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	<title>bioenergetica Archivi &#187; Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</title>
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	<description>Psicoterapeuta Gestalt Torino</description>
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		<title>Il grounding è la risposta al trauma</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 14:41:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi. David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-grounding-e-la-risposta-al-trauma/">Il grounding è la risposta al trauma</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo illustra come David Berceli utilizza variazioni del grounding e degli altri esercizi di bioenergetica per guarire traumi profondi.<br />
David Berceli si è lungamente occupato di psicologia dell’emergenza e si è trovato a lavorare con un grande numero di persone che avevano sperimentato una tragedia umanitaria. Persone che non avevano gli strumenti economici, culturali e nemmeno l’interesse personale per scegliere di sostenere una psicoterapia. Il suo approccio al trattamento post- traumatico si rivolge in particolare a queste categorie di persone che portano il segno del trauma che hanno subito e hanno bisogno di trovare un modo per superarlo, per sopravvivere, e, infine, tornare a vivere.<br />
<strong>Il processo di superamento del trauma può essere considerato un processo in quattro fasi: esperienza, resistenza, sopravvivenza e superamento evolutivo. In questo processo è importante trovare un modo di superare gli esiti psicofisici che il trauma comporta e che possono riattivarsi in continuazione con flashback, sentimenti violenti di ansia e ritiro sociale</strong>.<br />
A partire dal lavoro corporeo e dalla risposta fisica espressa dalle vibrazioni e dai tremori tipici del lavoro corporeo bioenergetico, si può avere una abreazione del trauma dal punto di vista fisico.<br />
Questo processo di scarica e superamento fisico del trauma innesca poi anche un processo emotivo e cognitivo di liberazione dagli esiti dell’esperienza traumatica vissuta in un processo che può essere riassunto appunto nelle quattro fasi sopra delineate.</p>
<p><strong>Il benessere e il grounding</strong><br />
Noi, non diversamente da tutti gli altri organismi viventi, tendiamo a rispondere in maniera fisica alle circostanze ambientali in cui ci troviamo a vivere. Quando sperimentiamo una sensazione di benessere possiamo essere naturalmente radicati. In questo senso il grounding può essere definito come il senso di pace e sicurezza che sperimentiamo in tutto il corpo e che si accompagna ad una sensazione di un Sé sicuro e integrato, un senso di calma e di piena consapevolezza del momento presente. Il trauma riduce il nostro radicamento e per questa ragione dobbiamo lavorare per ristabilirlo.</p>
<p><strong>Il trauma e il grounding</strong><br />
Nel trauma è il nostro radicamento il primo aspetto che subisce una riduzione.<br />
Questo perché ogni organismo vivente ha dei meccanismi neurologici, fisiologici e anatomici che si attivano per proteggerci durante le esperienze traumatiche e che si esprimono attraverso una contrazione involontaria del nostro sistema miofasciale e riguarda sia i muscoli lunghi che i muscoli profondi. Questi stessi meccanismi ci permettono, oltre che la protezione primaria, anche il ristabilimento del nostro radicamento e di un senso di centratura rispetto a se stessi, dopo l’esperienza traumatica.<br />
<strong>Il trauma e le vibrazioni</strong></p>
<p>I tremori e le vibrazioni che vengono durante il lavoro corporeo bioenergetico sono uno dei meccanismi fisici che consentono il recupero post-traumatico.<br />
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<p><strong>Perché il corpo produce vibrazioni e tremori?</strong></p>
<p>Le vibrazioni sono il risultato della fascicolazione muscolare che permette alla muscolatura contratta di sciogliere il livello di tensione presente. Attraverso questo processo di fascicolazione, avviene uno scarico dell’energia che è rimasta trattenuta e noi possiamo riprendere il nostro radicamento a terra.</p>
<p><strong>Neurologia del grounding</strong></p>
<p>La neurologia si occupa di come il cervello processa la storia emotiva che il corpo vive. Il grounding neurologico nel cervello umano è il risultato di una efficace interfaccia tra il comportamento cognitivo e la regolazione del SNA.<br />
Una sana comunicazione tra le tre parti del cervello (tronco dell’encefalo che raccoglie l’imprinting del trauma, sistema limbico che raccoglie l’attivazione emotiva e la corteccia che esprime l’aspetto logico-cognitivo) permette l’emergere di sensazioni di comfort e di grounding.<br />
Bessel Van der Kolk afferma che “l’imprinting del trauma avviene nel tronco encefalico e non nella corteccia. Abbiamo perciò bisogno di un trattamento che si rivolga sia alla risposta del tronco encefalico che agli aspetti cognitivi”. Le vibrazioni bioenergetiche producono una risposta che si rivolge sia agli aspetti fisici che a quelli cognitivi.</p>
<p><strong>Le tre parti del cervello</strong><br />
Il tronco dell’encefalo è parte del SNA e questa ragione è indipendente dalla corteccia e non soggetto ad un controllo consapevole.<br />
Il sistema limbico – che raccoglie l’imprinting del trauma – è formato da amigdala, ippocampo, ipotalamo, talamo e mobilizza le emozioni e le azioni collegate alle emozioni. Lo scopo di questo sistema è di produrre una reazione di attacco/fuga o freezing superando il controllo esecutivo della corteccia. Per lavorare sul superamento delle emozioni connesse ad un evento traumatico non dobbiamo cercare di ricontattare la corteccia ma dobbiamo lavorare a livello del sistema limbico e del tronco dell’encefalo.<br />
Durante le esperienze stressanti il tronco dell’encefalo e il sistema limbico funzionano autonomamente dai lobi frontali della corteccia.<br />
Questo può condurre a comportamenti impulsivi, violenti, ad un aumento dell’ansia, della depressione, all’abuso di sostanze, a disturbi dell’apprendimento, e disordini collegati allo stress.</p>
<p><strong>I neuroni e il grounding</strong></p>
<p>Il nostro sistema nervoso comunica attraverso un circuito a due vie: top- down e bottom – up. Il trauma interrompe questa comunicazione. Questa comunicazione invece è mantenuta attraverso i neuroni afferenti ed efferenti. Il primo tipo di neuroni garantisce la comunicazione tra la periferia del corpo e il cervello, mentre il secondo tipo di neuroni garantisce il flusso di informazioni dal cervello al corpo. Questo circuito comunicativo completa il loop transcorticale. Questo flusso di informazioni nell’evento traumatico subisce una interruzione che, potremmo dire metaforicamente e non solo, separa il corpo dalla mente e interrompe il passaggio di informazioni a due vie interrompendo il loop transcorticale. Nel recupero del trauma è centrale partire da queste considerazioni e non partire dal coinvolgimento delle funzioni legate alla corteccia – ossia la narrazione e l’elaborazione cognitiva del trauma – ma farla precedere da un ristabilimento di questo circuito di comunicazione tra la mente e il corpo.<br />
Tremori e vibrazioni<br />
I tremori completano il loop transcorticale che è stato interrotto dal trauma, integrando automaticamente sia la ipoattivazione che la iperattivazione che possono rimanere dopo un trauma e ristabilendo la comunicazione a due vie di cui parlavamo poc’anzi.</p>
<p>I tremori neurogenici sono parte della memoria procedurale dell’animale. Il corpo li produce per completare il processo di scarica che è stato interrotto dal modello di risposta di attacco/fuga/freezing.</p>
<p>1. I tremori sono un modello riflessogeno contenuto nella memoria procedurale<br />
2. Sono l’arte della composizione genetica dell’organismo umano<br />
3. Sono genericamente basati sui processi di scarica dell‘organismo<br />
4. I tremori si estinguono automaticamente quando la risposta difensiva è completata.</p>
<p><strong>Gli esercizi di Berceli</strong><br />
Per lavorare sul corpo Berceli propone una specifica sequenza di esercizi che rilassa la muscolatura profonda dell’ileopsoas e ristabilisce, con una specifica progressione, il grounding. Nel corso della conferenza ha mostrato molti frammenti video di sessioni di lavoro corporeo che hanno permesso un ristabilimento di una qualità adeguata di vita a molte persone.</p>
<p>A cura di nicoletta cinotti</p>
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		<title>Il pendolo delle emozioni</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-pendolo-delle-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 14:59:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le nostre emozioni sono sempre in movimento, anche nel sonno. In noi c’è sempre una potenziale tensione emotiva che può darci gioia o dolore e, anche se ci conosciamo bene, le nostre emozioni a volte ci sorprendono. 1. Le oscillazioni del pendolo Il moto delle emozioni è come quello d’un pendolo: se oscilla in alto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le nostre emozioni sono sempre in movimento, anche nel sonno. In noi c’è sempre una potenziale tensione emotiva che può darci gioia o dolore e, anche se ci conosciamo bene, le nostre emozioni a volte ci sorprendono.</strong></p>
<p><strong>1. Le oscillazioni del pendolo</strong></p>
<p>Il moto delle emozioni è come quello d’un pendolo: se oscilla in alto, poi oscillerà in basso; e anche quando è fermo ha in se’ la capacità d’oscillare. Possiamo passare velocemente da uno stato di calma ad uno di euforia o di depressione: per esempio, un arrivo inaspettato può provocare un entusiasmo dovuto al piacere della visita, un incidente improvviso invece può causare rabbia o paura. Spesso gli incontri sociali sono accompagnati da oscillazioni del pendolo, ma non è detto che le emozioni provate si mostrino all’esterno.</p>
<p><strong>I termini ‘alto’ e ‘basso’ identificano i due estremi del pendolo</strong>: nell’alto ci sentiamo rivolti all’esterno indipendentemente dalle emozioni che proviamo (rabbia, euforia, disperazione…); nel basso invece ci sentiamo stanchi, spesso depressi e comunque siamo rivolti al nostro interno.</p>
<p><strong>2. I bassi</strong></p>
<p>Il basso del pendolo e’ dovuto all’esaurimento di energia fisica ed emotiva. Lo proviamo dopo uno sforzo fisico o un lungo viaggio, e questo tipo di basso rimane nella parte tollerabile dell’area sinistra del pendolo , vicino alla calma. Un basso piace¬vole può essere anche l’emozione che proviamo dopo aver visto una buona produ¬zione d’una tragedia Shakespeariana o quando ci sentiamo dei martiri perché lavoriamo e diamo più di tutti. In questo stato possiamo compiacerci, provare autocompassione o magari entrambe le cose.</p>
<p><strong>L’entità del male che il compiacimento e l’autocompassione ci possono fare dipende da quanto facciamo oscillare il pendolo</strong>: più oscilliamo in basso, peggio staremo. Questo vale anche per il basso compulsivo: più è’ profondo e duraturo, più faremo male a noi stessi e agli altri.</p>
<p>Il basso intollerabile (o compulsivo) e’caratterizzato da una negatività estrema. Ci concentriamo sugli aspetti negativi e dannosi delle cose senza accorgerci del nutrimento emotivo a nostra disposizione. Invece è proprio ricorrendo agli altri che possiamo cominciare ad uscire da questo stato.</p>
<p>Se il basso e’ piacevole, siamo tentati di restarci dedicando molta attenzione all’imperfezione della specie umana, al buio della notte, alla prevalenza del crimine, della disonestà e dell’egoismo, all’assenza di significato nella vita, alla brevità della stessa, all’inevitabilità della morte.</p>
<p>Alcune di queste emozioni sono utili, l’essenziale è essere coscienti del processo in cui ci troviamo, perché in questo stato perdiamo la capacita’ di valutare in modo equilibrato.</p>
<p>Se il basso compulsivo e’ sgradevole ci odiamo, siamo depressi, ci sentia¬mo inutili, senza valore e spesso in colpa. E’ molto più difficile uscire da questo stato se ci sentiamo colpevoli: il senso di colpa fa oscillare il pendolo ancora più in basso e può trasformare un basso piacevole, in sgradevole. Basta concentrarsi su tutti i propri ‘fallimenti’ per alimentare il senso di colpa e attivare un circolo vizioso di autocom¬passione, basso piacevole e senso di colpa, basso sgradevole.</p>
<p>E’ più difficile uscire da un basso sgradevole che da uno piacevole perché ci sentiamo più inerti e rifiutiamo tassativamente l’aiuto di chi ci vuole assistere. E potremmo restarci per giorni, mesi, anni o addirittura abituarci a vivere così.</p>
<p><strong>Abbiamo bisogno d’imparare a riconoscere i nostri bassi e a sapere quanto profondi sono</strong>. Ci serve anche trovare modi per uscirne, per esempio ascoltare chi percepisce il nostro stato e non s’arrende davanti ai nostri continui rifiuti.</p>
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<p><strong>3. Gli alti</strong></p>
<p>Quando oscilliamo in modo incontrollabile verso l’alto, esternando l’energia che questo implica, non sopportiamo d’essere interrotti. La “compulsività” degli alti si riconosce da questo: se sto parlando euforicamente provo quasi un dolore fisico a fermarmi, se sono furente e voglio colpire un “nemico” può essere impossibile fermare l’oscillazione e tornare alla calma.</p>
<p><strong>L’impeto dell’energia verso l’alto compulsivo ci toglie la coscienza di dove siamo, con chi siamo e cosa stiamo facendo</strong>. L’unica coscienza che abbiamo in questo stato è la coscienza dell’alto, e da li’ è impossibile rendersi conto della forza della calma, eppure è proprio di questa che abbiamo bisogno per non oscillare ancora e farci del male. Abbiamo bisogno di riportarci lentamente all’area tollerabile in cui siamo coscienti della calma e possiamo scegliere che uso fare della nostra energia. Da lì possiamo decidere, per esempio, quanto arrabbiarci e quanto in alto oscillare bevendo o parlando con qualcuno che ci stimola veramente.</p>
<p>Come per i bassi, è utile avere chi ci fa notare il nostro stato, anche se sentiamo il loro intervento come un’intollerabile interferenza. La verità è che abbiamo bisogno di diventare consapevoli di quegli alti estremi.</p>
<p><strong>4. La calma</strong></p>
<p>L’area di mezzo del pendolo e’ quella della calma, della centratura. Benché ci siano sempre movimenti emotivi, qui troviamo la nostra forza, salute e vera coscienza. Mentre nel basso, con le nostre emozioni rivolte all’interno, ci sentiamo vittime o fallimenti totali, nella calma vediamo le cose con una certa prospettiva. Invece di creare problemi emotivi in funzione di quanto in basso siamo, possiamo valutare la situazione senza creare una malattia seria dal nostro dolore.</p>
<p>Nella calma attiviamo la nostra incredibile capacità di recuperare, d’adattarci e di continuare, nonostante grossi cambiamenti o dolore in sopporta-bile. Nel profondo del nostro organismo sappiamo che la tragedia è comune e che viviamo in un mondo tragico. E anche che ognuno di noi è forte, sano e capace di contribuire; questo lo sperimentiamo nella calma e dal contatto con la nostra vera essenza.</p>
<p>Se siamo nello stato di calma, possiamo contribuire agli altri senza sconfiggerci con gli alti dai piani grandiosi o i bassi in cui sminuiamo le nostre capacità. Questo non significa stare sempre nella calma abbiamo anche bisogno del flusso energetico degli alti e di recuperare le forze nei bassi; ci servono l’aggressività e la capacità di correre dei rischi tipiche delle oscillazioni verso l’alto quanto la ‘danza autovalutativa’ dei bassi.</p>
<p>Un aspetto positivo degli estremi del pendolo è che ci scuotono alla radice e che ci portano, se siamo disposti, verso nuove direzioni: una volta che torniamo ad essere centrati possiamo decidere, per esempio, di lasciare un lavoro che ci è dannoso, di esprimere dei risentimenti tenuti dentro per troppo tempo o di uscire da un rapporto affettivo distruttivo. Nella calma siamo in grado di valutare il nostro rapporto con il mondo nel presente.</p>
<p>Invece, se oscilliamo continuamente da alti estremi a bassi profondi senza fermarci, la calma non esisterà per noi; non avremo modo di contattare ed usare la nostra forza interiore e la nostra vita sarà come viaggiare su un rapido di notte senza nemmeno sapere in che paese siamo.</p>
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		<title>5 aspetti del maltrattamento narcisistico da guarire</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-aspetti-del-maltrattamento-narcisistico-da-guarire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 14:47:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La realtà dell’abuso narcisistico Essere vittima di un abuso narcisistico è orribile. Terribile. Doloroso. Influisce su tutto nella vita e l’aspetto più spaventoso è che colpisce le emozioni, i pensieri e la capacità di funzionare negli eventi quotidiani, e impedisce di rimettere insieme i pezzi della vita. Abbiamo tutti sentito l’espressione “il tempo guarisce le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>La realtà dell’abuso narcisistico</strong></span><br />
Essere vittima di un abuso narcisistico è orribile. Terribile. Doloroso. Influisce su tutto nella vita e l’aspetto più spaventoso è che colpisce le emozioni, i pensieri e la capacità di funzionare negli eventi quotidiani, e impedisce di rimettere insieme i pezzi della vita.<br />
Abbiamo tutti sentito l’espressione “il tempo guarisce le ferite”, e questo è vero per molte cose, ma nel caso di traumi gravi che hanno avuto un impatto sull’Essere Interiore di una persona, questo non sembra essere il caso.<br />
In precedenza, ero scioccata da come il “tempo” non sempre aiutasse a guarire. <strong>Nel corso degli anni ho anche incontrato chi non era migliorato molti anni dopo aver lasciato un narcisista</strong>.<br />
In effetti molti pensano che per guarire da un abuso narcisistico serve molto tempo. In realtà però non è il tempo a determinare la guarigione, ma il lavoro interiore che si svolge.</p>
<p><strong>Sintomi dell’abuso narcisistico</strong><br />
Ciò che è terrificante nell’abuso narcisistico è che porta spesso a un crollo delle emozioni, del corpo e del sistema nervoso in un modo che forse non avete mai sperimentato prima.<br />
In primo luogo, iniziate a sentirvi ansiosi e poi depressi. Confusi e scatenati. Questi caleidoscopi di emozioni negative si intensificano in sentimenti di impotenza e disperazione, vergogna e persino attacchi di panico. Nel momento in cui cercate di ragionare con un narcisista, di fargli riconoscere le conseguenze di un comportamento scioccante e di far valere i propri diritti, vi può succedere di sentirvi paralizzati, senza vita e in lotta per la propria sanità mentale.<br />
<strong>Dopo un po’ vi ritrovate con un Disturbo Post Traumatico da Stress Complicato,</strong> il che significa non sentirvi sicuri a essere VOI stessi. A differenza di un evento traumatico che accade e poi finisce, per cui ci si può riprendere, questo pestaggio traumatico continua a ripetersi; e man mano che l’abuso si approfondisce, si intensifica in gravità e frequenza.<br />
Naturalmente,<strong> si verifica una diminuzione della Forza Vitale, della speranza e del piacere nelle relazioni personali, negli interessi e nelle missioni</strong>. Tutta la vostra Forza Vitale, che prima era disponibile per l’espressione di sé e la creatività, ora è stata dirottata per cercare di sopravvivere emotivamente.<br />
<strong>Siete diventati chiusi, isolati, tagliati fuori. Molte persone potrebbero non capire quello che state passando. Come possono, se non hanno mai sperimentato l’abuso narcisistico?</strong> Anche perchè il narcisista è bravissimo a farsi stimare fuori casa, e molti diranno “quanto è meravigliosa questa persona!”.<br />
A volte il corpo inizia a rompersi, poiché il sistema emotivo e nervoso viene continuamente “fritto”, e si sente che il supporto esterno sta scivolando via, e si sta perdendo la capacità di sostenere se stessi. Si verificano così disfunzioni surrenali, perdita di capelli, fibromialgia e riacutizzazioni di precedenti malattie o predisposizioni, che sono comuni quando il sistema immunitario continua a cedere.<br />
<strong>A peggiorare le cose, potreste sperimentare oscillazioni malsane con il cibo, il sonno e le scelte</strong> per cercare di eliminare il dolore e la paura che state vivendo. Forse non riuscite a dormire senza incubi o siete così depressi da dormire in continuazione. Potreste essere totalmente lontani dal cibo o mangiare cibi di conforto estremamente malsani. Forse state esagerando con la caffeina, la nicotina, l’alcol o altre droghe o passatempi malsani che creano dipendenza per cercare di intorpidirvi e affrontare la situazione.<br />
<strong>Le conseguenze finanziarie iniziano a farsi sentire</strong>. Potreste essere troppo malati per lavorare o rischiare di perdere il lavoro. È probabile che il narcisista stia comunque sottraendo il vostro denaro e le vostre risorse, perché è quello che fa. <strong>Forse il narcisista ha preso il controllo delle finanze e vi ha tolto la possibilità di guadagnare o di avere accesso ai fondi.</strong> Il narcisista avrà già messo le mani avanti o starà cercando di risolvere la situazione a suo favore, in modo che, quando la relazione crollerà, cercherà di accaparrarsi la maggior parte dei beni possibili, lasciandovi potenzialmente senza nulla o, peggio ancora, con tutti i debiti.<br />
Senza giustizia e senza la possibilità di far smettere il narcisista di comportarsi come tale, <strong>l’autostima e la fiducia in voi stessi vengono meno</strong>. Sembra che nessuno venga in aiuto: non gli amici e la famiglia. Né il sistema legale né le autorità. Anzi, nella maggior parte dei casi, sono stati messi contro di voi dal narcisista e ci sono altri che il narcisista è riuscito a procurarsi come tirapiedi per aggredirvi ulteriormente.<br />
È qui che ha avuto luogo la compromissione della vostra identità interiore: le vostre convinzioni compromesse su di voi, sulla vita e sugli altri.<br />
Naturalmente, la vostra identità interiore crede alle sue “verità” sulla storia dell’orrore che state vivendo. “Non sono al sicuro”. “Le persone sono malvagie”, “Come farò a sopravvivere?”, “Mi stanno annientando”, “Non potrò mai riprendermi”, “Non potrò mai ricostruire”, “Le persone che amo mi distruggono”, “Non posso fidarmi di nessuno”… ecc. ecc.<br />
È qui che si verifica il livello del vero danno, perché quando la nostra identità interiore crede a queste cose e ha queste convinzioni incollate con forti cariche energetiche emotive, questo diventa il motore della nostra vita, il motore interiore che crea la nostra vita.<br />
<strong>Finché quei traumi sono bloccati all’interno di voi, la vita non può che essere “sempre la stessa”.</strong><br />
Infatti, nel vecchio modo di affrontare l’abuso narcisistico, c’è solo la possibilità di cercare qualcuno che porti via il vostro dolore (che di solito porta qualcun altro a procurare ancora più dolore) o di intorpidirsi con farmaci o dipendenze, o di cercare di nascondersi come un eremita lontano dalla “vita”, ma questo in realtà significa solo chiudersi con i demoni interiori che vi stanno facendo a pezzi.<br />
Lo capisco. All’inizio Melanie ha provato tutti e tre questi metodi per cercare di trovare sollievo, ma nessuno di essi ha funzionato.<br />
Poi ha scoperto la verità su come guarire da un abuso narcisistico.</p>
<p><strong>Guarire i programmi subconsci</strong><br />
Voi siete i vostri programmi subconsci. Ciò che credete a livello profondo è il vostro “essere”. Questo è dentro di voi, nel vostro corpo, nelle cellule del vostro corpo. NON è ciò che cercate di pensare nella vostra testa.<br />
Il “nuovo pensiero” può funzionare per noi quando non abbiamo programmi subconsci fortemente installati. Gli aspetti della nostra vita a cui sono collegate forti emozioni, quando ci pensiamo, sono gli argomenti della nostra vita con cui abbiamo i programmi subconsci più impattanti. Questo significa che siete già programmati, che la vostra vita è su una traiettoria dalla quale nessuna quantità di “pensieri” o “azioni” può liberarvi.<br />
Perché? Perché il vostro pensiero segue il vostro corpo – la vostra programmazione subconscia – e quindi, per quanto cerchiate di “pensare libero”, continuerete a pensare di nuovo al trauma. Il vostro pensiero può essere solo all’interno della larghezza di banda del trauma.<br />
Lo stesso vale per il vostro “fare”. Anche le vostre azioni e decisioni saranno influenzate e rientreranno nell’ambito del trauma. È impossibile migliorare, finché non miglioriamo e il miglioramento deve iniziare dall’interno.<br />
<strong>Il miglioramento avviene spostando il vostro essere fuori dal trauma. Il pensiero e l’azione seguiranno automaticamente.</strong><br />
Vediamo i cinque sintomi dell’abuso narcisistico da curare.</p>
<p><strong>Numero uno – Guarire i sintomi emotivi</strong><br />
Il rilascio del trauma interno (ciò che fa più male in questo momento) consente l’ingresso di spazio e guarigione. Ciò significa che le cose smettono di fare male. Le vostre emozioni iniziano ad essere alleggerite dalle sensazioni emotive dolorose nel vostro corpo – l’ansia, la depressione, il panico e altre emozioni debilitanti come il risentimento, la disperazione, la rabbia, lo strazio, la vergogna e l’impotenza. Con il Programma di Recupero dall’Abuso Narcisistico (NARP) avete la possibilità di eliminare tutte queste emozioni dolorose. Infatti, ciò che entra nel vostro sé emotivo per sostituire i traumi precedenti è costituito da buone sensazioni di sollievo, come se riusciste a sopravvivere a tutto questo, e da sensazioni organiche di “forza vitale”, speranza, ispirazione e persino gioia. Questi si verificano anche senza alcuna prova esterna che ve li “dia”. Piuttosto, iniziate a provarle e questo porta a un effetto di flusso verso un pensiero migliore.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2767" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/cuore-300x295-1.jpg" alt="" width="300" height="295" srcset="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/cuore-300x295-1.jpg 300w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/cuore-300x295-1-80x80.jpg 80w, https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/cuore-300x295-1-36x36.jpg 36w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Numero due – Guarire i sintomi mentali</strong><br />
Il cervello segue il corpo. Una volta che le emozioni dentro di voi vengono rilasciate e sostituite da sentimenti di pace stabili, solidi e calmi, la vostra mente si stabilizza per ricambiare questo cambiamento.<br />
Laddove prima si provavano sentimenti terribili di vittimizzazione, devastazione, tradimento (l’elenco è infinito), e i relativi pensieri, man mano che i sentimenti evaporano, evaporano anche i pensieri su questo.<br />
Quando cercate di pensare a “ciò che è successo” (tutte le cose a cui prima non riuscivate a smettere di pensare in modo ossessivo) è come se steste pensando a qualcun altro, come se fosse successo a qualcun altro e non ci fosse più alcuna carica emotiva. Diventa davvero difficile entrare nella storia perché non ha più importanza.<br />
La vostra mente ha ora spazio ed energia per nuovi concetti, nuove idee, “cosa c’è dopo” dopo la paralisi dell’analisi e il pensiero traumatizzato.<br />
Avete mai sentito l’espressione: “Lascia perdere”? Non potete farlo mentalmente, per quanto vi sforziate di “decidere” di farlo! Tuttavia, poiché l’avete lasciato andare fuori dal corpo, ora siete liberi di sentirlo e pensarlo, perché quel trauma interno non fa più parte della vostra identità interiore.</p>
<p><strong>Numero tre – Guarire i sintomi fisici</strong><br />
In precedenza il vostro trauma emotivo stava attaccando tutti i vostri sistemi fisici. Il vostro sistema nervoso e immunitario si stava rompendo sotto il carico tossico di sentimenti e pensieri terribili. Inoltre, quando subiamo un trauma estremo, tendiamo a scegliere sostanze e passatempi che sono nella banda del trauma – tossici e malsani. Cose come cibo scadente e dipendenze malsane.<br />
Problemi di salute come la fibromialgia, il malfunzionamento delle surrenali e ogni sorta di malesseri fisici si verificano come risultato di un trauma d’impatto interiorizzato. Anzi, mi spingo a dire che personalmente credo che tutti i malesseri abbiano una radice emotiva non guarita.<br />
Ora che questi traumi sono stati spostati all’esterno e non stanno più rigurgitando tossine con il pensiero ossessivo, significa che spazio, ossigeno e sostanze nutritive possono entrare nelle vostre cellule. La guarigione può entrare. Inoltre, quando stiamo meglio, facciamo meglio. È una cosa organica. Vogliamo scegliere cibi, passatempi e persone più sane nella nostra vita. Cerchiamo soluzioni per la salute e le soluzioni positive iniziano ad essere messe a fuoco.<br />
Il nostro corpo ha un’incredibile capacità di guarire. Infatti, molte persone sono guarite da condizioni (che si sono semplicemente dissolte) che erano considerate non guaribili. Cose come malfunzionamenti e affaticamenti surrenali cronici, esaurimenti psicotici (danni cerebrali letterali), C-PTSD, fibromialgia e molti altri spiacevoli effetti collaterali fisici dell’abuso narcisistico.<br />
Molte persone abusate diventano così malate da essere costrette a letto e da essere incapaci di operare fisicamente. Coloro che guariscono con la NARP spesso diventano più felici e più sani di quanto non fossero mai stati.</p>
<p><strong>Numero quattro – Guarire i sintomi spirituali</strong><br />
I narcisisti sono un falso sé. Ci aggrappiamo a loro perché crediamo che siano la nostra “Fonte” e che non possiamo esistere senza di loro.<br />
L’intera lezione per noi è di lasciare andare i “falsi idoli” e tornare a casa a noi stessi e alla Vera Sorgente – il nostro Potere Superiore.<br />
Allora potrete essere “autodefiniti” piuttosto che consegnare il vostro potere a forze esterne ed essere definiti da esse.<br />
Rilasciando i traumi nel nostro corpo relativi al narcisista e a ciò che ha distrutto dentro di noi, rilasciamo tutto il dolore, la perdita e le fratture relative a un’altra persona che non ci concede (o distrugge) ciò che possiamo generare per noi stessi attraverso il potere e l’autenticità della nostra vera anima/sorgente.<br />
Da bambini eravamo impotenti e co-dipendenti. Da adulti possiamo guarire e far crescere noi stessi, dall’interno, senza continuare a cedere il nostro potere, le nostre verità e i nostri valori a chi ci maltratta.<br />
Impegnandoci a guarire noi stessi per sfuggire all’inferno dei narcisisti e tornare al nostro vero stato previsto, possiamo tornare “a casa”. Ci sentiamo integri. Conosciamo il vero amore e l’accettazione. Non cerchiamo più di ottenere la nostra salvezza da false fonti esterne a noi stessi. Attraverso questa interezza spirituale possiamo connetterci ai nostri meriti e alle nostre verità e fare scelte molto più consapevoli e sane nella nostra vita.</p>
<p><strong>Numero cinque – Guarire i sintomi finanziari</strong><br />
Molti di noi si sono aggrappati ai narcisisti per le ragioni sbagliate. Si trattava di una co-dipendenza del tipo: “Ho bisogno che tu mi procuri questo (qualsiasi cosa che non stavamo creando/generando da soli)”. Abbiamo messo i mattoni e le finanze al di sopra del valore del nostro essere interiore. La guarigione consiste nel mettere la nostra anima al primo posto, nell’allinearsi con essa e nel lavorare sul nostro vero rapporto con il nostro vero sé.<br />
Le persone che conosco che hanno fatto di questo la loro massima priorità – la pace interiore, la libertà e il ritorno all’amore e all’accettazione di sé e della Sorgente – sono state in grado di iniziare a generare un’incredibile prosperità nella loro vita.<br />
Non perché ne avessero bisogno per ottenere pace interiore, felicità e completezza. Piuttosto, perché stavano già ESSENDO la pace interiore, la completezza e la felicità, ed erano quindi in grado di espandersi in una maggiore creatività, scopo, gioia, energia e potere rispetto al passato.<br />
Molte persone che hanno perso tutto a causa di abusi narcisistici, hanno fatto pace con le perdite, accettando il dono della lezione spirituale, sono tornate a casa dalla propria Anima, e poi sono ripartite con più abbondanza, gioia e successo di quanto avessero mai creduto fosse possibile per loro.<br />
Ecco la verità assoluta: se non fosse stato per l’abuso narcisistico e per la guarigione grazie a NARP, una tale prosperità non sarebbe stata possibile per loro, perché fino a quel momento stavano cercando di sopravvivere e creare ricchezza da un luogo di mancanza e paura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tratto da Melanie Tonia Evans</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/5-aspetti-del-maltrattamento-narcisistico-da-guarire/">5 aspetti del maltrattamento narcisistico da guarire</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Terapia Bioenergetica</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 13:48:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/">Terapia Bioenergetica</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</h2>
<p>Lavorando con il corpo, ci occupiamo moltissimo di <em>vergogna. </em></p>
<p>Per Reich, e nella terapia bioenergetica, l’emergere della sensazione di vergogna era l’indicatore primario di un blocco. Inoltre, uno degli ostacoli al lavoro corporeo è spesso un sentimento di vergogna che ostacola l’esplorazione del vissuto corporeo ed emotivo.<br />
Per Helfaer <strong>il rispetto di sé è un concetto corporeo</strong> che permette di comprendere il sentimento della vergogna: significa essere in contatto con i propri sentimenti e con i propri stati corporei, permettendosi di lasciarsi guidare da essi.</p>
<p><strong>E’ espressione della vitalità e dello scorrere della propria energia vitale.</strong> Riflette la capacità di essere pienamente in contatto con se stessi e con il mondo esterno. La nostra capacità di rispettarci può essere minata da sentimenti di bassa autostima, come da altre sfumature della vergogna: odio di sé, umiliazione, senso di fallimento, di inadeguatezza e di mancanza di indipendenza.</p>
<p><strong>La vergogna è un’esperienza universale. Tutti l’abbiamo provata</strong>. Sappiamo cosa vuol dire provare sentimenti di inutilità, scarsa auto-stima, fallimento e sensazione di inadeguatezza. Sappiamo cosa significa sentire di non appartenere a niente e a nessuno, sentirci esclusi, sentire di aver perso le nostre relazioni importanti. Sappiamo cosa significa provare vergogna per la nostra condotta, per i nostri desideri ed il nostro comportamento.</p>
<p><strong>Sappiamo cosa significa vergognarci del nostro corpo o di parti del nostro corpo, della nostra sessualità, dei nostri desideri</strong>. Sappiamo cosa significa desiderare di sprofondare nella terra o sparire.</p>
<p>Una caratteristica della vergogna, che rende difficile elaborarla, è che raramente viene esplicitata. “<strong>La</strong> <strong>vergogna porta a nascondersi per paura di rendere il proprio Sè inaccettabile</strong>”.</p>
<p>Spesso ciò che emerge sono le difese strutturate rispetto alla vergogna: rabbia, disprezzo, invidia, depressione, ipocondria. Anche i tratti caratteriali di arroganza, superiorità, così come la grandiosità, sono difese ben conosciute contro la vergogna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2893" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/vergogna-2.jpeg" alt="" width="300" height="150" /></p>
<p>I <em>fallimenti genitoriali</em> nel rispondere ai bisogni del bambino in modo facilitante portano allo sviluppo di un Ideale dell’Io incongruente con il Sè reale, corporeo del bambino. Ideali ed obiettivi irrealistici si sviluppano come compensazione e così l’adulto cresciuto da un tale bambino proverà vergogna rispetto ai propri bisogni infantili. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3536 alignright" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/wp-content/uploads/2023/05/terapia-bioenergetica-vergogna.jpeg" alt="Terapia Bioenergetica Vergogna" width="225" height="225" /></p>
<p><strong>La prospettiva bioenergetica porta l’attenzione alla vergogna corporea</strong>, una vergogna che <strong>pervade l’identità, in cui le parti del corpo e le espressioni corporee sono vergognose</strong>. Nei sogni la vergogna si esprime spesso attraverso l’immagine di essere nudi in pubblico, specialmente con la parte inferiore del corpo, i genitali e la parte posteriore, esposti.</p>
<p>Senza il rispetto di sé, il vuoto lasciato dal crollo degli ideali può condurre alla depressione; <strong>finché non ristabiliamo la connessione con il corpo non possiamo stabilire aspettative più ragionevoli.</strong><br />
Nuove possibilità si possono aprire <strong>nel movimento</strong>, visto  il bambino che si vergogna, umiliato, si ritira, collassa. Al contrario, il bambino che è visto ed apprezzato, che è sostenuto energeticamente è dritto, vivace e sicuro di sè. Il brusco passaggio dall’eccitamento espansivo, sicuro di sè, alla contrazione vergognosa può essere all’origine della malattia somatica presente nella nostra vita.</p>
<p>Spesso, <strong>l’esperienza di vergogna è integrata nella personalità o carattere</strong>. La contrazione cronica dell’esperienza precoce di vergogna è il fondamento per costruire e mantenere questo sistema.<br />
Le esperienze precoci di vergogna si verificano all’interno del contesto dei legami vitali del bambino e <strong>strutturano un sistema di odio di sè che diventa la risposta del bambino al fallimento</strong> dei propri tentativi di connettersi, di ricostruire la relazione vitale come dovrebbe essere, di costruire l’amore e l’amabilità. Sono tentativi di ricostruire un Sè coesivo a partire da una esperienza di frammentazione.</p>
<p>Lo sviluppo dell’identità sessuale passa per l&#8217;’identificazione con i genitali, quando questa viene interrotta da abitudini sessuali negative, moralistiche, imbarazzanti e rifiutanti, porta alla vergogna genitale e nella castrazione. Ci si può sentire troppo svalutati per essere scelti o per essere liberi di scegliere un compagno.</p>
<p><strong>L’umiliazione, un aspetto dell’esperienza di vergogna, è particolarmente devastante.</strong> Infatti, con l’umiliazione, si può sviluppare un oggetto interno persecutorio.</p>
<h3><strong>Trattamento Bioenergetico della Vergogna</strong></h3>
<p>Morrison afferma succintamente, “<strong>Se l’antidoto per la colpa è il perdono quello per la vergogna è l’accettazione di Sè, nonostante le debolezze, i difetti e i fallimenti</strong>”. L’atteggiamento di accettazione del terapeuta si colloca nel più ampio contesto del rispetto per la condizione, i sentimenti e la realtà del corpo così come questo è nel momento presente. È questo atteggiamento che conduce al rispetto di sé alla base dell’auto-accettazione.</p>
<p>La natura distintiva della bioenergetica porta immediatamente la vergogna al centro della relazione terapeutica: la sua essenza può essere catturata dalla frase “vedere la persona”. Il lavoro con il corpo è basato su una disciplina del guardare e vedere con il contatto. Dal momento che c’è un qualsiasi tipo di propensione alla vergogna, sarà facilmente ed alle volte subito stimolata dalla consapevolezza degli occhi del terapeuta, vissuto dal paziente come il proprio “occhio rivolto all’interno”.</p>
<p>Il guardare e l’osservare rispettosi devono essere basati sulla profonda accettazione da parte del terapeuta di sé stesso ad un livello corporeo, un’accettazione che sarà registrata dal cliente come un senso di rispetto che traspare nel suo modo di guardare e di stare in contatto. A questo punto il lavoro energetico può essere indirizzato ad aiutare il paziente a costruire un senso di rispetto del proprio corpo che sosterrà l’esplorazione del proprio movimento.</p>
<p>Qui, <strong>il lavoro bioenergetico dà il suo contributo unico al trattamento influenzando specifici aspetti del funzionamento somatico</strong>. Questi includono la tensione muscolare, la respirazione bloccata, il trattenere l’espressione emotiva e lo squilibrio delle risposte del sistema nervoso autonomo. Comunque, mentre un intervento bioenergetico è molto specifico nel modo in cui influenza una funzione corporea, la persona resta il centro del lavoro e la mancanza di contatto è sempre il tema energetico sottostante.</p>
<p><strong>La terapia bioenergetica porta l’attenzione anche alla sovraeccitazione del sistema nervoso simpatico, incoraggiando un equilibrio con il sistema parasimpatico. L’obiettivo terapeutico è la regolazione</strong>. Una regolazione dell’iper-attivazione si può ottenere attraverso la respirazione ritmica profonda, il pianto e la scarica espressiva della rabbia. In altri casi, con il trauma, è il parasimpatico ad essere sovra-attivato. Lo shock, il congelamento e i sintomi gastro-intestinali ne possono essere un esempio. Anche la depressione e l’ansia, in modi diversi, rappresentano lo squilibrio e la sovraeccitazione sia del sistema nervoso simpatico sia di quello parasimpatico, così come altri disturbi del sistema nervoso centrale e di quello ormonale. <strong>Il lavoro energetico in questi casi si focalizza, in modi differenti, sulla “regolazione verso il basso”.</strong></p>
<p>Nel condividere empaticamente l’esperienza del paziente, il lavoro energetico si sintonizza con le emozioni dolorose, favorendo il respiro che libera il pianto ed il dolore, tra gli altri processi, e favorisce la <strong>guarigione delle contrazioni dolorose e delle emozioni correlate, permettendo lo svilupparsi e il consolidarsi di un atteggiamento rispettoso nei confronti di se e dei propri limiti.</strong></p>
<p><strong>L’intenzione della terapia è aiutare il paziente ad essere in contatto con l’esperienza interiore. Ristabilendo un contatto più profondo con se stesso, le parti alienate e l’energia impiegata nell’estraniamento e nelle proiezioni può essere nuovamente investite nel Sè.</strong><br />
Qui, il contributo della bioenergetica è di aiutare il soggetto a trovare ed a correggere il proprio movimento, a liberare la pulsazione dalle restrizioni caratteriali ad un livello di atteggiamento ed energetico.</p>
<p>E’ molto importante notare che <strong>rispettarsi, non significa non sentire la vergogna o il dolore</strong>. Al contrario, è la predisposizione nei confronti del Sè che permette di sentire e di “sopportare” la vergogna ed il dolore. Permette di sopportare le emozioni piuttosto che sopportare gli effetti della lotta contro di essi. Nel sopportare la vergogna, possiamo, in un certo senso, completare un’esperienza, sentirla dall’inizio alla fine. <strong>Possiamo guardare alle origini della vergogna all’interno della nostra personalità e della nostra storia. Anche questo prepara il terreno per l’auto-accettazione, l’antidoto alla vergogna, l’accettazione del proprio Sè con i suoi limiti e i suoi fallimenti</strong></p>
<p>adattato dal testo<br />
© a cura di Nicoletta Cinotti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/terapia-bioenergetica/">Terapia Bioenergetica</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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		<title>Fluire con il respiro e il corpo</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/fluire-con-il-respiro-e-il-corpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 20:03:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non uscire di casa per vedere i fiori. Amico mio, rinuncia a quell’escursione. Nel tuo corpo sono i fiori. Un fiore ha mille petali. Questo basta come luogo dove sedere. Sedendo lì avrai una visione di bellezza all’interno del corpo e fuori di esso, un giardino nel giardino. (Kabir) Nella nostra cultura tendiamo a vivere separati dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Non uscire di casa per vedere i fiori.</em></strong><br />
<strong><em>Amico mio, rinuncia a quell’escursione.</em></strong><br />
<strong><em>Nel tuo corpo sono i fiori. Un fiore ha mille petali.</em></strong><br />
<strong><em>Questo basta come luogo dove sedere.</em></strong><br />
<strong><em>Sedendo lì avrai una visione di bellezza all’interno del corpo e fuori di esso, un giardino nel giardino.</em> </strong>(Kabir)</p>
<p>Nella nostra cultura tendiamo a vivere separati dal corpo, quasi esclusivamente “solo nella testa”, persi e catturati dal vortice di pensieri, emozioni, giudizi, preoccupazioni, ricordi, fantasie, pianificazioni. Non siamo quasi mai veramente in contatto, in amicizia, a nostro agio nel corpo. In genere<strong> le persone si accorgano del proprio corpo solo quando hanno un’esigenza fisiologica o qualche dolore</strong>.</p>
<p>La Chiesa dice:<strong> il corpo è una colpa.</strong><br />
La scienza dice: <strong>il corpo è una macchina.</strong><br />
La pubblicità dice: <strong>il corpo è una merce</strong>.</p>
<p>Ma se contattiamo il corpo ci dice: io sono una festa.  E ci offre anche una possibile soluzione ai condizionamenti: vivere il corpo ci fa riscoprire che “<strong>il corpo è una festa</strong>”. C’è una ricchezza sensoriale in noi che possiamo usare nella vita e nella nostra pratica.<br />
Anche quando pratichiamo sport, danza o fitness, lo facciamo senza sviluppare una reale conoscenza empatica, una reale armonia. <strong>Trattiamo il corpo come un oggetto, una macchina</strong>, in qualche modo separata da noi, che deve raggiungere prestazioni e/o avere una certa forma esteriore. La costante competizione con noi stessi e con gli altri aumenta la scissione tra mente e corpo e impedisce lo sviluppo della consapevolezza corporea.</p>
<p>In tutte le tradizioni sapienziali orientali il respiro è conosciuto e utilizzato ampiamente, sia nelle tecniche psico-fisiche più di carattere energetico, sia nelle tecniche meditative. <strong>L’esperienza del respirare può diventare punto di riferimento dell’attenzione per ritrovare tranquillità e benessere e per riscoprire ciò che siamo più autenticamente.</strong><br />
Portiamo poi la consapevolezza nelle varie parti del corpo, percependo e apprezzando le sensazioni presenti. Con l’aumentare della consapevolezza corporea scopriamo che ciò che <strong>il corpo è come un fiume di sensazioni che continuamente scorrono</strong>, impariamo a percepirlo come dimensione fluida, come spazio vivo e vitale, un campo di sensazioni tattili.<br />
Via via che la pratica si approfondisce, <strong>avviene una naturale riconciliazione tra mente e corpo</strong>, svanisce la percezione del corpo come qualcosa di solido, freddo, meccanico, separato e si diventa coscienti della sua vitalità e continua mutevolezza.</p>
<p><strong>Nelle sensazioni corporee c’è tutta la ricchezza, tutta la vitalità del corpo che continuamente vibra.</strong> Queste sensazioni sono sempre presenti solo che noi non siamo abituati a percepirle: con la pratica non le creiamo, ma semplicemente rieduchiamo e affiniamo la nostra capacità percettiva, riuscendo a cogliere questo aspetto del processo mente-corpo di cui non siamo abitualmente consapevoli.<br />
<strong>Il sistema mente-corpo è una totalità organica, vitale, inseparabile</strong> e nella pratica per esempio della <strong>bioenergetica possiamo integrare e riconciliare</strong> tutti i vari aspetti: forza e robustezza, flessibilità e scioltezza, ed una qualità di corpo sottile attraverso il risveglio delle sensazioni tattili e la consapevolezza della sua fluidità, spaziosità e leggerezza. Con un atteggiamento interiore di rispetto e appezzamento, di non competizione e di non conflitto, abbinato ad una attenzione continua, ma rilassata e non forzata, possiamo sperimentare calma e stabilità, chiarezza e presenza mentale.<br />
<strong>L’importante è riscoprire la dimensione fluida del corpo</strong>, percepire che il corpo e le sensazioni sono come acqua che fluisce nell’acqua. Possiamo riconoscere e apprezzare la ricchezza delle sensazioni sempre presenti nel corpo; quando lo abitiamo tranquillamente, in modo caldo, amichevole, empatico, senza competizione né conflitto, da una parte <strong>non siamo persi in pensieri ma siamo svegli e presenti</strong>, in contatto, e dall’altra possiamo riscoprire una consapevolezza aperta e ricettiva, senza frammentazioni e separazioni, uno stato di benessere che è il nostro stato naturale.<br />
<strong>Il nostro corpo è l’arpa della nostra anima</strong>. Sta a noi trarne musiche armoniose o suoni confusi. “Il Profeta” di Kahlil Gibran</p>
<p>Tratto da – http://www.sedendoquietamente.org/ 15/08/2018</p>
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		<title>Dichiarare pace al blocco e alla contrazione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/dichiarare-pace-al-blocco-e-alla-contrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità permette al livello di tensione di abbassarsi. I problemi e le soluzioni Quando abbiamo dei problemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. <strong>Essere consapevoli del blocco e della contrazione, investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità</strong> permette al livello di tensione di abbassarsi.</p>
<p>I problemi e le soluzioni</p>
<p>Quando abbiamo dei problemi possiamo pensare di essere sbagliati oppure di essere giusti ma di avere delle risposte sbagliate che portano sofferenza nella nostra vita. E’ vero che la sofferenza, come la gioia, sono ingredienti ineliminabili della vita. Ma, a volte, anziché migliorare le cose, con il nostro intervento le peggioriamo.<br />
Per questo <strong>il dialogo tra visualizzazioni guidate e bioenergetica è così significativo</strong>.<br />
In entrambi gli approcci si pensa che le persone siano, nella loro intima natura, sane, buone e capaci di consapevolezza e attenzione. Qualunque sia la difficoltà che incontrano nella loro vita. Qualunque sia il disastro che hanno combinato, niente può modificare questa intima qualità positiva della loro natura.<strong> Sono le contrazioni, del corpo e della mente, che ci portano a sperimentare modelli disfunzionali di risposta, ci rinchiudono in circoli viziosi</strong>, aggiungono sofferenza al dolore e alle difficoltà che incontriamo. Il punto quindi è aprire il campo di consapevolezza, il radicamento nel corpo, la capacità di cogliere il processo nei suoi elementi base, perché possa ristabilirsi il contatto con la nostra intima natura, perché possano arrivare le risposte alle nostre domande.<br />
<strong>La cura diventa così un processo autoregolato che necessita di strumenti e di sostegno dall’esterno ma che non delega mai la responsabilità delle scelte all’altro.</strong> E soprattutto porta un profondo senso di pace e di accettazione verso noi stessi e la nostra vita. Infatti, nel momento in cui diventiamo consapevoli di una contrazione che restringe il nostro campo di consapevolezza, iniziamo, come pazienti scienziati di noi stessi, ad esplorarla, percepirla, comprenderla nella sua intima natura. E <strong>dichiarando pace al blocco e alla contrazione permettiamo che il flusso autoregolato della nostra vita riprenda a scorrere.</strong></p>
<p>Testo tratto liberamente da www.nicolettacinotti.net</p>
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		<title>Il sentiero dell’autoguarigione</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-sentiero-dellautoguarigione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 11:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere dominati inconsciamente dalla paura e dai sensi di colpa</strong>.</p>
<p>Recenti studi hanno mostrato che molte malattie insorgono perché gli stati d’animo di sofferenza possono alterare completamente il funzionamento biologico. Al tempo stesso, si è anche visto che <strong>stati di benessere possono riportare al corretto funzionamento</strong> i processi fisiologici alterati. Pertanto le emozioni sono decisive per il funzionamento del sistema immunitario, di quello endocrino e di quello neurovegeta-tivo e, allora, la nostra <strong>salute fisica potrebbe dipendere da quella emotiva</strong>.</p>
<p>Il mio lavoro è dedicato all’integrazione, possibilmente gioiosa, di corpo – mente – spirito. Offro un’occasione di riflessione su sé stessi ma anche di contatto con la vitalità ed il piacere. Ci apriamo all’ascolto del corpo e alla sua energia con gli esercizi della bioenergetica. Poi, per cominciare a lasciar andare la paura che c’impedisce di vivere davvero, useremo le visualizzazioni guidate ed <strong>uno dei più antichi mantra di purificazione</strong> che esistano. Deriva dalla Cabala e significa ‘spirito, soffio di Dio’; tende a sciogliere blocchi e tensioni ed a risvegliare il piacere e la gioia di vivere. Infatti, <strong>le vibrazioni prodotte dal suono</strong> funzionano da ‘massaggio psichico’: puliscono i centri energetici, liberano l’intuito e la creatività, <strong>rafforzano il senso d’identità e le capacità di autoaffermazione</strong>.</p>
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		<title>Ascoltare il corpo</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/ascoltare-il-corpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 11:04:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/ascoltare-il-corpo/">Ascoltare il corpo</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico</strong>. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel modo che abbiamo imparato a fare per non soffrire troppo e condiziona anche i sentimenti con cui affrontiamo le situazioni. Spesso, queste tensioni sono associate a sentimenti di tristezza, paura e rabbia.<br />
<strong>A volte le esperienze dell’infanzia portano a non sentirsi degni d’amore e quindi, temendo risposte ostili dagli altri, a rinunciare ad esprimersi</strong>. Così molti di noi hanno imparato molto presto a limitare la vitalità ed a creare barriere contro le emozioni, e questo implica che non sempre riusciamo a dare spazio ai nostri bisogni più profondi. Proprio per questo l<strong>avoro per risvegliare il nostro corpo e le nostre emozioni</strong>.<br />
Quando il corpo si espande, grazie alla respirazione profonda e all’aumento di flessibilità, ci restituisce un maggior senso di sé, risveglia i ricordi nascosti nella muscolatura contratta e cambia il modo di percepire, permettendoci di uscire dal circolo vizioso di chiusura e rinuncia. Infatti, <strong>dando spazio alle diverse parti di noi, affrontando il disagio, la paura e il senso di colpa, permettiamo uno scambio che porta a maggiore armonia, serenità e gioia di vivere.</strong><br />
Nel mio lavoro la respirazione assume un ruolo veramente centrale: osservare il modo in cui una persona respira permette di vedere come si pone rispetto al diritto di prendere ciò che le serve nella vita. Respirare è un atto aggressivo e spesso, un’insufficiente ampiezza del respiro si riflette in una riduzione del flusso delle sensazioni nel corpo che può portare a scoraggiamento e tristezza.</p>
<p><strong>Aumentare l’ampiezza del respiro è possibile ed il risultato è talvolta sorprendente perché magari scopriamo che un disturbo ritenuto mentale era in realtà connesso alla rigidità del corpo</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2774" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/rspira-300x150-1.jpg" alt="" width="300" height="150" /><br />
Incoraggio sempre un atteggiamento amorevole che ci da il permesso di essere chi siamo; penso che respirare ci faccia dire di sì a noi stessi: <strong>mentre inspiriamo ci nutriamo profondamente, mentre espiriamo ci accettiamo e ci perdoniamo per le cose che credevamo essere errori.</strong><br />
Per esempio, come stiamo respirando in questo momento? Si vede l’espansione del torace e dell’addome quando inspiriamo? Prendiamo un momento per fare qualche respiro profondo, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, ricordando che per approfondire e allungare il respiro abbiamo bisogno di allungare l’espirazione. Inspiriamo profondamente ed espiriamo fino a quando sentiamo di aver vuotato i polmoni, a quel punto inspiriamo di nuovo e continuiamo per qualche secondo .… Come ci sentiamo ora? Osserviamo e ascoltiamo quello che questo breve esercizio ci ha portato.<br />
Un <strong>concetto fondamentale in bioenergetica è quello del grounding</strong>, cioè del radicamento, dell’imparare a stare bene con i piedi per terra. E’ una posizione in piedi con le ginocchia flesse che permette di osservare (e alla persona di sentire) la capacità di reggersi sulle proprie gambe, in tutti i sensi. In particolare, il modo in cui una persona sta in piedi esprime molto rispetto ai suoi primi rapporti. Con il tempo, la pratica aiuta a entrare nelle proprie gambe, a sentirle da dentro, anche perché permette di contattare l’istinto e l’animalità troppo spesso repressi.</p>
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		<title>Il corpo ha capacità di autoguarigione: come aiutarlo</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/il-corpo-ha-capacita-di-autoguarigione-come-aiutarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 09:54:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il corpo ci accompagna ella vita da sempre e, in effetti, non abbiamo un corpo ma lo siamo. Come incoraggiare e sostenere l&#8217;autoguarigione? 1) Accrescendo la consapevolezza dei nostri reali bisogni 2) Prendendoci cura del corpo.  Sosteniamo il riequilibrio e l’armonia con la respirazione, la visualizzazione e la meditazione, con la bioenergetica 3) Riducendo l’attività [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il corpo ci accompagna ella vita da sempre e, in effetti, non abbiamo un corpo ma lo siamo</strong>.</p>
<p>Come incoraggiare e sostenere l&#8217;autoguarigione?</p>
<p><strong>1) Accrescendo la consapevolezza dei nostri reali bisogni</strong></p>
<p><strong>2)</strong> <strong>Prendendoci cura del corpo.  Sosteniamo il riequilibrio e l’armonia con la respirazione, la visualizzazione e la meditazione, con la bioenergetica</strong></p>
<p><strong>3) Riducendo l’attività mentale</strong></p>
<p>4) Riconoscendo le nostre emozioni</p>
<p><strong>5) Coltivando rapporti umani caldi e supportivi, basati sulla fiducia e sull’empatia.</strong></p>
<p>6) Liberando la creatività</p>
<p>7) Esprimendo quello che sentiamo</p>
<p>8) Accentando noi stessi, smettendo di criticarci</p>
<p>9) Rilassandoci, facendo contatto profondo con noi stessi</p>
<p>10) Prevenendo  lo sviluppo delle malattie valorizzando ciò che siamo ed occupandoci del proprio benessere.</p>
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		<title>Essere guerrieri vulnerabili</title>
		<link>https://www.psicoterapeutatorino.eu/essere-guerrieri-vulnerabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Renata Fumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 09:34:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per essere un guerriero spirituale, uno dovrebbe avere un cuore rotto; senza un cuore rotto e il riconoscimento di un senso di tenerezza e vulnerabilità dentro di sè e in tutti gli altri, il suo valore guerriero non è credibile. Chögyam Trungpa Rinpoche The Sacred Path of the Warrior. Ed. Shambhala Ciascuno di noi ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><em>Per essere un guerriero spirituale,</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>uno dovrebbe avere un cuore rotto;</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>senza un cuore rotto</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>e il riconoscimento di un senso di tenerezza e vulnerabilità</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>dentro di sè e in tutti gli altri,</em></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><em>il suo valore guerriero non è credibile.</em></span></p>
<p>Chögyam Trungpa Rinpoche<br />
The Sacred Path of the Warrior. Ed. Shambhala</p>
<p>Ciascuno di noi ha dentro di sé un guerriero, un guerriero spirituale che lotta per trovare il giusto equilibrio tra il lasciare andare e l’aggrapparsi, combattere e arrendersi, desiderare e ottenere, vincere e perdere…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2749" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/STT-Sales-windScarf-300x113-1.jpg" alt="" width="300" height="113" /></p>
<p><strong>La via del guerriero è il cammino di ciascuno di noi verso la saggezza</strong> data dalla capacità di stare nella nostra natura umana, con tutto quello che questo significa nel quotidiano, riconoscendone però la scintilla divina. <strong>La bioenergetica aiuta a contattare la realtà: il grounding, con il bend over e l’arco, ci prepara ad affrontare le piccole e grandi sfide che la vita ci presenta.</strong></p>
<p>“La mente è alla continua ricerca di zone di sicurezza, ma queste si dissolvono una dopo l’altra e allora ci affanniamo a costruirne di nuove. Vogliamo sempre sapere che cosa ci aspetta…<strong>La via del guerriero è opposta ala mente</strong>, …è quando siamo totalmente aperti a qualsiasi cosa possa accadere senza tirarci indietro, senza fissarci su noi stessi…<br />
Come può l’esercizio fisico cambiare il nostro atteggiamento verso la vita?<br />
La nostra natura umana ci porterebbe a sdraiarci sul pavimento e fare il minor sforzo possibile, quante volte lasciamo, o abbiamo lasciato, un’attività fisica perché troppa fatica, frustrazione, paura del cambiamento che l’esercizio fisico porterà nel nostro corpo/mente (anche se la paura è sempre ben nascosta e difficile da riconoscere nel suo sorgere!).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2754" src="https://www.psicoterapeutatorino.eu/nuovosito/wp-content/uploads/2023/05/Unknown.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></p>
<p><strong>La pratica bioenergetica si basa sul respiro: prendere ciò di cui abbiamo bisogno e poi lasciar andare. Lavoriamo per aprire il corpo</strong>, affinché il respiro fluisca e, anche, per portare il respiro nelle nostre chiusure e rigidità, per ammorbidirle e fare spazio. Ognuno di noi possiede tutto quello che serve per vivere in armonia. E’ il processo che ci porta a fare amicizia con noi stessi e col mondo, un processo che coinvolge non solo le parti che ci piacciono, ma tutto quello che c’è.<br />
“Le cose funzionano sempre per me”<br />
<strong>Questa è la novità data dalla connessione corpo-mente: senza sforzo e aperti alla grazia, impariamo a riconoscerla e a sperimentarla nel quotidiano con il cuore pieno di gratitudine</strong>.</p>
<p>Liberamente ispirato da http://destinazionemindfulness.com/be-vulnerable-warrior-guerrieri-vulnerabili/</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu/essere-guerrieri-vulnerabili/">Essere guerrieri vulnerabili</a> proviene da <a href="https://www.psicoterapeutatorino.eu">Psicoterapeuta Torino Renata Fumi</a>.</p>
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