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Cosa succede quando la parte bambina soffre o si ferisce a un certo punto nell’infanzia e influenza le nostre azioni come uomini e donne adulti?
Spesso ha a che fare con quando abbiamo vissuto (o ri-viviamo) un’emozione molto dolorosa come senso di colpa, paura, separazione o vergogna.
Il bambino o la bambina interiore può essere ferita da ciò che ha segnato la sua infanzia e tende a trasportare i traumi del passato e a trasformarli in schemi o abitudini che segnano la vita adulta. Per stare bene, abbiamo bisogno di aiutarlo a guarire le sue ferite.
Per iniziare, creiamo un legame di amicizia in modo che possa fidarsi di noi E per questo, cerchiamo di offrire ciò di cui ha bisogno.
Se, ad esempio, la ferita è stata causata dal fatto che i genitori non erano affettuosi, trattiamo il/la piccolo/a con tutto l’amore del mondo. Se è perché sei stato ignorato, dimostra che è importante per te e dalle/dagli priorità. A poco a poco il bambino lascerà il suo nascondiglio e si fiderà di te … Parla pazientemente, esprimi il tuo dispiacere per la sua sofferenza e soprattutto mostrati disponibile ad aiutarlo. Chiedi come sta, come puoi farlo felice e comunica con il cuore che sei qui per sostenere la sua crescita.

Puoi proporre attività come una passeggiata, andare in spiaggia, giocare, dipingere o guardare un film. Anche scrivere spesso aiuta a rafforzare il rapporto con lui o lei
E trova modi per divertivi insieme, inventa storie e giochi da condividere.
Abbiamo bisogno della nostra parte piccola, della sua spontaneità, curiosità, creatività e voglia di vivere. E naturalmente l’adulto può dare al bambino l’incoraggiamento, il sostegno e l’amore senza condizioni di cui ha bisogno per crescere.

Ecco il link al mio articolo su Prontopro, buona lettura!

Nella pagina web ProntoPro potete trovare questa Intervista su di me, in cui racconto qualcosa della mia persona e di Psicologo e coaching. Grazie a ProntoPro!

Come si fa a togliere potere a un narcisista?

Per aiutarti davvero farlo, ti propongo questo esercizio. Pensa alla cosa che ti fa più male, che ti fa rimanere agganciata al narcisista anche quando non fa più parte della tua vita. Magari continui a ossessionarti ripensando all’accaduto, tormentandoti con i se ed i sensi di colpa.

Può essere che ti abbia scartata o tradito, potrebbe averti fatto molto male e persino gettata sotto un autobus. Oppure ti ha mentito o ha abusato di te verbalmente devastando la tua autostima.

È quella cosa dentro di te che ti tiene ancora collegata fisicamente, letteralmente, o energicamente ed emotivamente, anche se il narcisista non fa più parte della tua vita.

Quindi, qual è la cosa che ti fa più male? E probabilmente, sai qual è, perché continua a venirti in mente. Ora fai tre respiri profondi. Lasciando che il corpo si ammorbidisca e si prepari a un cambiamento.

Ripeti ad alta voce questa intenzione:

“Ora mi rendo conto che la guarigione e l’integrità, come la risoluzione di questa cosa che fa male, non può venire da un falso sé che non ha le risorse per fornirla.

Piuttosto che guardare fuori di me per cercare di risolvere questo problema, mi rivolgerò verso l’interno e consulterò l’infinita saggezza dentro al mio essere”. (altro…)

Se hai sperimentato maltrattamento o abuso, sei certamente stato provocato da qualcuno che NON è interessato ai tuoi sentimenti e ai tuoi diritti.

Piuttosto, questa persona continua a violarti e ad abusarti.

E, se ti arrabbi e reagisci (in modo del tutto comprensibile), allora ti dicono che sei tu il problema, e ti etichettano. Questa persona ti accusa di fare ESATTAMENTE le cose che ha fatto e continua a fare!

Naturalmente questo può farti sentire letteralmente annientato emotivamente. E desideri reagire e impedire a questa persona di continuare! Purtroppo però, se reagisci… nutri la bestia. Stai consegnando al narcisista i proiettili con cui spararti.

Ma non confondere questo con il non difenderti.

Non continuare a partecipare alla follia cercando di far pensare e parlare in modo ordinato a qualcuno che è disordinato.
Smetti di dare lezioni e spiegazioni a questa persona, cercando di indurla a comportarsi con la virtù e la decenza che la maggior parte dei bambini di cinque anni capisce in modo innato.

Molti di noi l’hanno fatto… più e più volte – con zero risultati duraturi!

Ma perché lo facciamo … anche quando sappiamo che questa persona non “capisce”, e stiamo solo ottenendo altra crudeltà? (altro…)


Voglio davvero chiarire che, sì, quando siamo stati maltrattati o abbiamo subito un trauma il nostro cervello è gravemente colpito, ma non è questa la sede del nostro trauma.
Il trauma non è logico, il trauma è emotivo.
È fondamentale capire che quando pensiamo, parliamo e facciamo ricerca, questa parte cognitiva del nostro cervello non è in contatto con il nostro sistema limbico ed emotivo dove si trova il nostro trauma.
Diciamo insieme queste seguenti affermazioni;
“Penso devastato”.
“Penso inorridito”.
“Penso impotente”.
Tutte queste affermazioni provengono dalla parte frontale cognitiva del nostro cervello, che non è in contatto con la nostra esperienza viscerale all’interno del nostro corpo.
È la nostra esperienza interna che sta guidando la nostra vita, che la sta plasmando come le persone che siamo, perché è responsabile di ciò che crediamo di noi stessi, della vita e degli altri.
Pensiamo che il nostro modo di sentire sia dovuto al nostro pensiero, eppure la verità è che il nostro pensiero segue sempre il nostro sentire.
Quando torniamo a quelle tre affermazioni di cui sopra, il nostro “pensare” non ha nulla a che fare con queste emozioni. Sappiamo che queste affermazioni dovrebbero essere: “Mi sento devastato”, “Mi sento inorridito”, “Mi sento impotente”.
Perché? Perché questi stati sono sentimenti, non sono ‘pensieri’.
Il modo in cui pensiamo è perché questi sentimenti sono la nostra esperienza interiore.

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Numero 1: Non ottenere abbastanza rifornimento narcisistico
Se un narcisista sta esaurendo la fornitura, il che significa l’attenzione che permette di sentirsi significativi ed esistere, allora un vuoto fastidioso e l’ansia cominciano a ribollire dentro.
Ed è ovvio. Vedrete la netta differenza rispetto a quando un narcisista vola in alto come un aquilone con una scorta narcisistica (attenzione) sufficiente a nutrire il suo ego insicuro ed esigente, e quando invece non viene nutrito e l’oscurità e gli sbalzi d’umore diventano evidenti.
Questa è la zona di pericolo, dove il narcisista può rivoltarsi contro di te o deve abbandonare la scena, scappando per accedere alla tanto necessaria fornitura fuori nel mondo nel tentativo di sfuggire ai sentimenti interiori auto-annientanti dell’Essere Interiore difettoso e profondamente insicuro.

Numero 2: Persone che non credono al suo essere Autorità
I narcisisti hanno bisogno che le persone li credano speciali, di talento e di conoscenza.
Possono subire un grave danno narcisistico se qualcuno che ha più esperienza e conoscenza di loro entra in una conversazione e cercano di prendere il sopravvento e di non lasciare che l’altra persona parli o cambi argomento.
Se questo non è possibile, se ne andranno. Poi, naturalmente, in seguito, smonteranno la credibilità di questa persona.

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I narcisisti patologici feriscono e fanno male.
Sanno quello che vogliono dalle loro vittime: cercano persone con belle caratteristiche che spesso significa che non siano troppo buone con sé stesse.
I narcisisti patologici hanno bisogno di rifornirsi energeticamente dalle vittime perché non sono in grado di rifornirsi da soli. Per questo sono abilissimi nel sapere come e chi colpire.
Questo articolo descrive i tratti principali ricercati dai narcisisti perché possiate imparare a guarirli e non cadere più nelle trappole.

Primo tratto: traumi e ferite non guarite

La tattica universale di un narcisista che desidera frequentare un altro, che sia partner d’affari o d’amore, un amico, un vicino – o anche usata da una famiglia d’origine narcisista che cerca di trattenere un altro membro della famiglia – per la propria fornitura di energia, è questa:
Trovare il “bisogno” e proporsi come il grande fornitore.
I narcisisti mettono in discussione i potenziali obiettivi del partner per scoprire cosa li ferisce ancora o cosa manca rispetto alla loro precedente vita amorosa.
I narcisisti mettono in discussione i potenziali obiettivi del partner per scoprire cosa li ferisce ancora o cosa manca rispetto alla loro precedente vita amorosa.
Se dici che sei stato trattato come se non contassi nulla, il narcisista ti fornirà le informazioni per farti credere che per lui o lei conti completamente. Se i tuoi precedenti traumi hanno riguardato l’adulterio, il narcisista si professerà monogamo al 100%.
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Non uscire di casa per vedere i fiori.
Amico mio, rinuncia a quell’escursione.
Nel tuo corpo sono i fiori.
Un fiore ha mille petali.
Questo basta come luogo dove sedere.
Sedendo lì avrai una visione di bellezza
all’interno del corpo e fuori di esso, un giardino nel giardino. (Kabir)

Nella nostra cultura tendiamo a vivere separati dal corpo, costantemente e quasi esclusivamente “solo nella testa”, persi e catturati dal vortice di pensieri, emozioni, giudizi, preoccupazioni, ricordi, fantasie, pianificazioni. Non siamo quasi mai veramente in contatto, in amicizia, a nostro agio nel corpo. In genere le persone si accorgano del proprio corpo solo quando hanno un’esigenza fisiologica o qualche dolore.
Alcune delle contraddizioni e condizionamenti culturali a cui siamo soggetti:
La Chiesa dice: il corpo è una colpa.
La scienza dice: il corpo è una macchina.
La pubblicità dice: il corpo è una merce.

Ma se contattiamo il corpo ci dice: io sono una festa.
E ci offre anche una possibile soluzione ai condizionamenti: vivere il corpo nel corpo, nell’immediatezza sensoriale che ci fa riscoprire che “il corpo è una festa”. C’è una ricchezza sensoriale in noi che possiamo usare nella vita e nella nostra pratica.
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Nell’arco della vita combattiamo molte battaglie, per affermare chi siamo, per esprimere il nostro punto di vista, per ricevere il rispetto che sentiamo ci sia dovuto… ma spesso la battaglia che combattiamo più a lungo e più alacremente è quella contro noi stessi, e quello che non sappiamo fare poi è perdonarci ed accettarci. Molti di noi imparano da piccoli, per i rimandi che arrivano dall’ambiente esterno, o durante l’adolescenza, ad avere un profondo senso critico rivolto a se stessi, a volte decisamente severo, se non spietato.
In realtà la pace con noi stessi è il requisito fondamentale di una vita serena, di un’energia spendibile nel raggiungimento di altri obiettivi, nell’accrescimento personale e nel godimento di quello che la vita ci offre. Se siamo impegnati a giudicare noi stessi, concentriamo il nostro punto di vista non soltanto limitatamente su di noi, e per giunta in maniera negativa, distogliendo l’attenzione da tutte quelle cose piacevoli e positive che ci sono nel mondo e che potremmo sentire a pieno se solo riconoscessimo anche le nostre caratteristiche positive.
Fare pace con noi stessi vuol dire accettarci amorevolmente, senza combatterci ogni giorno, riconoscendo in maniera obiettiva i nostri limiti e le capacità ed i pregi che abbiamo.
Ci combattiamo in diversi modi: criticando il nostro fisico, trovandoci mille difetti e aspirando ad un ideale irraggiungibile, trovandoci sempre e per sempre insoddisfatti. Oppure combattiamo con il proprio modo di essere, con il proprio carattere, dimenticando che ogni caratteristica ha il suo positivo ed il suo negativo: per esempio la testardaggine potrebbe essere la stessa caratteristica che porta ad essere determinati. Altre persone si combattono con comportamenti non sani che porteranno infelicità come fumare, bere, mangiare in modo del tutto disordinato, o anche immergendosi in relazioni tossiche e nocive che non rispondono ad un appagamento e ad un accrescimento di noi come persone.

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Rick Hanson ha una meravigliosa tecnica che desidero condividere. Aiuta ad assorbire le emozioni positive e a riequilibrare la tendenza a vedere il negativo.
Consiste di tre fasi:
1) Cerca deliberatamente esperienze positive, possono essere cose semplici come apprezzare un fiore, godersi un buon succo o sentire il sole sulla pelle. Coltiva questi momenti per assorbire il buono nella tua vita e per orientare in questa direzione la tua mente.

2) Arricchisci l’esperienza, rimani in contatto con quello che provi per almeno 10 secondi. Apri il corpo, ascoltane le sensazioni e mantieni l’attenzione a quanto accade dentro di te qui ed ora. Assimila completamene l’esperienza, permettile di riempire sia la mente che il corpo, e amplificane l’intensità.
In questo modo entrerà nella memoria a lungo termine e abituerà la mente ad assorbire sensazioni piacevoli. Senza fretta permettiti di percepirle a fondo, sentendo e assaporando la gioia dentro di te.
3) Assorbi l’esperienza completamente, coltivando l’intento di farla essere parte di te e della tua memoria.

Più assorbiamo sensazioni piacevoli e più riusciamo a vivere in modo più equilibrato. Non per ignorare le esperienze negative nè per impedire avvenimenti dolorosi che sono una parte naturale della vita, ma per avere maggiore padronanza e non venire sopraffatti.
Dedicare tempo a coltivare gli aspetti positivi della nostra vita e le bellezze che ci circondano aiuta a immergerci in stati emotivi che si ripercuotono in modo benefico sulla nostra fisiologia, biochimica e sistema nervoso.

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