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	<title>rilassamento Archivi &#187; Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</title>
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	<description>Psicoterapeuta Gestalt Torino</description>
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		<title>Il pendolo delle emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 14:59:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le nostre emozioni sono sempre in movimento, anche nel sonno. In noi c’è sempre una potenziale tensione emotiva che può darci gioia o dolore e, anche se ci conosciamo bene, le nostre emozioni a volte ci sorprendono. 1. Le oscillazioni del pendolo Il moto delle emozioni è come quello d’un pendolo: se oscilla in alto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le nostre emozioni sono sempre in movimento, anche nel sonno. In noi c’è sempre una potenziale tensione emotiva che può darci gioia o dolore e, anche se ci conosciamo bene, le nostre emozioni a volte ci sorprendono.</strong></p>
<p><strong>1. Le oscillazioni del pendolo</strong></p>
<p>Il moto delle emozioni è come quello d’un pendolo: se oscilla in alto, poi oscillerà in basso; e anche quando è fermo ha in se’ la capacità d’oscillare. Possiamo passare velocemente da uno stato di calma ad uno di euforia o di depressione: per esempio, un arrivo inaspettato può provocare un entusiasmo dovuto al piacere della visita, un incidente improvviso invece può causare rabbia o paura. Spesso gli incontri sociali sono accompagnati da oscillazioni del pendolo, ma non è detto che le emozioni provate si mostrino all’esterno.</p>
<p><strong>I termini ‘alto’ e ‘basso’ identificano i due estremi del pendolo</strong>: nell’alto ci sentiamo rivolti all’esterno indipendentemente dalle emozioni che proviamo (rabbia, euforia, disperazione…); nel basso invece ci sentiamo stanchi, spesso depressi e comunque siamo rivolti al nostro interno.</p>
<p><strong>2. I bassi</strong></p>
<p>Il basso del pendolo e’ dovuto all’esaurimento di energia fisica ed emotiva. Lo proviamo dopo uno sforzo fisico o un lungo viaggio, e questo tipo di basso rimane nella parte tollerabile dell’area sinistra del pendolo , vicino alla calma. Un basso piace¬vole può essere anche l’emozione che proviamo dopo aver visto una buona produ¬zione d’una tragedia Shakespeariana o quando ci sentiamo dei martiri perché lavoriamo e diamo più di tutti. In questo stato possiamo compiacerci, provare autocompassione o magari entrambe le cose.</p>
<p><strong>L’entità del male che il compiacimento e l’autocompassione ci possono fare dipende da quanto facciamo oscillare il pendolo</strong>: più oscilliamo in basso, peggio staremo. Questo vale anche per il basso compulsivo: più è’ profondo e duraturo, più faremo male a noi stessi e agli altri.</p>
<p>Il basso intollerabile (o compulsivo) e’caratterizzato da una negatività estrema. Ci concentriamo sugli aspetti negativi e dannosi delle cose senza accorgerci del nutrimento emotivo a nostra disposizione. Invece è proprio ricorrendo agli altri che possiamo cominciare ad uscire da questo stato.</p>
<p>Se il basso e’ piacevole, siamo tentati di restarci dedicando molta attenzione all’imperfezione della specie umana, al buio della notte, alla prevalenza del crimine, della disonestà e dell’egoismo, all’assenza di significato nella vita, alla brevità della stessa, all’inevitabilità della morte.</p>
<p>Alcune di queste emozioni sono utili, l’essenziale è essere coscienti del processo in cui ci troviamo, perché in questo stato perdiamo la capacita’ di valutare in modo equilibrato.</p>
<p>Se il basso compulsivo e’ sgradevole ci odiamo, siamo depressi, ci sentia¬mo inutili, senza valore e spesso in colpa. E’ molto più difficile uscire da questo stato se ci sentiamo colpevoli: il senso di colpa fa oscillare il pendolo ancora più in basso e può trasformare un basso piacevole, in sgradevole. Basta concentrarsi su tutti i propri ‘fallimenti’ per alimentare il senso di colpa e attivare un circolo vizioso di autocom¬passione, basso piacevole e senso di colpa, basso sgradevole.</p>
<p>E’ più difficile uscire da un basso sgradevole che da uno piacevole perché ci sentiamo più inerti e rifiutiamo tassativamente l’aiuto di chi ci vuole assistere. E potremmo restarci per giorni, mesi, anni o addirittura abituarci a vivere così.</p>
<p><strong>Abbiamo bisogno d’imparare a riconoscere i nostri bassi e a sapere quanto profondi sono</strong>. Ci serve anche trovare modi per uscirne, per esempio ascoltare chi percepisce il nostro stato e non s’arrende davanti ai nostri continui rifiuti.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-2927" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/images-5-2.jpeg" alt="" width="311" height="246" /></p>
<p><strong>3. Gli alti</strong></p>
<p>Quando oscilliamo in modo incontrollabile verso l’alto, esternando l’energia che questo implica, non sopportiamo d’essere interrotti. La “compulsività” degli alti si riconosce da questo: se sto parlando euforicamente provo quasi un dolore fisico a fermarmi, se sono furente e voglio colpire un “nemico” può essere impossibile fermare l’oscillazione e tornare alla calma.</p>
<p><strong>L’impeto dell’energia verso l’alto compulsivo ci toglie la coscienza di dove siamo, con chi siamo e cosa stiamo facendo</strong>. L’unica coscienza che abbiamo in questo stato è la coscienza dell’alto, e da li’ è impossibile rendersi conto della forza della calma, eppure è proprio di questa che abbiamo bisogno per non oscillare ancora e farci del male. Abbiamo bisogno di riportarci lentamente all’area tollerabile in cui siamo coscienti della calma e possiamo scegliere che uso fare della nostra energia. Da lì possiamo decidere, per esempio, quanto arrabbiarci e quanto in alto oscillare bevendo o parlando con qualcuno che ci stimola veramente.</p>
<p>Come per i bassi, è utile avere chi ci fa notare il nostro stato, anche se sentiamo il loro intervento come un’intollerabile interferenza. La verità è che abbiamo bisogno di diventare consapevoli di quegli alti estremi.</p>
<p><strong>4. La calma</strong></p>
<p>L’area di mezzo del pendolo e’ quella della calma, della centratura. Benché ci siano sempre movimenti emotivi, qui troviamo la nostra forza, salute e vera coscienza. Mentre nel basso, con le nostre emozioni rivolte all’interno, ci sentiamo vittime o fallimenti totali, nella calma vediamo le cose con una certa prospettiva. Invece di creare problemi emotivi in funzione di quanto in basso siamo, possiamo valutare la situazione senza creare una malattia seria dal nostro dolore.</p>
<p>Nella calma attiviamo la nostra incredibile capacità di recuperare, d’adattarci e di continuare, nonostante grossi cambiamenti o dolore in sopporta-bile. Nel profondo del nostro organismo sappiamo che la tragedia è comune e che viviamo in un mondo tragico. E anche che ognuno di noi è forte, sano e capace di contribuire; questo lo sperimentiamo nella calma e dal contatto con la nostra vera essenza.</p>
<p>Se siamo nello stato di calma, possiamo contribuire agli altri senza sconfiggerci con gli alti dai piani grandiosi o i bassi in cui sminuiamo le nostre capacità. Questo non significa stare sempre nella calma abbiamo anche bisogno del flusso energetico degli alti e di recuperare le forze nei bassi; ci servono l’aggressività e la capacità di correre dei rischi tipiche delle oscillazioni verso l’alto quanto la ‘danza autovalutativa’ dei bassi.</p>
<p>Un aspetto positivo degli estremi del pendolo è che ci scuotono alla radice e che ci portano, se siamo disposti, verso nuove direzioni: una volta che torniamo ad essere centrati possiamo decidere, per esempio, di lasciare un lavoro che ci è dannoso, di esprimere dei risentimenti tenuti dentro per troppo tempo o di uscire da un rapporto affettivo distruttivo. Nella calma siamo in grado di valutare il nostro rapporto con il mondo nel presente.</p>
<p>Invece, se oscilliamo continuamente da alti estremi a bassi profondi senza fermarci, la calma non esisterà per noi; non avremo modo di contattare ed usare la nostra forza interiore e la nostra vita sarà come viaggiare su un rapido di notte senza nemmeno sapere in che paese siamo.</p>
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		<title>Terapia Bioenergetica</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 13:48:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</h2>
<p>Lavorando con il corpo, ci occupiamo moltissimo di <em>vergogna. </em></p>
<p>Per Reich, e nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco. Inoltre, uno degli ostacoli al lavoro corporeo è spesso un sentimento di vergogna che ostacola l’esplorazione del vissuto corporeo ed emotivo.<br />
Per Helfaer <strong>il rispetto di sé è un concetto corporeo</strong> che permette di comprendere il sentimento della vergogna: significa essere in contatto con i propri sentimenti e con i propri stati corporei, permettendosi di lasciarsi guidare da essi.</p>
<p><strong>E’ espressione della vitalità e dello scorrere della propria energia vitale.</strong> Riflette la capacità di essere pienamente in contatto con se stessi e con il mondo esterno. La nostra capacità di rispettarci può essere minata da sentimenti di bassa autostima, come da altre sfumature della vergogna: odio di sé, umiliazione, senso di fallimento, di inadeguatezza e di mancanza di indipendenza.</p>
<p><strong>La vergogna è un’esperienza universale. Tutti l’abbiamo provata</strong>. Sappiamo cosa vuol dire provare sentimenti di inutilità, scarsa auto-stima, fallimento e sensazione di inadeguatezza. Sappiamo cosa significa sentire di non appartenere a niente e a nessuno, sentirci esclusi, sentire di aver perso le nostre relazioni importanti. Sappiamo cosa significa provare vergogna per la nostra condotta, per i nostri desideri ed il nostro comportamento.</p>
<p><strong>Sappiamo cosa significa vergognarci del nostro corpo o di parti del nostro corpo, della nostra sessualità, dei nostri desideri</strong>. Sappiamo cosa significa desiderare di sprofondare nella terra o sparire.</p>
<p>Una caratteristica della vergogna, che rende difficile elaborarla, è che raramente viene esplicitata. “<strong>La</strong> <strong>vergogna porta a nascondersi per paura di rendere il proprio Sè inaccettabile</strong>”.</p>
<p>Spesso ciò che emerge sono le difese strutturate rispetto alla vergogna: rabbia, disprezzo, invidia, depressione, ipocondria. Anche i tratti caratteriali di arroganza, superiorità, così come la grandiosità, sono difese ben conosciute contro la vergogna.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2893" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/vergogna-2.jpeg" alt="" width="300" height="150" /></p>
<p>I <em>fallimenti genitoriali</em> nel rispondere ai bisogni del bambino in modo facilitante portano allo sviluppo di un Ideale dell’Io incongruente con il Sè reale, corporeo del bambino. Ideali ed obiettivi irrealistici si sviluppano come compensazione e così l’adulto cresciuto da un tale bambino proverà vergogna rispetto ai propri bisogni infantili. <img decoding="async" class="size-full wp-image-3536 alignright" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/terapia-bioenergetica-vergogna.jpeg" alt="Terapia Bioenergetica Vergogna" width="225" height="225" /></p>
<p><strong>La prospettiva bioenergetica porta l’attenzione alla vergogna corporea</strong>, una vergogna che <strong>pervade l’identità, in cui le parti del corpo e le espressioni corporee sono vergognose</strong>. Nei sogni la vergogna si esprime spesso attraverso l’immagine di essere nudi in pubblico, specialmente con la parte inferiore del corpo, i genitali e la parte posteriore, esposti.</p>
<p>Senza il rispetto di sé, il vuoto lasciato dal crollo degli ideali può condurre alla depressione; <strong>finché non ristabiliamo la connessione con il corpo non possiamo stabilire aspettative più ragionevoli.</strong><br />
Nuove possibilità si possono aprire <strong>nel movimento</strong>, visto  il bambino che si vergogna, umiliato, si ritira, collassa. Al contrario, il bambino che è visto ed apprezzato, che è sostenuto energeticamente è dritto, vivace e sicuro di sè. Il brusco passaggio dall’eccitamento espansivo, sicuro di sè, alla contrazione vergognosa può essere all’origine della malattia somatica presente nella nostra vita.</p>
<p>Spesso, <strong>l’esperienza di vergogna è integrata nella personalità o carattere</strong>. La contrazione cronica dell’esperienza precoce di vergogna è il fondamento per costruire e mantenere questo sistema.<br />
Le esperienze precoci di vergogna si verificano all’interno del contesto dei legami vitali del bambino e <strong>strutturano un sistema di odio di sè che diventa la risposta del bambino al fallimento</strong> dei propri tentativi di connettersi, di ricostruire la relazione vitale come dovrebbe essere, di costruire l’amore e l’amabilità. Sono tentativi di ricostruire un Sè coesivo a partire da una esperienza di frammentazione.</p>
<p>Lo sviluppo dell’identità sessuale passa per l&#8217;’identificazione con i genitali, quando questa viene interrotta da abitudini sessuali negative, moralistiche, imbarazzanti e rifiutanti, porta alla vergogna genitale e nella castrazione. Ci si può sentire troppo svalutati per essere scelti o per essere liberi di scegliere un compagno.</p>
<p><strong>L’umiliazione, un aspetto dell’esperienza di vergogna, è particolarmente devastante.</strong> Infatti, con l’umiliazione, si può sviluppare un oggetto interno persecutorio.</p>
<h3><strong>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</strong></h3>
<p>Morrison afferma succintamente, “<strong>Se l’antidoto per la colpa è il perdono quello per la vergogna è l’accettazione di Sè, nonostante le debolezze, i difetti e i fallimenti</strong>”. L’atteggiamento di accettazione del terapeuta si colloca nel più ampio contesto del rispetto per la condizione, i sentimenti e la realtà del corpo così come questo è nel momento presente. È questo atteggiamento che conduce al rispetto di sé alla base dell’auto-accettazione.</p>
<p>La natura distintiva della bioenergetica porta immediatamente la vergogna al centro della relazione terapeutica: la sua essenza può essere catturata dalla frase “vedere la persona”. Il lavoro con il corpo è basato su una disciplina del guardare e vedere con il contatto. Dal momento che c’è un qualsiasi tipo di propensione alla vergogna, sarà facilmente ed alle volte subito stimolata dalla consapevolezza degli occhi del terapeuta, vissuto dal paziente come il proprio “occhio rivolto all’interno”.</p>
<p>Il guardare e l’osservare rispettosi devono essere basati sulla profonda accettazione da parte del terapeuta di sé stesso ad un livello corporeo, un’accettazione che sarà registrata dal cliente come un senso di rispetto che traspare nel suo modo di guardare e di stare in contatto. A questo punto il lavoro energetico può essere indirizzato ad aiutare il paziente a costruire un senso di rispetto del proprio corpo che sosterrà l’esplorazione del proprio movimento.</p>
<p>Qui, <strong>il lavoro bioenergetico dà il suo contributo unico al trattamento influenzando specifici aspetti del funzionamento somatico</strong>. Questi includono la tensione muscolare, la respirazione bloccata, il trattenere l’espressione emotiva e lo squilibrio delle risposte del sistema nervoso autonomo. Comunque, mentre un intervento bioenergetico è molto specifico nel modo in cui influenza una funzione corporea, la persona resta il centro del lavoro e la mancanza di contatto è sempre il tema energetico sottostante.</p>
<p><strong>La terapia bioenergetica porta l’attenzione anche alla sovraeccitazione del sistema nervoso simpatico, incoraggiando un equilibrio con il sistema parasimpatico. L’obiettivo terapeutico è la regolazione</strong>. Una regolazione dell’iper-attivazione si può ottenere attraverso la respirazione ritmica profonda, il pianto e la scarica espressiva della rabbia. In altri casi, con il trauma, è il parasimpatico ad essere sovra-attivato. Lo shock, il congelamento e i sintomi gastro-intestinali ne possono essere un esempio. Anche la depressione e l’ansia, in modi diversi, rappresentano lo squilibrio e la sovraeccitazione sia del sistema nervoso simpatico sia di quello parasimpatico, così come altri disturbi del sistema nervoso centrale e di quello ormonale. <strong>Il lavoro energetico in questi casi si focalizza, in modi differenti, sulla “regolazione verso il basso”.</strong></p>
<p>Nel condividere empaticamente l’esperienza del paziente, il lavoro energetico si sintonizza con le emozioni dolorose, favorendo il respiro che libera il pianto ed il dolore, tra gli altri processi, e favorisce la <strong>guarigione delle contrazioni dolorose e delle emozioni correlate, permettendo lo svilupparsi e il consolidarsi di un atteggiamento rispettoso nei confronti di se e dei propri limiti.</strong></p>
<p><strong>L’intenzione della terapia è aiutare il paziente ad essere in contatto con l’esperienza interiore. Ristabilendo un contatto più profondo con se stesso, le parti alienate e l’energia impiegata nell’estraniamento e nelle proiezioni può essere nuovamente investite nel Sè.</strong><br />
Qui, il contributo della bioenergetica è di aiutare il soggetto a trovare ed a correggere il proprio movimento, a liberare la pulsazione dalle restrizioni caratteriali ad un livello di atteggiamento ed energetico.</p>
<p>E’ molto importante notare che <strong>rispettarsi, non significa non sentire la vergogna o il dolore</strong>. Al contrario, è la predisposizione nei confronti del Sè che permette di sentire e di “sopportare” la vergogna ed il dolore. Permette di sopportare le emozioni piuttosto che sopportare gli effetti della lotta contro di essi. Nel sopportare la vergogna, possiamo, in un certo senso, completare un’esperienza, sentirla dall’inizio alla fine. <strong>Possiamo guardare alle origini della vergogna all’interno della nostra personalità e della nostra storia. Anche questo prepara il terreno per l’auto-accettazione, l’antidoto alla vergogna, l’accettazione del proprio Sè con i suoi limiti e i suoi fallimenti</strong></p>
<p>adattato dal testo<br />
© a cura di Nicoletta Cinotti</p>
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		<title>Come fare pace con sé stessi</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-fare-pace-con-se-stessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 17:56:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come fare pace con sé stessi Imparare a perdonarsi Come fare pace con sé stessi: nell’arco della vita combattiamo molte battaglie, per affermare chi siamo, per esprimere il nostro punto di vista, per ricevere il rispetto che sentiamo ci sia dovuto… ma spesso la battaglia che combattiamo più a lungo e più alacremente è quella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come fare pace con sé stessi</h2>
<h3>Imparare a perdonarsi</h3>
<p>Come fare pace con sé stessi: nell’arco della vita combattiamo molte battaglie, per affermare chi siamo, per esprimere il nostro punto di vista, per ricevere il rispetto che sentiamo ci sia dovuto… ma <strong>spesso la battaglia che combattiamo più a lungo e più alacremente è quella contro noi stessi, e quello che non sappiamo fare poi è perdonarci</strong> ed accettarci.</p>
<p>Molti di noi imparano da piccoli, per i rimandi che arrivano dall’ambiente esterno, o durante l’adolescenza, ad avere un profondo senso critico rivolto a se stessi, a volte decisamente severo, se non spietato.</p>
<h3>Riconoscere le proprie caratteristiche positive</h3>
<p>In realtà<strong> la pace con noi stessi è il requisito fondamentale di una vita serena</strong>, di un’energia spendibile nel raggiungimento di altri obiettivi, nell’accrescimento personale e nel godimento di quello che la vita ci offre. Se siamo impegnati a giudicare noi stessi, concentriamo il nostro punto di vista non soltanto limitatamente su di noi, e per giunta in maniera negativa, distogliendo l’attenzione da tutte quelle cose piacevoli e positive che ci sono nel mondo e che potremmo sentire a pieno se solo riconoscessimo anche le nostre caratteristiche positive.</p>
<h3>Cosa significa fare pace con sé stessi</h3>
<p><strong>Fare pace con noi stessi vuol dire accettarci amorevolmente, senza combatterci ogni giorno, riconoscendo in maniera obiettiva i nostri limiti e le capacità ed i pregi che abbiamo.</strong><br />
Ci combattiamo in diversi modi: criticando il nostro fisico, trovandoci mille difetti e aspirando ad un ideale irraggiungibile, trovandoci sempre e per sempre insoddisfatti. Oppure combattiamo con il proprio modo di essere, con il proprio carattere, dimenticando che ogni caratteristica ha il suo positivo ed il suo negativo: per esempio la testardaggine potrebbe essere la stessa caratteristica che porta ad essere determinati. Altre persone si combattono con comportamenti non sani che porteranno infelicità come fumare, bere, mangiare in modo del tutto disordinato, o anche immergendosi in relazioni tossiche e nocive che non rispondono ad un appagamento e ad un accrescimento di noi come persone.</p>
<div id="attachment_2811" style="width: 90px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2811" class="wp-image-2811 size-thumbnail" title="Come fare pace con sé stessi" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-3-1-80x80.jpeg" alt="Come fare pace con sé stessi" width="80" height="80" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-3-1-80x80.jpeg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-3-1-36x36.jpeg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-3-1-180x180.jpeg 180w" sizes="auto, (max-width: 80px) 100vw, 80px" /><p id="caption-attachment-2811" class="wp-caption-text">Come fare pace con sé stessi</p></div>
<div id="attachment_2812" style="width: 90px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2812" class="wp-image-2812 size-thumbnail" title="Prenditi cura di te con Amore" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-4-1-80x80.jpeg" alt="Prenditi cura di te con Amore" width="80" height="80" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-4-1-80x80.jpeg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-4-1-36x36.jpeg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-4-1-180x180.jpeg 180w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-4-1-183x185.jpeg 183w" sizes="auto, (max-width: 80px) 100vw, 80px" /><p id="caption-attachment-2812" class="wp-caption-text">Prenditi cura di te con Amore</p></div>
<h3>Misuriamo la nostra autostima</h3>
<p>Spesso <strong>il nostro dialogo interno è il termometro della nostra autostima</strong>, la misura della lotta che combattiamo contro di noi.</p>
<p>Quante volte ci ritroviamo a rivolgerci parole come “stupida/o” oppure “che cretino” “che maldestro” “sono proprio imbranato”… sebbene sembrino piccoli segnali, queste critiche sono come delle goccioline che giorno dopo giorno alimentano la disistima e, di conseguenza, l’insoddisfazione che proviamo verso noi stessi e verso la nostra vita.</p>
<h3>Cosa possiamo fare allora per fare pace con noi stessi ?</h3>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>1. <strong>Parla a te stesso gentilment</strong>e: usa le stesse parole che useresti con un caro amico, con la stessa indulgenza e la stessa accoglienza… anche tu le meriti;</li>
<li>2. <strong>Smetti di aspirare ad ideali impossibili</strong>: se i tuoi canoni si basano su ideali impossibili di perfezione, il fallimento sarà assicurato così come la tua frustrazione. L’io ideale per definizione non è realistico, abbiamo bisogno di lasciarlo andare e di apprezzare tutte le nostre qualità;</li>
<li>3. <strong>Non paragonarti agli altri, la tua vita è unica ed irripetibile</strong>. Il paragone con gli altri spesso diventa motivo di tristezza. La tua vita è unica ed irripetibile, il nostro percorso non è paragonabile a quello di nessuno, ma soprattutto quello che fa felice una persona potrebbe non essere motivo di realizzazione per te. E ricorda: quando vedi la vita degli altri da fuori spesso sottostimi i loro sacrifici o semplicemente non sei al corrente dei loro problemi, perciò quella che fai è un’analisi parziale;</li>
<li>4 <strong>Accetta la tua imperfezione</strong>. Nessuno è perfetto, e neanche tu puoi chiederti di essere infallibile, splendente e sempre sul pezzo. Sei umano anche tu! Quindi cerca di perdonarti i momenti di stanchezza, di cedimento ed i tuoi “errori”. In realtà, fanno parte del tuo percorso e spesso accadono per una ragione;</li>
<li>5 <strong>Impara a riconoscere in maniera obiettiva i tuoi pregi</strong>. Se è vero che sei imperfetto come gli altri, è anche vero che possiedi capacità, pregi, passioni in cui riesci. Ogni aspetto positivo di te stesso va conosciuto e valorizzato: ognuno di essi è una risorsa da usare nella tua vita. Altrimenti la sprecherai, privando non solo te stesso ma anche gli altri dei benefici.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4>Fare pace con noi stessi è il fondamento imprescindibile di una vita appagante:</h4>
<p>quando ci accogliamo per quello che siamo, perdoniamo i nostri errori e le nostre debolezze, acquisiamo la serenità per concentrarci sulla nostra crescita come persone e possiamo fluire con la vita.</p>
<p>Ispirato dal sito <a href="https://www.psicologheinrete.it" target="_blank" rel="noopener">www.psicologheinrete.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-fare-pace-con-se-stessi/">Come fare pace con sé stessi</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Dichiarare pace al blocco e alla contrazione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/dichiarare-pace-al-blocco-e-alla-contrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità permette al livello di tensione di abbassarsi. I problemi e le soluzioni Quando abbiamo dei problemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. <strong>Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità</strong> permette al livello di tensione di abbassarsi.</p>
<p>I problemi e le soluzioni</p>
<p>Quando abbiamo dei problemi possiamo pensare di essere sbagliati oppure di essere giusti ma di avere delle risposte sbagliate che portano sofferenza nella nostra vita. E’ vero che la sofferenza, come la gioia, sono ingredienti ineliminabili della vita. Ma, a volte, anziché migliorare le cose, con il nostro intervento le peggioriamo.<br />
Per questo <strong>il dialogo tra visualizzazioni guidate e bioenergetica è così significativo</strong>.<br />
In entrambi gli approcci si pensa che le persone siano, nella loro intima natura, sane, buone e capaci di consapevolezza e attenzione. Qualunque sia la difficoltà che incontrano nella loro vita. Qualunque sia il disastro che hanno combinato, niente può modificare questa intima qualità positiva della loro natura.<strong> Sono le contrazioni, del corpo e della mente, che ci portano a sperimentare modelli disfunzionali di risposta, ci rinchiudono in circoli viziosi</strong>, aggiungono sofferenza al dolore e alle difficoltà che incontriamo. Il punto quindi è aprire il campo di consapevolezza, il radicamento nel corpo, la capacità di cogliere il processo nei suoi elementi base, perché possa ristabilirsi il contatto con la nostra intima natura, perché possano arrivare le risposte alle nostre domande.<br />
<strong>La cura diventa così un processo autoregolato che necessita di strumenti e di sostegno dall’esterno ma che non delega mai la responsabilità delle scelte all’altro.</strong> E soprattutto porta un profondo senso di pace e di accettazione verso noi stessi e la nostra vita. Infatti, nel momento in cui diventiamo consapevoli di una contrazione che restringe il nostro campo di consapevolezza, iniziamo, come pazienti scienziati di noi stessi, ad esplorarla, percepirla, comprenderla nella sua intima natura. E <strong>dichiarando pace al blocco e alla contrazione permettiamo che il flusso autoregolato della nostra vita riprenda a scorrere.</strong></p>
<p>Testo tratto liberamente da www.nicolettacinotti.net</p>
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		<title>Visualizzazioni Guidate</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/visualizzazioni-guidate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 14:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visualizzazioni Guidate in Psicoterapia Le visualizzazioni (o meditazioni) guidate sono ormai usate in moltissimi ambiti, anche in psicoterapia. Per esempio, si possono usare per rilassamento guidato, per la riduzione dello stress (tipico della mindfulness), per rafforzare l’autostima e attivare nuovi modi di pensare. Possono persino incoraggiare un percorso di guarigione da sintomi e malattie e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Visualizzazioni Guidate in Psicoterapia</h2>
<p>Le visualizzazioni (o meditazioni) guidate sono ormai usate in moltissimi ambiti, anche in psicoterapia. Per esempio, si possono usare per <strong>rilassamento guidato</strong>, per la <strong>riduzione dello stress </strong>(<em>tipico della mindfulness</em>), per rafforzare l’autostima e <strong>attivare nuovi modi di pensare</strong>.</p>
<p>Possono persino <strong>incoraggiare un percorso di guarigione</strong> da sintomi e malattie e aiutare a ridurre il dolore come testimoniano moltissimi autori, fra cui l’oncologo Carl Simonton. A questo proposito ho scritto il capitolo del libro “Le radici della spiritualità” che s’intitola “Spiritualità e salute”.</p>
<p>Potete trovare il libro sul sito<a href="https://ilmiolibro.kataweb.it" target="_blank" rel="noopener"> www.ilmiolibro.it</a> che contiene diversi testi di visualizzazioni di guarigione.</p>
<p>Proprio per farti sperimentare la loro efficacia, è a disposizione la mia meditazione guidata <em>“Respirare e ritrovarsi”</em> che aiuta a riprendere contatto con sé stessi e a sciogliere tensioni e paure. Incoraggia anche la reazione con il bambino interiore, una parte di noi che ha spesso bisogno di attenzioni e cure.</p>
<p>Eccola:</p>
<p>Guided visualizations and meditations can be used in so many ways! They can help to <strong>relax, overcome anxiety and stress, reduce pain, face difficult situations and events, even encourage self healing.</strong></p>
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		<title>Ansia, depressione e Hashimoto</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/ansia-depressione-hashimoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 12:36:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La tiroidite di Hashimoto è una forma di ipotiroidismo che secondo molti studiosi è estremamente diffusa ma che viene diagnosticata poco perchè di solito si misura solo il valore dell’ormone TSH, mentre ci sono almeno altri 4 valori che indicano in maniera approfondita il funzionamento della tiroide. Fra i sintomi ci sono: ansia, depressione e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/ansia-depressione-hashimoto/">Ansia, depressione e Hashimoto</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La tiroidite di Hashimoto</strong> è una forma di ipotiroidismo che secondo molti studiosi <strong>è estremamente diffusa ma che viene diagnosticata poco</strong> perchè di solito si misura solo il valore dell’ormone TSH, mentre ci sono almeno altri 4 valori che indicano in maniera approfondita il funzionamento della tiroide.</p>
<p>Fra i sintomi ci sono: <strong>ansia, depressione e attacchi di panico</strong>, capelli che cadono, viso e lingua gonfi, vertigini, spossatezza, poca lucidità, aumento di peso e difficoltà a perderlo, cisti ovariche e problematiche ginecologiche.</p>
<p>Le cause sono molteplici: dalle infiammazioni e infezioni alle carenze nutritive dovute al malassorbimento intestinale, dalle tossine ambientali allo stress malgestito.</p>
<p>La cosa interessante è che <strong>esistono metodi di cura naturali</strong> per la disintossicazione della tiroide ed il riequilibrio ormonale basati su un’<strong>alimentazione priva di cibi infiammanti</strong>, il riequilibrio delle <strong>vitamine D e B12</strong>, della ferretina e del magnesio e l’uso di <strong>tecniche di rilassamento</strong> quali le visualizzazioni guidate e lo yoga.</p>
<p>Per approfondire https://thyroidpharmacist.com</p>
<p>Hashimoto’s is increasingly widespread according to many health specialists. However it’s underdiagnosed because only the TSH hormone is tested while at least 4 other values are needed to see if the thyroid is functioning well.</p>
<p>Among symptoms: anxiety, depression and panic attacks, hair loss, swollen face and tongue, vertigo, exhaustion, brain fog, weight gain and difficulty losing it, ovarian cysts.</p>
<p>Causes are inflammation, infections, nutrient deficiency due to malabsorption, environmentral toxins and stress.</p>
<p>The good news is that there are many natural approaches to cure based on eliminating inflammatory foods, balancingvitamins D and B12, iron and magnesium as well as relaxation techniques such as meditation, visualization and yoga.</p>
<p>For futher info https://thyroidpharmacist.com<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2707" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/izabella.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/izabella.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/izabella-80x80.jpg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/izabella-36x36.jpg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/izabella-180x180.jpg 180w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/ansia-depressione-hashimoto/">Ansia, depressione e Hashimoto</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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