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	<title>radicamento Archivi &#187; Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</title>
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	<description>Psicoterapeuta Gestalt Torino</description>
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		<title>Il grounding è la risposta al trauma</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 14:41:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi. David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/">Il grounding è la risposta al trauma</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi.<br />
David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali e nemmeno l’interesse personale per scegliere di sostenere una psicoterapia. Il suo approccio al trattamento post- traumatico si rivolge in particolare a queste categorie di persone che portano il segno del trauma che hanno subito e hanno bisogno di trovare un modo per superarlo, per sopravvivere, e, infine, tornare a vivere.<br />
<strong>Il processo di superamento del trauma può essere considerato un processo in quattro fasi: esperienza, resistenza, sopravvivenza e superamento evolutivo. In questo processo è importante trovare un modo di superare gli esiti psicofisici che il trauma comporta e che possono riattivarsi in continuazione con flashback, sentimenti violenti di ansia e ritiro sociale</strong>.<br />
A partire dal lavoro corporeo e dalla risposta fisica espressa dalle vibrazioni e dai tremori tipici del lavoro corporeo bioenergetico, si può avere una abreazione del trauma dal punto di vista fisico.<br />
Questo processo di scarica e superamento fisico del trauma innesca poi anche un processo emotivo e cognitivo di liberazione dagli esiti dell’esperienza traumatica vissuta in un processo che può essere riassunto appunto nelle quattro fasi sopra delineate.</p>
<p><strong>Il benessere e il grounding</strong><br />
Noi, non diversamente da tutti gli altri organismi viventi, tendiamo a rispondere in maniera fisica alle circostanze ambientali in cui ci troviamo a vivere. Quando sperimentiamo una sensazione di benessere possiamo essere naturalmente radicati. In questo senso il grounding può essere definito come il senso di pace e sicurezza che sperimentiamo in tutto il corpo e che si accompagna ad una sensazione di un Sé sicuro e integrato, un senso di calma e di piena consapevolezza del momento presente. Il trauma riduce il nostro radicamento e per questa ragione dobbiamo lavorare per ristabilirlo.</p>
<p><strong>Il trauma e il grounding</strong><br />
Nel trauma è il nostro radicamento il primo aspetto che subisce una riduzione.<br />
Questo perché ogni organismo vivente ha dei meccanismi neurologici, fisiologici e anatomici che si attivano per proteggerci durante le esperienze traumatiche e che si esprimono attraverso una contrazione involontaria del nostro sistema miofasciale e riguarda sia i muscoli lunghi che i muscoli profondi. Questi stessi meccanismi ci permettono, oltre che la protezione primaria, anche il ristabilimento del nostro radicamento e di un senso di centratura rispetto a se stessi, dopo l’esperienza traumatica.<br />
<strong>Il trauma e le vibrazioni</strong></p>
<p>I tremori e le vibrazioni che vengono durante il lavoro corporeo bioenergetico sono uno dei meccanismi fisici che consentono il recupero post-traumatico.<br />
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<p><strong>Perché il corpo produce vibrazioni e tremori?</strong></p>
<p>Le vibrazioni sono il risultato della fascicolazione muscolare che permette alla muscolatura contratta di sciogliere il livello di tensione presente. Attraverso questo processo di fascicolazione, avviene uno scarico dell’energia che è rimasta trattenuta e noi possiamo riprendere il nostro radicamento a terra.</p>
<p><strong>Neurologia del grounding</strong></p>
<p>La neurologia si occupa di come il cervello processa la storia emotiva che il corpo vive. Il grounding neurologico nel cervello umano è il risultato di una efficace interfaccia tra il comportamento cognitivo e la regolazione del SNA.<br />
Una sana comunicazione tra le tre parti del cervello (tronco dell’encefalo che raccoglie l’imprinting del trauma, sistema limbico che raccoglie l’attivazione emotiva e la corteccia che esprime l’aspetto logico-cognitivo) permette l’emergere di sensazioni di comfort e di grounding.<br />
Bessel Van der Kolk afferma che “l’imprinting del trauma avviene nel tronco encefalico e non nella corteccia. Abbiamo perciò bisogno di un trattamento che si rivolga sia alla risposta del tronco encefalico che agli aspetti cognitivi”. Le vibrazioni bioenergetiche producono una risposta che si rivolge sia agli aspetti fisici che a quelli cognitivi.</p>
<p><strong>Le tre parti del cervello</strong><br />
Il tronco dell’encefalo è parte del SNA e questa ragione è indipendente dalla corteccia e non soggetto ad un controllo consapevole.<br />
Il sistema limbico – che raccoglie l’imprinting del trauma – è formato da amigdala, ippocampo, ipotalamo, talamo e mobilizza le emozioni e le azioni collegate alle emozioni. Lo scopo di questo sistema è di produrre una reazione di attacco/fuga o freezing superando il controllo esecutivo della corteccia. Per lavorare sul superamento delle emozioni connesse ad un evento traumatico non dobbiamo cercare di ricontattare la corteccia ma dobbiamo lavorare a livello del sistema limbico e del tronco dell’encefalo.<br />
Durante le esperienze stressanti il tronco dell’encefalo e il sistema limbico funzionano autonomamente dai lobi frontali della corteccia.<br />
Questo può condurre a comportamenti impulsivi, violenti, ad un aumento dell’ansia, della depressione, all’abuso di sostanze, a disturbi dell’apprendimento, e disordini collegati allo stress.</p>
<p><strong>I neuroni e il grounding</strong></p>
<p>Il nostro sistema nervoso comunica attraverso un circuito a due vie: top- down e bottom – up. Il trauma interrompe questa comunicazione. Questa comunicazione invece è mantenuta attraverso i neuroni afferenti ed efferenti. Il primo tipo di neuroni garantisce la comunicazione tra la periferia del corpo e il cervello, mentre il secondo tipo di neuroni garantisce il flusso di informazioni dal cervello al corpo. Questo circuito comunicativo completa il loop transcorticale. Questo flusso di informazioni nell’evento traumatico subisce una interruzione che, potremmo dire metaforicamente e non solo, separa il corpo dalla mente e interrompe il passaggio di informazioni a due vie interrompendo il loop transcorticale. Nel recupero del trauma è centrale partire da queste considerazioni e non partire dal coinvolgimento delle funzioni legate alla corteccia – ossia la narrazione e l’elaborazione cognitiva del trauma – ma farla precedere da un ristabilimento di questo circuito di comunicazione tra la mente e il corpo.<br />
Tremori e vibrazioni<br />
I tremori completano il loop transcorticale che è stato interrotto dal trauma, integrando automaticamente sia la ipoattivazione che la iperattivazione che possono rimanere dopo un trauma e ristabilendo la comunicazione a due vie di cui parlavamo poc’anzi.</p>
<p>I tremori neurogenici sono parte della memoria procedurale dell’animale. Il corpo li produce per completare il processo di scarica che è stato interrotto dal modello di risposta di attacco/fuga/freezing.</p>
<p>1. I tremori sono un modello riflessogeno contenuto nella memoria procedurale<br />
2. Sono l’arte della composizione genetica dell’organismo umano<br />
3. Sono genericamente basati sui processi di scarica dell‘organismo<br />
4. I tremori si estinguono automaticamente quando la risposta difensiva è completata.</p>
<p><strong>Gli esercizi di Berceli</strong><br />
Per lavorare sul corpo Berceli propone una specifica sequenza di esercizi che rilassa la muscolatura profonda dell’ileopsoas e ristabilisce, con una specifica progressione, il grounding. Nel corso della conferenza ha mostrato molti frammenti video di sessioni di lavoro corporeo che hanno permesso un ristabilimento di una qualità adeguata di vita a molte persone.</p>
<p>A cura di nicoletta cinotti</p>
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		<title>12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 12:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni. Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/">12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS</h2>
<p>Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni.</p>
<p><strong>Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni</strong>. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che significa che sono programmati a livello cerebrale per elaborare le informazioni in modo profondo e rispondere maggiormente al proprio ambiente. Ecco perché <strong>tendono ad essere molto in sintonia sia con le sensazioni fisiche (come i tessuti e i suoni), sia con le emozioni e gli stati d’animo degli altri. </strong></p>
<p><strong>Pensano profondamente, sentono fortemente e notano cose che agli altri sfuggono.</strong></p>
<p><em>Amare un PAS può essere mozzafiato, ma è anche un po&#8217; diverso da altri tipi di relazioni.</em></p>
<h3>1. Un PAS noterà (e sentirà) ciò che provi.</h3>
<p>Le persone altamente sensibili non possono fare a meno di cogliere i sottili segnali emotivi che spesso vengono lasciati inespressi: la tensione nella voce, il crollo delle spalle o l&#8217;improvviso rifiuto del contatto visivo.</p>
<p>I P.A.S. non lo fanno nemmeno consapevolmente; elaborano semplicemente i segnali e &#8220;assorbono&#8221; ciò che senti &#8211; e questo significa che lo sentono anche nei loro corpi. Il tuo stress è il loro stress e la tua rabbia repressa può diventare la loro preoccupazione notturna.</p>
<p>Può essere difficile, ma aiuta se sei disposto a parlare apertamente delle tue emozioni e, soprattutto, se hai buone capacità di ascolto.</p>
<p><strong>Quando i PAS possono parlare di ciò che sentono e sanno che vengono ascoltati e accettati, sapranno di avere un custode.</strong></p>
<h3>2. Concedi ai PAS un po’ più di tempo per adattarsi ai cambiamenti.</h3>
<p>Il cambiamento può essere difficile per chiunque, ma <strong>i PAS elaborano le cose più profondamente di altri</strong>.</p>
<p>Ciò significa che anche i cambiamenti positivi, come l’inizio di una nuova relazione, possono essere davvero travolgenti.</p>
<p>(Se hai mai visto qualcuno piangere a causa di una buona notizia, potrebbe essere stato un altamente sensibile.)</p>
<p>Di conseguenza, i P.A.S. affrontano le relazioni lentamente, soprattutto all&#8217;inizio. Non sorprenderti se un PAS ha bisogno di tempo per se stesso o all&#8217;inizio sembra &#8220;tiepido&#8221;. Sta facendo ciò che ha imparato di dover fare per proteggere il suo cuore (e il suo livello di stress).</p>
<h3>3. Valuta l’impatto emotivo dei film che proponi.</h3>
<p>Penso che sappiamo tutti che un film horror splatter non è sempre adatto, a meno che tu non conosca bene i gusti dell&#8217;altra persona.</p>
<p>Ma anche con i film più tradizionali, evita tutto ciò che potrebbe essere super violento o cruento (come la maggior parte dei film d&#8217;azione), perché i P.A.S. tendono a &#8220;sentire&#8221; il dolore e le emozioni di chi è sul grande schermo. Un po’ di suspense di buon gusto va bene, ma <strong>la violenza e la crudeltà spesso lasciano i PAS a metà tra il turbamento e la sopraffazione.</strong></p>
<div id="attachment_3179" style="width: 287px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3179" class="wp-image-3179 size-full" title="PAS Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-3.jpeg" alt="PAS Persone Altamente Sensibili" width="277" height="182" /><p id="caption-attachment-3179" class="wp-caption-text">PAS Persone Altamente Sensibili</p></div>
<h3>4. Non coglierlo di sorpresa</h3>
<p>Non è carino avvicinarsi di soppiatto a un PAS e spaventarlo. E no, non riderà dopo. Avrà bisogno di minuti (o più) per riprendersi.</p>
<h3>5. A volte rimarrai stupito dalle intuizioni delle persone altamente sensibili</h3>
<p>Le stesse qualità che rendono così difficile l’essere un PAS si traducono in un dono raro che diventa ancora più forte man mano che la vita va avanti. Incontrare un PAS significa che <strong>ogni tanto rimarrai stupefatto dalle loro intuizioni o dalla bellezza di qualcosa che creano</strong>, apparentemente dal nulla. Infatti, una volta che si fida veramente di te, condivide la sua genialità così come la sua vulnerabilità.</p>
<h3>6. Hanno bisogno di tempo da passare da soli</h3>
<p>Alcune persone altamente sensibili sono introverse. Alcuni sono estroversi. Ma tutti, anche i più socievoli e chiacchieroni, <strong>a volte hanno bisogno di scomparire e di essere lasciati soli</strong>. Questo perché la stimolazione di ogni tipo, sociale o di altro tipo, può rapidamente sopraffare i sensi di un PAS il quale ha bisogno di tempo senza stimolazione affinchè ciò passi.</p>
<p>Se vivete insieme a un PAS, potrebbe aver bisogno di una stanza solo sua e chiederti di non entrare mai. Se vivete separati, potrebbe capitare che scompaia per alcuni giorni (o un pomeriggio) per meditare.</p>
<p>Se vuoi che il PAS ti avvisi quando deve farlo, in modo che tu sappia cosa sta succedendo, dovrai rispettarlo e non interrompere il suo tempo da trascorrere da solo quando ne ha bisogno.</p>
<h3>7. Le persone altamente sensibili amano essere coinvolti a un livello più profondo.</h3>
<p><strong>Le persone altamente sensibili elaborano le cose in profondità, quindi di solito pensano alle grandi cose della vita</strong>. Potrebbe trattarsi di qualcosa di personale come il modo in cui funzionerà un&#8217;amicizia, o cosmico come il futuro dell&#8217;umanità. In ogni caso, i P.A.S. vogliono andare rapidamente oltre le chiacchiere superficiali. Abbi una mentalità aperta e la volontà di parlare di argomenti importanti.</p>
<h3>8. Sanno che la maggior parte delle persone non li capisce.</h3>
<p><strong>Solo circa il 20% della popolazione è P.A.S.</strong> E gran parte del restante 80% non ha mai nemmeno sentito parlare di alta sensibilità.</p>
<p>Di conseguenza, <strong>i P.A.S.</strong> non solo si sentono incompresi, ma sono anche incompresi. E sono abituati al modo in cui la maggior parte delle persone gestisce la situazione: evitando di ascoltarli, assegnandogli uno stereotipo o semplicemente dicendo loro che c&#8217;è qualcosa che non va in loro.</p>
<div id="attachment_3181" style="width: 235px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3181" class="wp-image-3181 size-full" title="Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg" alt="Persone Altamente Sensibili" width="225" height="225" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg 225w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-80x80.jpeg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-36x36.jpeg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-180x180.jpeg 180w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-3181" class="wp-caption-text">Persone Altamente Sensibili</p></div>
<p>Se adotti un approccio diverso, come ascoltare apertamente e cercare di comprendere le loro esperienze, ti distinguerai. E ti ameranno per questo.</p>
<p>9. Non utilizzare mai queste due etichette.</p>
<h3><strong>I P.A.S. sono stufi di sentirsi dire che sono “troppo sensibili” o addirittura “timidi”</strong></h3>
<p>Se stai per usare queste parole, non farlo. Dai loro tempo o lascia che ti dicano come si sentono.</p>
<p>La tua persona altamente sensibile apprezzerà che tu abbia speso del tempo per capirla.</p>
<h3>10. Il loro ambiente li influenza.</h3>
<p>A tutti noi piacciono alcuni tipi di ambienti più di altri. Ma il sistema di un PAS impiega molta più energia nell’elaborazione dei segnali che li circonda, siano essi rumore, luce, attività o presenza di altre persone. Ciò significa che anche uno spazio moderatamente “occupato” può rapidamente diventare divorante per il sistema di un PAS, che potrebbe dover andarsene o essere sopraffatto e collassare.</p>
<p>Per il partner di un PAS, ciò significa rispettare tre semplici regole:</p>
<ul>
<li><strong>pensa se il PAS apprezzerà un ambiente prima di fare un piano; </strong></li>
<li><strong>avvisalo in anticipo se un luogo sarà rumoroso o affollato; </strong></li>
<li><strong>e sii comprensivo e solidale se dice che vuole andarsene, anche se si stava divertendo solo pochi minuti prima.</strong></li>
</ul>
<h3>11. Niente costa più del conflitto.</h3>
<p>A molte persone non piace il conflitto. Per i PAS, tuttavia, è ancora di più: <strong>il conflitto è una delle principali fonti di sopraffazione. Infatti spesso richiede risposte rapide e decise, e questo porta loro sia un sovraccarico sensoriale che un sovraccarico emotivo. Questo diventa insostenibile </strong>per gli altamente sensibili.</p>
<p>Molti P.A.S. cercano di evitare i conflitti facendo di tutto per rendere felice il proprio partner. Questo può diventare un problema se non parlano apertamente dei propri bisogni. Se frequenti un PAS, sii consapevole di questa tendenza; aiutalo a sentirsi sicuro di esprimere la propria opinione e cercate insieme modi per gestire delicatamente il conflitto. Ancora una volta, le capacità di ascolto e la creazione di uno spazio sicuro per una discussione onesta e senza urla sono di grande aiuto.</p>
<h3>12. Niente è più importante per un PAS dell&#8217;essere accettato</h3>
<p>La maggior parte dei PAS ha avuto una lunga lista di amici e/o corteggiatori che hanno subito visto la loro creatività, sensibilità e capacità percettiva e hanno detto: “Lo adoro. È affascinante”. Ma queste stesse persone non si sono mai prese il tempo di dire: “Accetto e amo anche la parte che ha dei bisogni, la parte che deve elaborare, la parte che sente le cose così profondamente, la parte che è scomoda quando viene sopraffatta”.</p>
<p>Questi due lati fanno parte di un unico pacchetto. Nessun PAS può avere l&#8217;uno senza l&#8217;altro. E ogni PAS impara a evitare le persone che ne vogliono solo la metà.</p>
<p><strong>Se riesci a prenderti il tempo per ascoltare e accettare un PAS – per tutto il suo essere – ti amerà più profondamente di quanto tu non sia mai stato amato prima. E se riesce a fidarsi di te quando è sopraffatto, saprà di aver trovato l’anima gemella</strong>.</p>
<p>Liberamente tratto da <a href="https://www.paspeople.com" target="_blank" rel="noopener">www.paspeople.com</a></p>
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		<title>Come difendersi dai narcisisti</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 16:43:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Strategie psicologiche per recuperare potere su di sé Che cosa significa “difendersi dai narcisisti” Oggi voglio spiegare come difendersi dai narcisisti. In modo che non possano scatenarvi, attirarvi, manipolarvi o continuare a farvi del male. Forse non pensate che sia possibile, ma vi assicuro che è così. I narcisisti possono ingannare chiunque? Quanto sarete paranoici [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/">Come difendersi dai narcisisti</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Strategie psicologiche per recuperare potere su di sé</h2>
<h3>Che cosa significa “difendersi dai narcisisti”</h3>
<p>Oggi voglio spiegare come difendersi dai narcisisti. In modo che non possano scatenarvi, attirarvi, manipolarvi o continuare a farvi del male. Forse non pensate che sia possibile, ma vi assicuro che è così.</p>
<h2>I narcisisti possono ingannare chiunque?</h2>
<p>Quanto sarete paranoici se cercherete costantemente di valutare se ogni persona che incontrate è un narcisista o meno? Come mai questo vi permette di essere felici, di avere potere e di essere voi stessi? Non lo fa.</p>
<p>Inoltre, un narcisista non entra nella vostra vita indossando una maglietta con scritto: “Attenzione, sono un narcisista”. Piuttosto, <strong>si presentano come persone incredibilmente fantastiche</strong>. Esattamente la persona che stavate aspettando, la risposta alle vostre preghiere, che si tratti di affari o di un’amicizia o di un nuovo vicino di casa, di un terapeuta o di chiunque altro, in realtà. E, naturalmente, un potenziale partner amoroso.</p>
<h2>Le strategie principali per difendersi dai narcisiti</h2>
<h3>Non importa quello che le persone dicono e fanno</h3>
<p>Non le conoscete ancora, non c’è modo di sapere immediatamente se sono narcisiste o meno. Ci vuole tempo.</p>
<h3>La vostra immunità ai narcisisti non ha nulla a che fare con il tentativo di capire chi è una persona</h3>
<p>Piuttosto, ha tutto a che fare con il fatto che vi appoggiate in modo sano a voi stessi, sapendo come non fidarvi ciecamente o precipitarvi in un capriccio emotivo perché vi sentite bisognosi. Non fatelo troppo in fretta.</p>
<p>Inoltre, si tratta di prendersi il tempo necessario per verificare le persone a un ritmo maturo e ragionevole. Si tratta di mettere i puntini sulle “i” e le “t” prima di lanciarsi in contratti o in cose che potrebbero mettere in pericolo la vostra vita. <strong>Prendetevi il vostro tempo.</strong></p>
<p>Non credo in alcun modo che si possano armare le persone per individuare i narcisisti e non vivo la mia vita in questo modo. La vera protezione e il vero empowerment sono una svolta di 180 gradi rispetto a questa filosofia.</p>
<p>Ecco cosa incarna Melanie: sentirsi fiduciosa, radiosa, potente ed espansiva: “Sono libera di essere me stessa. Sono in grado di mettermi in gioco indipendentemente da ciò che gli altri fanno o non fanno e di creare in modo sano relazioni personali, cose che mi interessano, hobby e attività commerciali, senza la paura di chi incontrerò lungo la strada, narcisista o meno”. Questo è ciò che insegna.</p>
<h2>Diferdersi dai Narcisiti dipende dalla nostra Forxza Vitale</h2>
<h3>Capire che diventare immuni ai narcisisti dipende completamente, e non lo sottolineerò mai abbastanza, da quanto bene avete recuperato e ripreso la vostra Forza Vitale dai narcisisti che vi hanno già traumatizzato nella vostra vita.</h3>
<p>L’immunità narcisistica nel futuro è fortemente ostacolata o del tutto impossibile finché non avrete fatto questo. Diventare immuni a ciò che i narcisisti hanno fatto, a tutti i livelli del vostro essere – emotivo, mentale, spirituale e finanziario – indipendentemente dal fatto che siate connessi a loro o meno fisicamente, significa superarlo e guarire veramente da esso.</p>
<p>Questa è l’immunità, è la vera indicazione di come ve la caverete contro i narcisisti nel vostro futuro.</p>
<p>Una volta, Melanie era ancora così invischiata nell’ossessione, nel dolore e nel danno del trauma dell’abuso narcisistico, anche dopo la fine della relazione, che non poteva nemmeno uscire dalla porta di casa per andare a fare la spesa.</p>
<p>Come è avvenuto il passaggio all’immunità narcisistica?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-3600" title="Imparare a Gestire Narcisisti" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/imparare-a-gestire-narcisisti.jpg" alt="Imparare a Gestire Narcisisti" width="600" height="315" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Non aspettare di essere salvati</h2>
<p>Cominciamo con il primo punto: non aspettate di essere salvati, questo è molto importante per la vostra immunità. Non importa quanto vi sentiate distrutti in questo momento, sia che siate ancora in una relazione o che ne siate usciti, voglio che sappiate che, come adulti nel vostro corpo, dovete accettare il fatto che nessuno verrà a salvarvi. E non può farlo. <strong>Dovete essere voi stessi a salvarvi.</strong></p>
<p>In passato, quando cercavamo di difenderci da un narcisista, volevamo ottenere un aiuto esterno, come la nostra famiglia o i nostri amici che parlavano con il narcisista e lo facevano ragionare. O magari che il narcisista venisse chiamato a rispondere delle sue azioni dalle autorità o da uno psicologo.</p>
<p>Una volta ho provato a farlo anch’io, ma ho scoperto che queste persone si sono invece schierate dalla parte del narcisista e mi hanno mostrato ancora di più come io non fossi ancora il mio salvatore e come dovessi esserlo.</p>
<p>Forse, come me stessa prima, volevi incontrare qualcuno di forte che ti proteggesse dai narcisisti. Tuttavia, invece di trovare una roccia che ci proteggesse, abbiamo ricevuto altri martelli: persone narcisiste che ci hanno mostrato come non eravamo ancora guariti e non avevamo iniziato a prenderci cura di noi stessi.</p>
<p>O forse, come è successo anche a me, speri solo che un giorno qualcuno vi dia qualcosa, una vincita o il suo amore o che succeda qualcosa, come vincere al lotto e riavere tutto quello che avete perso… qualcosa che porti via il dolore.</p>
<p>Voglio che sappiate che quando guarirete, e riuscirete a creare una relazione forte, potente e sana dentro di voi, non solo sarete immuni dai narcisisti, ma inizierà ad affluire nella vostra vita anche un sostegno genuino, che riflette il modo in cui ora siete partner, amate e sostenete voi stessi. Ecco come funziona.</p>
<p><strong>L’immunità ai narcisisti deve partire dall’interno</strong>. Le persone possono guidarvi e mostrarvi come creare questo rapporto con voi stessi – come il viaggio con Melanie e NARP (Narcissistic Abuse Recovery Program) – ma non possono farlo per voi.</p>
<p>Un mantra potente per questo è: “Guarendo me, guarisco la mia Anima e il mio spirito e il mio rapporto con me stesso e quindi tutto il mio potenziale di relazioni sane con me stesso, la vita e gli altri”. E così è”.</p>
<h2>Imparare a non compiacere il narcisista</h2>
<p>Il punto numero due per creare la vostra immunità narcisistica è: non acconsentire. I narcisisti richiedono la vostra impotenza. Si tratta di controllo, superiorità e dominio.</p>
<p>Che si tratti di un amico, di un familiare, di un capo o di un partner amoroso narcisista con il quale state cercando di rompere o con il quale avete dei problemi, sappiate che non è possibile sottrarsi alla tirannia con l’acquiescenza.</p>
<p>Potreste pensare che questa persona vi lascerà in pace, o sarà più gentile, o rispetterà la sua parte dell’accordo se gli darete ciò che vuole. Negativo. <strong>Più si dà, più la persona si accanisce su di voi,</strong> mentre vi sottrae denaro. State concedendo a questa persona il permesso di abusare di voi, di minacciarvi e di sfruttarvi. E so che potreste essere terrorizzati dal fatto che se dite di no, tutto potrebbe degenerare. In questo video vi spiegherò perché non è così.</p>
<p>Con i narcisisti esistenti o con quelli che entreranno nella vostra vita in futuro, se si tratta di persone tossiche che non vi convalidano, o che mentono, sfruttano, abusano e vi sminuiscono, o da cui vi sentite confusi o influenzati in modo tossico, allora i vostri confini devono essere il No Contact o il Modified Contact. <strong>E onorare ciò che è sano, sicuro e corretto per voi</strong>.</p>
<p>Per fare questo, è meglio che vi esprimiate meno, ad esempio allontanandovi. Ma prima di tutto, potete provare a dire: “Questo è ciò che accetto. Questo è ciò che non accetto”. Non bisogna fare la morale, spiegare o prescrivere. Il narcisista non ha bisogno di capire i vostri limiti e non li capirà. Non saranno d’accordo con loro. <strong>Siete solo voi a doverli accettare</strong>.</p>
<p><strong>La reazione del narcisista è irrilevante</strong>. Il narcisista odia i confini perché non può controllarvi se li avete. Se avete comunicazioni e piani elaborati da terzi e confini creati legalmente o attraverso ordini di intervento e se tutte le conversazioni passano attraverso canali responsabili, allora tutto questo è a vostro favore.</p>
<p>Un mantra potente che vi aiuterà a sentire nel vostro corpo la verità di ciò che sto dicendo è: “<strong>Resterò fedele ai miei diritti, ai miei valori e alla mia verità, indipendentemente da ciò che state o non state cercando di fare. Ciò che è reale e vero per me resta in piedi</strong>”. Questo è un passo potente per l’ immunità narcisistica.</p>
<h2>Affamare il narcisista di tutte le vostre emozioni</h2>
<p>Ok, il punto numero tre è: affamare il narcisista di tutte le vostre emozioni. E ancora una volta, meno è meglio.</p>
<p>Quando si ha a che fare con un narcisista, soprattutto dal punto di vista emotivo, si parla di “roccia grigia” (forse ne avete sentito parlare), ovvero le risposte che date sono a monosillabi senza alcuna emozione.</p>
<p><strong>I narcisisti amano nutrirsi delle vostre reazioni emotive perché cercano di innescarle e di farvi deragliare emotivamente</strong>. Poi possono ribaltare il copione e usarlo per sovvertire ciò che stanno facendo e far credere che siate voi quelli cattivi e sbagliati, in modo da potervi punire, manipolare e continuare a sfruttarvi.</p>
<p>Se non gli date nulla dal punto di vista emotivo e, meglio ancora, se siete alle prese con un narcisista dal punto di vista legale, usate solo comunicazioni di fatto da parte di terzi. Questo accade se avete questioni legali in sospeso e il narcisista sa di non avere alcun potere su di voi perché il bisogno di superiorità e di rifornimento narcisistico di cui ha bisogno per continuare ad attaccarvi si sta esaurendo – viene tagliato, spezzato.</p>
<p><strong>Senza la vostra energia emotiva, il narcisista deve trovare un’alimentazione altrove.</strong> Inoltre, un ulteriore e potente consiglio con la roccia grigia è quello di fare tutte le affermazioni su di voi e non sul narcisista. Ignorate quindi le sue accuse, le sue minacce e i suoi comportamenti insensati e cattivi. Non fatelo nemmeno notare. Non discutete nemmeno e dite semplicemente: “Questo è ciò che accetto. Questo è ciò che non accetto”.</p>
<p>E usate altre affermazioni come: “Le mie decisioni sono mie. Mi interessa solo quello che penso io, non quello che fai tu. Non ho altro da dire”, ecc. Non concedete nulla e fate in modo che tutto sia incentrato sulla vostra verità.</p>
<p>Un mantra meraviglioso per sentire il potere delle possibilità della roccia grigia è questo: “<strong>Conosco la mia verità e non ti passo più nessun proiettile con cui spararm</strong>i”. Questo vi aiuta davvero a riprendere il vostro potere.</p>
<h2>Concentrarsi completamente su sé stessi</h2>
<p>Con il numero quattro togliete l’attenzione dal narcisista e la mettete completamente su di voi: ora stiamo andando ancora più in là, fino a farvi riprendere il vostro potere interiore.</p>
<p>L’immunità a un narcisista non è un lavoro esterno, ma inizia dall’interno. Quando cercate di pensare a ciò che è successo e a ciò che il narcisista sta pensando o facendo per cercare di ottenere sollievo, non vi dà sollievo, anzi, vi fa sentire orribili.</p>
<p>Avete notato che il vostro sistema nervoso e le vostre emozioni sono terrorizzate, confuse, innescate e vi tengono bloccati nel trauma quando lo fate? Ripetendo le scene nella vostra mente senza una chiusura o un passaggio interno incarnato verso la pace e il sollievo, che la maggior parte delle persone non riesce logicamente a ottenere, per quanto ne parli o faccia ricerche sul narcisismo, vi state continuamente riprendendo le stesse ferite con cui il narcisista vi ha ferito. Questo vi lega emotivamente al narcisista.</p>
<p>Non siete assolutamente immuni. Ciò significa che siete davvero inclini a rimanere bloccati nell’ossessione e ad attirare in voi altri futuri narcisisti, perché state vibrando nel trauma dei narcisisti.</p>
<p>La composizione interna e la ripetizione dei traumi ne porta altri nella vostra vita. È così che funziona. È una semplice legge quantistica, che è così dentro così fuori, il che significa che ciò che accade dentro di noi è ciò che attiriamo e a cui partecipiamo fuori di noi.</p>
<p><strong>Staccarsi dal pensiero del narcisista e connettersi con voi, con il vostro Essere Interiore, convalidando, sostenendo e curando voi stessi, facendo in modo che tutto sia incentrato su di voi e sulla vostra guarigione da questa situazione, inizia a darvi un rapido sollievo</strong>.</p>
<p>Un bellissimo mantra è questo: “<strong>Ti lascio andare e dedico il mio cuore, la mia mente e il mio spirito alla missione più importante che ho: guarire me</strong>”. È così bello quando lo fai.</p>
<p>Ora, il Modulo Uno (guarire il dolore del momento) della NARP è un processo meraviglioso per bypassare la mente ossessiva e vi aiuta a connettere il vostro Essere Interiore con l’amore. Questo processo ha inizio.</p>
<h2>Lasciar andare non significa arrendersi</h2>
<p>La nostra natura umana è quella di rimanere connessi e di reagire, perché stiamo cercando di vincere, di ottenere responsabilità, rivendicazione e forse qualche risarcimento.</p>
<p>Naturalmente, i narcisisti prosperano grazie a questo: i vostri stimoli, l’energia emotiva e l’attenzione fanno direttamente il gioco del narcisista. Loro non hanno la capacità o il desiderio di essere responsabili. Semplicemente non lo faranno. Non hanno intenzione di fare ammenda o di concedervi ciò che è decente o ciò che volete, né di riconoscere voi o ciò che vi hanno fatto. La loro unica intenzione è continuare a succhiare voi e le vostre risorse. Secondo loro, sono la vittima e meritano tutto ciò che possono ottenere.</p>
<p>Se vi aggrappate al bisogno che il narcisista “lo capisca” e cercate di forzarlo, non solo riceverete altri abusi, ma non riuscirete a raggiungere l’immunità narcisistica. E continuerete a sperimentare persone che vi fanno del male in futuro, che cercherete di ritenere responsabili, ma non lo saranno: continuerà lo stesso schema.</p>
<p>So che può sembrare controintuitivo: “Dovrei resistere, essere forte e ottenere la mia vendetta. Dovrei fargli capire cosa hanno fatto”. Ma sappiate che il narcisista cerca solo il controllo e l’attenzione. Se vi lasciate andare e lasciate che la vita e le conseguenze responsabilizzino questa persona e si prendano cura di voi, allora questo è l’insulto definitivo per un narcisista. Odiano diventare irrilevanti per voi. E poi vi liberate, vi riprendete la vostra anima, la vostra sanità mentale, la vostra forza vitale e il vostro futuro e il narcisista perde ogni potere su di voi.</p>
<p>Un mantra potente per questo è: “<strong>Mi riprendo il mio potere lasciandoti andare. Sto creando una relazione sana e potente con me stesso e con la mia vita reale. Ora sei insignificante per me</strong>”.</p>
<p>Tutti i Moduli di guarigione della NARP vi aiutano dall’interno a realizzare questo processo di distacco e inizierete a riempirvi della vostra Forza Vitale e del vostro potere.</p>
<h2>Chiedere al narcisista di rendere conto del suo operato</h2>
<p>Diamo un’occhiata a questo punto: è l’ultimo e riguarda il ritenere il narcisista responsabile e voi potreste dire: “Aspetta, stavi solo dicendo di lasciarlo andare e che non sono destinato a ritenerlo responsabile, ora stai dicendo di ritenerlo responsabile”.</p>
<p>Una cosa certa che dovete capire è che <strong>non si può convincere un narcisista a fare il bravo, non si può ragionare con lui e non si può contrattare</strong> con lui. Vogliono il vostro dolore, vogliono mantenere il controllo e continuare a farvi del male. Non vogliono assolutamente collaborare.</p>
<p>Questo è il motivo per cui la maggior parte dei problemi si trascina per anni, se non per decenni, se il narcisista vi ha coinvolto in proprietà, figli o altro. Il narcisista non vuole che la questione venga risolta. Vuole che siate svuotati per tutto il tempo, che vi tagliuzziate e che prendiate tutto quello che potete per tutto il tempo sperando che: “Beh, forse faranno la cosa giusta, o forse li sto massaggiando per arrivare a una risoluzione”.</p>
<p>Quello che stanno facendo è svuotarvi e vogliono che capitoliate. Vogliono che gli consegniate tutto quando non c’è più nulla di voi con cui andare avanti. È a questo che stanno lavorando.</p>
<p>L<strong>’unico modo per uscirne è passare all’offensiva, prendere in mano la situazione e andare in tribunale. Ora, gli ingredienti chiave necessari per farlo sono l’antipaura, l’anti-dolore e, naturalmente, l’anti-senso di colpa.</strong></p>
<p>Quando siete calmi, siete nel vostro centro e state camminando con i fatti su una linea retta e potente, dopo aver creato dei confini rigidi con il narcisista che non può più accedere alla vostra energia e continuare a succhiarvi e sfruttarvi, il narcisista cercherà di colpire duramente.</p>
<p>Di solito cercherà di fare qualcosa di ridicolo, qualche minaccia, qualche bugia, qualche processo. Se vi limitate a rimanere nella vostra verità, senza essere turbati, senza dispiacervi per il narcisista, ignorando la spazzatura, non dategli alcuna energia, non cercate nemmeno di difenderlo, andate avanti con il vostro corso e la verità. Le loro bugie vengono smascherate. Le loro richieste folli e troppo alte si sgretolano e loro perdono. Lo vediamo accadere continuamente nella nostra comunità di membri NARP.</p>
<p>Di solito, i narcisisti a questo punto capitolano e vi consegnano ciò che volete solo per togliersi dalle vostre energie e dalla vostra vita. L’omino o la donnina dietro il sipario è stato smascherato come un piccolo bullo vittimizzato che usa giochi emotivi e bugie per indurvi alla paura, al dolore e a sentirvi piccoli e impotenti. Quando non funziona, viene smascherato.</p>
<p>Non è possibile cambiare ciò che il narcisista sta per fare, perché più o meno tutti lo fanno. Ma se cambiate voi stessi profondamente ed emotivamente all’interno, sarete piacevolmente sorpresi da quanto diventerete indifferenti e inoffensivi e da come tutto inizierà a svelarsi per il narcisista perché avete scoperto il suo bluff. Avete seguito la vostra strada. Non avete capitolato. Non hai ceduto. Non avete avuto paura. Sei stato semplicemente te stesso con forza. Non sono all’altezza di questo.</p>
<p>Un mantra potente per aiutarvi è: “Quando sto nella mia luce, nel mio potere e nella mia verità senza paura, i vostri giochi, le vostre bugie e le vostre tenebre si svelano per tutti. La mia luce è più potente, sempre”. Che mantra potente. È così vero.</p>
<p>Il Modulo Otto della NARP è la forza che permette di ottenere vittorie in tribunale, in custodia e di ogni tipo.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>In origine Melanie volevo parlare dell’impermeabilità ai narcisisti che potreste incontrare in futuro. Tuttavia, so che molti di voi hanno bisogno di aiuto per diventare impermeabili ai narcisisti ora, per ripulire veramente i vostri traumi passati con i narcisisti, in modo da poter andare avanti in una vera immunità narcisistica in futuro.</p>
<p>Spero di avervi aiutato a capire che, <strong>crescendo attraverso ciò che vi è successo piuttosto che attraversandolo, la vostra vita sarà molto più sicura, capace e gioiosamente espansiva di quanto non sia mai stata.</strong></p>
<p>Inoltre, sarete in contatto con il vostro potere personale e potrete vedere chi sono veramente le persone in base alle loro azioni reali, alla loro storia e a come sono le loro vite. E non solo ascoltare le loro parole o ciò che fingono di essere in quel momento.</p>
<p>Farete domande, parlerete se qualcosa non vi convince e direte “basta” se qualcuno inizia a trattarvi in modo abusivo. Non avrete bisogno di cercare di cambiare le persone maltrattanti e di farvi capire per avere una vita felice. Sarete in grado di sostenere voi stessi piuttosto che cercare di farvi capire e sostenere da una specifica persona tossica.</p>
<p>Questa è la missione di vita di Melanie, per realizzarti come ha fatto lei e come migliaia di altre persone, in modo che possiate intraprendere questo viaggio e iniziare a godere del vostro vero io e della vostra vera vita.</p>
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<p>To get started, let’s look at the usual belief about being immune to narcissists. Most people think that you can’t be. I see it in narcissistic abuse circles all the time, how apparently narcissists can trick anybody and that the only way that you could ever hope to protect yourself is to learn everything you can about them.</p>
<p>Truly, I find this so self-defeating. Let me explain why.</p>
<p><strong>Can Narcissists Trick Anybody?</strong></p>
<p>How paranoid will you be if you are constantly trying to assess whether every person you meet is a narcissist or not? How on earth does that allow you to be happy and empowered and yourself? It doesn’t.</p>
<p>Also, a narcissist doesn’t come into your life wearing a T-shirt saying, “Beware, I’m a narcissist.” Rather, they show up as incredibly awesome people. Exactly who you’ve been waiting for, the answer to your prayers, whether it be in business or a friendship or a new neighbour, a therapist, anybody at all, really. And of course, a potential love partner.</p>
<p>I’m passionate about teaching you the following three things.</p>
<p>Number one – no matter what people say and do you don’t know them yet, there is no way to know immediately whether or not they’re a narcissist. It takes time.</p>
<p>Number two – your immunity to narcissists has nothing to do with you trying to work out who somebody is. Rather, it has everything to do with you healthily backing yourself, knowing how not to trust blindly or rushing in on an emotional whim because you’re feeling needy. Do not do that too fast.</p>
<p>Also, it’s about taking your time with healthy boundariesto ascertain people at a mature, reasonable pace and dotting your I’s and crossing your T’s before you jump into any contracts or anything that could be life-threatening to you. Take your time.</p>
<p>I don’t believe in any shape or form in arming people to spot narcissists and I don’t live my life like that in any way at all. True protection and empowerment is a 180 degree turn away from that philosophy.</p>
<p>Here’s what I embody: feeling confident, radiant, empowered, and expansive, “I’m free to be myself. I’m able to put myself out there regardless of what anybody else is or isn’t doing and healthily create personal relationships, things that I’m interested in, hobbies and businesses, without the fear of who I’m going to meet along the way, narcissist or not.” This is what I teach.</p>
<p>Number three – which is even more vital than the first two points – to understand that becoming immune to narcissists completely depends on, and I can’t stress this enough, how well you’ve recovered and taken your Life Force backfrom the narcissists in your life that have already traumatized you.</p>
<p>Narcissistic immunity in your future is either severely stunted or completely impossible until you’ve done this. By becoming immune to what those narcissists have done, on all levels of your Being – emotional, mental, spiritual, and financial – whether you are connected to them or not physically, means overcoming it and truly healing from it.</p>
<p>That’s the immunity, it’s the true indication of how well you’re going to fare against narcissists in your future. And I hope as we go through this video you’ll understand that.</p>
<p>Once upon a time, I was still so enmeshed in the obsession, pain and damage of the trauma of narcissistic abuse, even after the relationship was over, that I couldn’t even leave my front door to go grocery shopping.</p>
<p>So how did my shift into narcissistic immunityhappen?</p>
<p>Number One – Don’t Wait To Be Rescued</p>
<p>Let’s start with my first point – don’t wait to be rescued – this is so important for your immunity.</p>
<p>No matter how broken you feel right now whether you’re still in the relationship or you’re out of it, I really want you to know that as an adult in your body there has to be a level of acceptancethat no one’s coming to rescue you. And they can’t. You have to be your own saviour.</p>
<p>In the past when we were trying to be immune to a narcissist we wanted to get outside help, such as our family or friends talking to the narcissist and making them see sense. Or maybe the narcissist being held accountable by authorities or a psychologist.</p>
<p>Once upon a time, I tried to do this as well, but what I found is these people instead sided with the narcissist and they showed me even more how I wasn’t as yet being my own saviour and how I needed to be.</p>
<p>Maybe, like my previous self, you wanted to meet somebody strong to protect you from narcissists. Yet, rather than get a rock who protected us, we got more hammers – narcissistic people showing us how we hadn’t yet healedand started taking care of ourselves.</p>
<p>Or maybe, like I also did, you just hope that somebody one day is going to hand you something, a windfall or their love or something’s going to happen, like you win lotto and get everything you lost back … something that’s going to take away the pain.</p>
<p>I want you to know this, when you heal, which is the Thriver way, and you can create a strong, empowered, and healthy relationship within yourself, not only will you be immune to narcissists, but genuine support will also start streaming into your life, which reflects how you now partner, love and support yourself. And that’s how it works.</p>
<p>Narcissistic immunity must start from within. People can guide you and show you how to create this relationship with yourself – such as the journey with me and my incredible team as a Narcissistic Abuse Recovery Program (NARP)member – but they can’t do it for you.</p>
<p>A powerful mantra for this is, “By healing me, I heal my Soul and spirit and my relationship with myself and therefore my entire potential for healthy relationships with myself, life and others. And so it is.”</p>
<p>Number Two – Don’t Acquiesce</p>
<p>Point number two in creating your narcissistic immunity is – don’t acquiesce. Narcissists require your powerlessness. It’s all about control, superiority, and dominance.</p>
<p>Whether this person is in your life as a friend, a family member, a boss, or a narcissistic love partner who you’re trying to break up with or you’re having problems with, please know you can’t acquiesce your way out of tyranny.</p>
<p>You may think this person will leave you alone, or be kinder, or uphold their end of the bargain if you give them what they want. Negative. The more you give, the more they go in foras they’re siphoning you out. You are granting this person permission to abuse you, mine you and exploit you. And I know that you may be terrified that if you say no, then it could all escalate. Further in this video, I’m going to explain to you why this is not the case.</p>
<p>With existing narcissists or ones that come into your life in the future, if they are toxic people who don’t validate you; or who lie, exploit, abuse and demean you; or who you feel confused or toxically affected by; then your boundaries have to be No Contact or Modified Contact. And the honouring of what is healthy, safe, and sound for you.</p>
<p>To do this, the less expressed is best, such as pulling away. But first of all, you can try and say, “This is what I will accept. This is what I won’t accept.” No lecturing, explaining or prescribing. The narcissist doesn’t need to understand your boundaries and they won’t. They won’t agree with them. It’s only you who needs to agree with it.</p>
<p>The narcissist’s reaction is irrelevant. The narcissist hates boundaries because they can’t control you if you have them. If you have third party communications and plans drawn up and boundaries created legally or through intervention orders and all conversations go through accountable channels, then this all stands in your favour.</p>
<p>A powerful mantra to help you feel the truth of what I’m saying in your body is, “I am going to stand in my rights, values, and truth, regardless of what you are or aren’t trying to do. What is real and true for me stands.” This is a powerful step for your narcissistic immunity.</p>
<p>Number Three – Starve The Narcissist Of All Of Your Emotions</p>
<p>Okay, point number three is starve the narcissist of all of your emotions. And again, less is best.</p>
<p>When dealing with narcissists, especially emotionally, this is known as grey rock, you may have heard about it, meaning that any answers or responses that you give are in monosyllables without any emotions.</p>
<p>Narcissists love to feed off your emotional reactions because they’re seeking to trigger you and emotionally derail you. Then they can flip the script and use this to subvert what they’re doing and make out that you are the bad and the wrong one so that they can punish, manipulate you and to continue to exploit you.</p>
<p>If you give them nothing emotionally, and even better, if you are really in the throes with a narcissist legally, then use just factual third party communications. This is if you have unfinished legal business and the narcissist then knows they have no power over you because the need for superiorityand narcissistic supply that they need from you to keep attacking you is dwindling – it’s being cut off, snapped off.</p>
<p>Without your emotional energy, the narcissist has to get a feed elsewhere. Also, an added powerful tip with grey rock is to make all of the statements about you and not the narcissist. So ignore their insane and nasty accusations, threats, and behaviour. Don’t even point it out. Don’t even argue with it and just say, “This is what I will agree to. This is what I won’t agree to.”</p>
<p>And use other statements like, “My decisions are my own. I only care what I think, not what you do. I have nothing more to say,” etc. Just give them nothing and make it all about your truth.</p>
<p>A wonderful mantra to feel the power of grey rock possibilities is this, “I know my truth and I no longer hand you any bullets to shoot me with.” This really helps you take your power back.</p>
<p>Number Four – Put Your Focus Fully On Yourself</p>
<p>So, with number four, take your focus off the narcissist and put it fully onto you – we are taking it even further now, to you taking your inner power back.</p>
<p>Immunity to a narcissist is not an outside-in job, it starts on the inside. When you’re trying to think about what happened and what the narcissist is thinking or doing to try to get relief, it doesn’t give you relief, in fact, it feels horrific.</p>
<p>Have you noticed that your nervous system and emotions are terrorized, confused, triggered,and keeping you stuck in trauma when you do this? By replaying the scenes in your mind without closure or an internal embodied shift into peace and relief, which most people can’t logically get no matter how much they talk it out or research narcissism, you’re continually rewounding yourself with the same wounds that the narcissist hurt you with. This bonds you emotionally to the narcissist.</p>
<p>You’re definitely not immune. It means that what happens is you are really prone to being stuck in the obsession and also drawing into you other future narcissists, because you’re vibrating in the trauma of narcissists.</p>
<p>Internal compounding and repeating trauma brings more of that into your life. It’s just how it works. It’s a simple Quantum Law, which is so within so without, which means what is going on inside of us is what we’re attracting and participating in outside of ourselves.</p>
<p>Detaching from thinking about the narcissistand connecting with you, your Inner Being, validating, holding, and healing yourself, making it all about you and your recovery out of this, starts to give you fast relief. You’re getting out of Wrong Town and you’re going towards Right Town.</p>
<p>A beautiful mantra is this, “I let go of you and devote my heart, mind, and spirit to the most important mission I have –healing me.” It’s so beautiful when you do that.</p>
<p>Now, Module One of NARPis a wonderful process to bypass the obsessing mind and helps you connect your Inner Being with love. It gets the process started.</p>
<p>Number Five – Letting Go Is Not Giving In</p>
<p>So number five is to know that letting go is not giving in. Our human nature is to stay connected and to fight back, because we’re trying to win, to get accountability, vindication and maybe some compensation.</p>
<p>Of course, narcissists thrive off this –your triggers, emotional energy and attention play straight into the narcissist’s hands. They don’t have the ability or the desire to be accountable. They’re just not going to do it. They’re not going to make amends or grant you what is decent or what you want, or recognize you or what they did to you. Their only intention is to keep sucking you and your resources dry. According to them, they’re the victim and they deserve everything they can get.</p>
<p>If you hang onto the need for a narcissist to ‘get it’and try to force this to happen, you will not only receive more abuse, you’re not going to reach narcissistic immunity. And you will keep experiencing people who hurt you in the future, who you try to hold responsible and they won’t be – it just continues the same pattern.</p>
<p>I know that this may seem counterintuitive, “I should stick in there and I should be strong and I should get my vindication. I should get them to understand what they’ve done.” But please know this, the narcissist is all for control and attention. If you just let go and you let life and consequences hold this person accountable and take care of you instead then this is the ultimate insult to a narcissist. They hate becoming irrelevant to you. And then you get to go free. You get your Soul, sanity, Life Force and your future back and the narcissist loses all power over you.</p>
<p>So a powerful mantra for this is, “I take back my power by letting go of you. I’m creating an empowered, healthy relationship with myself and my real life. You are insignificant to me now.”</p>
<p>All of the NARP 10-step healing Moduleshelp you from the inside out achieve this detachment process and you are going to start filling with your own Life Force and your power.</p>
<p>Number Six – Holding The Narcissist Accountable</p>
<p>Let’s have a look at this. This is our final one and it’s about holding the narcissist accountable and you may say, “Hang on, you were just saying, let go. and that I’m not meant to hold them accountable, now you’re saying to hold them accountable.”</p>
<p>And I can almost hear you say, “But I can’t just detach and hand the narcissist everything. I’m stuck in property, business and custody battlesand this is even for my kids.” I agree. I absolutely agree. Yet there is a way to battle a narcissist, win against them and still be immune to their toxicity and their shenanigans.</p>
<p>One thing for certain that you need to understand is you can’t get a narcissist to play nice, you can’t reason with them and you can’t bargain with them. They want your pain, they want to keep control and they want to keep hurting you. They don’t wish to cooperate at all.</p>
<p>This is why the majority of issues drag out for years, if not decades, if the narcissist has you enmeshed in property, your kids or stuff. The narcissist doesn’t want this resolved. They want you to be emptied out the entire time, they’re going to chip away at you and get everything they can the whole time you’re hoping that, “Well, maybe they’re going to do the right thing, or maybe I’m massaging them forward into a resolution.”</p>
<p>What they’re doing is emptying you out and they want you to capitulate. They want you to hand them everything when there’s nothing left of you to go forward with. That’s what they’re working at.</p>
<p>So the only way out of this is to get on the offensive and take matters into your own hands and get things to court. Now, the key ingredients necessary for you to do this are anti-fear and anti-painand of course anti-guilt.</p>
<p>When you’re calm and you’re in your centre and you’re walking a straight empowered line with facts after having created strict boundaries with the narcissist where they can’t access your energy and keep sucking and exploiting you anymore – the narcissist is going to try to hit back hard.</p>
<p>They usually will try and do something ridiculous, some kind of threat, some kind of lie, some kind of process. If you just stand in your truth, untriggered and unperturbed, not feeling sorry for the narcissist, ignoring the garbage – don’t give it any energy, don’t even try to defend it, just get on with your course and the truth. Their lies get exposed. Their insane, over-entitled demands crumble, and they lose. We see it happen all the time in our NARP members community.</p>
<p>Usually, narcissists at this point capitulate and hand you what you want just to get the hell out of your energy and your life. The little man or woman behind the curtain has been exposed as a victimized little bully using emotional games and lies to bluff you into fear, pain and feeling small and powerless. When it doesn’t work, they’re exposed.</p>
<p>You can’t change what the narcissist is going to do because pretty much they all do it. But if you change yourself deeply and emotionally on the inside, you are going to be pleasantly surprised at how unfazed and unaffected you become and then how it all starts unraveling for the narcissist because you called their bluff. You just walked your path. You didn’t capitulate. You didn’t give into it. You weren’t fearful of it. You were just yourself powerfully. They’re no match for that.</p>
<p>A powerful mantra to help you is, “When I stand in my light, power and truth without fear, your games, lies and darkness unravel for all to see. My light is more powerful, always.” What a powerful mantra. It’s so true.</p>
<p>Module Eight in NARP, is the powerhouse to achieve court, custody, and all sorts of wins. If you’re a Gold NARP member, we have an incredible NARP community forumto support you. This community grants you free coaching support and advice 24/7, 365 days in the year with how to succeed every step of the way with this.</p>
<p>In Conclusion</p>
<p>Originally, when I went to put this episode together, I wanted to talk about being impervious to narcissists that you may meet in your future. Yet I know so many of you need help to become impervious to narcissists now, to truly clean up your past traumas with narcissists so that you can go forward into genuine narcissistic immunity in your future.</p>
<p>I hope today has helped you understand that by growing through what happened to you rather than just going through it, that your life will be so much more confident, capable, and joyously expansive than it ever has been.</p>
<p>Also, you’ll be so much more empowered to take your time, to see who people really are from their real-life actions and their histories and what their lives are like. And not just listen to their words or what they’re pretending to bein the moment.</p>
<p>You will ask questions; you’ll speak up if something feels off and you will say “no more” if somebody starts treating you abusively. You won’t have any need to try to change painful people and make them understand you in order for you to have a happy life. You’re going to be able to back yourself rather than trying to make a specific toxic person get, understand you and support you.</p>
<p>This is a Thriver life mission that I’m fully committed to helping you achieve like myself and thousands of others so that you can get on this journey and start enjoying your true self and your true life.</p>
<p>I hope that today has really spoken to you and it’s given you some powerful tips to turn this all around for yourself.</p>
<p>from Melanie Tonia Evans</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-difendersi-dai-narcisisti/">Come difendersi dai narcisisti</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/persona-altamente-sensibile-pas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 16:03:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Persona Altamente Sensibile PAS Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici? A seconda della tua esperienza come PAS (persona altamente sensibile), questa domanda può sembrare eccessivamente semplicistica o addirittura offensiva. Essendo l’autrice una persona altamente sensibile, a volte si ritrova a pensare che la felicità sia qualcosa che solo le persone non sensibili possono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/persona-altamente-sensibile-pas/">Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Persona Altamente Sensibile PAS</h2>
<h3>Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</h3>
<p>A seconda della tua esperienza come <strong>PAS (persona altamente sensibile)</strong>, questa domanda può sembrare eccessivamente semplicistica o addirittura offensiva.</p>
<p>Essendo l’autrice una persona altamente sensibile, a volte si ritrova a pensare che la felicità sia qualcosa che solo le persone non sensibili possono avere. A volte, si sente “squalificata” dall’essere felice perché rimane così “bloccata” nel suo sistema nervoso che elabora tutto più profondamente.</p>
<p>Questo perché <strong>i PAS si contraddistinguono per la profondità di elaborazione, il che significa che sperimentano la vita più intensamente di altri.</strong> Assomiglia ad una sensazione di sprofondamento: sprofondano nei dolori della vita, un po’ più delle persone meno sensibili.</p>
<p>Ma, proprio come anche gli stati d’animo negativi possono influenzarli di più, così fanno anche i momenti migliori della vita. <strong>Possono sprofondare nelle sensazioni negative, come però anche provare gioia con forza e facilità, anche per le piccole cose della vita</strong>.</p>
<p>In effetti, gli scienziati stanno scoprendo che le persone altamente sensibili potrebbero effettivamente essere “migliori” nel diventare felici ed essere fondamentalmente predisposti alla felicità.</p>
<p>Le persone altamente sensibili sono più felici delle altre persone?</p>
<p>Un’affascinante recente ricerca condotta da Francesca Lionetti, psicologa dello sviluppo presso la Queen Mary University di Londra, suggerisce che<strong> le persone altamente sensibili possono effettivamente diventare felici più facilmente di altre</strong>.</p>
<p>Per scoprirlo, Lionetti e i suoi coautori hanno fatto eseguire a 230 volontari un “compito di induzione dell’umore”, essenzialmente esponendoli a stati d’animo positivi e negativi e misurando i risultati. Per fare questo, i ricercatori hanno mostrato ai partecipanti allo studio un video clip commovente – forse lo studio più carino di sempre – così come uno triste, in ordine casuale. Quello che hanno scoperto è che le persone che hanno ottenuto il punteggio più alto per la sensibilità come tratto della personalità sono effettivamente entrate in uno stato d’animo positivo più facilmente degli altri. (Le persone meno sensibili – quei tipi “duri come una roccia” che sembrano impermeabili al dolore – hanno avuto difficoltà a entrare in uno stato d’animo positivo. Apparentemente, sono dunque anche impermeabili alla gioia.)</p>
<p>In altre parole, è molto più probabile che le cose che potrebbero far sentire felice chiunque lo facciano per le persone altamente sensibili.</p>
<p>Lionetti non è l’unica a riconoscere questa peculiarità. In effetti, <strong>questa connessione tra felicità e sensibilità è coerente in numerosi studi</strong>. Uno, ad esempio, ha riportato risultati simili nei bambini altamente sensibili; un altro ha scoperto che le persone altamente sensibili possono entrare in stati d’animo più felici più prontamente e pienamente, e forse anche rimanere più felici più a lungo, rispetto ai non-PAS.</p>
<p>Questo perché le persone altamente sensibili sono più sensibili a tutte le esperienze, comprese quelle positive. In altre parole, sono sensibili alla felicità (per fortuna!).</p>
<p>Naturalmente, questo <strong>significa anche che i PAS sono più sensibili alle esperienze negative</strong>. Le persone altamente sensibili possono probabilmente anche entrare più facilmente in stati d’animo negativi ed essere più inclini all’ansia e alla depressione. Ma questo studio indica che siano anche “costruiti” con una via d’uscita. I PAS potrebbero effettivamente essere più sensibili agli interventi, come la terapia o il supporto di un buon amico, a causa della maggiore sensibilità alle esposizioni positive. Infatti, sulla base delle scoperte di Lionetti, anche mantenere piccole fonti di felicità intorno a te nel tuo ambiente può avere un potente effetto sul tuo umore.</p>
<p>In poche parole, <strong>prenderti cura di te stesso e della tua salute mentale avrà probabilmente risultati gratificanti, perché la tua natura sensibile li sperimenterà naturalmente in modo positivo.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2945" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/images-2-3.jpeg" alt="" width="262" height="192" /></p>
<p>Se questo ti sembra troppo bello per essere vero, considera questo: tendi a essere più influenzato di altri da film, canzoni o persino pubblicità che ti toccano le corde del cuore? Se ami gli animali, come molti PAS, un video tenero con una lontra o un simpatico documentario di panda a volte può essere tutto ciò di cui hai bisogno per “uscire” dal cattivo umore?</p>
<p>Se è così, la tua sensibilità sta facendo il suo lavoro per aiutarti a essere più felice. Ma puoi renderlo ancora più efficace se ti appoggi al tuo cablaggio PAS e inizi a vedere la felicità in modo leggermente diverso.</p>
<p>La felicità può essere solo una parola per alcuni. È un concetto a volte un pò contorto nella nostra società. Alcuni pensano che essere felici significhi evitare sentimenti negativi, il che è un modo infallibile per non essere mai felici, specialmente per i PAS.</p>
<p><strong>I PAS sanno che la felicità non significa essere sempre felici.</strong> Se fosse così le persone altamente sensibili sarebbero condannate. Ma sentono qualcosa di profondo nelle ossa che agli altri sembra mancare: ovvero il fatto che il dolore e la felicità possono coesistere insieme.</p>
<p>L’autrice Susan Cain chiama tutto ciò con il termine “dolceamaro”. Nel suo nuovo libro,” Agrodolce”, scrive: “[L’agrodolce è] un modo di essere… tanto drammaticamente trascurato quanto traboccante di potenziale umano. È una risposta autentica ed esaltante al problema di essere vivi in un mondo profondamente imperfetto ma ostinatamente bello. Soprattutto, l’agrodolce ci mostra come rispondere al dolore: riconoscendolo e tentando di trasformarlo in arte… o guarigione, o innovazione, o qualsiasi altra cosa che nutra l’anima”.</p>
<p><strong>E’ questo sia ciò che i PAS felici offrono al mondo.</strong> Non negano le difficoltà della vita ma non possono fare a meno di sprofondare nella sua bontà. E in quell’agrodolce risiede una saggezza di cui il mondo meno sensibile ha bisogno e da cui trarrebbe beneficio.</p>
<p>Ma come possono coltivare più felicità nelle loro vite? In breve, attraverso il “ricablaggio” di sé.</p>
<h2><strong>5 modi per “ricablare” te stesso per la felicità</strong></h2>
<p>La professoressa di Yale ed esperta di felicità Laurie Santos, ha coniato il termine “ricablaggio” per riferirsi alle abitudini che hanno dimostrato di aiutare a essere più felici. Si scopre che alcune delle pratiche più semplici possono avere il maggiore impatto sulla felicità.</p>
<p>I PAS hanno bisogno di perseguire la felicità a modo loro. Un piccolo sforzo per rendere felici le esperienze cambiando comportamento può portare benefici esponenziali. Quindi provali.</p>
<h3><strong>1.Riposo: dormi di più, ma pianifica anche più tempi di inattività e momenti per non fare nulla.</strong></h3>
<p>Il riposo è il primo passo verso la felicità: le persone altamente sensibili hanno bisogno di dormire più di altre. Inoltre, non possono ottenere nessun altro ricablaggio finché non sono ben riposati. Quindi dai priorità al riposo.</p>
<p>Quello che voglio dire è riposo in tutti i sensi della parola: il sonno, i tempi di inattività e il “non fare nulla”. Per me il riposo non è più un ripensamento. Non è qualcosa di cui godere solo se controllo tutte le mie cose da fare. Ora, il riposo è una delle cose da fare.</p>
<p>Sono sempre più convinta che il riposo sia uno degli atti più importanti che i PAS possono compiere per contrastare la cultura non sensibile, che sancisce la produttività su tutto il resto. I PAS tendono a esaurirsi rapidamente – penso che sia in parte dovuto alla natura empatica e compiacente.</p>
<p>Forse i PAS possono suggerire ai non-PAS di dare priorità al riposo… e che con questo possono rendere di più. Il riposo sta rivoluzionando la mia vita e può fare lo stesso per te.</p>
<h3><strong>2. Gioca: fai cose che ti rendono felice e concentrati sul viaggio, non sulla destinazione.</strong></h3>
<p>(Ti sei già riposato? In caso contrario, salva il resto di questo articolo per dopo e riposati prima!)</p>
<p>La dottoressa Santos suggerisce il gioco come antidoto per avere sempre un obiettivo finale per un’attività. Siamo più felici quando troviamo appagamento nel viaggio piuttosto che nella destinazione. Il fare qualunque cosa ti aiuti a trovare il tuo “stato di flusso” – dove ti innamori completamente del fare (o leggere o osservare o sognare ad occhi aperti o, o, o …)- è lì che vive la felicità. Abbiamo tutti quelle attività, hobby e passatempi in cui ci perdiamo. Fateli!</p>
<p>I PAS hanno spesso una connessione positiva più forte con l’essere creativi e con le arti, rispetto ad altri stimoli. Ciò significa che l’espressione artistica (sia la nostra che l’apprezzamento di quella altrui, come la musica, un dipinto o un film) può influenzare fortemente il loro umore in meglio. Qualunque sia il tuo sbocco creativo o propensione artistica preferita, dai la priorità e lascia che faccia la sua magia sul tuo umore.</p>
<h3><strong>3. Sii presente: pratica la consapevolezza attraverso la meditazione o un’altra attività di radicamento.</strong></h3>
<p>Alcuni possono trarre beneficio da lunghe ore trascorse in profonda meditazione. Se questo è il tuo caso, ritagliati sempre del tempo per farla: la meditazione può sollevare seriamente il tuo umore! L’esperta di PAS Alane Freund afferma che i PAS possono avere difficoltà con la meditazione a causa del cervello iperattivo, ma possono utilizzare la sensibilità per meditare a modo loro.</p>
<p>I PAS sino naturalmente inclini a essere semplicemente presenti nella propria vita quotidiana, soprattutto se nelle giuste condizioni. Quando non sono affrettati, sotto pressione o stressati – molti PAS soffrono di ansia da tempo – la sensibilità per ciò che circonda può aiutare a entrare in una consapevolezza del momento presente.</p>
<h3><strong>4. Muoviti: ti aiuta a uscire dalla tua mente e ad entrare nel tuo corpo.</strong></h3>
<p>Muoviti – non per ottenere un conteggio giornaliero dei passi, non perchè te lo ha detto il tuo istruttore in palestra e non per un piano di fitness … Voglio dire, va bene, muoviti per tutti questi motivi. Essere più sani o perseguire un obiettivo di fitness va bene sempre. Ma le persone altamente sensibili traggono beneficio dal ricollegare le nostre menti impegnate con i nostri corpi attraverso il movimento.</p>
<p>Prova il movimento intuitivo, che si tratti di una lezione di yoga a flusso libero, di ballare nel tuo salotto o di girovagare lungo un sentiero naturalistico senza una destinazione in mente. (Dopotutto, la natura è un’incredibile valvola di sfogo per i P.A.S. sovrastimolati!)</p>
<p>Potresti anche voler combinare il movimento con il gioco e dimenticare di tanto in tanto un obiettivo finale. Comunque tu decida di muoverti, la felicità che provi ne varrà la pena, fidati.</p>
<h3><strong>5. Connettiti: che sia con gli altri, con la natura o con gli animali.</strong></h3>
<p>La dottoressa Santos parla specificamente del connettersi con le persone come un modo per ricablarsi per la felicità. Penso che i PAS possano aggiungere alla nostra lista il connettersi con gli animali, la terra e le arti. Siamo noti per avere connessioni più forti con il nostro ambiente e possiamo, e dovremmo, assecondare quella connessione a nostro piacimento.</p>
<p>I pas sprecano molti sforzi cercando di vivere in modo non sensibile. Sarebbe meglio lasciar andare quell’aspettativa e ad abbracciare invece un approccio sensibile. Quando si tratta di connessione, segui la tua intuizione su chi o con cosa hai bisogno di connetterti.</p>
<h4><strong>PAS, la tua sensibilità può essere la tua chiave per la felicità.</strong></h4>
<p>La felicità può sembrare più difficile da trovare in questi giorni, ma non perdere la speranza. La scienza è dalla tua parte. La tua sensibilità spinge a sprofondare in esperienze felici. Pensalo come un tuo dono, un lato positivo dell’ intensa esperienza del mondo.</p>
<p>Persegui la felicità per la tua soddisfazione e il tuo benessere, perché ricorda: ne vale lo sforzo. Ho la sensazione che se lo fai, inizierai a vedere la tua felicità irradiarsi anche intorno a coloro che ti circondano. I PAS costituiscono quasi il 30 percento della popolazione e la scienza dice che sono sensibili alla felicità. Se si ricablassero per essere più felici e proteggere quella felicità nel processo, chissà l’effetto che potrebbe avere sul loro mondo “profondamente imperfetto ma ostinatamente bello”?</p>
<p>Dal sito paspeople.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/persona-altamente-sensibile-pas/">Le persone altamente sensibili possono essere veramente felici?</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Terapia Bioenergetica</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 13:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</h2>
<p>Lavorando con il corpo, ci occupiamo moltissimo di <em>vergogna. </em></p>
<p>Per Reich, e nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco. Inoltre, uno degli ostacoli al lavoro corporeo è spesso un sentimento di vergogna che ostacola l’esplorazione del vissuto corporeo ed emotivo.<br />
Per Helfaer <strong>il rispetto di sé è un concetto corporeo</strong> che permette di comprendere il sentimento della vergogna: significa essere in contatto con i propri sentimenti e con i propri stati corporei, permettendosi di lasciarsi guidare da essi.</p>
<p><strong>E’ espressione della vitalità e dello scorrere della propria energia vitale.</strong> Riflette la capacità di essere pienamente in contatto con se stessi e con il mondo esterno. La nostra capacità di rispettarci può essere minata da sentimenti di bassa autostima, come da altre sfumature della vergogna: odio di sé, umiliazione, senso di fallimento, di inadeguatezza e di mancanza di indipendenza.</p>
<p><strong>La vergogna è un’esperienza universale. Tutti l’abbiamo provata</strong>. Sappiamo cosa vuol dire provare sentimenti di inutilità, scarsa auto-stima, fallimento e sensazione di inadeguatezza. Sappiamo cosa significa sentire di non appartenere a niente e a nessuno, sentirci esclusi, sentire di aver perso le nostre relazioni importanti. Sappiamo cosa significa provare vergogna per la nostra condotta, per i nostri desideri ed il nostro comportamento.</p>
<p><strong>Sappiamo cosa significa vergognarci del nostro corpo o di parti del nostro corpo, della nostra sessualità, dei nostri desideri</strong>. Sappiamo cosa significa desiderare di sprofondare nella terra o sparire.</p>
<p>Una caratteristica della vergogna, che rende difficile elaborarla, è che raramente viene esplicitata. “<strong>La</strong> <strong>vergogna porta a nascondersi per paura di rendere il proprio Sè inaccettabile</strong>”.</p>
<p>Spesso ciò che emerge sono le difese strutturate rispetto alla vergogna: rabbia, disprezzo, invidia, depressione, ipocondria. Anche i tratti caratteriali di arroganza, superiorità, così come la grandiosità, sono difese ben conosciute contro la vergogna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2893" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/vergogna-2.jpeg" alt="" width="300" height="150" /></p>
<p>I <em>fallimenti genitoriali</em> nel rispondere ai bisogni del bambino in modo facilitante portano allo sviluppo di un Ideale dell’Io incongruente con il Sè reale, corporeo del bambino. Ideali ed obiettivi irrealistici si sviluppano come compensazione e così l’adulto cresciuto da un tale bambino proverà vergogna rispetto ai propri bisogni infantili. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3536 alignright" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/terapia-bioenergetica-vergogna.jpeg" alt="Terapia Bioenergetica Vergogna" width="225" height="225" /></p>
<p><strong>La prospettiva bioenergetica porta l’attenzione alla vergogna corporea</strong>, una vergogna che <strong>pervade l’identità, in cui le parti del corpo e le espressioni corporee sono vergognose</strong>. Nei sogni la vergogna si esprime spesso attraverso l’immagine di essere nudi in pubblico, specialmente con la parte inferiore del corpo, i genitali e la parte posteriore, esposti.</p>
<p>Senza il rispetto di sé, il vuoto lasciato dal crollo degli ideali può condurre alla depressione; <strong>finché non ristabiliamo la connessione con il corpo non possiamo stabilire aspettative più ragionevoli.</strong><br />
Nuove possibilità si possono aprire <strong>nel movimento</strong>, visto  il bambino che si vergogna, umiliato, si ritira, collassa. Al contrario, il bambino che è visto ed apprezzato, che è sostenuto energeticamente è dritto, vivace e sicuro di sè. Il brusco passaggio dall’eccitamento espansivo, sicuro di sè, alla contrazione vergognosa può essere all’origine della malattia somatica presente nella nostra vita.</p>
<p>Spesso, <strong>l’esperienza di vergogna è integrata nella personalità o carattere</strong>. La contrazione cronica dell’esperienza precoce di vergogna è il fondamento per costruire e mantenere questo sistema.<br />
Le esperienze precoci di vergogna si verificano all’interno del contesto dei legami vitali del bambino e <strong>strutturano un sistema di odio di sè che diventa la risposta del bambino al fallimento</strong> dei propri tentativi di connettersi, di ricostruire la relazione vitale come dovrebbe essere, di costruire l’amore e l’amabilità. Sono tentativi di ricostruire un Sè coesivo a partire da una esperienza di frammentazione.</p>
<p>Lo sviluppo dell’identità sessuale passa per l&#8217;’identificazione con i genitali, quando questa viene interrotta da abitudini sessuali negative, moralistiche, imbarazzanti e rifiutanti, porta alla vergogna genitale e nella castrazione. Ci si può sentire troppo svalutati per essere scelti o per essere liberi di scegliere un compagno.</p>
<p><strong>L’umiliazione, un aspetto dell’esperienza di vergogna, è particolarmente devastante.</strong> Infatti, con l’umiliazione, si può sviluppare un oggetto interno persecutorio.</p>
<h3><strong>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</strong></h3>
<p>Morrison afferma succintamente, “<strong>Se l’antidoto per la colpa è il perdono quello per la vergogna è l’accettazione di Sè, nonostante le debolezze, i difetti e i fallimenti</strong>”. L’atteggiamento di accettazione del terapeuta si colloca nel più ampio contesto del rispetto per la condizione, i sentimenti e la realtà del corpo così come questo è nel momento presente. È questo atteggiamento che conduce al rispetto di sé alla base dell’auto-accettazione.</p>
<p>La natura distintiva della bioenergetica porta immediatamente la vergogna al centro della relazione terapeutica: la sua essenza può essere catturata dalla frase “vedere la persona”. Il lavoro con il corpo è basato su una disciplina del guardare e vedere con il contatto. Dal momento che c’è un qualsiasi tipo di propensione alla vergogna, sarà facilmente ed alle volte subito stimolata dalla consapevolezza degli occhi del terapeuta, vissuto dal paziente come il proprio “occhio rivolto all’interno”.</p>
<p>Il guardare e l’osservare rispettosi devono essere basati sulla profonda accettazione da parte del terapeuta di sé stesso ad un livello corporeo, un’accettazione che sarà registrata dal cliente come un senso di rispetto che traspare nel suo modo di guardare e di stare in contatto. A questo punto il lavoro energetico può essere indirizzato ad aiutare il paziente a costruire un senso di rispetto del proprio corpo che sosterrà l’esplorazione del proprio movimento.</p>
<p>Qui, <strong>il lavoro bioenergetico dà il suo contributo unico al trattamento influenzando specifici aspetti del funzionamento somatico</strong>. Questi includono la tensione muscolare, la respirazione bloccata, il trattenere l’espressione emotiva e lo squilibrio delle risposte del sistema nervoso autonomo. Comunque, mentre un intervento bioenergetico è molto specifico nel modo in cui influenza una funzione corporea, la persona resta il centro del lavoro e la mancanza di contatto è sempre il tema energetico sottostante.</p>
<p><strong>La terapia bioenergetica porta l’attenzione anche alla sovraeccitazione del sistema nervoso simpatico, incoraggiando un equilibrio con il sistema parasimpatico. L’obiettivo terapeutico è la regolazione</strong>. Una regolazione dell’iper-attivazione si può ottenere attraverso la respirazione ritmica profonda, il pianto e la scarica espressiva della rabbia. In altri casi, con il trauma, è il parasimpatico ad essere sovra-attivato. Lo shock, il congelamento e i sintomi gastro-intestinali ne possono essere un esempio. Anche la depressione e l’ansia, in modi diversi, rappresentano lo squilibrio e la sovraeccitazione sia del sistema nervoso simpatico sia di quello parasimpatico, così come altri disturbi del sistema nervoso centrale e di quello ormonale. <strong>Il lavoro energetico in questi casi si focalizza, in modi differenti, sulla “regolazione verso il basso”.</strong></p>
<p>Nel condividere empaticamente l’esperienza del paziente, il lavoro energetico si sintonizza con le emozioni dolorose, favorendo il respiro che libera il pianto ed il dolore, tra gli altri processi, e favorisce la <strong>guarigione delle contrazioni dolorose e delle emozioni correlate, permettendo lo svilupparsi e il consolidarsi di un atteggiamento rispettoso nei confronti di se e dei propri limiti.</strong></p>
<p><strong>L’intenzione della terapia è aiutare il paziente ad essere in contatto con l’esperienza interiore. Ristabilendo un contatto più profondo con se stesso, le parti alienate e l’energia impiegata nell’estraniamento e nelle proiezioni può essere nuovamente investite nel Sè.</strong><br />
Qui, il contributo della bioenergetica è di aiutare il soggetto a trovare ed a correggere il proprio movimento, a liberare la pulsazione dalle restrizioni caratteriali ad un livello di atteggiamento ed energetico.</p>
<p>E’ molto importante notare che <strong>rispettarsi, non significa non sentire la vergogna o il dolore</strong>. Al contrario, è la predisposizione nei confronti del Sè che permette di sentire e di “sopportare” la vergogna ed il dolore. Permette di sopportare le emozioni piuttosto che sopportare gli effetti della lotta contro di essi. Nel sopportare la vergogna, possiamo, in un certo senso, completare un’esperienza, sentirla dall’inizio alla fine. <strong>Possiamo guardare alle origini della vergogna all’interno della nostra personalità e della nostra storia. Anche questo prepara il terreno per l’auto-accettazione, l’antidoto alla vergogna, l’accettazione del proprio Sè con i suoi limiti e i suoi fallimenti</strong></p>
<p>adattato dal testo<br />
© a cura di Nicoletta Cinotti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/">Terapia Bioenergetica</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Fluire con il respiro e il corpo</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/fluire-con-il-respiro-e-il-corpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 20:03:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non uscire di casa per vedere i fiori. Amico mio, rinuncia a quell’escursione. Nel tuo corpo sono i fiori. Un fiore ha mille petali. Questo basta come luogo dove sedere. Sedendo lì avrai una visione di bellezza all’interno del corpo e fuori di esso, un giardino nel giardino. (Kabir) Nella nostra cultura tendiamo a vivere separati dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Non uscire di casa per vedere i fiori.</em></strong><br />
<strong><em>Amico mio, rinuncia a quell’escursione.</em></strong><br />
<strong><em>Nel tuo corpo sono i fiori. Un fiore ha mille petali.</em></strong><br />
<strong><em>Questo basta come luogo dove sedere.</em></strong><br />
<strong><em>Sedendo lì avrai una visione di bellezza all’interno del corpo e fuori di esso, un giardino nel giardino.</em> </strong>(Kabir)</p>
<p>Nella nostra cultura tendiamo a vivere separati dal corpo, quasi esclusivamente “solo nella testa”, persi e catturati dal vortice di pensieri, emozioni, giudizi, preoccupazioni, ricordi, fantasie, pianificazioni. Non siamo quasi mai veramente in contatto, in amicizia, a nostro agio nel corpo. In genere<strong> le persone si accorgano del proprio corpo solo quando hanno un’esigenza fisiologica o qualche dolore</strong>.</p>
<p>La Chiesa dice:<strong> il corpo è una colpa.</strong><br />
La scienza dice: <strong>il corpo è una macchina.</strong><br />
La pubblicità dice: <strong>il corpo è una merce</strong>.</p>
<p>Ma se contattiamo il corpo ci dice: io sono una festa.  E ci offre anche una possibile soluzione ai condizionamenti: vivere il corpo ci fa riscoprire che “<strong>il corpo è una festa</strong>”. C’è una ricchezza sensoriale in noi che possiamo usare nella vita e nella nostra pratica.<br />
Anche quando pratichiamo sport, danza o fitness, lo facciamo senza sviluppare una reale conoscenza empatica, una reale armonia. <strong>Trattiamo il corpo come un oggetto, una macchina</strong>, in qualche modo separata da noi, che deve raggiungere prestazioni e/o avere una certa forma esteriore. La costante competizione con noi stessi e con gli altri aumenta la scissione tra mente e corpo e impedisce lo sviluppo della consapevolezza corporea.</p>
<p>In tutte le tradizioni sapienziali orientali il respiro è conosciuto e utilizzato ampiamente, sia nelle tecniche psico-fisiche più di carattere energetico, sia nelle tecniche meditative. <strong>L’esperienza del respirare può diventare punto di riferimento dell’attenzione per ritrovare tranquillità e benessere e per riscoprire ciò che siamo più autenticamente.</strong><br />
Portiamo poi la consapevolezza nelle varie parti del corpo, percependo e apprezzando le sensazioni presenti. Con l’aumentare della consapevolezza corporea scopriamo che ciò che <strong>il corpo è come un fiume di sensazioni che continuamente scorrono</strong>, impariamo a percepirlo come dimensione fluida, come spazio vivo e vitale, un campo di sensazioni tattili.<br />
Via via che la pratica si approfondisce, <strong>avviene una naturale riconciliazione tra mente e corpo</strong>, svanisce la percezione del corpo come qualcosa di solido, freddo, meccanico, separato e si diventa coscienti della sua vitalità e continua mutevolezza.</p>
<p><strong>Nelle sensazioni corporee c’è tutta la ricchezza, tutta la vitalità del corpo che continuamente vibra.</strong> Queste sensazioni sono sempre presenti solo che noi non siamo abituati a percepirle: con la pratica non le creiamo, ma semplicemente rieduchiamo e affiniamo la nostra capacità percettiva, riuscendo a cogliere questo aspetto del processo mente-corpo di cui non siamo abitualmente consapevoli.<br />
<strong>Il sistema mente-corpo è una totalità organica, vitale, inseparabile</strong> e nella pratica per esempio della <strong>bioenergetica possiamo integrare e riconciliare</strong> tutti i vari aspetti: forza e robustezza, flessibilità e scioltezza, ed una qualità di corpo sottile attraverso il risveglio delle sensazioni tattili e la consapevolezza della sua fluidità, spaziosità e leggerezza. Con un atteggiamento interiore di rispetto e appezzamento, di non competizione e di non conflitto, abbinato ad una attenzione continua, ma rilassata e non forzata, possiamo sperimentare calma e stabilità, chiarezza e presenza mentale.<br />
<strong>L’importante è riscoprire la dimensione fluida del corpo</strong>, percepire che il corpo e le sensazioni sono come acqua che fluisce nell’acqua. Possiamo riconoscere e apprezzare la ricchezza delle sensazioni sempre presenti nel corpo; quando lo abitiamo tranquillamente, in modo caldo, amichevole, empatico, senza competizione né conflitto, da una parte <strong>non siamo persi in pensieri ma siamo svegli e presenti</strong>, in contatto, e dall’altra possiamo riscoprire una consapevolezza aperta e ricettiva, senza frammentazioni e separazioni, uno stato di benessere che è il nostro stato naturale.<br />
<strong>Il nostro corpo è l’arpa della nostra anima</strong>. Sta a noi trarne musiche armoniose o suoni confusi. “Il Profeta” di Kahlil Gibran</p>
<p>Tratto da – http://www.sedendoquietamente.org/ 15/08/2018</p>
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		<title>Dichiarare pace al blocco e alla contrazione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/dichiarare-pace-al-blocco-e-alla-contrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità permette al livello di tensione di abbassarsi. I problemi e le soluzioni Quando abbiamo dei problemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. <strong>Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità</strong> permette al livello di tensione di abbassarsi.</p>
<p>I problemi e le soluzioni</p>
<p>Quando abbiamo dei problemi possiamo pensare di essere sbagliati oppure di essere giusti ma di avere delle risposte sbagliate che portano sofferenza nella nostra vita. E’ vero che la sofferenza, come la gioia, sono ingredienti ineliminabili della vita. Ma, a volte, anziché migliorare le cose, con il nostro intervento le peggioriamo.<br />
Per questo <strong>il dialogo tra visualizzazioni guidate e bioenergetica è così significativo</strong>.<br />
In entrambi gli approcci si pensa che le persone siano, nella loro intima natura, sane, buone e capaci di consapevolezza e attenzione. Qualunque sia la difficoltà che incontrano nella loro vita. Qualunque sia il disastro che hanno combinato, niente può modificare questa intima qualità positiva della loro natura.<strong> Sono le contrazioni, del corpo e della mente, che ci portano a sperimentare modelli disfunzionali di risposta, ci rinchiudono in circoli viziosi</strong>, aggiungono sofferenza al dolore e alle difficoltà che incontriamo. Il punto quindi è aprire il campo di consapevolezza, il radicamento nel corpo, la capacità di cogliere il processo nei suoi elementi base, perché possa ristabilirsi il contatto con la nostra intima natura, perché possano arrivare le risposte alle nostre domande.<br />
<strong>La cura diventa così un processo autoregolato che necessita di strumenti e di sostegno dall’esterno ma che non delega mai la responsabilità delle scelte all’altro.</strong> E soprattutto porta un profondo senso di pace e di accettazione verso noi stessi e la nostra vita. Infatti, nel momento in cui diventiamo consapevoli di una contrazione che restringe il nostro campo di consapevolezza, iniziamo, come pazienti scienziati di noi stessi, ad esplorarla, percepirla, comprenderla nella sua intima natura. E <strong>dichiarando pace al blocco e alla contrazione permettiamo che il flusso autoregolato della nostra vita riprenda a scorrere.</strong></p>
<p>Testo tratto liberamente da www.nicolettacinotti.net</p>
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		<title>Siamo tutti guaritori feriti</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/siamo-tutti-guaritori-feriti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:10:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti siamo stati feriti, il che significa che potenzialmente siamo tutti guaritori feriti in formazione. Il guaritore ferito è quella parte profonda alla base del processo stesso della guarigione. La figura del guaritore simbolicamente ferito ci rivela che solo se affrontiamo, sperimentiamo consapevolmente e attraversiamo la nostra ferita possiamo riceverne la benedizione. Per essere un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti siamo stati feriti, il che significa che potenzialmente siamo tutti guaritori feriti in formazione.<br />
<strong>Il guaritore ferito è quella parte profonda alla base del processo stesso della guarigione.</strong> La figura del guaritore simbolicamente ferito ci rivela che solo se affrontiamo, sperimentiamo consapevolmente e attraversiamo la nostra ferita possiamo riceverne la benedizione.<br />
Per essere un guaritore ferito non è necessario essere stati feriti in modo esplicito da un trauma specifico: infatti, <strong>venire feriti in un qualche modo fa parte della natura umana</strong>. Siamo interconnessi con l’intera realtà e siamo portatori d’un pezzo della ferita collettiva che è codificata olograficamente nel campo della coscienza collettiva. Il nostro rapporto con la ferita – come la portiamo – determina se l’archetipo sottostante del guaritore ferito ci porta ad essere uno dei suoi strumenti viventi.<br />
Quando entriamo in contatto con la ferita, invece d’interpretare la cosa come conferma della nostra identità di essere umano ferito, possiamo riconoscere la momentanea apparizione della ferita come la sua stessa rivelazione liberatoria, una prospettiva che al tempo stesso ci permette di non venirne intrappolati.<br />
<strong>La chiave sta nello sperimentare consapevolmente la nostra ferita senza identificarci con essa.</strong></p>
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		<title>Il sentiero dell’autoguarigione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-sentiero-dellautoguarigione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-sentiero-dellautoguarigione/">Il sentiero dell’autoguarigione</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere dominati inconsciamente dalla paura e dai sensi di colpa</strong>.</p>
<p>Recenti studi hanno mostrato che molte malattie insorgono perché gli stati d’animo di sofferenza possono alterare completamente il funzionamento biologico. Al tempo stesso, si è anche visto che <strong>stati di benessere possono riportare al corretto funzionamento</strong> i processi fisiologici alterati. Pertanto le emozioni sono decisive per il funzionamento del sistema immunitario, di quello endocrino e di quello neurovegeta-tivo e, allora, la nostra <strong>salute fisica potrebbe dipendere da quella emotiva</strong>.</p>
<p>Il mio lavoro è dedicato all’integrazione, possibilmente gioiosa, di corpo – mente – spirito. Offro un’occasione di riflessione su sé stessi ma anche di contatto con la vitalità ed il piacere. Ci apriamo all’ascolto del corpo e alla sua energia con gli esercizi della bioenergetica. Poi, per cominciare a lasciar andare la paura che c’impedisce di vivere davvero, useremo le visualizzazioni guidate ed <strong>uno dei più antichi mantra di purificazione</strong> che esistano. Deriva dalla Cabala e significa ‘spirito, soffio di Dio’; tende a sciogliere blocchi e tensioni ed a risvegliare il piacere e la gioia di vivere. Infatti, <strong>le vibrazioni prodotte dal suono</strong> funzionano da ‘massaggio psichico’: puliscono i centri energetici, liberano l’intuito e la creatività, <strong>rafforzano il senso d’identità e le capacità di autoaffermazione</strong>.</p>
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		<title>Ascoltare il corpo</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/ascoltare-il-corpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 11:04:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/ascoltare-il-corpo/">Ascoltare il corpo</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico</strong>. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel modo che abbiamo imparato a fare per non soffrire troppo e condiziona anche i sentimenti con cui affrontiamo le situazioni. Spesso, queste tensioni sono associate a sentimenti di tristezza, paura e rabbia.<br />
<strong>A volte le esperienze dell’infanzia portano a non sentirsi degni d’amore e quindi, temendo risposte ostili dagli altri, a rinunciare ad esprimersi</strong>. Così molti di noi hanno imparato molto presto a limitare la vitalità ed a creare barriere contro le emozioni, e questo implica che non sempre riusciamo a dare spazio ai nostri bisogni più profondi. Proprio per questo l<strong>avoro per risvegliare il nostro corpo e le nostre emozioni</strong>.<br />
Quando il corpo si espande, grazie alla respirazione profonda e all’aumento di flessibilità, ci restituisce un maggior senso di sé, risveglia i ricordi nascosti nella muscolatura contratta e cambia il modo di percepire, permettendoci di uscire dal circolo vizioso di chiusura e rinuncia. Infatti, <strong>dando spazio alle diverse parti di noi, affrontando il disagio, la paura e il senso di colpa, permettiamo uno scambio che porta a maggiore armonia, serenità e gioia di vivere.</strong><br />
Nel mio lavoro la respirazione assume un ruolo veramente centrale: osservare il modo in cui una persona respira permette di vedere come si pone rispetto al diritto di prendere ciò che le serve nella vita. Respirare è un atto aggressivo e spesso, un’insufficiente ampiezza del respiro si riflette in una riduzione del flusso delle sensazioni nel corpo che può portare a scoraggiamento e tristezza.</p>
<p><strong>Aumentare l’ampiezza del respiro è possibile ed il risultato è talvolta sorprendente perché magari scopriamo che un disturbo ritenuto mentale era in realtà connesso alla rigidità del corpo</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2774" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/rspira-300x150-1.jpg" alt="" width="300" height="150" /><br />
Incoraggio sempre un atteggiamento amorevole che ci da il permesso di essere chi siamo; penso che respirare ci faccia dire di sì a noi stessi: <strong>mentre inspiriamo ci nutriamo profondamente, mentre espiriamo ci accettiamo e ci perdoniamo per le cose che credevamo essere errori.</strong><br />
Per esempio, come stiamo respirando in questo momento? Si vede l’espansione del torace e dell’addome quando inspiriamo? Prendiamo un momento per fare qualche respiro profondo, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, ricordando che per approfondire e allungare il respiro abbiamo bisogno di allungare l’espirazione. Inspiriamo profondamente ed espiriamo fino a quando sentiamo di aver vuotato i polmoni, a quel punto inspiriamo di nuovo e continuiamo per qualche secondo .… Come ci sentiamo ora? Osserviamo e ascoltiamo quello che questo breve esercizio ci ha portato.<br />
Un <strong>concetto fondamentale in bioenergetica è quello del grounding</strong>, cioè del radicamento, dell’imparare a stare bene con i piedi per terra. E’ una posizione in piedi con le ginocchia flesse che permette di osservare (e alla persona di sentire) la capacità di reggersi sulle proprie gambe, in tutti i sensi. In particolare, il modo in cui una persona sta in piedi esprime molto rispetto ai suoi primi rapporti. Con il tempo, la pratica aiuta a entrare nelle proprie gambe, a sentirle da dentro, anche perché permette di contattare l’istinto e l’animalità troppo spesso repressi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/ascoltare-il-corpo/">Ascoltare il corpo</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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