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	<title>centratura Archivi &#187; Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</title>
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	<description>Psicoterapeuta Gestalt Torino</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 12:02:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>5 passi per trasformare il tuo DNA</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-passi-per-trasformare-il-tuo-dna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[autoguarigione]]></category>
		<category><![CDATA[centratura]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<category><![CDATA[psico-neuro-endocrino-immunologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con questi passi possiamo sovrascrivere i virus nel nostro DNA e trasformarlo! Scegli obiettivi, mettili a fuoco e infondili di gratitudine. Entraci completamente, sentendola dentro di te. Circondarti di persone che hanno un&#8217;influenza primaria positiva,  e che sono congruenti con le tue aspirazioni aiuta a trasformare il tuo DNA e a fermare la riattivazione del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con questi passi possiamo sovrascrivere i virus nel nostro DNA e trasformarlo!</p>
<ol>
<li>Scegli obiettivi, mettili a fuoco e <strong>infondili di gratitudine</strong>. Entraci completamente, sentendola dentro di te.</li>
<li><strong>Circondarti di persone che hanno un&#8217;influenza primaria positiva</strong>,  e che sono congruenti con le tue aspirazioni aiuta a trasformare il tuo DNA e a fermare la riattivazione del DNA  spazzatura.</li>
<li><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-3651" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2026/06/images-2.jpeg" alt="" width="341" height="227" /></li>
<li><strong>Ogni giorno</strong> osserva cosa funziona per te, scrivilo ed <strong>entra nella gratitudine e nella meraviglia. Queste sono le onde portanti</strong> di cui hai bisogno. C&#8217;è cosi tanto per cui essere grati!</li>
<li><strong>Crea punti di gratitudine in cui festeggiare e sentire gioia</strong>. Stabilisci un orario per questo ogni giorno, permetti alle onde portanti di attraversarti!</li>
<li>Apriti a ricevere, l&#8217;universo vuole sostenerci ma spesso non sappiamo come fare. Esercitati a immaginare di ricevere tutto ciò di cui hai bisogno o che desideri, che ci sia tutto il sostegno che abbiamo sempre sognato. <strong>Apri il tuo cuore e percepisci la gratitudine, la meraviglia e la beatitudine.</strong> Più intensamente permetti a tutto questo di attraversarti più è probabile che raggiunga il DNA. SPERIMENTALO!</li>
</ol>
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		<title>Guarire il Bambino Interiore</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/guarire-il-bambino-interiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 17:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[autocritica]]></category>
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		<category><![CDATA[autosvalutazione]]></category>
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		<category><![CDATA[inner child]]></category>
		<category><![CDATA[inner child healing]]></category>
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		<category><![CDATA[Vitalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>4 cose che il tuo bambino interiore ha bisogno di sentire Come guarire il bambino interiore? Quando ripensi alla tua infanzia, potresti avere alcuni ricordi spensierati e positivi, e altri difficili e impegnativi da rivedere. Qualunque sia la ragione, quando eravamo piccoli potremmo non aver soddisfatto tutti i nostri bisogni. E così, c&#8217;è un bambino [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>4 cose che il tuo bambino interiore ha bisogno di sentire</h2>
<p>Come guarire il bambino interiore?<br />
Quando ripensi alla tua infanzia, potresti avere alcuni ricordi spensierati e positivi, e altri difficili e impegnativi da rivedere.</p>
<p>Qualunque sia la ragione, quando eravamo piccoli potremmo non aver soddisfatto tutti i nostri bisogni.</p>
<h4>E così, c&#8217;è un bambino interiore dentro ognuno di noi che cerca l&#8217;amore e la cura che ha sempre desiderato&#8230;</h4>
<p>Coltivare il bambino interiore dentro di te e <strong>fornire a quella parte di te l&#8217;amore e le cure di cui aveva bisogno da bambino. </strong>Questo è un modo potente per portare pace nel tuo mondo interiore guarire il bambino interiore.</p>
<p>Oggi avremo la possibilità di parlare al nostro bambino interiore e di dargli un po’ della rassicurazione di cui ha bisogno.</p>
<p>Infatti, <strong>il bambino dentro di noi ha bisogno del nostro amore e della nostra rassicurazione.</strong> Quando gli diciamo ciò che ha bisogno di sentire, sperimentiamo un profondo cambiamento dentro di noi che apre la porta a una maggiore pace e facilità interiore.</p>
<p><em>Il tuo bambino interiore cerca il tuo amore</em>, compassione, sostegno e comprensione.</p>
<p>Se vuoi iniziare il processo di connessione, nutrimento e guarigione del tuo bambino interiore, allora fargli conoscere queste quattro cose è un ottimo punto di partenza:</p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Tutte le tue emozioni sono valide</strong></span></li>
</ol>
<p>Abbiamo tutti attraversato molte difficoltà quando eravamo bambini. Che fosse dovuto a tensioni familiari, stress scolastici o esperienze traumatiche, il tuo sé più giovane ha dovuto affrontare sfide.</p>
<p>E probabilmente, quel bambino ha sperimentato emozioni che sentiva di dover reprimere, ignorare o nascondere alle persone intorno a lui. Potrebbe aver imparato che non avrebbe dovuto sentirsi in un certo modo o che le sue emozioni non avevano senso.</p>
<p>Ma la verità è che tutti i suoi sentimenti avevano senso. <strong>Tutte le sue emozioni erano valide.</strong> Avevamo il diritto di provarle e avevamo diritto che quei sentimenti fossero visti, onorati e convalidati.</p>
<p>Quindi diamo ora questa rassicurazione al tuo bambino interiore.</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Tutte le tue emozioni sono valide.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>I tuoi sentimenti hanno senso</em>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Sei abbastanza</strong></span></li>
</ol>
<p>È durante l&#8217;infanzia, quando il nostro sistema nervoso impara ad adattarsi al mondo, che spesso si formano le nostre convinzioni limitanti più forti e rumorose. Ci portiamo dietro queste convinzioni limitanti per tutta l&#8217;infanzia e fino alla vita adulta, e nel tempo influenzano il modo in cui vediamo noi stessi e il mondo che ci circonda.</p>
<p>E una delle convinzioni limitanti più forti che molti di noi portano con sé è la convinzione di non essere abbastanza. <strong>Probabilmente c&#8217;è un bambino dentro di te che dubita di essere abbastanza</strong>&#8230; Se è abbastanza intelligente, abbastanza bravo, abbastanza forte, abbastanza bello&#8230;</p>
<p>Può essere un&#8217;esperienza di guarigione incredibilmente potente tornare indietro e rassicurare il tuo bambino interiore che è, in effetti, abbastanza. Fargli sapere che è sempre stato abbastanza e lo sarà sempre, non importa cosa.</p>
<p>Proviamoci ora.</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei abbastanza.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei sempre stato abbastanza.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sarai sempre abbastanza.</em></strong></p>
<div id="attachment_2861" style="width: 261px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2861" class="wp-image-2861 size-full" title="Guarire il Bambino Interiore" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/images-12.jpeg" alt="Guarire il Bambino Interiore" width="251" height="201" /><p id="caption-attachment-2861" class="wp-caption-text">Guarire il Bambino Interiore</p></div>
<ol start="3">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Non ti abbandonerò mai</strong></span></li>
</ol>
<p>Il nostro bambino interiore spesso si sente vulnerabile, spaventato e preoccupato di essere trascurato o abbandonato.</p>
<p><strong>Un modo per aiutare il nostro sé adulto a sentirsi più centrato e a suo agio nel momento presente è quello di lenire e confortare il bambino interiore dentro di noi che è preoccupato, turbato o spaventato.</strong></p>
<p>Ora, come adulto saggio, hai la possibilità di far sapere a quel bambino interiore che sarai lì per lui, che ti prenderai cura di lui, che lo proteggerai e che lo sosterrai non importa cosa.</p>
<p>Facendo sapere a quel bambino interiore che sarai lì per lui. Non importa quanto siano grandi i suoi sentimenti, non importa cosa faccia e non importa quali errori commetta, puoi andare avanti sentendoti più lucido, libero e forte.</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sono sempre qui per te.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Non ti abbandonerò mai.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>In qualsiasi caso, </em><em>ti sostengo.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="4">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Ora sei al sicuro e sei libero di essere te stesso</strong></span></li>
</ol>
<p>Una parte potente del lavoro di guarigione del bambino interiore è aiutarlo a sentirsi al sicuro, protetto e a suo agio.</p>
<p>Quando possiamo incoraggiare quel bambino dentro di noi a essere libero e a sentirsi calmo, felice e sicuro di sé, possiamo iniziare a liberarci di vecchi schemi, lasciar andare i dubbi su noi stessi, smantellare le convinzioni limitanti e arrivare a un punto nel momento presente in cui ci sentiamo connessi, allineati e in pace con noi stessi.</p>
<p><strong>Quando il nostro bambino si sente al sicuro e quando ci sentiamo al sicuro, possiamo iniziare a vivere pienamente come il nostro sé più autentico.</strong></p>
<p>Vuoi provarci?</p>
<p>Porta alla mente un&#8217;immagine del tuo sé più giovane, il tuo bambino interiore. Con gli occhi della mente, scendi al suo livello, guardalo negli occhi e digli:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Ora sei al sicuro.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sono qui per gestire qualsiasi cosa ci capiti.</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Sei libero di rilassarti ed essere te stesso.</em></strong></p>
<p>________________________________________________________________________</p>
<p><strong>4 Things Your Inner Child Needs To Hear</strong></p>
<p>When you look back on your childhood, you may have some memories that are lighthearted, carefree, and positive, and yet others that are difficult and challenging to look back on.</p>
<p>For whatever reason, we may not have had all of our needs met when we were younger.</p>
<p>And so, there’s an inner child inside of all of us that is looking for the love and care it always longed for…</p>
<p>Nurturing the inner child within you and <strong>providing that part of you with the love and care it needed as a child</strong> is a powerful way to bring inner peace to your internal world.</p>
<p>Today, we are going to get the chance to speak to our inner child, and <strong>give it some of the reassurance it needs to hear. </strong></p>
<p>the little child within us needs our love and reassurance, and that when we tell it what it needs to hear, we experience a deep shift within us that opens the door to greater peace and ease within.</p>
<p>Your inner child seeks your love, compassion, support, and understanding. If you want to start the process of connecting with, nurturing, and healing your inner child, then letting it know these four things is a great place to start:</p>
<ol>
<li><strong> All of your emotions are valid</strong></li>
</ol>
<p>We all went through a lot when we were kids. Whether it was due to family tensions, schoolplace stressors, or traumatic experiences, your younger self faced many challenges.</p>
<p>And likely, that little child experienced emotions that they felt they had to suppress, ignore, or hide from the people around them. They may have learned that they shouldn’t feel a certain way, or that their emotions didn’t make sense.</p>
<p>But the truth is, all of their feelings made sense. All of their emotions were valid. They had a right to feel them, and they had a right for those feelings to be seen, honored, and validated.</p>
<p>So let’s give your inner child that reassurance now.</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em>All of your emotions are valid.</em></p>
<p><em>Your feelings make sense.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><strong> You are enough</strong></li>
</ol>
<p>It is during childhood, when our nervous systems are learning to adapt to the world, that our strongest and loudest limiting beliefs are often formed. We carry these limiting beliefs all through childhood and into our adult lives, and over time they impact how we see ourselves and the world around us.</p>
<p>And one of the strongest limiting beliefs many of us carry is the belief that <strong>we are not enough.</strong></p>
<p>There’s likely a little child within you who is doubting if they are enough… If they are smart enough, good enough, strong enough, beautiful enough…</p>
<p>It can be an incredibly powerful healing experience to go back and reassure your inner child that they are, in fact, enough. To let them know that they’ve always been enough and always will be, no matter what.</p>
<p>Let’s try that now.</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em>You are enough. </em></p>
<p><em>You’ve always been enough.</em></p>
<p><em>You will always be enough.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>3. I won’t abandon you, no matter what</h5>
<p>Our inner child often feels vulnerable, scared, and worried they’ll be left behind or abandoned.</p>
<p>One way to help our adult selves to feel more calm and at ease in the present moment is to soothe and comfort the inner child within us that is worried, upset, or afraid.</p>
<p>Now, as a wise adult, you have the chance to let that inner child know that you will be there for them, that you will care for them, that you will protect them, and that you’ll have their back no matter what.</p>
<p>By letting that inner child know that you will be there for them, no matter how big their feelings are, no matter what they do, and no matter what mistakes they make, you can move forward feeling more clear, free, and empowered.</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I’m always here for you.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I won’t ever abandon you.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">No matter what,</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I’ve got your back.</em></p>
<p>4. You are safe now, and you are free to be yourself</p>
<p>A powerful part of inner child healing work is to help our inner child feel safe, secure, and comfortable.</p>
<p>When we can encourage that little child within us to be free and to feel calm, happy, and confident, we can begin to release old patterns, let go of self-doubt, dismantle limiting beliefs, and come to a place in the present moment where we become connected, aligned, and at peace with ourselves.</p>
<p>When our inner child feels safe, and when we feel safe, we can start to live fully as our most authentic self.</p>
<p>Want to give it a try?</p>
<p>Bring to mind an image of your younger self, your inner child. In your mind’s eye, get down on their level, look into their eyes, and tell them:</p>
<p><em style="font-weight: inherit;">You are safe now.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">I am here to handle whatever comes our way.</em></p>
<p><em style="font-weight: inherit;">You are free to relax and be yourself.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/guarire-il-bambino-interiore/">Guarire il Bambino Interiore</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Che cosa significa essere partner di sé stessi?</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/che-cosa-significa-essere-partner-di-se-stessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 20:57:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[abuso narcisistico]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[autocritica]]></category>
		<category><![CDATA[autosvalutazione]]></category>
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		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<category><![CDATA[narcisismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In generale, questo concetto è a malapena conosciuto. Eppure, è fondamentale nella guarigione dall’abuso, infatti il rapporto con i maltrattanti riflette quanto riusciamo ad essere partner di noi stessi. In realtà, l’essere partner di sé stessi è proprio quello che ci impedisce di essere maltrattati. Ognuno di noi vuole amare ed essere amato; infatti desiderare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In generale, questo concetto è a malapena conosciuto.<br />
Eppure, è fondamentale nella guarigione dall’abuso, infatti <strong>il rapporto con i maltrattanti riflette quanto riusciamo ad essere partner di noi stessi.</strong><br />
In realtà, <strong>l’essere partner di sé stessi è proprio quello che ci impedisce di essere maltrattati</strong>.</p>
<p>Ognuno di noi vuole amare ed essere amato; infatti desiderare la compagnia di un partner è un obiettivo di vita normale e sano.<br />
Però quando crediamo che solo con un partner possiamo essere felici, soddisfatti o meritevoli d’amore, ci troviamo in un’illusione nella quale crediamo che le persone debbano comportarsi e fare certe cose per farci sentire completi e questa è la dinamica che i codipendenti giocano con altri co-dipendenti e/o narcisisti.</p>
<p>Perché succede questo?<br />
Per una ragione molto semplice &#8211; è il profilo di un rapporto di due bambini feriti in corpi adulti che cercano di avere un rapporto adulto.</p>
<p><strong>Quando non siamo partner di noi stessi continuiamo a ritornare emotivamente alle nostre ferite d&#8217;infanzia,</strong> cercando un &#8216;genitore&#8217; che possa portare via il nostro dolore.<br />
Le persone che inconsciamente cerchiamo rappresentano i nostri vuoti emotivi &#8230; dove sentiamo di non essere amati, approvati e sicuri. I maltrattanti si presentano come il guaritore di questi spazi vuoti -&#8220;Finalmente ho incontrato qualcuno che mi ama e mi accetta sinceramente!&#8221; Eppure in realtà questa persona porterà ancora più dolore e la relazione è destinata a fallire.<br />
<strong>Solo quando diventiamo partner di noi stessi e curiamo le nostre ferite possiamo entrare in relazione come un adulto intero</strong>, in grado di stare con un&#8217;altra persona a sua volta adulta.</p>
<p>COME facciamo a diventare partner di noi stessi?</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-2179578892-300x144.jpg" alt="" width="300" height="144" class="alignnone size-medium wp-image-3243" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-2179578892-300x144.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-2179578892.jpg 474w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Quando provi amore incondizionato per te stesso ti piace passare tempo con te, sai divertirti per conto tuo e ami vivere. Ti sostieni, ti parli con amore, rinforzi le tue esigenze e sai come lenire le ferite e curarti. Sei partner di te stesso e sei la tua priorità.<br />
In questo modo la tua vita può essere davvero sana e portare a scelte sane nei rapporti. </p>
<p>Purtroppo spesso l’amore per sè stessi è demonizzato e in alcune religioni addirittura visto come un peccato. Eppure è l’unico modo per ripulire i traumi del passato incontrandoli e abbracciandoli. Abbiamo bisogno di andare incontro al nostro bambino interiore ferito che necessita del nostro sostegno.</p>
<p><strong>Essere partner di sè stessi implica riconoscere che se ci sono delle ferite dentro di me sono mie e solo io posso guarirle</strong>. Da bambino ero impotente ma da adulto no e posso trovare le risposte di cui ho bisogno dentro di me. Smetto di cercare risposte fuori da me ed entro nel corpo per curare i traumi che hanno permesso al maltrattante di entrare.<br />
Non è una bacchetta magica, richiede tempo e costanza ma possiamo curare le nostre ferite una alla volta per diventare il nostro vero sé. E’ un processo gioioso di crescita costante.</p>
<p>Un percorso tutto nel qui ed ora è l’essere partner di sé: non importa quante ferite ci siano da guarire, possiamo diventare i nostri stessi genitori amorevoli e portare sempre più gioia nelle nostre vite. Così non dovremo più attaccarci a persone che ci feriscono o abbandonarci nei momenti di difficoltà. </p>
<p>In conclusione, <strong>diventare partner di sè stessi è l’unico percorso indispensabile per ogni vittima d’abuso che comporta vera libertà e guarigione</strong>. Solo tu sei la persona in grado di entrare profondamente dentro di te e allora vedrai come le altre persone sane ti restituiranno vera vita e amore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/che-cosa-significa-essere-partner-di-se-stessi/">Che cosa significa essere partner di sé stessi?</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come diventare genitori di se stessi (reparenting)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-diventare-genitori-di-se-stessi-reparenting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 17:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[autocritica]]></category>
		<category><![CDATA[autoguarigione]]></category>
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		<category><![CDATA[Vitalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapeutatorino.eu/?p=3240</guid>

					<description><![CDATA[<p>La nostra infanzia è il luogo in cui si forma la mente subconscia. È anche il luogo in cui impariamo come elaboriamo le emozioni, che aspetto hanno le relazioni, come mantenere i confini e innumerevoli altre abitudini e comportamenti. Idealmente, i nostri genitori sono due persone realizzate che permettono ai loro figli di essere visti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-diventare-genitori-di-se-stessi-reparenting/">Come diventare genitori di se stessi (reparenting)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La nostra infanzia è il luogo in cui si forma la mente subconscia</strong>. </p>
<p>È anche il luogo in cui impariamo come elaboriamo le emozioni, che aspetto hanno le relazioni, come mantenere i confini e innumerevoli altre abitudini e comportamenti. Idealmente, i nostri genitori sono due persone realizzate che permettono ai loro figli di essere visti e ascoltati come l&#8217;individuo unico che sono. La realtà è che viviamo in una cultura che non insegna la consapevolezza cosciente, quindi <strong>la maggior parte di noi è nata da genitori inconsapevoli</strong>. </p>
<p>I genitori inconsapevoli ripetono le stesse abitudini e gli stessi schemi che hanno imparato. Stanno operando da uno spazio ferito a causa delle loro emozioni non elaborate. È importante capire che i genitori possono essere genitori solo in base al proprio livello di consapevolezza.<br />
<strong>Possiamo dare agli altri solo ciò che abbiamo imparato a dare noi stessi</strong>. </p>
<p>Ho lavorato con persone di tutte le diverse fasce demografiche. Nel corso del tempo sono arrivata a capire che la maggior parte delle persone cerca aiuto per &#8220;problemi di comunicazione&#8221; relazionali, abitudini distruttive (dipendenza, autosabotaggio), confusione di identità (&#8220;Chi sono io&#8221;) e sentimenti generalizzati di bassa autostima. Ognuno di questi problemi si manifesta in modo diverso, ma sono tutti legati a una cosa: il comportamento condizionato praticato fin dall&#8217;infanzia. Alcuni di voi che leggono questo articolo potrebbero pensare: &#8220;La mia infanzia è finita, non c&#8217;è motivo di tornarci&#8221;. Oppure: &#8220;Se la mia infanzia è stata quella in cui ho imparato la maggior parte dei miei meccanismi di coping, sono fregato&#8221;. Tendiamo ad essere protettivi e difensivi riguardo alla nostra esperienza infantile, ma la verità è che abbiamo un&#8217;opportunità unica di guarire e scegliere consapevolmente comportamenti diversi da adulti. Indipendentemente da ciò che abbiamo vissuto nel nostro passato. Questo processo è chiamato reparenting. </p>
<p><strong>Il reparenting è l&#8217;atto di dare a te stesso ciò che non hai ricevuto da bambino</strong>.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" class="alignnone size-medium wp-image-3244" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384-300x200.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-1539562384.jpg 474w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Ci libera dall’idea che è tutto colpa dei genitori, ci aiuta ad assumerci la responsabilità. Tutti lo possiamo fare: non è facile e richiede impegno, tempo e pazienza. Non è una bacchetta magica e richiede lavoro costante, però ci porterà a perdonare e guarire. </p>
<p><strong>Si basa su 4 pilastri: Disciplina, Gioia, Regolazione Emotiva e cura di sè.</strong></p>
<p>In base all’esperienza precoce, alcuni saranno più difficili di altri. Per molti la parte più difficile è la disciplina: la parte bambina si ribella e magari nessuna parte disposta ad alzarsi presto, andare in palestra o portare a termine qualsiasi programma. può richiedere un processo di lutto per il sé passato ed anche di sviluppo dell’auto compassione per arrivare a vedere la disciplina in modo diverso.<br />
Per molti è difficile trovare la gioia, è un’esperienza emotiva portata dalla spontaneità, il gioco, la creatività e la pura presenza. E sono tante le persone che non hanno sperimentato tutto questo a casa.<br />
Parte dello scoprire la gioia è imparare quali sono le tue passioni ed interessi, è dedicarsi tempo per re-imparare chi sei. E’ un processo di cambiamento profondo che porta molta sicurezza ed energia creativa.</p>
<p>Ecco <strong>5 passaggi per iniziare:</strong></p>
<p><strong>1. Respira</strong>: Sì, questo è un passo. È facile sentirsi sopraffatti. Il reparenting è un processo, non accade da un giorno all&#8217;altro e nemmeno nell&#8217;arco di un paio di mesi. Se provi a fare troppo di questo lavoro in una volta, ti sentirai sopraffatto e ritornerai ai vecchi schemi. </p>
<p><strong>2. Mantieni una piccola promessa a te stesso ogni giorno</strong>: questo passo dovrebbe essere così piccolo da sembrare insignificante. Devi scegliere qualcosa in cui avrai sicuramente successo. Ad esempio, la mia prima promessa a me stessa è stata quella di svegliarmi presto. Sapevo che con i miei orari avrei potuto farlo ogni singolo giorno. Se i tuoi non lo consentono, non è una buona scelta per te. Se non vai in palestra tutti i giorni adesso, non promettere che andrai in palestra tutti i giorni. Alcuni buoni esempi sono: meditare per 2 minuti, fare una passeggiata di 5 minuti ogni mattina, cucinare qualcosa di buono e scrivere ogni sera prima di dormire. Non scegliere attività che richiedono più di 10 minuti.</p>
<p><strong>3. Dì a qualcuno di cui ti fidi che stai iniziando il processo</strong>: non condividere che lo stai facendo con i tuoi genitori. Non è necessario e può essere dannoso per loro. Ricorda, hanno fatto del loro meglio con il loro livello di consapevolezza e probabilmente si metteranno sulla difensiva se parli di questo. Il reparenting fa per te. Quando ho iniziato il processo, l&#8217;ho condiviso con il mio partner e abbiamo lavorato per farlo insieme. Se hai un partner o un caro amico, fagli sapere che ci stai lavorando. Il supporto sarà utile.</p>
<p>4. <strong>Usa questo mantra: &#8220;Cosa posso darmi in questo momento?</strong>&#8221; Chieditelo spesso. Da bambini, non sempre ci veniva dato ciò di cui avevamo bisogno. Da adulti abbiamo l&#8217;opportunità di darcelo. Quando senti di avere forti emozioni, poniti questa domanda. A volte la risposta può essere un bagno caldo, altre volte disconnettersi dai social media o prendere il sole per 15 minuti. Va bene se quando inizi a fare questa domanda ti senti confuso o non ti arriva una risposta. Continua a chiedere, la pratica richiede di connettersi all’intuito e se manterrai l’impegno, inizierai a ricevere risposte.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-3242" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-300x300.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-80x80.jpg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-36x36.jpg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706-180x180.jpg 180w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2024/10/th-684306706.jpg 474w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>5. <strong>Festeggia quando ti manifesti</strong>: se non siamo stati riconosciuti, celebrati e visti per l&#8217;individuo unico che siamo da piccoli, tenderemo da adulti a ignorare la nuova realtà che stiamo mostrando. Il reparenting è difficile, è un lavoro nell’anima. Riconosci il coraggio che ci vuole e tutti i tuoi progressi. Celebra la persona che stai diventando.</p>
<p>liberaemente tratto da Theholisticpsychologist.com</p>
<p>_____________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p>Our childhood is where the subconscious mind is formed.<br />
It’s also where we learn how we process emotions, what relationships look like, how to hold boundaries, and countless other habits and behaviors.<br />
Ideally, our parents are two self actualized people who allow their children to be seen and heard as the unique individual they are. The reality is that we live in a culture that does not teach conscious awareness, so most of us are born to unconscious parents.<br />
Unconscious parents are repeating the same habits and patterns they’ve learned. They’re operating from a wounded space because of their own unprocessed emotions.<br />
It’s important to understand that parents can only parent from their own level of awareness.<br />
We can only give others what we have practiced giving ourselves.<br />
I’ve worked with all different demographics of people. Over time I’ve come to understand that most people seek help for relationship “communication problems”, destructive habits (addiction, self-sabotage), identity confusion (“Who AM I”), and generalized feelings of low-self worth.<br />
Each of these issues manifest differently, but they’re all tied to one thing: conditioned behavior practiced since childhood.<br />
Some of you reading this might be thinking “My childhood is over, there’s no reason to go back there.” Or “If my childhood is where I learned most of my coping mechanisms, I’m screwed.”<br />
We tend to be protective and defensive around our childhood experience, but the truth is we have a unique opportunity to heal and consciously choose different behavior as adults. Regardless of what we have experienced in our past.<br />
This process is called reparenting.<br />
Reparenting is the act of giving yourself what you didn’t receive as a child.<br />
My childhood was unique in that I had two (physically) present parents who were emotionally absent. My mom was a stay-at-home mom and my dad was home every day by 5:30 for dinner. My parents were in their mid 40’s when they had me, and there was 18 years between my brother and myself.<br />
By the time I came around, they were highly distracted. My mom was battling severe chronic pain, and my sister (who had her own health challenges) had gone through a series of surgeries throughout her childhood and teen years. Death and illness were a constant focus.<br />
I had zero discipline. I decided from a very young age what time I would go to bed, what I would eat, and what time I would come home. My mom spent the majority of the time in her bed. Her sickness was a focus for everyone in the home.<br />
There was a lot of chaos and co-dependence.<br />
This is where my anxiety began. It manifested as disordered eating, and obsessive compulsive “achievement” behavior.<br />
Of course, this wasn’t seen as a negative. I excelled in both athletics and academics. I won awards. I was offered scholarships. I adapted, and channeled my anxiety. A lot of people don’t understand that underneath achievement behaviors is a lot of pain and unhealthy conditioning.<br />
In my 30’s when I was no longer in school or playing sports, I got a clearer picture of more negative manifestations.<br />
I didn’t show up for myself, my spending was out of control, I did not understand how to set (or keep boundaries), and overall had placed no focus on my physical and spiritual health.<br />
Discovering reparenting was a game changer for me.<br />
It was not my parents “fault.” It meant nothing about who they were as people. Or how much they loved me. They were doing the best they could with their level of awareness.<br />
Now, it was time for me to do the best I could with my own evolved level of awareness.<br />
Reparenting is our personal responsibility. Anyone can begin the process of reparenting themselves. It takes time, commitment, and patience. There is no quick fix. It will require you to show up every day. But it will allow you to heal and forgive.<br />
The 4 Pillars of reparenting are:<br />
Discipline, Joy, Emotional Regulation, and Self-care.<br />
I go more in depth on these in a video you can watch here: [LINK]<br />
Depending on your unique childhood experience, some of these will be more difficult than others. For me, discipline was the most difficult part. My mind had a tantrums. My childhood-self rebelled. There was no part of me that wanted to wake up early, go to the gym, or really do anything “planned.” It was a process of grieving for my past self as well as self compassion to allow me to view discipline in another way.<br />
Another major struggle for me was finding joy. Joy is an emotional experience. It’s the product of spontaneity, play, creativity, and pure presence. It’s not something that I experienced within the home.<br />
Part of discovering joy is learning your own unique passions and interests. This is something I had to spend time connecting to. I had to relearn “me.”<br />
Years into the reparenting process I can say that I am truly a different person.<br />
It’s brought me so much more confidence, empathy, and creative energy.<br />
Here are 5 Steps to Begin:<br />
1. Breathe: Yes, this is a step. It’s easy to become overwhelmed. Reparenting is a process. It’s not something that happens overnight. It’s not something that happens over a couple of months. If you try to do too much of this work at once, you’ll become overwhelmed and fall back into old patterns. Follow the steps, do not try to do too much at once.<br />
2. Keep one small promise to your yourself every day: This step should be so small that it’s seemingly insignificant. You need to choose something that sets you into a situation where you’ll succeed. For example, my first promise to myself was to wake up early. I knew with my schedule I could do this every single day. If you have a schedule that doesn’t allow for this, this is not a good choice for you. If you don’t go to the gym every day now, do not promise you’ll go to the gym every day. Some good examples are: meditate for 2 minutes, go for a 5 minute walk around the block each morning, cook one meal at home every day, future self journal each night before bed. Time is important here: do not choose any promise that takes more than 10 minutes in total.<br />
3. Tell someone you trust (other than your parents) that you’re beginning the process: do not share that you’re doing this with your parents. It’s not necessary, and can be hurtful to them. Remember, they did the best they could with their level of awareness and will likely become defensive if you talk about this. Reparenting is for you. When I began the process, I shared it with my partner and we worked to do this together. If you have a partner or a close friend, let them know you’re working on this. Support will be helpful.<br />
4. Use this Mantra: “What can I give myself right now?” This is a mantra I use often. As children, we weren’t always given what we needed. As adults we have an opportunity to give what we need to ourselves. When you feel yourself having strong emotions, ask this question. Sometimes the answer for me is a bubble bath. Other times it’s to disconnect with social media, or a need to get into the sun for 15 minutes. It’s ok if when you begin asking this question you feel confused or like there is no answer. Just continue asking. It’s a practice of connecting with intuition. If you stay committed, you’ll begin to get answers.<br />
5. Celebrate when you show up: if we were not recognized, celebrated, and seen for the unique individual we are, we will quickly disregard the reality that we are showing up. Reparenting is difficult. Its soul work. Acknowledge the courage it takes. Own your progress. Celebrate the person you’re becoming.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/come-diventare-genitori-di-se-stessi-reparenting/">Come diventare genitori di se stessi (reparenting)</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Riflessioni sul Perdono</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/riflessioni-sul-perdono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 21:50:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riflessioni sul Perdono Pensieri sul Perdono C&#8217;è decisamente troppa insistenza benintenzionata e troppa vergogna imposta sul tema del perdono da parte di leader di pensiero influenti. Questo non è né sano né utile. Anzi, può essere una forma di abuso secondario. Non devi sentirti obbligato a perdonare, soprattutto se qualcuno continua a farti del male! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/riflessioni-sul-perdono/">Riflessioni sul Perdono</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Riflessioni sul Perdono</h2>
<h3>Pensieri sul Perdono</h3>
<p>C&#8217;è decisamente troppa insistenza benintenzionata e troppa vergogna imposta sul tema del perdono da parte di leader di pensiero influenti. Questo non è né sano né utile. Anzi, può essere una forma di abuso secondario.</p>
<p><strong>Non devi sentirti obbligato a perdonare, soprattutto se qualcuno continua a farti del male!</strong></p>
<p>Infatti, <strong>NON è necessario perdonare tutto e tutti, e puoi comunque vivere una vita meravigliosa, felice e sana.</strong><br />
Puoi decidere da solo il tuo sistema di valori, cosa è accettabile nella tua esperienza di vita, e cosa no.</p>
<p>Ti prometto che non verrai punito da una squadra di polizia celeste se decidi: &#8220;No. Questo non va bene per me&#8221;.</p>
<h2>Qual&#8217;è il vero obiettivo di queste riflessioni sul perdono?</h2>
<p><strong>Il VERO OBIETTIVO del perdono è rendere impotente qualsiasi male che hai sperimentato, impedendo che ti faccia ulteriori danni.</strong></p>
<p>Potrebbe aiutarti dire:<br />
&#8220;Quello che mi hai fatto è sbagliato. E non c&#8217;è NULLA che tu possa farmi che io non possa usare per riprendere il mio potere personale e l&#8217;amore per me stesso&#8221;.</p>
<p><strong>(Questo come ti fa sentire?</strong>)</p>
<p><em>Perdona le persone, se decidi di farlo, quando sei al sicuro e non sei più vittima di abusi o in pericolo.</em> E non perdonare in base ai tempi di qualcun altro ma solo in base ai tuoi.</p>
<div id="attachment_3429" style="width: 257px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3429" class="size-full wp-image-3429" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/12/riflessioni-sul-perdono.jpeg" alt="Riflessioni sul Perdono" width="247" height="204" /><p id="caption-attachment-3429" class="wp-caption-text">Riflessioni sul Perdono</p></div>
<p><strong>Non devi il tuo perdono a nessuno!</strong></p>
<p>La scelta migliore sarà sempre quella che funziona meglio per te.<br />
Altri due pensieri:</p>
<p>&#8211; <strong>Concentrati sul vivere la tua vita favolosa e lascia che il perdono sgorghi dalla tua abbondanza di felicità, quando e se lo vorrà.</strong></p>
<p>&#8211; <strong>Il miglior perdono è quello per sé stessi, sapendo di potersi prendere cura di sé e crescere</strong>.</p>
<p>Tradotto liberamente dalla newsletter di Morgana Rae<br />
_______________________________________________________________________</p>
<p><strong>ON FORGIVENESS</strong><br />
There&#8217;s way too much well-intentioned shoulding and shaming on the topic of forgiveness by influential thought leaders, and that&#8217;s not healthy or helpful. In fact this can be a form of secondary abuse. You do not need to be pressured to forgive, especially if someone is still causing you harm!<br />
After 30 years and coaching thousands of clients, here&#8217;s my observation: you do NOT have to forgive everything and everyone, and you still get to live a wonderful, happy, healthy life anyway.<br />
You get to determine for yourself what your value system is, what&#8217;s acceptable in your life experience, and what is not. I promise you that you will not be punished by some celestial police squad if you determine, &#8220;Nope. This doesn&#8217;t work for me.&#8221;<br />
The REAL GOAL is to make what ever harm you have experienced powerless to cause you more harm.<br />
Here&#8217;s another option you may find helpful:<br />
&#8220;What you did to me was wrong. And there is NOTHING you can do to me that I will not use for my own personal empowerment and self-love.&#8221;<br />
(How does THAT feel?)<br />
Forgive people, if you choose to do so, when you are safe and no longer being abused or in danger. And don’t forgive on anyone’s timeline but your own. You do not owe anyone your forgiveness.<br />
Your best choice will always be the choice that works best for you.<br />
Two more thoughts:<br />
• Focus on living your most fabulous life, and allow forgiveness to flow out of your own bounty of happiness, when and if it wants to.<br />
• The best forgiveness is forgiving yourself and knowing you can trust yourself to take care of yourself, moving forward.</p>
<p><em>I hope this message provides you comfort and clarity when you need it.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/riflessioni-sul-perdono/">Riflessioni sul Perdono</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Siamo tutti predisposti alla gratitudine</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/siamo-tutti-predisporti-alla-gratitudine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 14:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo letteralmente predisposti alla gratitudine. Esistono regioni cerebrali associate alla gratitudine, il che indica che è intrinseca in noi. La gratitudine è naturale e ci fa sentire bene. Ci rende davvero più felici. Il bello è che la gratitudine e la felicità possono aumentare con la pratica. Alcune aree del cervello, come la corteccia prefrontale, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo letteralmente predisposti alla gratitudine.<br />
<strong>Esistono regioni cerebrali associate alla gratitudine</strong>, il che indica che è intrinseca in noi.<br />
La gratitudine è naturale e ci fa sentire bene. Ci rende davvero più felici.<br />
Il bello è che <strong>la gratitudine e la felicità possono aumentare con la pratica</strong>.<br />
Alcune aree del cervello, come la corteccia prefrontale, si attivano quando proviamo gratitudine.<br />
Queste aree sono anche associate alla cognizione morale, al giudizio di valore e alla teoria della mente.<br />
<strong>Questa settimana, quindi, pratichiamo insieme la gratitudine</strong>.<br />
Dedichiamo intenzionalmente 3 minuti alla stessa ora ogni mattina.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/th-797948928-266x300.jpg" alt="" width="266" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2697" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/th-797948928-266x300.jpg 266w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/th-797948928.jpg 474w" sizes="auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px" /><br />
Iniziamo a pensare a 3 cose per cui siamo grati e teniamole a mente per un minuto.<br />
La scienza:<strong> Studi di risonanza magnetica dimostrano che le pratiche di gratitudine possono costruire e rafforzare le aree del cervello associate alla gratitudine e migliorare i sentimenti di connessione sociale e soddisfazione</strong>.<br />
Iniziamo subito.<br />
Pensiamo alla cosa per cui siamo più grati nella nostra vita. Consideriamo come ci abbia portato tante altre cose meravigliose.<br />
Osserviamo come ci si sente a praticare intenzionalmente e consapevolmente la gratitudine!<br />
Poi, questa settimana, <strong>uniamoci nella pratica quotidiana ogni mattina e notiamo cosa fa al senso di soddisfazione per la vita e alla nostra gioia</strong>.</p>
<p>___________________________________________________________________________<br />
You are literally WIRED for gratitude.<br />
There are brain regions associated with gratitude, which indicate that it’s intrinsic to us.<br />
Gratitude is natural, and it feels great. It actually makes you happier.<br />
And what’s cool is that you can increase your gratitude and happiness through practice.<br />
Certain areas of the brain, like the prefrontal cortex, are activated when we feel gratitude.<br />
These areas are also associated with moral cognition, value judgment, and theory of mind.<br />
So this week, let’s practice gratitude together.<br />
Intentionally set aside 3 minutes at the same time each morning.<br />
Begin by thinking of 3 things that you’re grateful for, and hold each in your mind for one minute.<br />
The Science: MRI studies show that gratitude practices can build and strengthen the areas of the brain that are associated with gratitude, and enhance feelings of social connection and satisfaction.<br />
Start right now.<br />
Think of the thing you’re most grateful for in your life. Consider how that thing has given you so many other wonderful things.<br />
Notice how it feels to intentionally and consciously practice gratitude!<br />
Then, join in practice with me this week each morning, and notice what it does for your feeling of satisfaction with life and your joy.</p>
<p>Inspired by Eben Pagan</p>
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		<title>Il grounding è la risposta al trauma</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 14:41:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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		<category><![CDATA[respirazione profonda]]></category>
		<category><![CDATA[Risvegliare il corpo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi. David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/">Il grounding è la risposta al trauma</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi.<br />
David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali e nemmeno l’interesse personale per scegliere di sostenere una psicoterapia. Il suo approccio al trattamento post- traumatico si rivolge in particolare a queste categorie di persone che portano il segno del trauma che hanno subito e hanno bisogno di trovare un modo per superarlo, per sopravvivere, e, infine, tornare a vivere.<br />
<strong>Il processo di superamento del trauma può essere considerato un processo in quattro fasi: esperienza, resistenza, sopravvivenza e superamento evolutivo. In questo processo è importante trovare un modo di superare gli esiti psicofisici che il trauma comporta e che possono riattivarsi in continuazione con flashback, sentimenti violenti di ansia e ritiro sociale</strong>.<br />
A partire dal lavoro corporeo e dalla risposta fisica espressa dalle vibrazioni e dai tremori tipici del lavoro corporeo bioenergetico, si può avere una abreazione del trauma dal punto di vista fisico.<br />
Questo processo di scarica e superamento fisico del trauma innesca poi anche un processo emotivo e cognitivo di liberazione dagli esiti dell’esperienza traumatica vissuta in un processo che può essere riassunto appunto nelle quattro fasi sopra delineate.</p>
<p><strong>Il benessere e il grounding</strong><br />
Noi, non diversamente da tutti gli altri organismi viventi, tendiamo a rispondere in maniera fisica alle circostanze ambientali in cui ci troviamo a vivere. Quando sperimentiamo una sensazione di benessere possiamo essere naturalmente radicati. In questo senso il grounding può essere definito come il senso di pace e sicurezza che sperimentiamo in tutto il corpo e che si accompagna ad una sensazione di un Sé sicuro e integrato, un senso di calma e di piena consapevolezza del momento presente. Il trauma riduce il nostro radicamento e per questa ragione dobbiamo lavorare per ristabilirlo.</p>
<p><strong>Il trauma e il grounding</strong><br />
Nel trauma è il nostro radicamento il primo aspetto che subisce una riduzione.<br />
Questo perché ogni organismo vivente ha dei meccanismi neurologici, fisiologici e anatomici che si attivano per proteggerci durante le esperienze traumatiche e che si esprimono attraverso una contrazione involontaria del nostro sistema miofasciale e riguarda sia i muscoli lunghi che i muscoli profondi. Questi stessi meccanismi ci permettono, oltre che la protezione primaria, anche il ristabilimento del nostro radicamento e di un senso di centratura rispetto a se stessi, dopo l’esperienza traumatica.<br />
<strong>Il trauma e le vibrazioni</strong></p>
<p>I tremori e le vibrazioni che vengono durante il lavoro corporeo bioenergetico sono uno dei meccanismi fisici che consentono il recupero post-traumatico.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/10/images-2.jpeg" alt="" width="242" height="208" class="alignnone size-full wp-image-3192" /></p>
<p><strong>Perché il corpo produce vibrazioni e tremori?</strong></p>
<p>Le vibrazioni sono il risultato della fascicolazione muscolare che permette alla muscolatura contratta di sciogliere il livello di tensione presente. Attraverso questo processo di fascicolazione, avviene uno scarico dell’energia che è rimasta trattenuta e noi possiamo riprendere il nostro radicamento a terra.</p>
<p><strong>Neurologia del grounding</strong></p>
<p>La neurologia si occupa di come il cervello processa la storia emotiva che il corpo vive. Il grounding neurologico nel cervello umano è il risultato di una efficace interfaccia tra il comportamento cognitivo e la regolazione del SNA.<br />
Una sana comunicazione tra le tre parti del cervello (tronco dell’encefalo che raccoglie l’imprinting del trauma, sistema limbico che raccoglie l’attivazione emotiva e la corteccia che esprime l’aspetto logico-cognitivo) permette l’emergere di sensazioni di comfort e di grounding.<br />
Bessel Van der Kolk afferma che “l’imprinting del trauma avviene nel tronco encefalico e non nella corteccia. Abbiamo perciò bisogno di un trattamento che si rivolga sia alla risposta del tronco encefalico che agli aspetti cognitivi”. Le vibrazioni bioenergetiche producono una risposta che si rivolge sia agli aspetti fisici che a quelli cognitivi.</p>
<p><strong>Le tre parti del cervello</strong><br />
Il tronco dell’encefalo è parte del SNA e questa ragione è indipendente dalla corteccia e non soggetto ad un controllo consapevole.<br />
Il sistema limbico – che raccoglie l’imprinting del trauma – è formato da amigdala, ippocampo, ipotalamo, talamo e mobilizza le emozioni e le azioni collegate alle emozioni. Lo scopo di questo sistema è di produrre una reazione di attacco/fuga o freezing superando il controllo esecutivo della corteccia. Per lavorare sul superamento delle emozioni connesse ad un evento traumatico non dobbiamo cercare di ricontattare la corteccia ma dobbiamo lavorare a livello del sistema limbico e del tronco dell’encefalo.<br />
Durante le esperienze stressanti il tronco dell’encefalo e il sistema limbico funzionano autonomamente dai lobi frontali della corteccia.<br />
Questo può condurre a comportamenti impulsivi, violenti, ad un aumento dell’ansia, della depressione, all’abuso di sostanze, a disturbi dell’apprendimento, e disordini collegati allo stress.</p>
<p><strong>I neuroni e il grounding</strong></p>
<p>Il nostro sistema nervoso comunica attraverso un circuito a due vie: top- down e bottom – up. Il trauma interrompe questa comunicazione. Questa comunicazione invece è mantenuta attraverso i neuroni afferenti ed efferenti. Il primo tipo di neuroni garantisce la comunicazione tra la periferia del corpo e il cervello, mentre il secondo tipo di neuroni garantisce il flusso di informazioni dal cervello al corpo. Questo circuito comunicativo completa il loop transcorticale. Questo flusso di informazioni nell’evento traumatico subisce una interruzione che, potremmo dire metaforicamente e non solo, separa il corpo dalla mente e interrompe il passaggio di informazioni a due vie interrompendo il loop transcorticale. Nel recupero del trauma è centrale partire da queste considerazioni e non partire dal coinvolgimento delle funzioni legate alla corteccia – ossia la narrazione e l’elaborazione cognitiva del trauma – ma farla precedere da un ristabilimento di questo circuito di comunicazione tra la mente e il corpo.<br />
Tremori e vibrazioni<br />
I tremori completano il loop transcorticale che è stato interrotto dal trauma, integrando automaticamente sia la ipoattivazione che la iperattivazione che possono rimanere dopo un trauma e ristabilendo la comunicazione a due vie di cui parlavamo poc’anzi.</p>
<p>I tremori neurogenici sono parte della memoria procedurale dell’animale. Il corpo li produce per completare il processo di scarica che è stato interrotto dal modello di risposta di attacco/fuga/freezing.</p>
<p>1. I tremori sono un modello riflessogeno contenuto nella memoria procedurale<br />
2. Sono l’arte della composizione genetica dell’organismo umano<br />
3. Sono genericamente basati sui processi di scarica dell‘organismo<br />
4. I tremori si estinguono automaticamente quando la risposta difensiva è completata.</p>
<p><strong>Gli esercizi di Berceli</strong><br />
Per lavorare sul corpo Berceli propone una specifica sequenza di esercizi che rilassa la muscolatura profonda dell’ileopsoas e ristabilisce, con una specifica progressione, il grounding. Nel corso della conferenza ha mostrato molti frammenti video di sessioni di lavoro corporeo che hanno permesso un ristabilimento di una qualità adeguata di vita a molte persone.</p>
<p>A cura di nicoletta cinotti</p>
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		<title>12 SEGRETI PER RAPPORTARSI A PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (PAS)</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/12-segreti-per-rapportarsi-a-persone-altamente-sensibili-pas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 12:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni. Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Come rapportarsi con le Persone Altamente Sensibili PAS</h2>
<p>Potresti avere una relazione con una persona altamente sensibile e non saperlo nemmeno, ma riconoscerai sicuramente alcuni segni.</p>
<p><strong>Le persone altamente sensibili (PAS) sono individui profondamente premurosi, spesso creativi che sentono profondamente le proprie emozioni</strong>. Circa il 20% di tutte le persone sono altamente sensibili, il che significa che sono programmati a livello cerebrale per elaborare le informazioni in modo profondo e rispondere maggiormente al proprio ambiente. Ecco perché <strong>tendono ad essere molto in sintonia sia con le sensazioni fisiche (come i tessuti e i suoni), sia con le emozioni e gli stati d’animo degli altri. </strong></p>
<p><strong>Pensano profondamente, sentono fortemente e notano cose che agli altri sfuggono.</strong></p>
<p><em>Amare un PAS può essere mozzafiato, ma è anche un po&#8217; diverso da altri tipi di relazioni.</em></p>
<h3>1. Un PAS noterà (e sentirà) ciò che provi.</h3>
<p>Le persone altamente sensibili non possono fare a meno di cogliere i sottili segnali emotivi che spesso vengono lasciati inespressi: la tensione nella voce, il crollo delle spalle o l&#8217;improvviso rifiuto del contatto visivo.</p>
<p>I P.A.S. non lo fanno nemmeno consapevolmente; elaborano semplicemente i segnali e &#8220;assorbono&#8221; ciò che senti &#8211; e questo significa che lo sentono anche nei loro corpi. Il tuo stress è il loro stress e la tua rabbia repressa può diventare la loro preoccupazione notturna.</p>
<p>Può essere difficile, ma aiuta se sei disposto a parlare apertamente delle tue emozioni e, soprattutto, se hai buone capacità di ascolto.</p>
<p><strong>Quando i PAS possono parlare di ciò che sentono e sanno che vengono ascoltati e accettati, sapranno di avere un custode.</strong></p>
<h3>2. Concedi ai PAS un po’ più di tempo per adattarsi ai cambiamenti.</h3>
<p>Il cambiamento può essere difficile per chiunque, ma <strong>i PAS elaborano le cose più profondamente di altri</strong>.</p>
<p>Ciò significa che anche i cambiamenti positivi, come l’inizio di una nuova relazione, possono essere davvero travolgenti.</p>
<p>(Se hai mai visto qualcuno piangere a causa di una buona notizia, potrebbe essere stato un altamente sensibile.)</p>
<p>Di conseguenza, i P.A.S. affrontano le relazioni lentamente, soprattutto all&#8217;inizio. Non sorprenderti se un PAS ha bisogno di tempo per se stesso o all&#8217;inizio sembra &#8220;tiepido&#8221;. Sta facendo ciò che ha imparato di dover fare per proteggere il suo cuore (e il suo livello di stress).</p>
<h3>3. Valuta l’impatto emotivo dei film che proponi.</h3>
<p>Penso che sappiamo tutti che un film horror splatter non è sempre adatto, a meno che tu non conosca bene i gusti dell&#8217;altra persona.</p>
<p>Ma anche con i film più tradizionali, evita tutto ciò che potrebbe essere super violento o cruento (come la maggior parte dei film d&#8217;azione), perché i P.A.S. tendono a &#8220;sentire&#8221; il dolore e le emozioni di chi è sul grande schermo. Un po’ di suspense di buon gusto va bene, ma <strong>la violenza e la crudeltà spesso lasciano i PAS a metà tra il turbamento e la sopraffazione.</strong></p>
<div id="attachment_3179" style="width: 287px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3179" class="wp-image-3179 size-full" title="PAS Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-3.jpeg" alt="PAS Persone Altamente Sensibili" width="277" height="182" /><p id="caption-attachment-3179" class="wp-caption-text">PAS Persone Altamente Sensibili</p></div>
<h3>4. Non coglierlo di sorpresa</h3>
<p>Non è carino avvicinarsi di soppiatto a un PAS e spaventarlo. E no, non riderà dopo. Avrà bisogno di minuti (o più) per riprendersi.</p>
<h3>5. A volte rimarrai stupito dalle intuizioni delle persone altamente sensibili</h3>
<p>Le stesse qualità che rendono così difficile l’essere un PAS si traducono in un dono raro che diventa ancora più forte man mano che la vita va avanti. Incontrare un PAS significa che <strong>ogni tanto rimarrai stupefatto dalle loro intuizioni o dalla bellezza di qualcosa che creano</strong>, apparentemente dal nulla. Infatti, una volta che si fida veramente di te, condivide la sua genialità così come la sua vulnerabilità.</p>
<h3>6. Hanno bisogno di tempo da passare da soli</h3>
<p>Alcune persone altamente sensibili sono introverse. Alcuni sono estroversi. Ma tutti, anche i più socievoli e chiacchieroni, <strong>a volte hanno bisogno di scomparire e di essere lasciati soli</strong>. Questo perché la stimolazione di ogni tipo, sociale o di altro tipo, può rapidamente sopraffare i sensi di un PAS il quale ha bisogno di tempo senza stimolazione affinchè ciò passi.</p>
<p>Se vivete insieme a un PAS, potrebbe aver bisogno di una stanza solo sua e chiederti di non entrare mai. Se vivete separati, potrebbe capitare che scompaia per alcuni giorni (o un pomeriggio) per meditare.</p>
<p>Se vuoi che il PAS ti avvisi quando deve farlo, in modo che tu sappia cosa sta succedendo, dovrai rispettarlo e non interrompere il suo tempo da trascorrere da solo quando ne ha bisogno.</p>
<h3>7. Le persone altamente sensibili amano essere coinvolti a un livello più profondo.</h3>
<p><strong>Le persone altamente sensibili elaborano le cose in profondità, quindi di solito pensano alle grandi cose della vita</strong>. Potrebbe trattarsi di qualcosa di personale come il modo in cui funzionerà un&#8217;amicizia, o cosmico come il futuro dell&#8217;umanità. In ogni caso, i P.A.S. vogliono andare rapidamente oltre le chiacchiere superficiali. Abbi una mentalità aperta e la volontà di parlare di argomenti importanti.</p>
<h3>8. Sanno che la maggior parte delle persone non li capisce.</h3>
<p><strong>Solo circa il 20% della popolazione è P.A.S.</strong> E gran parte del restante 80% non ha mai nemmeno sentito parlare di alta sensibilità.</p>
<p>Di conseguenza, <strong>i P.A.S.</strong> non solo si sentono incompresi, ma sono anche incompresi. E sono abituati al modo in cui la maggior parte delle persone gestisce la situazione: evitando di ascoltarli, assegnandogli uno stereotipo o semplicemente dicendo loro che c&#8217;è qualcosa che non va in loro.</p>
<div id="attachment_3181" style="width: 235px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3181" class="wp-image-3181 size-full" title="Persone Altamente Sensibili" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg" alt="Persone Altamente Sensibili" width="225" height="225" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1.jpeg 225w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-80x80.jpeg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-36x36.jpeg 36w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/images-1-180x180.jpeg 180w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-3181" class="wp-caption-text">Persone Altamente Sensibili</p></div>
<p>Se adotti un approccio diverso, come ascoltare apertamente e cercare di comprendere le loro esperienze, ti distinguerai. E ti ameranno per questo.</p>
<p>9. Non utilizzare mai queste due etichette.</p>
<h3><strong>I P.A.S. sono stufi di sentirsi dire che sono “troppo sensibili” o addirittura “timidi”</strong></h3>
<p>Se stai per usare queste parole, non farlo. Dai loro tempo o lascia che ti dicano come si sentono.</p>
<p>La tua persona altamente sensibile apprezzerà che tu abbia speso del tempo per capirla.</p>
<h3>10. Il loro ambiente li influenza.</h3>
<p>A tutti noi piacciono alcuni tipi di ambienti più di altri. Ma il sistema di un PAS impiega molta più energia nell’elaborazione dei segnali che li circonda, siano essi rumore, luce, attività o presenza di altre persone. Ciò significa che anche uno spazio moderatamente “occupato” può rapidamente diventare divorante per il sistema di un PAS, che potrebbe dover andarsene o essere sopraffatto e collassare.</p>
<p>Per il partner di un PAS, ciò significa rispettare tre semplici regole:</p>
<ul>
<li><strong>pensa se il PAS apprezzerà un ambiente prima di fare un piano; </strong></li>
<li><strong>avvisalo in anticipo se un luogo sarà rumoroso o affollato; </strong></li>
<li><strong>e sii comprensivo e solidale se dice che vuole andarsene, anche se si stava divertendo solo pochi minuti prima.</strong></li>
</ul>
<h3>11. Niente costa più del conflitto.</h3>
<p>A molte persone non piace il conflitto. Per i PAS, tuttavia, è ancora di più: <strong>il conflitto è una delle principali fonti di sopraffazione. Infatti spesso richiede risposte rapide e decise, e questo porta loro sia un sovraccarico sensoriale che un sovraccarico emotivo. Questo diventa insostenibile </strong>per gli altamente sensibili.</p>
<p>Molti P.A.S. cercano di evitare i conflitti facendo di tutto per rendere felice il proprio partner. Questo può diventare un problema se non parlano apertamente dei propri bisogni. Se frequenti un PAS, sii consapevole di questa tendenza; aiutalo a sentirsi sicuro di esprimere la propria opinione e cercate insieme modi per gestire delicatamente il conflitto. Ancora una volta, le capacità di ascolto e la creazione di uno spazio sicuro per una discussione onesta e senza urla sono di grande aiuto.</p>
<h3>12. Niente è più importante per un PAS dell&#8217;essere accettato</h3>
<p>La maggior parte dei PAS ha avuto una lunga lista di amici e/o corteggiatori che hanno subito visto la loro creatività, sensibilità e capacità percettiva e hanno detto: “Lo adoro. È affascinante”. Ma queste stesse persone non si sono mai prese il tempo di dire: “Accetto e amo anche la parte che ha dei bisogni, la parte che deve elaborare, la parte che sente le cose così profondamente, la parte che è scomoda quando viene sopraffatta”.</p>
<p>Questi due lati fanno parte di un unico pacchetto. Nessun PAS può avere l&#8217;uno senza l&#8217;altro. E ogni PAS impara a evitare le persone che ne vogliono solo la metà.</p>
<p><strong>Se riesci a prenderti il tempo per ascoltare e accettare un PAS – per tutto il suo essere – ti amerà più profondamente di quanto tu non sia mai stato amato prima. E se riesce a fidarsi di te quando è sopraffatto, saprà di aver trovato l’anima gemella</strong>.</p>
<p>Liberamente tratto da <a href="https://www.paspeople.com" target="_blank" rel="noopener">www.paspeople.com</a></p>
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		<item>
		<title>Anoressia e Famiglia</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/anoressia-e-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 15:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anoressia e Famiglia: il ruolo della famiglia nei disturbi alimentari. Quali sono le dinamiche familiari che contribuiscono all'anoressia?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/anoressia-e-famiglia/">Anoressia e Famiglia</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Anoressia e Famiglia</h2>
<h3>Qual è il ruolo della famiglia nei disturbi alimentari?</h3>
<p><strong>L’anoressica si fa carico di essere linguaggio e espressione di tutto il sistema famigliare</strong> che risponde a 4 caratteristiche principali:<br />
• <strong>Invischiamento</strong>: i membri nella famiglia sono come sovrapposti, nessuno è abbastanza libero da avere un suo spazio autonomo. La sovrapposizione determina una confusione dei confini detti “diffusi”. Le identità non sono separate, i ruoli non sono ben distinti. Padre, madre, sorella, fratelli, tutti si occupano ognuno dell’altro. Confusione emotiva e psicologia che va a toccare il processo di sviluppo e di individuazione del sé.<br />
• <strong>Iperprotettiva</strong>: l’invischiamento provoca una funzione di protezione dell’altro, ognuno è protetto e nessuno è libero.<br />
• <strong>Rigidità:</strong> si tratta di sistemi che replicano in modo stereotipato nel tempo un sistema di risposte identiche. Il sistema non cambia autonomamente, i sistemi organizzati in questo modo presentano struttura che sempre si ripresenta nel tempo.<br />
• <strong>Mancanza di risoluzione dei conflitti</strong>: gli esseri invischiati, confusi, iperprotettivi, rigidi, determinano un’impossibilità di risoluzione del conflitto che resta criptato e nascosto per un sistema che risulta confuso.</p>
<div id="attachment_3500" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3500" class="wp-image-3500" title="Anoressia e Famiglia" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/09/famiglia-anoressica.jpg" alt="Famiglia Anoressica" width="300" height="300" /><p id="caption-attachment-3500" class="wp-caption-text">Famiglia Anoressica</p></div>
<h4>In questo tipo di sistema <em>la sintomatologia anoressica</em> assolve la funzione di distruttore.</h4>
<p>“<em>I genitori tendono a presentare la vita della famiglia come più armoniosa di quanto non sia in verità, oppure negano addirittura l’esistenza di qualsiasi difficoltà</em>.”</p>
<p>Hilde Bruch</p>
<p>Quali sono i legami tra anoressia e famiglia?</p>
<p><strong>Maria Selvini Palazzoli, psichiatra e accademica italiana, sottolinea che nella famiglia anoressica si attuano delle dinamiche di attenzione sul paziente designato (PD) per proteggere parti intoccabili del sistema</strong>.</p>
<p>L’epicentro da cui si origina<strong> la famiglia anoressica</strong> risiede nella condizione di <strong>stallo della coppia coniugale. Marito e moglie tendono a identificarsi esclusivamente in padre e madre per evitare di doversi confrontare con la reciproca insoddisfazione della coppia.</strong></p>
<p><strong> I coniugi nella famiglia anoressica si identificano in una forma di cura genitoriale iper-controllante che ha bisogno che il figlio resti bambino per continuare a esistere</strong>.</p>
<p>La famiglia anoressica è caratterizzata da un’austerità che ricorda il tipo di famiglia agricolo-patriarcale. In primo piano il sacrificio di sé, legato a senso di colpa, per il bene di tutto il sistema famiglia.<br />
Un retaggio antico: <strong>sacrificarsi significava essere per la famiglia, la famiglia è vista e sentita come sacra. L’unità va mantenuta a tutti i costi</strong>.</p>
<p>Una duplice pressione agisce sulla paziente anoressica: il rivendicare la propria autonomia, quindi emanciparsi, e la paura di svincolarsi dai genitori.<br />
Temi di fondo:<br />
• <strong>terrore del cambiamento<br />
• la famiglia è vista come unità di sicurezza e sopravvivenza<br />
• il sacrificio di sé per salvare l’unità famigliare</strong></p>
<p>Il sentimento di lealtà, l’orgoglio di appartenenza, i sensi di colpa e di esclusione che accompagnano comportamenti e scelte, costituiscono il substrato emozionale su cui poggia la trasmissione dei modelli di relazione, degli stili di funzionamento e dei miti famigliari, che transitano da una famiglia all’altra.</p>
<p><strong>Obiettivo terapeutico: portare l’anoressica a superare la condizione del proprio sacrificio.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>5 passi per sostenere conversazioni difficili</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-passi-per-sostenere-conversazioni-difficili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 17:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[autocritica]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
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		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri negativi]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni di coppia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/?p=3115</guid>

					<description><![CDATA[<p>Evitate di affrontare conversazioni difficili che sapete di doverle affrontare? Vi preoccupate di non sapere come dire ciò che necessario dire? Il discorso difficile vi rende così ansiosi e stressati che l&#8217;intera faccenda diventa così opprimente da non riuscire a pensare? La capacità di affrontare conversazioni difficili in modo calmo, chiaro ed efficace è un&#8217;abilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-passi-per-sostenere-conversazioni-difficili/">5 passi per sostenere conversazioni difficili</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Evitate di affrontare conversazioni difficili che sapete di doverle affrontare?<br />
Vi preoccupate di non sapere come dire ciò che necessario dire?<br />
Il discorso difficile vi rende così ansiosi e stressati che l&#8217;intera faccenda diventa così opprimente da non riuscire a pensare?<br />
La capacità di affrontare conversazioni difficili in modo calmo, chiaro ed efficace è un&#8217;abilità fondamentale per la forza mentale.<br />
In questo post voglio condividere con voi come preparare per una conversazione difficile.<br />
In base alla mia esperienza personale, ho scoperto che preparare una conversazione difficile con qualcuno è ancora più importante per il risultato, delle parole che pronunciate quando ci siete dentro. Perché spesso è l&#8217;atteggiamento e la chiarezza con cui affrontiamo queste discussioni a fare la differenza.<br />
Illustro i 5 passi da seguire prima di trovarsi faccia a faccia con qualcuno e cercare di comunicare sulle questioni da affrontare. Posso testimoniare di prima mano il valore dell&#8217;apprendimento di questo processo nella creazione di risultati migliori e, in ultima analisi, migliori relazioni con chi ci circonda.<br />
La maggior parte di noi non ama avere una conversazione difficile. ma non c&#8217;è niente di peggio che affrontare una conversazione difficile senza essere centrati su ciò che si sta facendo. Questa è la situazione perfetta per creare incomprensioni, conflitti e un&#8217;escalation di emozioni. Questa lista di controllo in 5 fasi vi mostrerà come prepararvi per una conversazione difficile, aiutandovi a definire il vostro scopo, la vostra intenzione e il ruolo che potreste avere nel problema che state cercando di affrontare. di affrontare. Vi aiuta anche a considerare il punto di vista dell&#8217;altra persona e a concentrarvi su una soluzione vantaggiosa per tutti. concentrarsi su una soluzione vantaggiosa per tutti.</p>
<p><strong>1. Chiarire lo scopo</strong></p>
<p>Il primo passo per prepararsi a una conversazione difficile è chiarire il proprio scopo. Chiedetevi qual è il motivo per cui avete deciso di discussione. Cosa sperate di ottenere? Quale risultato sperate di ottenere? Quali sono i vostri bisogni e valori in questa situazione?<br />
Cercate di individuare le motivazioni nascoste in voi stessi. Per esempio, all&#8217;inizio potreste credere di avere buone intenzioni. Ad esempio, chiedere sostegno o aiutare qualcuno a migliorare il proprio comportamento. Fate attenzione però ai motivi nascosti, magari desiderate punire la persona o ottenere scopi non detti.</p>
<p><strong>2. Controllare la propria storia</strong></p>
<p>Il secondo passo della lista consiste nel verificare la propria storia. Chiedetevi quali ipotesi e storie state immaginando sulle intenzioni, le motivazioni o il carattere di questa persona. Potreste sentirvi feriti, arrabbiati, non rispettati o delusi, ma fate molta attenzione. L&#8217;impatto non equivale all&#8217;intenzione.<br />
Inoltre, verificate come la situazione possa innescare cose del vostro passato. Questa persona vi sta facendo pressione in un modo che vi è familiare nella vostra vita? In che modo la vostra storia personale si inserisce nella situazione attuale?</p>
<p><strong>3. Indossare i loro panni</strong></p>
<p>Considerate ciò che l&#8217;altra persona potrebbe vivere in questa situazione. È probabile che veda le cose in modo diverso da voi.<br />
Si rende conto dell&#8217;esistenza di un problema? Cosa potrebbe pensare o sentire in questa situazione? Quali sono i suoi bisogni e preoccupazioni? Inoltre, quale soluzione al problema potrebbe essere accettabile?</p>
<p><strong>4. Riconoscere la propria parte</strong></p>
<p>Il quarto passo consiste nel riconoscere il proprio ruolo nelle cose. In situazioni di tensione o di conflitto, è naturale concentrarsi su ciò che gli altri hanno fatto di spiacevole ma è utile sapere qual è stato il nostro ruolo.<br />
Può essere utile per fare chiarezza sulla situazione e a sintonizzarvi sui vostri bisogni e sentimenti e su ciò che vorreste che gli altri cambiassero. Ma attenzione, fissarsi sui torti subiti dagli altri tende ad aumentare il vostro stress e la vostra rabbia, rendendovi più fissi e rigidi nella vostra visione delle cose. È più difficile essere obiettivi e ricordare le buone qualità dell&#8217;altra persona, e può alterare la capacità di riconoscere il proprio ruolo nella situazione.<br />
Quindi, è bene fare un check-up con se stessi e chiedersi in che modo possiamo aver contribuito ai problemi in questione.<br />
Tutti noi abbiamo difetti e mancanze, momenti in cui non siamo al passo con la nostra integrità. Per esempio, quando mentiamo, siamo egoisti o trattiamo le persone come se non contassero nulla. Tutti noi agiamo a volte in modi in cui non ci preoccupiamo dell&#8217;impatto sugli altri o non rispettiamo le nostre responsabilità.<br />
Quindi, fate un check-in con voi stessi e chiedetevi onestamente e gentilmente qual è la vostra parte nella storia.</p>
<p><strong>5. Entrare con buona volontà</strong></p>
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<p>Spesso, quando abbiamo una conversazione difficile, pensiamo all&#8217;altro come a un avversario, a un nemico. Riformulate l&#8217;avversario come alleato. Abbiate un atteggiamento che mira a promuovere la comprensione, la guarigione, le soluzioni utili e la chiarezza. Notate anche il vostro stato d&#8217;animo. Se siete presenti, centrati, solidali e curiosi, questo influenzerà notevolmente ciò che direte e come si sentirà l&#8217;altra persona quando lo ascolterà.<br />
Se pensate che sarà terribile e disordinato, probabilmente lo sarà. Se avete davvero l&#8217;intenzione di pensare che, qualunque cosa accada, ne verrà fuori qualcosa di buono, probabilmente sarà così. Adeguate il vostro atteggiamento a un atteggiamento di genuina buona volontà, di collaborazione e di soluzioni positive e probabilmente otterrete un risultato più utile.<br />
Riassumendo come prepararsi a una conversazione difficile</p>
<p>1. Chiarire il proprio scopo<br />
2. Verificare la propria storia<br />
3. Indossare i loro panni<br />
4. Riconoscere la propria parte<br />
5. Coltivare buona volontà</p>
<p>Eseguire questa lista di controllo in cinque fasi prima di una conversazione difficile vi permetterà di avere un atteggiamento utile, una mente calma e chiara e vi darà il sostegno necessario per ottenere un buon risultato.<br />
L&#8217;esercizio di forza mentale di questa settimana<br />
Questa settimana, provate a utilizzare questa lista di controllo di preparazione prima di avere almeno una conversazione difficile per vedere come va per voi. Provate prima con i piccoli problemi, se volete. Non è necessario che si tratti di una conversazione importante (anche se, se state leggendo questo articolo sapete che c&#8217;è una conversazione che dovete fare da tempo, allora fatelo).<br />
Cercate di sentirvi più a vostro agio nell&#8217;affrontare conversazioni difficili in modo sano, chiaro e compassionevole. Anche se possono essere un po&#8217; stressanti o spaventose, evitare le conversazioni difficili di solito finisce per portare a problemi più grandi. Ogni giorno che passa crea maggiore distacco, approfondisce le fratture tra le persone coinvolte e costituisce un terreno fertile per ulteriori incomprensioni.<br />
Quindi, anche se può sembrare scomodo, vi incoraggio a mettere in pratica questa lista di controllo in 5 passi e ad avere una conversazione difficile. Vedete come va per voi.<br />
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5 steps to have difficult conversations<br />
Do you avoid having difficult conversations you know you should have?<br />
Do you worry that you won’t know how to say what you need to say?<br />
Does having that hard talk make you so anxious and stressed that the whole thing becomes so overwhelming you can hardly think straight?<br />
The ability to have difficult conversations in a calm, clear and effective manner is a key mental strength skill.<br />
In this post I want to share with you how to prepare for a difficult conversation.<br />
In my own personal experience, I have found that preparing for a tough talk with someone is even more important to the outcome, as the words you say when you’re in it with them. Because it’s often the attitude and the clarity that we go into these discussions with that makes the difference.<br />
Listen to my latest podcast, or keep reading below, to learn a 5-step checklist that you can work through before you’re face to face with someone and trying to communicate about the issues at hand. I can attest first-hand to the value of learning this process in creating better outcomes and ultimately, better relationships with those around us.<br />
A 5-step checklist to help you prepare for that tough conversation<br />
Most of us don’t enjoy having a difficult conversation in the first place, but there is nothing worse than going in being unclear about what you’re doing. That is the perfect situation to create more misunderstanding, conflict, and escalation of emotions. This 5-step checklist will show you how to prepare for a difficult conversation by helping you define your purpose, intention, and the part you might play in the issue you’re trying to address. It also helps you consider the other person’s point of view, and focus on a win-win solution.<br />
Here are the steps you can take to prepare.<br />
1. Clarify your purpose<br />
The first step to prepare for a difficult conversation is to clarify your purpose. Ask yourself what your reason is for having the discussion. What do you hope to accomplish? What outcome are you hoping for? What are your needs and values in this situation?<br />
Watch for hidden motives in yourself. For instance, you may start out believing you have good intentions. Such as asking for support or educating someone about improving their behaviour. Only to realise, there is a hidden motive to punish them or just get what you want. Some purposes are more helpful than others. Aim to start the conversation with a clear purpose.<br />
2. Check your story<br />
The second step of the checklist is to check your story. Ask yourself what assumptions and stories you are making about this person’s intentions, motives, or character. You may feel hurt, angry, disrespected, or disappointed, but be very careful here. Impact does not equal intent.<br />
Also, check in with how the situation might be triggering stuff from your past. Is this person pushing your buttons in a way that is a familiar pattern in your own life? How is your own personal history playing into this current situation?<br />
3. Walk in their shoes<br />
Consider what the other person might be experiencing in this situation. They are likely to be seeing things quite differently to you.<br />
Are they even aware there is a problem? What might they be thinking or feeling about this situation? What are their needs and concerns? Also, what solution to this problem might be agreeable for them?<br />
4. Own your part<br />
The fourth step is to own your part in things. In situations where there is any kind of tension or conflict, it’s natural to focus on what others have done that’s disagreeable.<br />
This can be useful for a time to help you get clear on the situation and to tune into your own needs and feelings, and what you’d like others to change. But beware, fixating on the wrongs done by others tends to ramp up your own stress and anger, making you more fixed and rigid in your own view of things. It makes it harder for you to be objective and to remember the good qualities in the other person, and can skew your ability to own your part in the situation.<br />
So, it pays to check in with yourself and ask how you may have contributed to the issues at hand.<br />
We all have flaws and faults, times when we are out of step with our integrity. Times when we lie or are selfish or treat people as if they don’t matter. We all act in ways where we don’t care as much about the impact on others, or blow our responsibilities.<br />
So have a check-in with yourself and honestly and gently, ask what your own part is in the story.<br />
5. Go in with goodwill<br />
Often when we have a difficult conversation we think of the other as an adversary, an opponent. Reframe the adversary to ally. Have an attitude toward the conversation that you are aiming to promote understanding, healing, helpful solutions, and clarity. Also note your state of being. If you are present, centred, supportive, and curious this will greatly influence what you say and how the other person feels when they’re hearing it.<br />
If you think this is going to be dreadful and messy, it probably will be. If you truly hold the intention that whatever happens, some good will come of it, that will likely be the case. Adjust your attitude to one of genuine goodwill, partnership, and positive solutions and you will be likely to have a more helpful outcome.<br />
Recapping how to prepare for a difficult conversation<br />
1. Clarify your purpose<br />
2. Check your story<br />
3. Walk in their shoes<br />
4. Own your part<br />
5. Go in with goodwill<br />
Doing this five step checklist before your difficult conversation will ground you in a helpful attitude, a calm and clear mind and give you the support you need in getting a good outcome.<br />
This week’s mental strength practice<br />
This week, try to use this preparation checklist before you have at least one tricky conversation to see how this goes for you. Try it with the little issues first if you like. It doesn’t have to be a big conversation yet (although if you’re reading this and you know there’s a long overdue conversation you need to have, then go for it).<br />
Try to get more comfortable having tricky conversations in a healthy, clear, and compassionate way. Even though they can be a bit stressful or scary, avoiding hard conversations usually ends up leading to bigger problems. Each day that passes creates more detachment, deepens rifts for those involved, and is a breeding ground for further misunderstandings.<br />
So even though this might feel like an uncomfortable one, I really encourage you to practice this 5-step checklist and have a difficult conversation. Just see how it goes for you.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-passi-per-sostenere-conversazioni-difficili/">5 passi per sostenere conversazioni difficili</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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