolato. Non hai ceduto. Non avete avuto paura. Sei stato semplicemente te stesso con forza. Non sono all’altezza di questo.</p>
<p>Un mantra potente per aiutarvi è: “Quando sto nella mia luce, nel mio potere e nella mia verità senza paura, i vostri giochi, le vostre bugie e le vostre tenebre si svelano per tutti. La mia luce è più potente, sempre”. Che mantra potente. È così vero.</p>
<p>Il Modulo Otto della NARP è la forza che permette di ottenere vittorie in tribunale, in custodia e di ogni tipo.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>In origine Melanie volevo parlare dell’impermeabilità ai narcisisti che potreste incontrare in futuro. Tuttavia, so che molti di voi hanno bisogno di aiuto per diventare impermeabili ai narcisisti ora, per ripulire veramente i vostri traumi passati con i narcisisti, in modo da poter andare avanti in una vera immunità narcisistica in futuro.</p>
<p>Spero di avervi aiutato a capire che, <strong>crescendo attraverso ciò che vi è successo piuttosto che attraversandolo, la vostra vita sarà molto più sicura, capace e gioiosamente espansiva di quanto non sia mai stata.</strong></p>
<p>Inoltre, sarete in contatto con il vostro potere personale e potrete vedere chi sono veramente le persone in base alle loro azioni reali, alla loro storia e a come sono le loro vite. E non solo ascoltare le loro parole o ciò che fingono di essere in quel momento.</p>
<p>Farete domande, parlerete se qualcosa non vi convince e direte “basta” se qualcuno inizia a trattarvi in modo abusivo. Non avrete bisogno di cercare di cambiare le persone maltrattanti e di farvi capire per avere una vita felice. Sarete in grado di sostenere voi stessi piuttosto che cercare di farvi capire e sostenere da una specifica persona tossica.</p>
<p>Questa è la missione di vita di Melanie, per realizzarti come ha fatto lei e come migliaia di altre persone, in modo che possiate intraprendere questo viaggio e iniziare a godere del vostro vero io e della vostra vera vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>To get started, let’s look at the usual belief about being immune to narcissists. Most people think that you can’t be. I see it in narcissistic abuse circles all the time, how apparently narcissists can trick anybody and that the only way that you could ever hope to protect yourself is to learn everything you can about them.</p>
<p>Truly, I find this so self-defeating. Let me explain why.</p>
<p><strong>Can Narcissists Trick Anybody?</strong></p>
<p>How paranoid will you be if you are constantly trying to assess whether every person you meet is a narcissist or not? How on earth does that allow you to be happy and empowered and yourself? It doesn’t.</p>
<p>Also, a narcissist doesn’t come into your life wearing a T-shirt saying, “Beware, I’m a narcissist.” Rather, they show up as incredibly awesome people. Exactly who you’ve been waiting for, the answer to your prayers, whether it be in business or a friendship or a new neighbour, a therapist, anybody at all, really. And of course, a potential love partner.</p>
<p>I’m passionate about teaching you the following three things.</p>
<p>Number one – no matter what people say and do you don’t know them yet, there is no way to know immediately whether or not they’re a narcissist. It takes time.</p>
<p>Number two – your immunity to narcissists has nothing to do with you trying to work out who somebody is. Rather, it has everything to do with you healthily backing yourself, knowing how not to trust blindly or rushing in on an emotional whim because you’re feeling needy. Do not do that too fast.</p>
<p>Also, it’s about taking your time with healthy boundariesto ascertain people at a mature, reasonable pace and dotting your I’s and crossing your T’s before you jump into any contracts or anything that could be life-threatening to you. Take your time.</p>
<p>I don’t believe in any shape or form in arming people to spot narcissists and I don’t live my life like that in any way at all. True protection and empowerment is a 180 degree turn away from that philosophy.</p>
<p>Here’s what I embody: feeling confident, radiant, empowered, and expansive, “I’m free to be myself. I’m able to put myself out there regardless of what anybody else is or isn’t doing and healthily create personal relationships, things that I’m interested in, hobbies and businesses, without the fear of who I’m going to meet along the way, narcissist or not.” This is what I teach.</p>
<p>Number three – which is even more vital than the first two points – to understand that becoming immune to narcissists completely depends on, and I can’t stress this enough, how well you’ve recovered and taken your Life Force backfrom the narcissists in your life that have already traumatized you.</p>
<p>Narcissistic immunity in your future is either severely stunted or completely impossible until you’ve done this. By becoming immune to what those narcissists have done, on all levels of your Being – emotional, mental, spiritual, and financial – whether you are connected to them or not physically, means overcoming it and truly healing from it.</p>
<p>That’s the immunity, it’s the true indication of how well you’re going to fare against narcissists in your future. And I hope as we go through this video you’ll understand that.</p>
<p>Once upon a time, I was still so enmeshed in the obsession, pain and damage of the trauma of narcissistic abuse, even after the relationship was over, that I couldn’t even leave my front door to go grocery shopping.</p>
<p>So how did my shift into narcissistic immunityhappen?</p>
<p>Number One – Don’t Wait To Be Rescued</p>
<p>Let’s start with my first point – don’t wait to be rescued – this is so important for your immunity.</p>
<p>No matter how broken you feel right now whether you’re still in the relationship or you’re out of it, I really want you to know that as an adult in your body there has to be a level of acceptancethat no one’s coming to rescue you. And they can’t. You have to be your own saviour.</p>
<p>In the past when we were trying to be immune to a narcissist we wanted to get outside help, such as our family or friends talking to the narcissist and making them see sense. Or maybe the narcissist being held accountable by authorities or a psychologist.</p>
<p>Once upon a time, I tried to do this as well, but what I found is these people instead sided with the narcissist and they showed me even more how I wasn’t as yet being my own saviour and how I needed to be.</p>
<p>Maybe, like my previous self, you wanted to meet somebody strong to protect you from narcissists. Yet, rather than get a rock who protected us, we got more hammers – narcissistic people showing us how we hadn’t yet healedand started taking care of ourselves.</p>
<p>Or maybe, like I also did, you just hope that somebody one day is going to hand you something, a windfall or their love or something’s going to happen, like you win lotto and get everything you lost back … something that’s going to take away the pain.</p>
<p>I want you to know this, when you heal, which is the Thriver way, and you can create a strong, empowered, and healthy relationship within yourself, not only will you be immune to narcissists, but genuine support will also start streaming into your life, which reflects how you now partner, love and support yourself. And that’s how it works.</p>
<p>Narcissistic immunity must start from within. People can guide you and show you how to create this relationship with yourself – such as the journey with me and my incredible team as a Narcissistic Abuse Recovery Program (NARP)member – but they can’t do it for you.</p>
<p>A powerful mantra for this is, “By healing me, I heal my Soul and spirit and my relationship with myself and therefore my entire potential for healthy relationships with myself, life and others. And so it is.”</p>
<p>Number Two – Don’t Acquiesce</p>
<p>Point number two in creating your narcissistic immunity is – don’t acquiesce. Narcissists require your powerlessness. It’s all about control, superiority, and dominance.</p>
<p>Whether this person is in your life as a friend, a family member, a boss, or a narcissistic love partner who you’re trying to break up with or you’re having problems with, please know you can’t acquiesce your way out of tyranny.</p>
<p>You may think this person will leave you alone, or be kinder, or uphold their end of the bargain if you give them what they want. Negative. The more you give, the more they go in foras they’re siphoning you out. You are granting this person permission to abuse you, mine you and exploit you. And I know that you may be terrified that if you say no, then it could all escalate. Further in this video, I’m going to explain to you why this is not the case.</p>
<p>With existing narcissists or ones that come into your life in the future, if they are toxic people who don’t validate you; or who lie, exploit, abuse and demean you; or who you feel confused or toxically affected by; then your boundaries have to be No Contact or Modified Contact. And the honouring of what is healthy, safe, and sound for you.</p>
<p>To do this, the less expressed is best, such as pulling away. But first of all, you can try and say, “This is what I will accept. This is what I won’t accept.” No lecturing, explaining or prescribing. The narcissist doesn’t need to understand your boundaries and they won’t. They won’t agree with them. It’s only you who needs to agree with it.</p>
<p>The narcissist’s reaction is irrelevant. The narcissist hates boundaries because they can’t control you if you have them. If you have third party communications and plans drawn up and boundaries created legally or through intervention orders and all conversations go through accountable channels, then this all stands in your favour.</p>
<p>A powerful mantra to help you feel the truth of what I’m saying in your body is, “I am going to stand in my rights, values, and truth, regardless of what you are or aren’t trying to do. What is real and true for me stands.” This is a powerful step for your narcissistic immunity.</p>
<p>Number Three – Starve The Narcissist Of All Of Your Emotions</p>
<p>Okay, point number three is starve the narcissist of all of your emotions. And again, less is best.</p>
<p>When dealing with narcissists, especially emotionally, this is known as grey rock, you may have heard about it, meaning that any answers or responses that you give are in monosyllables without any emotions.</p>
<p>Narcissists love to feed off your emotional reactions because they’re seeking to trigger you and emotionally derail you. Then they can flip the script and use this to subvert what they’re doing and make out that you are the bad and the wrong one so that they can punish, manipulate you and to continue to exploit you.</p>
<p>If you give them nothing emotionally, and even better, if you are really in the throes with a narcissist legally, then use just factual third party communications. This is if you have unfinished legal business and the narcissist then knows they have no power over you because the need for superiorityand narcissistic supply that they need from you to keep attacking you is dwindling – it’s being cut off, snapped off.</p>
<p>Without your emotional energy, the narcissist has to get a feed elsewhere. Also, an added powerful tip with grey rock is to make all of the statements about you and not the narcissist. So ignore their insane and nasty accusations, threats, and behaviour. Don’t even point it out. Don’t even argue with it and just say, “This is what I will agree to. This is what I won’t agree to.”</p>
<p>And use other statements like, “My decisions are my own. I only care what I think, not what you do. I have nothing more to say,” etc. Just give them nothing and make it all about your truth.</p>
<p>A wonderful mantra to feel the power of grey rock possibilities is this, “I know my truth and I no longer hand you any bullets to shoot me with.” This really helps you take your power back.</p>
<p>Number Four – Put Your Focus Fully On Yourself</p>
<p>So, with number four, take your focus off the narcissist and put it fully onto you – we are taking it even further now, to you taking your inner power back.</p>
<p>Immunity to a narcissist is not an outside-in job, it starts on the inside. When you’re trying to think about what happened and what the narcissist is thinking or doing to try to get relief, it doesn’t give you relief, in fact, it feels horrific.</p>
<p>Have you noticed that your nervous system and emotions are terrorized, confused, triggered,and keeping you stuck in trauma when you do this? By replaying the scenes in your mind without closure or an internal embodied shift into peace and relief, which most people can’t logically get no matter how much they talk it out or research narcissism, you’re continually rewounding yourself with the same wounds that the narcissist hurt you with. This bonds you emotionally to the narcissist.</p>
<p>You’re definitely not immune. It means that what happens is you are really prone to being stuck in the obsession and also drawing into you other future narcissists, because you’re vibrating in the trauma of narcissists.</p>
<p>Internal compounding and repeating trauma brings more of that into your life. It’s just how it works. It’s a simple Quantum Law, which is so within so without, which means what is going on inside of us is what we’re attracting and participating in outside of ourselves.</p>
<p>Detaching from thinking about the narcissistand connecting with you, your Inner Being, validating, holding, and healing yourself, making it all about you and your recovery out of this, starts to give you fast relief. You’re getting out of Wrong Town and you’re going towards Right Town.</p>
<p>A beautiful mantra is this, “I let go of you and devote my heart, mind, and spirit to the most important mission I have –healing me.” It’s so beautiful when you do that.</p>
<p>Now, Module One of NARPis a wonderful process to bypass the obsessing mind and helps you connect your Inner Being with love. It gets the process started.</p>
<p>Number Five – Letting Go Is Not Giving In</p>
<p>So number five is to know that letting go is not giving in. Our human nature is to stay connected and to fight back, because we’re trying to win, to get accountability, vindication and maybe some compensation.</p>
<p>Of course, narcissists thrive off this –your triggers, emotional energy and attention play straight into the narcissist’s hands. They don’t have the ability or the desire to be accountable. They’re just not going to do it. They’re not going to make amends or grant you what is decent or what you want, or recognize you or what they did to you. Their only intention is to keep sucking you and your resources dry. According to them, they’re the victim and they deserve everything they can get.</p>
<p>If you hang onto the need for a narcissist to ‘get it’and try to force this to happen, you will not only receive more abuse, you’re not going to reach narcissistic immunity. And you will keep experiencing people who hurt you in the future, who you try to hold responsible and they won’t be – it just continues the same pattern.</p>
<p>I know that this may seem counterintuitive, “I should stick in there and I should be strong and I should get my vindication. I should get them to understand what they’ve done.” But please know this, the narcissist is all for control and attention. If you just let go and you let life and consequences hold this person accountable and take care of you instead then this is the ultimate insult to a narcissist. They hate becoming irrelevant to you. And then you get to go free. You get your Soul, sanity, Life Force and your future back and the narcissist loses all power over you.</p>
<p>So a powerful mantra for this is, “I take back my power by letting go of you. I’m creating an empowered, healthy relationship with myself and my real life. You are insignificant to me now.”</p>
<p>All of the NARP 10-step healing Moduleshelp you from the inside out achieve this detachment process and you are going to start filling with your own Life Force and your power.</p>
<p>Number Six – Holding The Narcissist Accountable</p>
<p>Let’s have a look at this. This is our final one and it’s about holding the narcissist accountable and you may say, “Hang on, you were just saying, let go. and that I’m not meant to hold them accountable, now you’re saying to hold them accountable.”</p>
<p>And I can almost hear you say, “But I can’t just detach and hand the narcissist everything. I’m stuck in property, business and custody battlesand this is even for my kids.” I agree. I absolutely agree. Yet there is a way to battle a narcissist, win against them and still be immune to their toxicity and their shenanigans.</p>
<p>One thing for certain that you need to understand is you can’t get a narcissist to play nice, you can’t reason with them and you can’t bargain with them. They want your pain, they want to keep control and they want to keep hurting you. They don’t wish to cooperate at all.</p>
<p>This is why the majority of issues drag out for years, if not decades, if the narcissist has you enmeshed in property, your kids or stuff. The narcissist doesn’t want this resolved. They want you to be emptied out the entire time, they’re going to chip away at you and get everything they can the whole time you’re hoping that, “Well, maybe they’re going to do the right thing, or maybe I’m massaging them forward into a resolution.”</p>
<p>What they’re doing is emptying you out and they want you to capitulate. They want you to hand them everything when there’s nothing left of you to go forward with. That’s what they’re working at.</p>
<p>So the only way out of this is to get on the offensive and take matters into your own hands and get things to court. Now, the key ingredients necessary for you to do this are anti-fear and anti-painand of course anti-guilt.</p>
<p>When you’re calm and you’re in your centre and you’re walking a straight empowered line with facts after having created strict boundaries with the narcissist where they can’t access your energy and keep sucking and exploiting you anymore – the narcissist is going to try to hit back hard.</p>
<p>They usually will try and do something ridiculous, some kind of threat, some kind of lie, some kind of process. If you just stand in your truth, untriggered and unperturbed, not feeling sorry for the narcissist, ignoring the garbage – don’t give it any energy, don’t even try to defend it, just get on with your course and the truth. Their lies get exposed. Their insane, over-entitled demands crumble, and they lose. We see it happen all the time in our NARP members community.</p>
<p>Usually, narcissists at this point capitulate and hand you what you want just to get the hell out of your energy and your life. The little man or woman behind the curtain has been exposed as a victimized little bully using emotional games and lies to bluff you into fear, pain and feeling small and powerless. When it doesn’t work, they’re exposed.</p>
<p>You can’t change what the narcissist is going to do because pretty much they all do it. But if you change yourself deeply and emotionally on the inside, you are going to be pleasantly surprised at how unfazed and unaffected you become and then how it all starts unraveling for the narcissist because you called their bluff. You just walked your path. You didn’t capitulate. You didn’t give into it. You weren’t fearful of it. You were just yourself powerfully. They’re no match for that.</p>
<p>A powerful mantra to help you is, “When I stand in my light, power and truth without fear, your games, lies and darkness unravel for all to see. My light is more powerful, always.” What a powerful mantra. It’s so true.</p>
<p>Module Eight in NARP, is the powerhouse to achieve court, custody, and all sorts of wins. If you’re a Gold NARP member, we have an incredible NARP community forumto support you. This community grants you free coaching support and advice 24/7, 365 days in the year with how to succeed every step of the way with this.</p>
<p>In Conclusion</p>
<p>Originally, when I went to put this episode together, I wanted to talk about being impervious to narcissists that you may meet in your future. Yet I know so many of you need help to become impervious to narcissists now, to truly clean up your past traumas with narcissists so that you can go forward into genuine narcissistic immunity in your future.</p>
<p>I hope today has helped you understand that by growing through what happened to you rather than just going through it, that your life will be so much more confident, capable, and joyously expansive than it ever has been.</p>
<p>Also, you’ll be so much more empowered to take your time, to see who people really are from their real-life actions and their histories and what their lives are like. And not just listen to their words or what they’re pretending to bein the moment.</p>
<p>You will ask questions; you’ll speak up if something feels off and you will say “no more” if somebody starts treating you abusively. You won’t have any need to try to change painful people and make them understand you in order for you to have a happy life. You’re going to be able to back yourself rather than trying to make a specific toxic person get, understand you and support you.</p>
<p>This is a Thriver life mission that I’m fully committed to helping you achieve like myself and thousands of others so that you can get on this journey and start enjoying your true self and your true life.</p>
<p>I hope that today has really spoken to you and it’s given you some powerful tips to turn this all around for yourself.</p>
<p>from Melanie Tonia Evans</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/">Come difendersi dai narcisisti</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Cominciamo bene l’anno!</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/cominciamo-bene-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 16:09:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Darsi obiettivi consapevolmente Impostate un timer per 15-20 minuti (potete fare di più se volete!). Fate alcuni respiri profondi e riflettete o scrivete su queste cose: Quando ripensate all’anno appena trascorso, pensate alla saggezza acquisita, all’amore ricevuto e ai momenti in cui vi siete sentiti al meglio. Lasciate andare la frase “dovrei…”. Pensate invece a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/cominciamo-bene-lanno/">Cominciamo bene l’anno!</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Darsi obiettivi consapevolmente</strong></span></p>
<p>Impostate un timer per 15-20 minuti (potete fare di più se volete!). Fate alcuni respiri profondi e riflettete o scrivete su queste cose:</p>
<p><em>Quando ripensate all’anno appena trascorso, pensate alla saggezza acquisita, all’amore ricevuto e ai momenti in cui vi siete sentiti al meglio.</em><br />
<em>Lasciate andare la frase “dovrei…”.</em><br />
<em>Pensate invece a 3 parole che descrivano come volete sentirvi – nel corpo, nella mente, nello spirito, nel lavoro, nelle relazioni o nella vita di tutti i giorni.</em><br />
<em>Ora prestate attenzione a ciò che potrebbe essere possibile se foste chiamati in causa nel prossimo anno da quelle 3 parole. Quindi non spingetevi oltre (questo è un “dovrei”), ma piuttosto lasciatevi trascinare da cose che vi entusiasmano.</em><br />
<em>Prendete nota di 4-5 possibilità che vi vengono in mente e che vi sembrano più libere, eccitanti e invitanti.</em></p>
<p>Quando il timer scatta, fate qualche altro respiro profondo per concludere questa pratica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2949" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/images-2-300x162-1.jpeg" alt="" width="300" height="162" /></p>
<p>______________________________________________________________________</p>
<p><strong>Mindful goal setting</strong></p>
<p>Set a timer for 15-20 minutes (you can do more if you like!). Take a few deep breaths and reflect on or journal about these things:</p>
<p><em>As you think back on this past year, think about the wisdom gained, the love received, and the moments you felt your very best.</em><br />
<em>Let go of the phrase I should …</em><br />
<em>Instead think about 3 words that describe how you want to feel — in body, mind, spirit, work, relationships, or your day-to-day life.</em><br />
<em>Now pay attention to what could be possible if you were called forward into this next year by those 3 words. So not pushing yourself (that’s “should”), but rather being drawn by things that excite you.</em><br />
<em>Make a note of 4-5 possibilities that come to mind and that feel the most free, exciting, and inviting to you.</em></p>
<p>When the timer goes off, take a few more deep breaths to close out this practice.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/cominciamo-bene-lanno/">Cominciamo bene l’anno!</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/persona-altamente-sensibile-pas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 16:03:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Persona Altamente Sensibile PAS Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici? A seconda della tua esperienza come PAS (persona altamente sensibile), questa domanda può sembrare eccessivamente semplicistica o addirittura offensiva. Essendo l’autrice una persona altamente sensibile, a volte si ritrova a pensare che la felicità sia qualcosa che solo le persone non sensibili possono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/persona-altamente-sensibile-pas/">Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Persona Altamente Sensibile PAS</h2>
<h3>Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</h3>
<p>A seconda della tua esperienza come <strong>PAS (persona altamente sensibile)</strong>, questa domanda può sembrare eccessivamente semplicistica o addirittura offensiva.</p>
<p>Essendo l’autrice una persona altamente sensibile, a volte si ritrova a pensare che la felicità sia qualcosa che solo le persone non sensibili possono avere. A volte, si sente “squalificata” dall’essere felice perché rimane così “bloccata” nel suo sistema nervoso che elabora tutto più profondamente.</p>
<p>Questo perché <strong>i PAS si contraddistinguono per la profondità di elaborazione, il che significa che sperimentano la vita più intensamente di altri.</strong> Assomiglia ad una sensazione di sprofondamento: sprofondano nei dolori della vita, un po’ più delle persone meno sensibili.</p>
<p>Ma, proprio come anche gli stati d’animo negativi possono influenzarli di più, così fanno anche i momenti migliori della vita. <strong>Possono sprofondare nelle sensazioni negative, come però anche provare gioia con forza e facilità, anche per le piccole cose della vita</strong>.</p>
<p>In effetti, gli scienziati stanno scoprendo che le persone altamente sensibili potrebbero effettivamente essere “migliori” nel diventare felici ed essere fondamentalmente predisposti alla felicità.</p>
<p>Le persone altamente sensibili sono più felici delle altre persone?</p>
<p>Un’affascinante recente ricerca condotta da Francesca Lionetti, psicologa dello sviluppo presso la Queen Mary University di Londra, suggerisce che<strong> le persone altamente sensibili possono effettivamente diventare felici più facilmente di altre</strong>.</p>
<p>Per scoprirlo, Lionetti e i suoi coautori hanno fatto eseguire a 230 volontari un “compito di induzione dell’umore”, essenzialmente esponendoli a stati d’animo positivi e negativi e misurando i risultati. Per fare questo, i ricercatori hanno mostrato ai partecipanti allo studio un video clip commovente – forse lo studio più carino di sempre – così come uno triste, in ordine casuale. Quello che hanno scoperto è che le persone che hanno ottenuto il punteggio più alto per la sensibilità come tratto della personalità sono effettivamente entrate in uno stato d’animo positivo più facilmente degli altri. (Le persone meno sensibili – quei tipi “duri come una roccia” che sembrano impermeabili al dolore – hanno avuto difficoltà a entrare in uno stato d’animo positivo. Apparentemente, sono dunque anche impermeabili alla gioia.)</p>
<p>In altre parole, è molto più probabile che le cose che potrebbero far sentire felice chiunque lo facciano per le persone altamente sensibili.</p>
<p>Lionetti non è l’unica a riconoscere questa peculiarità. In effetti, <strong>questa connessione tra felicità e sensibilità è coerente in numerosi studi</strong>. Uno, ad esempio, ha riportato risultati simili nei bambini altamente sensibili; un altro ha scoperto che le persone altamente sensibili possono entrare in stati d’animo più felici più prontamente e pienamente, e forse anche rimanere più felici più a lungo, rispetto ai non-PAS.</p>
<p>Questo perché le persone altamente sensibili sono più sensibili a tutte le esperienze, comprese quelle positive. In altre parole, sono sensibili alla felicità (per fortuna!).</p>
<p>Naturalmente, questo <strong>significa anche che i PAS sono più sensibili alle esperienze negative</strong>. Le persone altamente sensibili possono probabilmente anche entrare più facilmente in stati d’animo negativi ed essere più inclini all’ansia e alla depressione. Ma questo studio indica che siano anche “costruiti” con una via d’uscita. I PAS potrebbero effettivamente essere più sensibili agli interventi, come la terapia o il supporto di un buon amico, a causa della maggiore sensibilità alle esposizioni positive. Infatti, sulla base delle scoperte di Lionetti, anche mantenere piccole fonti di felicità intorno a te nel tuo ambiente può avere un potente effetto sul tuo umore.</p>
<p>In poche parole, <strong>prenderti cura di te stesso e della tua salute mentale avrà probabilmente risultati gratificanti, perché la tua natura sensibile li sperimenterà naturalmente in modo positivo.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2945" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/images-2-3.jpeg" alt="" width="262" height="192" /></p>
<p>Se questo ti sembra troppo bello per essere vero, considera questo: tendi a essere più influenzato di altri da film, canzoni o persino pubblicità che ti toccano le corde del cuore? Se ami gli animali, come molti PAS, un video tenero con una lontra o un simpatico documentario di panda a volte può essere tutto ciò di cui hai bisogno per “uscire” dal cattivo umore?</p>
<p>Se è così, la tua sensibilità sta facendo il suo lavoro per aiutarti a essere più felice. Ma puoi renderlo ancora più efficace se ti appoggi al tuo cablaggio PAS e inizi a vedere la felicità in modo leggermente diverso.</p>
<p>La felicità può essere solo una parola per alcuni. È un concetto a volte un pò contorto nella nostra società. Alcuni pensano che essere felici significhi evitare sentimenti negativi, il che è un modo infallibile per non essere mai felici, specialmente per i PAS.</p>
<p><strong>I PAS sanno che la felicità non significa essere sempre felici.</strong> Se fosse così le persone altamente sensibili sarebbero condannate. Ma sentono qualcosa di profondo nelle ossa che agli altri sembra mancare: ovvero il fatto che il dolore e la felicità possono coesistere insieme.</p>
<p>L’autrice Susan Cain chiama tutto ciò con il termine “dolceamaro”. Nel suo nuovo libro,” Agrodolce”, scrive: “[L’agrodolce è] un modo di essere… tanto drammaticamente trascurato quanto traboccante di potenziale umano. È una risposta autentica ed esaltante al problema di essere vivi in un mondo profondamente imperfetto ma ostinatamente bello. Soprattutto, l’agrodolce ci mostra come rispondere al dolore: riconoscendolo e tentando di trasformarlo in arte… o guarigione, o innovazione, o qualsiasi altra cosa che nutra l’anima”.</p>
<p><strong>E’ questo sia ciò che i PAS felici offrono al mondo.</strong> Non negano le difficoltà della vita ma non possono fare a meno di sprofondare nella sua bontà. E in quell’agrodolce risiede una saggezza di cui il mondo meno sensibile ha bisogno e da cui trarrebbe beneficio.</p>
<p>Ma come possono coltivare più felicità nelle loro vite? In breve, attraverso il “ricablaggio” di sé.</p>
<h2><strong>5 modi per “ricablare” te stesso per la felicità</strong></h2>
<p>La professoressa di Yale ed esperta di felicità Laurie Santos, ha coniato il termine “ricablaggio” per riferirsi alle abitudini che hanno dimostrato di aiutare a essere più felici. Si scopre che alcune delle pratiche più semplici possono avere il maggiore impatto sulla felicità.</p>
<p>I PAS hanno bisogno di perseguire la felicità a modo loro. Un piccolo sforzo per rendere felici le esperienze cambiando comportamento può portare benefici esponenziali. Quindi provali.</p>
<h3><strong>1.Riposo: dormi di più, ma pianifica anche più tempi di inattività e momenti per non fare nulla.</strong></h3>
<p>Il riposo è il primo passo verso la felicità: le persone altamente sensibili hanno bisogno di dormire più di altre. Inoltre, non possono ottenere nessun altro ricablaggio finché non sono ben riposati. Quindi dai priorità al riposo.</p>
<p>Quello che voglio dire è riposo in tutti i sensi della parola: il sonno, i tempi di inattività e il “non fare nulla”. Per me il riposo non è più un ripensamento. Non è qualcosa di cui godere solo se controllo tutte le mie cose da fare. Ora, il riposo è una delle cose da fare.</p>
<p>Sono sempre più convinta che il riposo sia uno degli atti più importanti che i PAS possono compiere per contrastare la cultura non sensibile, che sancisce la produttività su tutto il resto. I PAS tendono a esaurirsi rapidamente – penso che sia in parte dovuto alla natura empatica e compiacente.</p>
<p>Forse i PAS possono suggerire ai non-PAS di dare priorità al riposo… e che con questo possono rendere di più. Il riposo sta rivoluzionando la mia vita e può fare lo stesso per te.</p>
<h3><strong>2. Gioca: fai cose che ti rendono felice e concentrati sul viaggio, non sulla destinazione.</strong></h3>
<p>(Ti sei già riposato? In caso contrario, salva il resto di questo articolo per dopo e riposati prima!)</p>
<p>La dottoressa Santos suggerisce il gioco come antidoto per avere sempre un obiettivo finale per un’attività. Siamo più felici quando troviamo appagamento nel viaggio piuttosto che nella destinazione. Il fare qualunque cosa ti aiuti a trovare il tuo “stato di flusso” – dove ti innamori completamente del fare (o leggere o osservare o sognare ad occhi aperti o, o, o …)- è lì che vive la felicità. Abbiamo tutti quelle attività, hobby e passatempi in cui ci perdiamo. Fateli!</p>
<p>I PAS hanno spesso una connessione positiva più forte con l’essere creativi e con le arti, rispetto ad altri stimoli. Ciò significa che l’espressione artistica (sia la nostra che l’apprezzamento di quella altrui, come la musica, un dipinto o un film) può influenzare fortemente il loro umore in meglio. Qualunque sia il tuo sbocco creativo o propensione artistica preferita, dai la priorità e lascia che faccia la sua magia sul tuo umore.</p>
<h3><strong>3. Sii presente: pratica la consapevolezza attraverso la meditazione o un’altra attività di radicamento.</strong></h3>
<p>Alcuni possono trarre beneficio da lunghe ore trascorse in profonda meditazione. Se questo è il tuo caso, ritagliati sempre del tempo per farla: la meditazione può sollevare seriamente il tuo umore! L’esperta di PAS Alane Freund afferma che i PAS possono avere difficoltà con la meditazione a causa del cervello iperattivo, ma possono utilizzare la sensibilità per meditare a modo loro.</p>
<p>I PAS sino naturalmente inclini a essere semplicemente presenti nella propria vita quotidiana, soprattutto se nelle giuste condizioni. Quando non sono affrettati, sotto pressione o stressati – molti PAS soffrono di ansia da tempo – la sensibilità per ciò che circonda può aiutare a entrare in una consapevolezza del momento presente.</p>
<h3><strong>4. Muoviti: ti aiuta a uscire dalla tua mente e ad entrare nel tuo corpo.</strong></h3>
<p>Muoviti – non per ottenere un conteggio giornaliero dei passi, non perchè te lo ha detto il tuo istruttore in palestra e non per un piano di fitness … Voglio dire, va bene, muoviti per tutti questi motivi. Essere più sani o perseguire un obiettivo di fitness va bene sempre. Ma le persone altamente sensibili traggono beneficio dal ricollegare le nostre menti impegnate con i nostri corpi attraverso il movimento.</p>
<p>Prova il movimento intuitivo, che si tratti di una lezione di yoga a flusso libero, di ballare nel tuo salotto o di girovagare lungo un sentiero naturalistico senza una destinazione in mente. (Dopotutto, la natura è un’incredibile valvola di sfogo per i P.A.S. sovrastimolati!)</p>
<p>Potresti anche voler combinare il movimento con il gioco e dimenticare di tanto in tanto un obiettivo finale. Comunque tu decida di muoverti, la felicità che provi ne varrà la pena, fidati.</p>
<h3><strong>5. Connettiti: che sia con gli altri, con la natura o con gli animali.</strong></h3>
<p>La dottoressa Santos parla specificamente del connettersi con le persone come un modo per ricablarsi per la felicità. Penso che i PAS possano aggiungere alla nostra lista il connettersi con gli animali, la terra e le arti. Siamo noti per avere connessioni più forti con il nostro ambiente e possiamo, e dovremmo, assecondare quella connessione a nostro piacimento.</p>
<p>I pas sprecano molti sforzi cercando di vivere in modo non sensibile. Sarebbe meglio lasciar andare quell’aspettativa e ad abbracciare invece un approccio sensibile. Quando si tratta di connessione, segui la tua intuizione su chi o con cosa hai bisogno di connetterti.</p>
<h4><strong>PAS, la tua sensibilità può essere la tua chiave per la felicità.</strong></h4>
<p>La felicità può sembrare più difficile da trovare in questi giorni, ma non perdere la speranza. La scienza è dalla tua parte. La tua sensibilità spinge a sprofondare in esperienze felici. Pensalo come un tuo dono, un lato positivo dell’ intensa esperienza del mondo.</p>
<p>Persegui la felicità per la tua soddisfazione e il tuo benessere, perché ricorda: ne vale lo sforzo. Ho la sensazione che se lo fai, inizierai a vedere la tua felicità irradiarsi anche intorno a coloro che ti circondano. I PAS costituiscono quasi il 30 percento della popolazione e la scienza dice che sono sensibili alla felicità. Se si ricablassero per essere più felici e proteggere quella felicità nel processo, chissà l’effetto che potrebbe avere sul loro mondo “profondamente imperfetto ma ostinatamente bello”?</p>
<p>Dal sito paspeople.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/persona-altamente-sensibile-pas/">Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>La mia terapeuta mi disse di parlare alla mia bambina interiore</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/la-mia-terapeuta-mi-disse-di-parlare-alla-mia-bambina-interiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 15:37:52 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/la-mia-terapeuta-mi-disse-di-parlare-alla-mia-bambina-interiore/">La mia terapeuta mi disse di parlare alla mia bambina interiore</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Pensavo scherzasse, ma ha cambiato tutto” di Anna Spargo-Ryan</p>
<p>Ho un ricordo di quando avevo sei anni e leggevo tutti i libri dell’anno scolastico in un solo giorno. Ero entusiasta. Li avevo inalati, immerso in terre fantastiche, esseri magici e finali moralistici. Quando ho finito sono corsa dalla mia insegnante. Ero piena di parole, desiderosa che riconoscesse quanto ero stata intelligente, brava a leggere, coscienziosa. Mentre parlavo dei personaggi che avevo incontrato e dei luoghi in cui ero stato, lui sbatté la mano sul tavolo.</p>
<p>“Siediti e basta!”, disse.</p>
<p><strong>Ricordo il modo in cui quelle parole mi colpirono. Non ero intelligente o brava o coscienziosa. Ero cattiva. Fastidiosa. Avevo sbagliato.</strong></p>
<p>Da bambina mi mettevo spesso nei guai. Ero come un gatto che sta sempre sotto i piedi: intralciavo gli altri, dicevo cose stupide, esageravo. Va bene, molti bambini sono fastidiosi. Ma era così in contrasto con quello che pensavo di fare: dal mio punto di vista di bambina, mi stavo impegnando molto, molto duramente. Ricordo la sensazione di osservare gli altri studenti, gli insegnanti e i genitori e di cercare di capire il modo semplice in cui sembravano interagire con il mondo. Quando lo imitavo, di solito venivo mandata in corridoio. Non avevo idea di cosa avessi fatto, se non che era la cosa sbagliata. Non sapevo quale lezione avrei dovuto imparare e più mi sforzavo di farlo, più gli adulti sembravano delusi. Mentre ero seduta in corridoio, pensando a cose da bambino di sei anni, mi accorsi di quanto mi facesse male il fatto che non piacessi loro. Mi si stringeva il petto. Pensai alle parole che usavano per descrivermi e le archiviai nel profondo. Pigra. Egoista. Sporcacciona.</p>
<p>Con il passare degli anni mi ero fatta la reputazione di essere difficile da frequentare. Ero intelligente ma difficile, e sempre in punizione, di solito per aver disturbato la classe, per aver fatto troppo rumore, per non aver consegnato il mio lavoro in tempo e per aver risposto. La rabbia mi bruciava le ossa. Mi comportavo di proposito, per soddisfare le loro aspettative.</p>
<p><strong>Non ricordavo perché credevo di essere cattiva. Sapevo solo che era vero.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2863" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/62325622_1144263099091401_694894857742712832_n-300x154-1.jpg" alt="" width="300" height="154" /></p>
<p>Il modo in cui ci viene insegnato a pensare da bambini ci accompagna per molto tempo dopo la fine della scuola, la creazione di una carriera e di una famiglia. Diventa la base su cui costruiamo la nostra identità. “<strong>La maestra mi ha detto che ero pigra” diventa “ero pigra” e, alla fine, semplicemente “sono pigra</strong>”. Queste parole si trasformano in convinzioni fondamentali. Gli elementi intrinseci e fissi della nostra personalità.</p>
<p>Il nostro piccolo io è ancora lì dentro, a farsi sgridare per sedersi.</p>
<p>Mi è stata diagnosticata l’ADHD solo l’anno scorso, all’età di 38 anni; come molte altre donne della mia età, ho cercato una diagnosi dopo la diagnosi dei miei figli. Quando ho letto cosa potevano provare e come sostenerli, mi sono riconosciuta immediatamente. Difficoltà di concentrazione. Disturbo della classe. Parlare troppo. Non riuscire a portare a termine i compiti. Mettersi nei guai. Essere cattivi.</p>
<p>Rileggo le vecchie pagelle scolastiche. Anna potrebbe fare bene se si impegnasse. Anna si entusiasma solo per le materie che trova interessanti. Anna non è all’altezza del suo potenziale.</p>
<p>Ho visto quella bambina in corridoio, con il viso bagnato, che cercava di capire cosa avesse fatto di sbagliato. E capii che c’era sempre stato un motivo.</p>
<p>Ero in terapia da decenni, ma avevo una nuova psicologa che mi aiutava con la mia ansia e che mi stava insegnando a conoscere la mia giovane me. Le parlai di come mi sentivo nel presente (paura, stanchezza, fame, stanchezza, rabbia) e lei mi aiutò a tracciare dei collegamenti tra questi sentimenti e ciò che era successo quando ero piccola.</p>
<p>Poi mi ha incoraggiato a parlare con quella bambina. Avere una vera e propria conversazione.</p>
<p>“È una cosa stupida”, ho detto, fingendo di essere una persona razionale che non dialoga costantemente con il suo gatto.</p>
<p>“Provaci”, disse lei. “Cosa ti diresti?”.</p>
<p>Ci ho provato. <strong>Dal lettino della mia terapeuta ho ritrovato, nella mia memoria, una piccola bambina bionda sola sull’altalena del cortile della scuola. Era stata espulsa dalla classe per “calmarsi”,</strong> quindi si attorcigliava alle catene e poi le lasciava andare in modo che la facessero girare. L’aria era fresca. Autunno. Dalla finestra poteva vedere altri bambini che dipingevano colori vivaci su carta da macellaio.</p>
<p><strong>Mi immaginai seduta accanto a lei sull’altra altalena.</strong> Perché sei qui fuori? le avrei chiesto, e lei avrebbe risposto: “Sono cattiva”, e le catene avrebbero tintinnato mentre si srotolavano.</p>
<p>E se, invece, le dicessi: “So che stai facendo del tuo meglio”?</p>
<p>Nessuno aveva mai detto questo ad Anna di sei anni. Le avevano solo detto di essere qualcosa di diverso. Sentii qualcosa scattare nel mio petto.</p>
<p>Dopo aver consumato tutti i fazzoletti del mio terapeuta ed essere andata a casa, continuai a visitare la me stessa del passato. L’ho trovata nelle aule dove tutto sembrava troppo rumoroso. L’ho trovata che si nascondeva sotto il letto da chi la sgridava,nel panico per le pagelle, dimenticando i compiti. L’ho trovata che urlava, piangeva, rideva, desiderava essere qualcun altro. Questa ragazzina ansiosa e legata che lottava contro ogni singola cosa della sua vita.</p>
<p>Ho messo la testa sotto il letto. “So che stai facendo del tuo meglio”, le dissi.</p>
<p><strong>Nel corso dei mesi, mi sono addolorata per quella bambina</strong>. Mi abituai a visitare in modo curioso una piccola, nuova creatura che cercava di dare un senso alle ridicole complessità della società e delle aspettative umane. Mi sono scusata più e più volte: Mi dispiace che ti abbiano fatto sentire inutile; mi dispiace di averti fatto credere che fosse vero. Le ho parlato del presente e di quanto volessi che ci arrivasse.</p>
<p>Poi cominciò a succedere un’altra cosa: il passato divenne meno familiare. I ricordi sono cose particolari, mutevoli. Le vecchie immagini che avevo immagazzinato si trasformarono in nuove. Le parole che si erano impossessate di me durante l’infanzia fluttuavano libere nel mio corpo. Pigra? Egoista? Non mi descrivevano per niente!</p>
<p>Più a lungo mi soffermavo sulla genesi della mia identità, più mi avvicinavo a chi ero veramente come persona. Mentre parlavo alla mia giovane me, il mio io attuale cambiava. <strong>La paura è diventata accettazione. Il risentimento è diventato perdono. La rabbia è diventata amore</strong>.</p>
<p>Come adulti con ADHD o ansia o altre situazioni mentali che la gente non capisce, ci portiamo dietro un peso enorme. È un trauma, la convinzione che tutti ce l’abbiano con noi, che ci meritiamo di essere nei guai, che non ci sforziamo mai abbastanza.</p>
<p>Ma <strong>la verità è che la struttura che ci è stata data per creare la nostra identità era sbagliata</strong>. Conteneva un linguaggio adulto che respingeva la nostra realtà. Abbiamo abbracciato e incarnato i giudizi di valore e abbiamo strutturato la nostra vita intorno ad essi, anche se non ci hanno mai descritto.</p>
<p>Ora, mentre un numero sempre maggiore di adulti riceve la diagnosi, stiamo affrontando una situazione difficile. C’è tristezza, angoscia, dolore, rimpianto. Dio fa male. Ma dopo questo, può esserci qualcos’altro. Il nostro io di sei anni può ancora sentirci. C’è conforto. C’è comprensione. E c’è il riconoscimento di chi siamo stati per tutto il tempo</p>
<p>“A Kind of Magic” di Anna Spargo-Ryan è pubblicato da Ultimo Press _____________________________________________________</p>
<p>My therapist told me to speak to my inner child. I thought she was joking – but it changed everything byAnna Spargo-Ryan</p>
<p>Growing up, Anna Spargo-Ryan was taught she was naughty and lazy. After an adult diagnosis of ADHD, she’s revisiting that kid – and together they’re rewriting history</p>
<p>I have a memory of being six years old and reading all the books for the school year in one day. I was stoked. I’d inhaled them, engrossed in fantastical lands and magical beings and moralistic endings. When I was done I ran to my teacher. I was full of words, eager for him to recognise how clever I’d been, how good at reading, how conscientious. As I chatted about the characters I’d met and the places I’d been, he slammed his hand on the table.</p>
<p>“Just sit down!” he bellowed.</p>
<p>I remember the way those words felt as they sliced through me. I wasn’t clever or good or conscientious. I was bad. Annoying. I had got it wrong.</p>
<p>As a little kid, I was in trouble a lot. I was like a cat that’s always underfoot; in people’s way, saying something stupid, being too much. Fine, lots of kids are annoying. But it was so at odds with what I thought I was doing: from my child perspective, I was trying really, really hard. I remember the feeling of watching other students, teachers and parents, and trying to understand the easy way they seemed to interact with the world. When I mimicked it, I usually got sent into the hallway insteadI never had any idea what I had done, except that it was The Wrong Thing. I didn’t know what lesson I was supposed to learn and the harder I tried, the more disappointed the adults seemed. As I sat in the hallway, thinking about six-year-old things, I noticed how it hurt in my body that they didn’t like me. A tightness was forming in my chest. I thought about the words they used to describe me and filed them deep inside. Lazy. Selfish. Naughty.</p>
<p>As the years went on, I developed a reputation for being hard to be around. I was clever but difficult, and always in detention – usually for disrupting the class, being too loud, not handing my work in on time and answering back. Anger burned my bones. I acted out on purpose, to meet their expectations.</p>
<p>I didn’t remember why I believed I was bad. I only knew that it was true.</p>
<p>The way we’re taught to think as children stays with us long after we finish school and forge careers and start families. It becomes the foundation on which we build our identities. “My teacher told me I was lazy” becomes “I was lazy” and, eventually, simply “I’m lazy”. These words turn into core beliefs. The inherent, fixed elements of our personalities.</p>
<p>Our little selves are still in there, being yelled at to sit down.</p>
<p>I was diagnosed with ADHD only last year, aged 38; like many other women of my age, I sought a diagnosis after my children were diagnosed. When I read about what they might be experiencing and how to support them, I recognised myself immediately. Difficulty focusing. Hyperfixation. Disrupting the class. Talking too much. Failing to finish tasks. Getting in trouble. Being bad.</p>
<p>I reread old school reports. Anna could do well if she put her mind to it. Anna is only enthusiastic about subjects she finds interesting. Anna is not living up to her potential.</p>
<p>I saw that kid in the hallway, face wet, trying and failing to understand what she’d done wrong. And I understood there had always been a reason.</p>
<p>I’d been in therapy for decades, but I had a new psychologist helping with my anxiety who was teaching me about my young self. I talked to her about how I felt in the present day (afraid, tired, hungry, tired, angry), and she helped me draw links between those feelings and what happened when I was small.</p>
<p>Then she encouraged me to talk to that little girl.</p>
<p>Like, to have an actual conversation.</p>
<p>“That’s stupid,” I said, pretending to be a rational person who’s not in constant dialogue with her cat.</p>
<p>“Try it,” she said. “What would you tell yourself?”</p>
<p>I tried it. From my therapist’s couch I found, in my memory, a small blond child alone on a schoolyard swing. She had been booted from class to “calm down”, so she was twisting up the chains and then letting go so they would spin her around. The air was cool. Autumn. Through the window, she could see other kids painting bright colours on to butcher’s paper.</p>
<p>I imagined myself sitting next to her on the other swing. Why are you out here? I would ask, and she would say, I’m naughty, and the chains would clang as they unravelled.</p>
<p>But what if, I would say, I knew you were trying your best?</p>
<p>No one had ever said this to six-year-old Anna. They had only ever told her to be something different. I felt something click in my chest.</p>
<p>After I had used up all my therapist’s tissues and gone home, I kept visiting this past self. I found her in classrooms where everything seemed too noisy. I found her hiding under the bed from people who would yell at her, panicking about report cards, forgetting her homework. I found her yelling, crying, laughing, wishing she could be somebody else. This anxious, bound-up kid fighting every single thing in her life.</p>
<p>I poked my head under the bed. I know you’re trying your best, I told her.</p>
<p>Over months, I grieved for that little girl. I became used to creepily visiting a tiny, new human who was trying to make sense of the ridiculous complexities of human society and expectation. I apologised over and over: I’m sosorry they made you feel worthless; I’m so sorry I kept letting you believe it was true. I told her about the present and how much I wanted her to get there.</p>
<p>Then this other thing started to happen: the past became less familiar. Memories are peculiar, changeable things. The old pictures I had stored morphed into new ones. The words that had taken hold of me in my childhood floated loose in my body. Lazy? Selfish? That didn’t describe me.</p>
<p>The longer I sat at the genesis of my identity, the closer I came to who I really was as a person. As I spoke to my young self, my present self changed. Fear became acceptance. Resentment became forgiveness. Anger became love.</p>
<p>As adults with ADHD or anxiety or other brain situations people don’t understand, we carry around a tremendous burden. It’s a trauma, the self-belief that everyone’s mad at us, that we deserve to be in trouble, that we’re always just not trying hard enough.</p>
<p>But the truth is, the framework we were given to create our identity was faulty. It contained adult language that dismissed our reality. We embraced and embodied value judgments and structured our lives around them, even though they have never described us.</p>
<p>Now, as more and more adults are diagnosed, we’re working through some shit. There’s sadness, distress, grief, regret. God it hurts. But after that, there can be something else. Our six-year-old selves can still hear us. There’s comfort. There’s understanding. And there’s a recognition of who we were the whole time.</p>
<p>“A Kind of Magic” by Anna Spargo-Ryan is out now through Ultimo Press</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/la-mia-terapeuta-mi-disse-di-parlare-alla-mia-bambina-interiore/">La mia terapeuta mi disse di parlare alla mia bambina interiore</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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