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	<title>grounding Archivi &#187; Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</title>
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	<description>Psicoterapeuta Gestalt Torino</description>
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		<title>Il grounding è la risposta al trauma</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 14:41:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi. David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/">Il grounding è la risposta al trauma</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi.<br />
David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali e nemmeno l’interesse personale per scegliere di sostenere una psicoterapia. Il suo approccio al trattamento post- traumatico si rivolge in particolare a queste categorie di persone che portano il segno del trauma che hanno subito e hanno bisogno di trovare un modo per superarlo, per sopravvivere, e, infine, tornare a vivere.<br />
<strong>Il processo di superamento del trauma può essere considerato un processo in quattro fasi: esperienza, resistenza, sopravvivenza e superamento evolutivo. In questo processo è importante trovare un modo di superare gli esiti psicofisici che il trauma comporta e che possono riattivarsi in continuazione con flashback, sentimenti violenti di ansia e ritiro sociale</strong>.<br />
A partire dal lavoro corporeo e dalla risposta fisica espressa dalle vibrazioni e dai tremori tipici del lavoro corporeo bioenergetico, si può avere una abreazione del trauma dal punto di vista fisico.<br />
Questo processo di scarica e superamento fisico del trauma innesca poi anche un processo emotivo e cognitivo di liberazione dagli esiti dell’esperienza traumatica vissuta in un processo che può essere riassunto appunto nelle quattro fasi sopra delineate.</p>
<p><strong>Il benessere e il grounding</strong><br />
Noi, non diversamente da tutti gli altri organismi viventi, tendiamo a rispondere in maniera fisica alle circostanze ambientali in cui ci troviamo a vivere. Quando sperimentiamo una sensazione di benessere possiamo essere naturalmente radicati. In questo senso il grounding può essere definito come il senso di pace e sicurezza che sperimentiamo in tutto il corpo e che si accompagna ad una sensazione di un Sé sicuro e integrato, un senso di calma e di piena consapevolezza del momento presente. Il trauma riduce il nostro radicamento e per questa ragione dobbiamo lavorare per ristabilirlo.</p>
<p><strong>Il trauma e il grounding</strong><br />
Nel trauma è il nostro radicamento il primo aspetto che subisce una riduzione.<br />
Questo perché ogni organismo vivente ha dei meccanismi neurologici, fisiologici e anatomici che si attivano per proteggerci durante le esperienze traumatiche e che si esprimono attraverso una contrazione involontaria del nostro sistema miofasciale e riguarda sia i muscoli lunghi che i muscoli profondi. Questi stessi meccanismi ci permettono, oltre che la protezione primaria, anche il ristabilimento del nostro radicamento e di un senso di centratura rispetto a se stessi, dopo l’esperienza traumatica.<br />
<strong>Il trauma e le vibrazioni</strong></p>
<p>I tremori e le vibrazioni che vengono durante il lavoro corporeo bioenergetico sono uno dei meccanismi fisici che consentono il recupero post-traumatico.<br />
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<p><strong>Perché il corpo produce vibrazioni e tremori?</strong></p>
<p>Le vibrazioni sono il risultato della fascicolazione muscolare che permette alla muscolatura contratta di sciogliere il livello di tensione presente. Attraverso questo processo di fascicolazione, avviene uno scarico dell’energia che è rimasta trattenuta e noi possiamo riprendere il nostro radicamento a terra.</p>
<p><strong>Neurologia del grounding</strong></p>
<p>La neurologia si occupa di come il cervello processa la storia emotiva che il corpo vive. Il grounding neurologico nel cervello umano è il risultato di una efficace interfaccia tra il comportamento cognitivo e la regolazione del SNA.<br />
Una sana comunicazione tra le tre parti del cervello (tronco dell’encefalo che raccoglie l’imprinting del trauma, sistema limbico che raccoglie l’attivazione emotiva e la corteccia che esprime l’aspetto logico-cognitivo) permette l’emergere di sensazioni di comfort e di grounding.<br />
Bessel Van der Kolk afferma che “l’imprinting del trauma avviene nel tronco encefalico e non nella corteccia. Abbiamo perciò bisogno di un trattamento che si rivolga sia alla risposta del tronco encefalico che agli aspetti cognitivi”. Le vibrazioni bioenergetiche producono una risposta che si rivolge sia agli aspetti fisici che a quelli cognitivi.</p>
<p><strong>Le tre parti del cervello</strong><br />
Il tronco dell’encefalo è parte del SNA e questa ragione è indipendente dalla corteccia e non soggetto ad un controllo consapevole.<br />
Il sistema limbico – che raccoglie l’imprinting del trauma – è formato da amigdala, ippocampo, ipotalamo, talamo e mobilizza le emozioni e le azioni collegate alle emozioni. Lo scopo di questo sistema è di produrre una reazione di attacco/fuga o freezing superando il controllo esecutivo della corteccia. Per lavorare sul superamento delle emozioni connesse ad un evento traumatico non dobbiamo cercare di ricontattare la corteccia ma dobbiamo lavorare a livello del sistema limbico e del tronco dell’encefalo.<br />
Durante le esperienze stressanti il tronco dell’encefalo e il sistema limbico funzionano autonomamente dai lobi frontali della corteccia.<br />
Questo può condurre a comportamenti impulsivi, violenti, ad un aumento dell’ansia, della depressione, all’abuso di sostanze, a disturbi dell’apprendimento, e disordini collegati allo stress.</p>
<p><strong>I neuroni e il grounding</strong></p>
<p>Il nostro sistema nervoso comunica attraverso un circuito a due vie: top- down e bottom – up. Il trauma interrompe questa comunicazione. Questa comunicazione invece è mantenuta attraverso i neuroni afferenti ed efferenti. Il primo tipo di neuroni garantisce la comunicazione tra la periferia del corpo e il cervello, mentre il secondo tipo di neuroni garantisce il flusso di informazioni dal cervello al corpo. Questo circuito comunicativo completa il loop transcorticale. Questo flusso di informazioni nell’evento traumatico subisce una interruzione che, potremmo dire metaforicamente e non solo, separa il corpo dalla mente e interrompe il passaggio di informazioni a due vie interrompendo il loop transcorticale. Nel recupero del trauma è centrale partire da queste considerazioni e non partire dal coinvolgimento delle funzioni legate alla corteccia – ossia la narrazione e l’elaborazione cognitiva del trauma – ma farla precedere da un ristabilimento di questo circuito di comunicazione tra la mente e il corpo.<br />
Tremori e vibrazioni<br />
I tremori completano il loop transcorticale che è stato interrotto dal trauma, integrando automaticamente sia la ipoattivazione che la iperattivazione che possono rimanere dopo un trauma e ristabilendo la comunicazione a due vie di cui parlavamo poc’anzi.</p>
<p>I tremori neurogenici sono parte della memoria procedurale dell’animale. Il corpo li produce per completare il processo di scarica che è stato interrotto dal modello di risposta di attacco/fuga/freezing.</p>
<p>1. I tremori sono un modello riflessogeno contenuto nella memoria procedurale<br />
2. Sono l’arte della composizione genetica dell’organismo umano<br />
3. Sono genericamente basati sui processi di scarica dell‘organismo<br />
4. I tremori si estinguono automaticamente quando la risposta difensiva è completata.</p>
<p><strong>Gli esercizi di Berceli</strong><br />
Per lavorare sul corpo Berceli propone una specifica sequenza di esercizi che rilassa la muscolatura profonda dell’ileopsoas e ristabilisce, con una specifica progressione, il grounding. Nel corso della conferenza ha mostrato molti frammenti video di sessioni di lavoro corporeo che hanno permesso un ristabilimento di una qualità adeguata di vita a molte persone.</p>
<p>A cura di nicoletta cinotti</p>
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		<title>Terapia Bioenergetica</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 13:48:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/">Terapia Bioenergetica</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</h2>
<p>Lavorando con il corpo, ci occupiamo moltissimo di <em>vergogna. </em></p>
<p>Per Reich, e nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco. Inoltre, uno degli ostacoli al lavoro corporeo è spesso un sentimento di vergogna che ostacola l’esplorazione del vissuto corporeo ed emotivo.<br />
Per Helfaer <strong>il rispetto di sé è un concetto corporeo</strong> che permette di comprendere il sentimento della vergogna: significa essere in contatto con i propri sentimenti e con i propri stati corporei, permettendosi di lasciarsi guidare da essi.</p>
<p><strong>E’ espressione della vitalità e dello scorrere della propria energia vitale.</strong> Riflette la capacità di essere pienamente in contatto con se stessi e con il mondo esterno. La nostra capacità di rispettarci può essere minata da sentimenti di bassa autostima, come da altre sfumature della vergogna: odio di sé, umiliazione, senso di fallimento, di inadeguatezza e di mancanza di indipendenza.</p>
<p><strong>La vergogna è un’esperienza universale. Tutti l’abbiamo provata</strong>. Sappiamo cosa vuol dire provare sentimenti di inutilità, scarsa auto-stima, fallimento e sensazione di inadeguatezza. Sappiamo cosa significa sentire di non appartenere a niente e a nessuno, sentirci esclusi, sentire di aver perso le nostre relazioni importanti. Sappiamo cosa significa provare vergogna per la nostra condotta, per i nostri desideri ed il nostro comportamento.</p>
<p><strong>Sappiamo cosa significa vergognarci del nostro corpo o di parti del nostro corpo, della nostra sessualità, dei nostri desideri</strong>. Sappiamo cosa significa desiderare di sprofondare nella terra o sparire.</p>
<p>Una caratteristica della vergogna, che rende difficile elaborarla, è che raramente viene esplicitata. “<strong>La</strong> <strong>vergogna porta a nascondersi per paura di rendere il proprio Sè inaccettabile</strong>”.</p>
<p>Spesso ciò che emerge sono le difese strutturate rispetto alla vergogna: rabbia, disprezzo, invidia, depressione, ipocondria. Anche i tratti caratteriali di arroganza, superiorità, così come la grandiosità, sono difese ben conosciute contro la vergogna.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2893" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/vergogna-2.jpeg" alt="" width="300" height="150" /></p>
<p>I <em>fallimenti genitoriali</em> nel rispondere ai bisogni del bambino in modo facilitante portano allo sviluppo di un Ideale dell’Io incongruente con il Sè reale, corporeo del bambino. Ideali ed obiettivi irrealistici si sviluppano come compensazione e così l’adulto cresciuto da un tale bambino proverà vergogna rispetto ai propri bisogni infantili. <img decoding="async" class="size-full wp-image-3536 alignright" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/terapia-bioenergetica-vergogna.jpeg" alt="Terapia Bioenergetica Vergogna" width="225" height="225" /></p>
<p><strong>La prospettiva bioenergetica porta l’attenzione alla vergogna corporea</strong>, una vergogna che <strong>pervade l’identità, in cui le parti del corpo e le espressioni corporee sono vergognose</strong>. Nei sogni la vergogna si esprime spesso attraverso l’immagine di essere nudi in pubblico, specialmente con la parte inferiore del corpo, i genitali e la parte posteriore, esposti.</p>
<p>Senza il rispetto di sé, il vuoto lasciato dal crollo degli ideali può condurre alla depressione; <strong>finché non ristabiliamo la connessione con il corpo non possiamo stabilire aspettative più ragionevoli.</strong><br />
Nuove possibilità si possono aprire <strong>nel movimento</strong>, visto  il bambino che si vergogna, umiliato, si ritira, collassa. Al contrario, il bambino che è visto ed apprezzato, che è sostenuto energeticamente è dritto, vivace e sicuro di sè. Il brusco passaggio dall’eccitamento espansivo, sicuro di sè, alla contrazione vergognosa può essere all’origine della malattia somatica presente nella nostra vita.</p>
<p>Spesso, <strong>l’esperienza di vergogna è integrata nella personalità o carattere</strong>. La contrazione cronica dell’esperienza precoce di vergogna è il fondamento per costruire e mantenere questo sistema.<br />
Le esperienze precoci di vergogna si verificano all’interno del contesto dei legami vitali del bambino e <strong>strutturano un sistema di odio di sè che diventa la risposta del bambino al fallimento</strong> dei propri tentativi di connettersi, di ricostruire la relazione vitale come dovrebbe essere, di costruire l’amore e l’amabilità. Sono tentativi di ricostruire un Sè coesivo a partire da una esperienza di frammentazione.</p>
<p>Lo sviluppo dell’identità sessuale passa per l&#8217;’identificazione con i genitali, quando questa viene interrotta da abitudini sessuali negative, moralistiche, imbarazzanti e rifiutanti, porta alla vergogna genitale e nella castrazione. Ci si può sentire troppo svalutati per essere scelti o per essere liberi di scegliere un compagno.</p>
<p><strong>L’umiliazione, un aspetto dell’esperienza di vergogna, è particolarmente devastante.</strong> Infatti, con l’umiliazione, si può sviluppare un oggetto interno persecutorio.</p>
<h3><strong>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</strong></h3>
<p>Morrison afferma succintamente, “<strong>Se l’antidoto per la colpa è il perdono quello per la vergogna è l’accettazione di Sè, nonostante le debolezze, i difetti e i fallimenti</strong>”. L’atteggiamento di accettazione del terapeuta si colloca nel più ampio contesto del rispetto per la condizione, i sentimenti e la realtà del corpo così come questo è nel momento presente. È questo atteggiamento che conduce al rispetto di sé alla base dell’auto-accettazione.</p>
<p>La natura distintiva della bioenergetica porta immediatamente la vergogna al centro della relazione terapeutica: la sua essenza può essere catturata dalla frase “vedere la persona”. Il lavoro con il corpo è basato su una disciplina del guardare e vedere con il contatto. Dal momento che c’è un qualsiasi tipo di propensione alla vergogna, sarà facilmente ed alle volte subito stimolata dalla consapevolezza degli occhi del terapeuta, vissuto dal paziente come il proprio “occhio rivolto all’interno”.</p>
<p>Il guardare e l’osservare rispettosi devono essere basati sulla profonda accettazione da parte del terapeuta di sé stesso ad un livello corporeo, un’accettazione che sarà registrata dal cliente come un senso di rispetto che traspare nel suo modo di guardare e di stare in contatto. A questo punto il lavoro energetico può essere indirizzato ad aiutare il paziente a costruire un senso di rispetto del proprio corpo che sosterrà l’esplorazione del proprio movimento.</p>
<p>Qui, <strong>il lavoro bioenergetico dà il suo contributo unico al trattamento influenzando specifici aspetti del funzionamento somatico</strong>. Questi includono la tensione muscolare, la respirazione bloccata, il trattenere l’espressione emotiva e lo squilibrio delle risposte del sistema nervoso autonomo. Comunque, mentre un intervento bioenergetico è molto specifico nel modo in cui influenza una funzione corporea, la persona resta il centro del lavoro e la mancanza di contatto è sempre il tema energetico sottostante.</p>
<p><strong>La terapia bioenergetica porta l’attenzione anche alla sovraeccitazione del sistema nervoso simpatico, incoraggiando un equilibrio con il sistema parasimpatico. L’obiettivo terapeutico è la regolazione</strong>. Una regolazione dell’iper-attivazione si può ottenere attraverso la respirazione ritmica profonda, il pianto e la scarica espressiva della rabbia. In altri casi, con il trauma, è il parasimpatico ad essere sovra-attivato. Lo shock, il congelamento e i sintomi gastro-intestinali ne possono essere un esempio. Anche la depressione e l’ansia, in modi diversi, rappresentano lo squilibrio e la sovraeccitazione sia del sistema nervoso simpatico sia di quello parasimpatico, così come altri disturbi del sistema nervoso centrale e di quello ormonale. <strong>Il lavoro energetico in questi casi si focalizza, in modi differenti, sulla “regolazione verso il basso”.</strong></p>
<p>Nel condividere empaticamente l’esperienza del paziente, il lavoro energetico si sintonizza con le emozioni dolorose, favorendo il respiro che libera il pianto ed il dolore, tra gli altri processi, e favorisce la <strong>guarigione delle contrazioni dolorose e delle emozioni correlate, permettendo lo svilupparsi e il consolidarsi di un atteggiamento rispettoso nei confronti di se e dei propri limiti.</strong></p>
<p><strong>L’intenzione della terapia è aiutare il paziente ad essere in contatto con l’esperienza interiore. Ristabilendo un contatto più profondo con se stesso, le parti alienate e l’energia impiegata nell’estraniamento e nelle proiezioni può essere nuovamente investite nel Sè.</strong><br />
Qui, il contributo della bioenergetica è di aiutare il soggetto a trovare ed a correggere il proprio movimento, a liberare la pulsazione dalle restrizioni caratteriali ad un livello di atteggiamento ed energetico.</p>
<p>E’ molto importante notare che <strong>rispettarsi, non significa non sentire la vergogna o il dolore</strong>. Al contrario, è la predisposizione nei confronti del Sè che permette di sentire e di “sopportare” la vergogna ed il dolore. Permette di sopportare le emozioni piuttosto che sopportare gli effetti della lotta contro di essi. Nel sopportare la vergogna, possiamo, in un certo senso, completare un’esperienza, sentirla dall’inizio alla fine. <strong>Possiamo guardare alle origini della vergogna all’interno della nostra personalità e della nostra storia. Anche questo prepara il terreno per l’auto-accettazione, l’antidoto alla vergogna, l’accettazione del proprio Sè con i suoi limiti e i suoi fallimenti</strong></p>
<p>adattato dal testo<br />
© a cura di Nicoletta Cinotti</p>
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		<title>Dichiarare pace al blocco e alla contrazione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/dichiarare-pace-al-blocco-e-alla-contrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità permette al livello di tensione di abbassarsi. I problemi e le soluzioni Quando abbiamo dei problemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. <strong>Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità</strong> permette al livello di tensione di abbassarsi.</p>
<p>I problemi e le soluzioni</p>
<p>Quando abbiamo dei problemi possiamo pensare di essere sbagliati oppure di essere giusti ma di avere delle risposte sbagliate che portano sofferenza nella nostra vita. E’ vero che la sofferenza, come la gioia, sono ingredienti ineliminabili della vita. Ma, a volte, anziché migliorare le cose, con il nostro intervento le peggioriamo.<br />
Per questo <strong>il dialogo tra visualizzazioni guidate e bioenergetica è così significativo</strong>.<br />
In entrambi gli approcci si pensa che le persone siano, nella loro intima natura, sane, buone e capaci di consapevolezza e attenzione. Qualunque sia la difficoltà che incontrano nella loro vita. Qualunque sia il disastro che hanno combinato, niente può modificare questa intima qualità positiva della loro natura.<strong> Sono le contrazioni, del corpo e della mente, che ci portano a sperimentare modelli disfunzionali di risposta, ci rinchiudono in circoli viziosi</strong>, aggiungono sofferenza al dolore e alle difficoltà che incontriamo. Il punto quindi è aprire il campo di consapevolezza, il radicamento nel corpo, la capacità di cogliere il processo nei suoi elementi base, perché possa ristabilirsi il contatto con la nostra intima natura, perché possano arrivare le risposte alle nostre domande.<br />
<strong>La cura diventa così un processo autoregolato che necessita di strumenti e di sostegno dall’esterno ma che non delega mai la responsabilità delle scelte all’altro.</strong> E soprattutto porta un profondo senso di pace e di accettazione verso noi stessi e la nostra vita. Infatti, nel momento in cui diventiamo consapevoli di una contrazione che restringe il nostro campo di consapevolezza, iniziamo, come pazienti scienziati di noi stessi, ad esplorarla, percepirla, comprenderla nella sua intima natura. E <strong>dichiarando pace al blocco e alla contrazione permettiamo che il flusso autoregolato della nostra vita riprenda a scorrere.</strong></p>
<p>Testo tratto liberamente da www.nicolettacinotti.net</p>
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		<title>Il sentiero dell’autoguarigione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-sentiero-dellautoguarigione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere dominati inconsciamente dalla paura e dai sensi di colpa</strong>.</p>
<p>Recenti studi hanno mostrato che molte malattie insorgono perché gli stati d’animo di sofferenza possono alterare completamente il funzionamento biologico. Al tempo stesso, si è anche visto che <strong>stati di benessere possono riportare al corretto funzionamento</strong> i processi fisiologici alterati. Pertanto le emozioni sono decisive per il funzionamento del sistema immunitario, di quello endocrino e di quello neurovegeta-tivo e, allora, la nostra <strong>salute fisica potrebbe dipendere da quella emotiva</strong>.</p>
<p>Il mio lavoro è dedicato all’integrazione, possibilmente gioiosa, di corpo – mente – spirito. Offro un’occasione di riflessione su sé stessi ma anche di contatto con la vitalità ed il piacere. Ci apriamo all’ascolto del corpo e alla sua energia con gli esercizi della bioenergetica. Poi, per cominciare a lasciar andare la paura che c’impedisce di vivere davvero, useremo le visualizzazioni guidate ed <strong>uno dei più antichi mantra di purificazione</strong> che esistano. Deriva dalla Cabala e significa ‘spirito, soffio di Dio’; tende a sciogliere blocchi e tensioni ed a risvegliare il piacere e la gioia di vivere. Infatti, <strong>le vibrazioni prodotte dal suono</strong> funzionano da ‘massaggio psichico’: puliscono i centri energetici, liberano l’intuito e la creatività, <strong>rafforzano il senso d’identità e le capacità di autoaffermazione</strong>.</p>
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		<title>Ascoltare il corpo</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/ascoltare-il-corpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 11:04:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico</strong>. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel modo che abbiamo imparato a fare per non soffrire troppo e condiziona anche i sentimenti con cui affrontiamo le situazioni. Spesso, queste tensioni sono associate a sentimenti di tristezza, paura e rabbia.<br />
<strong>A volte le esperienze dell’infanzia portano a non sentirsi degni d’amore e quindi, temendo risposte ostili dagli altri, a rinunciare ad esprimersi</strong>. Così molti di noi hanno imparato molto presto a limitare la vitalità ed a creare barriere contro le emozioni, e questo implica che non sempre riusciamo a dare spazio ai nostri bisogni più profondi. Proprio per questo l<strong>avoro per risvegliare il nostro corpo e le nostre emozioni</strong>.<br />
Quando il corpo si espande, grazie alla respirazione profonda e all’aumento di flessibilità, ci restituisce un maggior senso di sé, risveglia i ricordi nascosti nella muscolatura contratta e cambia il modo di percepire, permettendoci di uscire dal circolo vizioso di chiusura e rinuncia. Infatti, <strong>dando spazio alle diverse parti di noi, affrontando il disagio, la paura e il senso di colpa, permettiamo uno scambio che porta a maggiore armonia, serenità e gioia di vivere.</strong><br />
Nel mio lavoro la respirazione assume un ruolo veramente centrale: osservare il modo in cui una persona respira permette di vedere come si pone rispetto al diritto di prendere ciò che le serve nella vita. Respirare è un atto aggressivo e spesso, un’insufficiente ampiezza del respiro si riflette in una riduzione del flusso delle sensazioni nel corpo che può portare a scoraggiamento e tristezza.</p>
<p><strong>Aumentare l’ampiezza del respiro è possibile ed il risultato è talvolta sorprendente perché magari scopriamo che un disturbo ritenuto mentale era in realtà connesso alla rigidità del corpo</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2774" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/rspira-300x150-1.jpg" alt="" width="300" height="150" /><br />
Incoraggio sempre un atteggiamento amorevole che ci da il permesso di essere chi siamo; penso che respirare ci faccia dire di sì a noi stessi: <strong>mentre inspiriamo ci nutriamo profondamente, mentre espiriamo ci accettiamo e ci perdoniamo per le cose che credevamo essere errori.</strong><br />
Per esempio, come stiamo respirando in questo momento? Si vede l’espansione del torace e dell’addome quando inspiriamo? Prendiamo un momento per fare qualche respiro profondo, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, ricordando che per approfondire e allungare il respiro abbiamo bisogno di allungare l’espirazione. Inspiriamo profondamente ed espiriamo fino a quando sentiamo di aver vuotato i polmoni, a quel punto inspiriamo di nuovo e continuiamo per qualche secondo .… Come ci sentiamo ora? Osserviamo e ascoltiamo quello che questo breve esercizio ci ha portato.<br />
Un <strong>concetto fondamentale in bioenergetica è quello del grounding</strong>, cioè del radicamento, dell’imparare a stare bene con i piedi per terra. E’ una posizione in piedi con le ginocchia flesse che permette di osservare (e alla persona di sentire) la capacità di reggersi sulle proprie gambe, in tutti i sensi. In particolare, il modo in cui una persona sta in piedi esprime molto rispetto ai suoi primi rapporti. Con il tempo, la pratica aiuta a entrare nelle proprie gambe, a sentirle da dentro, anche perché permette di contattare l’istinto e l’animalità troppo spesso repressi.</p>
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		<title>Il corpo ha capacità di autoguarigione: come aiutarlo</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-corpo-ha-capacita-di-autoguarigione-come-aiutarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 09:54:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il corpo ci accompagna ella vita da sempre e, in effetti, non abbiamo un corpo ma lo siamo. Come incoraggiare e sostenere l&#8217;autoguarigione? 1) Accrescendo la consapevolezza dei nostri reali bisogni 2) Prendendoci cura del corpo.  Sosteniamo il riequilibrio e l’armonia con la respirazione, la visualizzazione e la meditazione, con la bioenergetica 3) Riducendo l’attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il corpo ci accompagna ella vita da sempre e, in effetti, non abbiamo un corpo ma lo siamo</strong>.</p>
<p>Come incoraggiare e sostenere l&#8217;autoguarigione?</p>
<p><strong>1) Accrescendo la consapevolezza dei nostri reali bisogni</strong></p>
<p><strong>2)</strong> <strong>Prendendoci cura del corpo.  Sosteniamo il riequilibrio e l’armonia con la respirazione, la visualizzazione e la meditazione, con la bioenergetica</strong></p>
<p><strong>3) Riducendo l’attività mentale</strong></p>
<p>4) Riconoscendo le nostre emozioni</p>
<p><strong>5) Coltivando rapporti umani caldi e supportivi, basati sulla fiducia e sull’empatia.</strong></p>
<p>6) Liberando la creatività</p>
<p>7) Esprimendo quello che sentiamo</p>
<p>8) Accentando noi stessi, smettendo di criticarci</p>
<p>9) Rilassandoci, facendo contatto profondo con noi stessi</p>
<p>10) Prevenendo  lo sviluppo delle malattie valorizzando ciò che siamo ed occupandoci del proprio benessere.</p>
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		<title>Essere guerrieri vulnerabili</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/essere-guerrieri-vulnerabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 09:34:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per essere un guerriero spirituale, uno dovrebbe avere un cuore rotto; senza un cuore rotto e il riconoscimento di un senso di tenerezza e vulnerabilità dentro di sè e in tutti gli altri, il suo valore guerriero non è credibile. Chögyam Trungpa Rinpoche The Sacred Path of the Warrior. Ed. Shambhala Ciascuno di noi ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><em>Per essere un guerriero spirituale,</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>uno dovrebbe avere un cuore rotto;</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>senza un cuore rotto</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>e il riconoscimento di un senso di tenerezza e vulnerabilità</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>dentro di sè e in tutti gli altri,</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>il suo valore guerriero non è credibile.</em></span></p>
<p>Chögyam Trungpa Rinpoche<br />
The Sacred Path of the Warrior. Ed. Shambhala</p>
<p>Ciascuno di noi ha dentro di sé un guerriero, un guerriero spirituale che lotta per trovare il giusto equilibrio tra il lasciare andare e l’aggrapparsi, combattere e arrendersi, desiderare e ottenere, vincere e perdere…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2749" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/STT-Sales-windScarf-300x113-1.jpg" alt="" width="300" height="113" /></p>
<p><strong>La via del guerriero è il cammino di ciascuno di noi verso la saggezza</strong> data dalla capacità di stare nella nostra natura umana, con tutto quello che questo significa nel quotidiano, riconoscendone però la scintilla divina. <strong>La bioenergetica aiuta a contattare la realtà: il grounding, con il bend over e l’arco, ci prepara ad affrontare le piccole e grandi sfide che la vita ci presenta.</strong></p>
<p>“La mente è alla continua ricerca di zone di sicurezza, ma queste si dissolvono una dopo l’altra e allora ci affanniamo a costruirne di nuove. Vogliamo sempre sapere che cosa ci aspetta…<strong>La via del guerriero è opposta ala mente</strong>, …è quando siamo totalmente aperti a qualsiasi cosa possa accadere senza tirarci indietro, senza fissarci su noi stessi…<br />
Come può l’esercizio fisico cambiare il nostro atteggiamento verso la vita?<br />
La nostra natura umana ci porterebbe a sdraiarci sul pavimento e fare il minor sforzo possibile, quante volte lasciamo, o abbiamo lasciato, un’attività fisica perché troppa fatica, frustrazione, paura del cambiamento che l’esercizio fisico porterà nel nostro corpo/mente (anche se la paura è sempre ben nascosta e difficile da riconoscere nel suo sorgere!).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2754" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/Unknown.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></p>
<p><strong>La pratica bioenergetica si basa sul respiro: prendere ciò di cui abbiamo bisogno e poi lasciar andare. Lavoriamo per aprire il corpo</strong>, affinché il respiro fluisca e, anche, per portare il respiro nelle nostre chiusure e rigidità, per ammorbidirle e fare spazio. Ognuno di noi possiede tutto quello che serve per vivere in armonia. E’ il processo che ci porta a fare amicizia con noi stessi e col mondo, un processo che coinvolge non solo le parti che ci piacciono, ma tutto quello che c’è.<br />
“Le cose funzionano sempre per me”<br />
<strong>Questa è la novità data dalla connessione corpo-mente: senza sforzo e aperti alla grazia, impariamo a riconoscerla e a sperimentarla nel quotidiano con il cuore pieno di gratitudine</strong>.</p>
<p>Liberamente ispirato da http://destinazionemindfulness.com/be-vulnerable-warrior-guerrieri-vulnerabili/</p>
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		<title>La meditazione camminata di Thich Nhat Hanh</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/la-meditazione-camminata-thich-nhat-hanh/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 09:09:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>﻿Meditazione Camminata La meditazione camminata è una forma diversa di meditazione, nella quale ti focalizzi sul gesto di camminare. Rispetto ad una camminata normale i movimenti sono molto più rallentati e si ascolta tutto quello che succede mentre si cammina. Praticando la meditazione consapevole si diventa consapevole del movimento, dell’appoggio, dello spostamento del peso e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span>Meditazione Camminata</h2>
<p>La meditazione camminata è una forma diversa di meditazione, nella quale ti focalizzi sul gesto di camminare.<br />
Rispetto ad una camminata normale i movimenti sono molto più rallentati e si ascolta tutto quello che succede mentre si cammina. Praticando la<strong> meditazione consapevole si diventa consapevole del movimento, dell’appoggio, dello spostamento del peso e di tutte quelle sensazioni che solitamente non vengono percepite ma che invece sono sempre presenti.</strong></p>
<p>A differenza della meditazione da seduti, mentre si cammina gli occhi sono aperti, il corpo è eretto e si muove, e in generale c’è una maggiore interazione con il mondo esterno. Proprio per questo può risultare più facile rimanere nel qui ed ora.<br />
Ecco alcuni effetti benefici della meditazione camminata:<br />
1. Una volta sviluppata l’abilità di focalizzare l’attenzione sulla camminata, <strong>puoi farla anche nella vita quotidiana</strong>. Per esempio in mezzo ad un bosco, quando ti rechi al lavoro o in qualunque momento ti ritrovi a camminare. Le occasioni non mancano!<br />
2. <strong>Quando ti senti eccessivamente stanco o stressato</strong> può essere un modo stupendo per calmare la mente e ritrovare la serenità.<br />
3. E’ molto benefica <strong>dopo mangiato perché aiuta la digestione</strong>, appena ci si alza dal letto perché permette al corpo di riattivarsi dolcemente, e può essere un toccasana anche <strong>dopo lunghi periodi in cui sei stato seduto in ufficio o magari davanti al computer.</strong><br />
4. Migliora molto la entratura. Mentre pratichi insorgerà la noia, il dubbio, pensieri che non c’entrano niente con il momento presente, ma è del tutto normale. Riporta continuamente <strong>l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni che la camminata porta</strong> e in questo modo rimani centrato.<br />
La meditazione camminata che conosco e uso io appartiene alla tradizione di Thich Nhat Hanh ed è abbinata al respiro consapevole: inspirando metto avanti un piede ed espirando muovo l’altro, sentendo bene l’appoggio del tallone, della parte centrale del piede e infine delle dita. In questo modo <strong>diventiamo i nostri passi ed il nostro respiro.</strong> L’attenzione è concentrata su questi due elementi, e sull’essere pace.<br />
Prima di iniziare a camminare è importante restare in piedi in modo consapevole. Puoi chiederti:<br />
Il peso del corpo è sulla punta dei piedi o soprattutto sui talloni? Le gambe sono attive? Il bacino è neutro? L’addome è rilassato o contratto? La respirazione è profonda e regolare oppure superficiale e irregolare? Il collo è dritto? La testa è in posizione neutra o leggermente inclinata?</p>
<h2>Camminata Lenta e Consapevole</h2>
<p>Una volta che ti sei concentrato su come stai in piedi puoi iniziare a camminare. La <strong>camminata dovrebbe essere più lenta possibile</strong> perché è proprio questo rallentamento che ti permette ti osservare e percepire anche i più piccoli movimenti del corpo.<br />
Nella vita solitamente chi va più veloce arriva primo al traguardo, in questo caso invece l’obiettivo è l’ascolto del respiro e dei passi, non il raggiungimento d’una meta.<br />
Un’altro aspetto importante è camminare nel modo più naturale possibile. L’idea non è cambiare il modo in cui cammini ma diventarne consapevoli.<br />
Prima di tutto senti le piante dei piedi, quello che succede durante l’appoggio di un piede sul pavimento. Percepisci il tallone che tocca terra per primo, poi la parte centrale del piede, per ultime le dita. Senti come cambia la distribuzione del peso man mano che appoggi tutto il piede a terra.<br />
<strong>Porta l’attenzione anche alle caviglie, ai polpacci, alle ginocchia, alle cosce e al bacino</strong>. Senti come tutte queste parti del corpo partecipano alla camminata e come si modificano in relazione ad ogni piccolo movimento dei piedi.<br />
A questo punto senti la colonna vertebrale che partecipa la movimento, il petto, le spalle, le braccia che si muovono ed infine percepisci anche i cambiamenti che ci sono nel collo e nella testa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2738 size-full" title="Meditazione Camminata" src="/wp-content/uploads/2023/05/meditazione-camminata1-300x225-1.jpg" alt="Meditazione Camminata" width="300" height="225" /> Meditazione Camminata</p>
<h3>Meditazione camminata: come farla e perché fa bene</h3>
<p>Anche se normalmente non ci fai caso, puoi scoprire che <strong>in ogni parte del corpo si verificano dei “micro-cambiamenti”</strong> e, se focalizzi la tua attenzione, puoi chiaramente percepirli.<br />
Durante la camminata sicuramente insorgeranno delle sensazioni, alcune positive, altre negative ed altre ancora neutre. Sentile, cerca di esserne il più consapevole possibile e continua a camminare.<br />
Stessa cosa dovresti fare per le emozioni.<br />
<strong>Osserva i tuoi stati emotivi</strong>, senti se sei annoiato, se sei contento, se sei stanco oppure arrabbiato. Osserva quello che insorge e non cercare di cambiarlo. Accettalo, non giudicarlo e sii consapevole.<br />
Di certo insorgeranno anche i pensieri, osserva semplicemente cosa accade. La tua mente è calma? E’ agitata? A cosa stai pensando? A cose relative alla pratica o a cose che non c’entrano niente?<br />
Tratta i pensieri come le sensazioni e le emozioni. Osservali, sii consapevole, non giudicarli, non respingere quelli negativi e non ti attaccare a quelli positivi.</p>
<p>Quando decidi di terminare la meditazione non farlo bruscamente, accompagna la chiusura in modo lento e consapevole. Fermati per un breve periodo esattamente dove ti trovi e cerca di percepire cosa cambia nel corpo, nelle sensazioni, nelle emozioni e nei pensieri quando il movimento termina.<br />
<strong>Questa tecnica può essere pratica durante la quotidianità.</strong><br />
Semplicemente facendo le stesse cose sopra descritte ma mentre cammini normalmente. Quello che cambia è che invece di pensare al lavoro, ai soldi, alla cena etc ti concentri sul tuo corpo, sulle tue sensazioni, sulle tue emozioni e suoi tuoi pensieri.<br />
In questo modo la mente non starà sempre fra il passato ed il futuro e <strong>potrai vivere appieno il momento presente, il qui ed ora, godendo di più la camminata.</strong></p>
<p>Certo, ci saranno più distrazioni rispetto a quando la pratichi in luoghi appositi, ma anche queste fanno parte del cammino. Osservale, renditi conto che ti hanno fatto distrarre e torna su te stesso.<br />
Adattato da <em>Camminata Consapevole: come farla e perchè fa bene.</em></p>
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		<title>C&#8217;era una volta/Once upon a time</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/testimonianza-in-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 13:49:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una descrizione video di un percorso terapeutico fatto con me.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" title="Once upon a time" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/9vOaw_ohrWE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Una descrizione video di un percorso terapeutico fatto con me.</p>
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		<title>Competenze Intelligenza Emotiva</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/competenze-intelligenza-emotiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 12:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[autocritica]]></category>
		<category><![CDATA[conflict management]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[gestione stress]]></category>
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		<category><![CDATA[pensieri negativi]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Competenze Intelligenza Emotiva: le 5 dimensioni dell’intelligenza affettiva riguardano sia competenze personali sia competenze sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/competenze-intelligenza-emotiva/">Competenze Intelligenza Emotiva</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Competenze Intelligenza Emotiva</h2>
<p>L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi e di gestire positivamente le emozioni tanto interiormente quanto nelle relazioni. Descrive competenze emotive che sono distinte dall’intelligenza accademica che si misura con il quoziente d’intelligenza: molte persone con un alto QI ma carenti d’intelligenza emotiva finiscono ad avere problemi sul lavoro e comunque spesso alle dipendenze di gente con un QI più basso che però eccelle nelle capacità dell’intelligenza emotiva.</p>
<div id="attachment_3512" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3512" class="wp-image-3512" title="Competenze Intelligenza Emotiva" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/intelligenza-emotiva.jpg" alt="Intelligenza Emotiva" width="300" height="300" /><p id="caption-attachment-3512" class="wp-caption-text">Intelligenza Emotiva</p></div>
<p>Le <strong>5 dimensioni dell’intelligenza affettiva</strong> riguardano sia competenze personali, che determinano il modo in cui controlliamo noi stessi, sia competenze sociali, che determinano il modo in cui gestiamo le relazioni.</p>
<p>Tutte queste competenze sono:</p>
<ul>
<li><strong>indipendenti</strong></li>
<li><strong>interdipendenti</strong></li>
<li><strong>gerarchiche, si fondano le une sulle altre</strong></li>
<li><strong>necessarie ma non sufficienti</strong></li>
<li><strong>generiche, applicabili a tutti i settori lavorativi</strong></li>
</ul>
<h3><strong>COMPETENZE SOCIALI</strong></h3>
<p><strong>EMPATIA</strong></p>
<ul>
<li>Comprensione degli altri: percezione dei sentimenti e delle prospettive altrui; interesse attivo per le preoccupazioni degli altri</li>
<li>Assistenza:anticipazione, riconoscimento e soddisfazione delle esigenze altrui</li>
<li>Promozione dello sviluppo altrui: percezione delle esigenze di sviluppo degli altri e capacità di mettere in risalto e potenziare le loro abilità</li>
<li>Sfruttamento delle diversità: saper coltivare le opportunità offerte da persone di tipo diverso</li>
<li>Consapevolezza politica: saper leggere e interpretare le correnti emotive e i rapporti di potere nei gruppi</li>
</ul>
<p><strong>ABILITA’ SOCIALI</strong></p>
<ul>
<li>Influenza: impiego di tattiche di persuasione efficienti</li>
<li>Comunicazione: invio di messaggi chiari e convincenti</li>
<li>Leadership: capacità di ispirare e guidare i gruppi</li>
<li>Capacità di iniziare o dirigere il cambiamento</li>
<li>Gestione del conflitto: capacità di negoziare e risolvere disaccordi</li>
<li>Costruzione di legami: capacità di favorire e alimentare relazioni utili</li>
<li>Collaborazione e cooperazione: capacità di lavorare con altri verso obiettivi comuni</li>
<li>Lavoro in team: capacità di creare una sinergia di gruppo nel perseguire obiettivi</li>
</ul>
<h3><strong>COMPETENZE PERSONALI</strong></h3>
<p><strong>CONSAPEVOLEZZA DI SE’</strong></p>
<ul>
<li>Consapevolezza emotiva: riconoscimento delle proprie emozioni e dei loro effetti</li>
<li>Autovalutazione accurata: conoscenza dei propri punti di forza e dei propri limiti</li>
<li>Fiducia in sè stessi: sicurezza nel proprio valore e nelle proprie capacità</li>
</ul>
<p><strong>PADRONANZA DI SE’</strong></p>
<ul>
<li>Autocontrollo: dominio delle emozioni e degli impulsi distruttivi</li>
<li>Fidatezza: mantenimento di standard di onestà ed integrità</li>
<li>Coscienziosità: assunzione delle proprie responsabilità</li>
<li>Adattabilità: flessibilità nel gestire il cambiamento</li>
<li>Innovazione: capacità di sentirsi a proprio agio e d’avere un atteggiamento aperto davanti a idee e impostazioni nuove</li>
</ul>
<p><strong>MOTIVAZIONE</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Spinta alla realizzazione: impulso a migliorare o a raggiungere uno standard d’eccellenza</li>
<li>Impegno: adeguamento agli obiettivi dell’organizzazione</li>
<li>Iniziativa: prontezza nel cogliere occasioni</li>
<li>Ottimismo: perseguire gli obiettivi nonostante ostacoli e insuccessi</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/competenze-intelligenza-emotiva/">Competenze Intelligenza Emotiva</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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