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Numero 1: Non ottenere abbastanza rifornimento narcisistico
Se un narcisista sta esaurendo la fornitura, il che significa l’attenzione che permette di sentirsi significativi ed esistere, allora un vuoto fastidioso e l’ansia cominciano a ribollire dentro.
Ed è ovvio. Vedrete la netta differenza rispetto a quando un narcisista vola in alto come un aquilone con una scorta narcisistica (attenzione) sufficiente a nutrire il suo ego insicuro ed esigente, e quando invece non viene nutrito e l’oscurità e gli sbalzi d’umore diventano evidenti.
Questa è la zona di pericolo, dove il narcisista può rivoltarsi contro di te o deve abbandonare la scena, scappando per accedere alla tanto necessaria fornitura fuori nel mondo nel tentativo di sfuggire ai sentimenti interiori auto-annientanti dell’Essere Interiore difettoso e profondamente insicuro.

Numero 2: Persone che non credono al suo essere Autorità
I narcisisti hanno bisogno che le persone li credano speciali, di talento e di conoscenza.
Possono subire un grave danno narcisistico se qualcuno che ha più esperienza e conoscenza di loro entra in una conversazione e cercano di prendere il sopravvento e di non lasciare che l’altra persona parli o cambi argomento.
Se questo non è possibile, se ne andranno. Poi, naturalmente, in seguito, smonteranno la credibilità di questa persona.

Numero 3: Che tu sia felice
Questo è insopportabile per un narcisista e lo fa sentire morto dentro.
E’ poi un ulteriore insulto per il narcisista se la tua gioia ha a che fare con qualcuno o qualcosa di diverso dal narcisista stesso.
Il narcisista crede di dover essere il centro del tup universo. E, come osi essere felice, quando il narcisista non può esserlo?
Lui o lei farà di tutto per portarti via qualsiasi sensazione positiva.

Numero 4: Il tuo successo
I narcisisti pensano di dover essere solo loro a ricevere tutti i consensi, l’attenzione e i riconoscimenti.
Lui o lei è patologicamente geloso e invidioso se un altro/a riceve un riconoscimento.
È probabile che punisca chi ritiene abbia preso un po’ di ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere – l’essere preziosi e significativi.

Numero 5: Se altri sono più attraenti di loro
I narcisisti, a causa della loro versione delirante di sé, credono di essere la persona più desiderabile che esiste.
Se qualcun altro si presenta con un aspetto o una personalità che attira l’attenzione, il narcisista sarà furioso e cercherà di umiliarlo il più possibile.
Potrebbero volutamente tenere i loro partner lontano da tale persona, a causa delle loro insicurezze.

Numero 6: Avere dei limiti imposti
I narcisisti odiano i confini. Odiano che gli si dica cosa fare, perché ritengono che questo sia un controllo intollerabile.
Gli piace essere completamente irresponsabili nei confronti degli altri. Essere come una persona normale è per loro un orrore terribile.
Sono una legge a sé stessi: credono di poter avere ciò che vogliono, quando vogliono, come vogliono. E che nessuno si permette di dire qualcosa di diverso!

Numero 7: Essere interrogati
Il narcisista crede di essere irreprensibile.
Come osi interrogare il narcisista in qualsiasi forma? Crede che si debba permettere loro di fare tutto ciò che vogliono, senza alcun dubbio.
Se interrogate un narcisista, cosa che naturalmente farete, allora vi troverete di fronte a meccanismi di difesa estrema, rabbia o abbandono.
Un narcisista non lo tollererà, figuriamoci incontrarvi ragionevolmente per risolvere le cose.

Numero 8: Essere esposti
Se, quando il narcisista cerca di incasinarti, ti sei guarito da qualsiasi paura, senso di colpa o terrore di persecuzione e porti con calma e chiarezza i fatti, questo lo rende incredibilmente inquieto.
Una volta che porti le cose alla luce e le esponi, i narcisisti si raggrinziscono proprio come i vampiri quando vengono esposti a una fonte luminosa.

Numero 9: Rifiutarsi di essere risucchiati
Quando si conosce e si mantiene il proprio valore, e non importa cosa il narcisista cerchi di fare, non si soccombe e non ci si permette di essere di nuovo un rifornimento narcisistico – il narcisista lo percepirà come un enorme insulto.
Perché non cedi più al fascino?
Perché credi di meritare di meglio o di poter vivere senza di lui/lei?
Tutte queste domande tormentano orribilmente un narcisista, privandolo della sua importanza.

Numero 10: Essere ignorati
Essere ignorato procura un incredibile danno all’ego di un narcisista quando viene ignorato.
Quando si diventa “anti-paura” come risultato del lavoro sul proprio Sé interiore per avere nessuna reazione emotiva interiore, allora non si è più interessati ai giochi, alla spazzatura e ai giochi di potere.
Ti staccherai e ti rifiuterai di alimentarli.
Senza la tua paura, l’ansia e il crepacuore come energia per continuare ad alimentarsi e a ferirti, il narcisista finisce il carburante.
Lui o lei si sente impotente e odia il tuo non esserne più vittima. Dovrà per forza rivolgersi altrove.

Numero 11: Il tuo fiorire
L’insulto più grande per un narcisista è vederti ricostruire la tua vita, andare avanti e creare più successo e felicità di prima. Infatti crede di devastare per sempre la tua vita, cosa che lo fa sentire davvero importante.
Ma tu puoi guarire e rifiorire

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Number 1: Not Getting Enough Narcissistic Supply
If a narcissist is running low on supply, which means the attention that allows them to feel like they are significant and exist, then a gnawing emptiness and anxiety starts to bubble up from within them.
And, it is obvious. You will see the stark difference to when a narcissist is high as a kite with enough narcissistic supply (attention) to feed his or her insecure and demanding ego, and when he or she is not being fed supply how a darkness and moodiness becomes apparent.
This is the danger zone, where the narcissist can turn on you or must abandon the scene, escaping to access much-needed supply out in the world in an attempt to escape the self-annihilating inner feelings of the defective and deeply insecure Inner Being.

Number 2: People Not Believing They Are an Authority
Narcissists need people to believe that they are special, talented and knowledgeable.
They can suffer big time narcissistic injury if someone who has more experience and knowledge than they do, enters a conversation.
They may try to take over and not let the other person speak or change the subject.
If this is not possible, they will leave. Then, of course, dismantle this person’s credibility afterwards.

Number 3: You Being Happy
This is such a reminder to the narcissist that you are able to access and experience good feelings, whereas he or she feels dead on the inside.
This is an added insult to the narcissist if your good feelings are to do with someone or something other than the narcissist.
The narcissist believes that they should be the centre of your universe. And, how dare you be happy, when the narcissist can’t be.
He or she will do anything to take away your good feelings.

Number 4: You Being Successful
As far as the narcissist is concerned, it is they who should be receiving all the acclaim, attention and accolades.
He or she is pathologically jealous and envious if you receive any recognition.
It is likely that you will be punished for taking away some of what narcissists need to survive – precious significance.

Number 5: Others Being More Attractive Than Them
Narcissists, due to their delusional version of self, believe that they are the most desirable person going.
If someone else turns up commanding attention for their looks or personality, then the narcissist will be furious and will attempt to demean them as much as possible.
They may purposefully keep their partners away from such a person, because of their horrific insecurities.

Number 6: Having Limits Imposed
Narcissists hate boundaries. They hate being told what to do, as they feel like this is intolerable control.
They like to be completely non-accountable to others. To be like a normal person feels like a terrible horror to them.
They are a law unto themselves. Narcissists believe they should be able to have what they want, when they want, how they want. And how dare anybody tell them any differently!

Number 7: Being Questioned
The narcissist believes that he or she is beyond reproach.
How dare you question the narcissist in any shape or form? They believe that you are supposed to allow them to do whatever they want to do, without question.
If you do question a narcissist, which of course you will, then you will be met with extreme defence mechanisms, rage or abandonment.
A narcissist will not tolerate it, let alone meet you reasonably to work things out.

Number 8: Being Exposed
If, when the narcissist tries to mess with you, you have healed yourself from any fear, guilt or terrors of persecution and just calmly and clearly bring facts to the table, it makes them incredibly uneasy.
This is especially true when you bring other people’s attention to the conversations and interactions.
A narcissist can’t mess with you unless you allow them to drag you into the shadows.
Once you stand tall and true and bring things out into the bright light of exposure, a narcissist will shrivel up as much as a vampire does when a big bright light is shone on them.

Number 9: You Refusing to be Hoovered
When you know and hold your value, and no matter what the narcissist tries to do, you do not succumb and allow yourself to be narcissistic supply again – the narcissist will perceive it as a huge insult.
Why aren’t you caving in to the charms anymore?
Why do you believe you deserve better or that you can live without them?
All of these questions plague and haunt a narcissist horrifically, and strip them of their self-importance.

Number 10: Being Ignored
There is an incredible ego injury that happens to a narcissist when he or she is ignored.
When you become “anti-fear” as a result of doing the work on your Inner Self to have zero emotional inner triggers, then you are no longer interested in the games, rubbish and power plays.
You will detach and refuse to feed them supply anymore.
Without your fear, anxiety and heartbreak as the energy to keep powering up and hurting you, the narcissist runs out of fuel.
He or she feels powerless and despises that you cannot be affected anymore. The narcissist will and must take their nastiness and manipulation to somebody else to get a feed.

Number 11: You Thriving
It is the greatest insult to a narcissist that you have been able to let go, rebuild your life, move on and create more success and happiness for yourself than you ever had previously.
The narcissist believes that you should have been forever affected, and completely devastated and desecrated for life. It makes him or her feel oh so important!
What is so wonderful about this community is that these old outcomes (personal unhealable devastation), which sadly were often the case for people who have been narcissistically abused, are now firmly a thing of the past.
You can Thrive.
You can prosper.
You can experience a better life than you ever have before.


I narcisisti patologici feriscono e fanno male.
Sanno quello che vogliono dalle loro vittime: cercano persone con belle caratteristiche che in fondo significa che sono persone non troppo buone con sé stesse.
I narcisisti patologici hanno bisogno di rifornirsi energeticamente dalle vittime perché non sono in grado di rifornirsi da soli. Per questo sono abilissimi nel sapere come e chi colpire.
Questo articolo descrive i tratti principali ricercati dai narcisisti perché possiate imparare a guarirli e non cadere più nelle trappole.

Primo tratto: traumi e ferite non guarite

La tattica universale di un narcisista che desidera frequentare un altro, che sia partner d’affari o d’amore, un amico, un vicino – o anche usata da una famiglia d’origine narcisista che cerca di trattenere un altro membro della famiglia – per la propria fornitura di energia, è questa:
Trovare il “bisogno” e proporsi come il grande fornitore.
I narcisisti mettono in discussione i potenziali obiettivi del partner per scoprire cosa li ferisce ancora o cosa manca rispetto alla loro precedente vita amorosa.
I narcisisti mettono in discussione i potenziali obiettivi del partner per scoprire cosa li ferisce ancora o cosa manca rispetto alla loro precedente vita amorosa.
Se dici che sei stato trattato come se non contassi nulla, il narcisista ti fornirà le informazioni per farti credere che per lui o lei conti completamente. Se i tuoi precedenti traumi hanno riguardato l’adulterio, il narcisista si professerà monogamo al 100%.
La lista va avanti all’infinito.
In un contesto commerciale, il narcisista avrà presumibilmente l’intelligenza, l’esperienza, la fiducia e i contatti che voi non avete.
Quando un membro della famiglia è pronto ad allontanarsi e ad andarsene, il narcisista può fingere di essere la persona premurosa che l’altro membro della famiglia ha desiderato per tutta la vita.
Se ti senti vuoto, deluso, impotenti o inefficace in qualche settore della vita, rischi di essere ingannato e abusato da un narcisista che finge di essere il salvatore di questo trauma.
Quando siamo integri, non facciamo le cose di fretta. Quando siamo vuoti e bisognosi diventiamo spericolati per cercare di ottenere sollievo dal nostro vuoto interiore e dall’ansia per il futuro.
È qui che entrano in gioco i narcisisti.

Secondo tratto: non onorare sé stessi

I narcisisti sanno come mettere alla prova i confini delle persone. Quando un narcisista ti prende di mira come potenziale fonte, cerca di scoprire se onori o meno te stesso, i tuoi valori e la tua verità.
Perché se sei in contatto con il tuo potere, non appena il narcisista inizia a violare i tuoi confini e a minare l’autostima con i suoi programmi egoistici, metterai fine alla relazione.
I narcisisti possono facilmente mettere alla prova i tuoi limiti, soprattutto se sono stati in grado di agganciarsi rapidamente a te e di infiltrarsi nel tuo tempo, nelle tue emozioni e nella vita. A questo punto, potresti già sentire una dipendenza emotiva da questa persona come fornitore dell’amore, dell’approvazione, della sicurezza o della sopravvivenza che non hai ancora risolto dentro di te.
Questo ora significa che non vorrai perdere questa persona. Potresti anche credere che questa persona ti salverà e che ti porterà all’integrità.
Il narcisista inizierà a dire o a fare cose per mettere alla prova i tuoi limiti per vedere fino a che punto può spingersi. Le azioni iniziano a non corrispondere alle parole. Comincerà a comportarsi in modo corretto, egoista e sconsiderato.
Potrebbe fare un commento denigratorio e sgradevole su di te o su qualcuno o qualcosa che è importante per te.
Dove prima c’era sostegno, inizia a diventare evidente l’esatto contrario.
Potrebbero anche iniziare terribili violazioni dei tuoi valori e dei tuoi diritti che iniziano a lacerarti l’anima. A un certo punto del vostro rapporto con il narcisista, queste orribili esperienze sono inevitabili.
Se acconsenti a cercare di mantenere la pace, o addirittura a controbattere perché ti ha ferito, invece di creare confini definitivi e allontanarti, il narcisista saprà che può violarti, minarti e ottenere ciò che vuole.
Se tendi a fidarti di un narcisista, nonostante i segnali di avvertimento che il tuo Essere Interiore ti sta fornendo (questo è successo a tutti noi), allora il narcisista ha il via libera per procedere.
Da questo punto le cose non possono che peggiorare.

Terzo tratto: non avere una vita autonoma e intera

Se assomigli a quella gazzella ferita sul bordo del branco, facilmente preda di un predatore, è perché non hai una vita intera, felice e produttiva.
I narcisisti hanno bisogno di creare dipendenze.
Se ti senti solo/a, vuoto/a e sei in attesa che qualcosa cambi al di fuori di te, o che qualcuno si presenti per darti una vita felice e produttiva, sei a rischio.
Se, quando inizi a connetterti con qualcuno a un ritmo sano, non riesci a mantenere la tua vita, la tua felicità e il tuo scopo, allora questa persona diventerà il tuo “tutto”.
Questo è terribile; è un attaccamento co-dipendente e malsano. Significa che le scelte, i valori e la vita di questa persona diventeranno tuoi, non importa quanto abusivi possano essere.
Significa anche che questa persona può monopolizzare le tue emozioni, il tuo tempo e la tua vita molto rapidamente.
Invece, conservare sè stessi, la propria vita e i propri valori è una delle maggiori garanzie per non essere presi in considerazione da un narcisista. Lui o lei non lo tollererà e dovrà starvi lontano.

Quarto tratto: non essere disposti ad amarsi senza condizioni

Se non sei disponibile ad amarti completamente, sarai a rischio di essere abusato/a da qualcuno da cui state cercando di ottenere il senso del tuo valore e dell’amore.
Una vita sana nei rapporti interpersonali deve iniziare con l’amore per sé stessi. Quell’amore che, se qualcuno inizia a trattarti in modo malsano e offensivo, ti porti a dire “mi amo abbastanza da sapere che non tollererò l’abuso più a lungo”.
In genere, i narcisisti fanno qualcosa di inappropriato o addirittura di offensivo all’inizio della relazione.
Se trovi delle scuse per rimanere attaccata/o, e non sei disposto/a ad allontanarti e a creare sicurezza intorno a te per rispetto della santità della tua anima e della tua forza vitale stessa, il narcisista sa di poter essere un mostro e che non te ne andrai.
Il narcisista sa che rimarrai attaccato/a cercando di cambiarlo per cercare di avere una vita felice. Questo fornisce al narcisista una quantità copiosa di fornitura narcisistica – il dramma e l’attenzione che riceve dal sapere quanto duramente sei stato colpito da loro. Ora ha anche te come bersaglio da colpire e su cui scaricare i demoni interiori.
Se sei una persona disposta a perdere un’altra persona piuttosto che perdere te stesso/a, non sarai mai suscettibile a un narcisista. Te ne andrai non appena comincerai a sentire che le cose non vanno. Porrai dei limiti a ciò che non accetterai, e ti accorgerai subito che il narcisista non ha le risorse per incontrarti in modo genuino e sano.
Naturalmente, per essere abbastanza solida/o dentro e fare i passi di cui sopra, è necessario fare il lavoro interiore sui tuoi traumi originali e diventare completi. Altrimenti, potrai capitolare e continuare a trasmettere il vostro potere.

Quinto tratto: cercare di cambiare gli altri perché non ti feriscano

I narcisisti cercano persone co-dipendenti. Sono persone che fanno degli affari altrui i loro affari per cercare di sentirsi amati, sicuri e felici.
I narcisisti fanno un casino.
Spesso sono taglienti, irresponsabili, e mostrano poco rispetto per le regole, le finanze e la responsabilità. -Dopo tutto si tratta di nutrire il loro insaziabile Falso Sé per sentirsi significativi, a prescindere dal costo.
Se sei una persona che controlla di nascosto, cioè che si assume la responsabilità di altre persone e non si assume la responsabilità di sé stessa per sentirsi al sicuro dentro di sé, allora sei il partner perfetto per un narcisista.
Lui o lei vuole qualcuno che risolva i casini. Vuole qualcuno che tenga acceso il fuoco, mentre il narcisista cerca nuove provviste fuori casa. Vuole che qualcuno rimanga nei paraggi e si concentri sul narcisista, indipendentemente dal suo comportamento.
Possiamo credere che sia sano prendersi cura di persone irresponsabili e fuori controllo, ma in realtà questo è un tentativo di renderle stabili e sicure, in modo che possano amarci e prendersi cura di noi in modo sano.
Da bambini magari siamo stati collegati a persone non sicure e abbiamo cercato di sistemare noi le cose per loro. La verità è che non avevamo altra scelta. Da adulti l’abbiamo, e non possiamo correggere il comportamento degli altri per ottenere la nostra fonte di amore, approvazione, sicurezza e sopravvivenza.
Queste cose si ottengono solo lasciando andare le persone che crediamo abbiano bisogno di essere sistemate, rivolgendoci al nostro interno e guarendo le vere ragioni per cui abbiamo avuto la tendenza a rimanere legati ad abusi in relazioni dolorose.
Se non diventiamo partner di noi stessi, nel senso d’impegnarci ad amare noi stessi abbastanza per guarire e diventare sani e completi, in modo da non essere più preda di abusi, allora la nostra vita sarà dettata dai valori e dalle scelte degli altri piuttosto che dai nostri.
I narcisisti sanno come osservare questo e accertare dove si trovano le persone rispetto all’amore per se stessi. Le persone che hanno assegnato ad altre persone l’essere la loro fonte di amore, di approvazione, di sicurezza e di sopravvivenza non sono chiaramente partner di sé stessi.
Se questo è il caso, i narcisisti sanno di potersi facilmente inserire e iniziare a prendere il controllo dell’anima e della vita di queste persone.

tradotto dal blog di Melanie Tonia Evans

The traits narcissists look for in their victims
Narcissists hurt.
They know what they are searching for in regard to their victims. They are looking for lovely people with certain characteristics, which really means people who are not necessarily nice to themselves.
Narcissists need narcissistic supply very quickly. They can’t provide their own internal energy source and need to strike rapidly. This is why narcissists are incredibly skilled at knowing who to strike and how.
By you knowing the six traits that narcissists look out for in the people that they hone in on, it means you can shore up these susceptibilities within yourself so that you will no longer be on a narcissist’s menu.
Okay so let’s get started on this very important information.
Trait Number One: Unhealed Traumas
The number one universal tactic for a narcissist to enmesh with another, such as a love or business partner, friend, neighbour or even in regard to a family of origin narcissist trying to retain another family member for supply – is this:
Find the ‘need’ and propose to be the grand supplier of it.
Narcissists question potential intimate partner targets to find out what is still hurting them or missing in regard to their previous love life.
If you say that you were treated like you didn’t matter, the narcissist will supply the information to make you believe that to him or her you will completely matter. If your previous traumas have been about adultery, the narcissist will profess to be 100% monogamous.
The list goes on and on.
In a business context, the narcissist will purportedly have the smarts, experience, confidence and contacts that you don’t have.
When a family member is ready to pull away and walk away, the narcissist may pretend to be the caring, considerate person that the other family member has craved all their life.
If you feel empty, disappointed, powerless or ineffectual in some area of your life, you are susceptible to being duped and abused by a narcissist pretending to be the saviour of this trauma.
Of course, we all have things that we desire, yet if we are not taking personal responsibility to heal those feelings within ourselves, we will be needy. We will grab an outside solution rather than doing the inner work to become an emotional healing solution to ourselves.
This means we can make risky choices, rather than take our time to ascertain the character of people and ensure that our boundaries, values, body, heart, mind and property have been granted the healthy due diligence to keep them safe.
When we are whole, we don’t rush things. When we are empty and needy we become reckless to try to get relief from our inner emptiness and anxieties about the future.
This is where narcissists come in.
Trait Number Two: Not Honouring Your Inner Being
Narcissists know how to test people’s boundaries. When a narcissist targets you as a potential source, they are trying to find out whether or not you honour yourself, your values and your truth.
Because if you are in your power, as soon as the narcissist starts violating your boundaries and mining you with their own self-serving agendas, you will put an end to the relationship.
A person aligned with living their values and truths will not be a match for such behaviours.
Narcissists can easily test your boundaries, especially if he or she has been able to hook up quickly with you, and infiltrate your time, emotions and life. At this point, you may already be feeling an emotional dependency on this person as the provider of the love, approval, security or survival that you haven’t yet resolved within yourself.
This now means that you don’t want to lose this person.
You may even believe that this is THE person who will be your salvation and bring you wholeness.
Now the narcissist is going to start saying or doing things to test your boundaries to see how far he or she can go. The actions start not matching the words. He or she will start acting entitled, selfish and inconsiderate.
He or she may make a disparaging, nasty comment about you or someone or something that is important to you.
Where there was previously support, the exact opposite starts becoming evident.
You may even start experiencing obscene violations of your values and rights that start tearing your soul apart. At some point in your relationship with the narcissist, these horrific experiences are inevitable.
If you start acquiescing to try to keep the peace, or even fight back because this has hurt you, rather than create ultimate boundaries, pull away and know what you will or won’t have in your life – the narcissist will now know that he or she can violate you, mine you and get what he or she wants.
Identically, upon meeting a narcissist, he or she has ways of testing your boundaries and seeing if you are going to do your due diligence and take your time to assess his or her personal character or not.
If you start automatically trusting and gravitating towards a narcissist, despite the warning signs that your Inner Being is absolutely supplying you with (this happened to all of us), then the narcissist has a green light to proceed.
From this point things can only get worse.
Trait Number Three: Not Having Your Own Whole Life
One part of being that injured gazelle at the edge of the pack, able to be picked off by a predator, is not having a whole, happy and productive life.
You see, this is how it goes – narcissists need to create dependencies.
If you feel lonely, empty and have simply been going through the motions waiting for something to change outside of yourself, or for somebody to turn up in order to start granting you a happy productive life, you are at risk. That someone who you want to be the saviour of this emptiness is someone who you will struggle greatly to let go of – no matter how badly he or she treats you.
If, when you start connecting with somebody at a healthy pace, you don’t retain your own life, happiness, and purpose then this person becomes your ‘everything’.
This is dire; it is unhealthy co-dependent attachment. It means that this person’s choices, values and life will become your own, no matter how abusive and disordered they may be.
It also means that this person can monopolise your emotions, time and life very quickly.
In stark contrast, retaining yourself, your life and your values is one of the greatest safeguards in regard to not being taken in and down by a narcissist. He or she will not tolerate it and will need to leave your experience.
Trait Number Four: Not Being Willing to Lose It All to Get It All
If you are not prepared to love yourself first and foremost, then you are susceptible to being abused by somebody who you are trying to get your own sense of worth and love from.
A healthy life in regard to interpersonal relationships must start with self-love. Meaning, if someone starts treating you in unhealthy and abusive ways that you love yourself enough to pull away and align with the self-love, ‘I love myself enough to know longer endure abuse’.
Generally, narcissists do something inappropriate, uncaring or even abusive early in the relationship. Or you may discover information or questionable activities about this person that just don’t add up, or point-blank expose him or her to be not a nice person.
If you make excuses to stay attached, and if you are not prepared to pull away and create safety around the sanctity of your soul and life-force by declaring the truth of your values and what you will and won’t accept in your life, the narcissist knows that he or she can be a monster and you won’t leave.
The narcissist knows you will stay attached trying to change them in order to try to have a happy life. This provides the narcissist with copious amounts of narcissistic supply – the drama and attention he or she gets from knowing how severely you are affected by them. He or she also now has you as a target to beat up and to offload their inner demons onto.
If you are a person who is willing to lose it all to get it all, meaning lose another person rather than lose yourself, you will never be susceptible to a narcissist. You will leave as soon as things start to feel and become ‘off’. You will set the limits as to what you will and won’t accept, and you will very quickly see that the narcissist does not have the resources to genuinely meet you healthily.
If you are presently healing to get into this newfound True Self Power, you will finally get out of the clutches of narcissistic abuse and start to carve out the life that is reflective of your True Self.
Naturally, to be solid enough on the inside to do this requires doing the inner work on your original traumas in order to become whole. Otherwise, you may capitulate and keep handing your power away.
Trait Number Five: Trying to Change Other People to Stop Them From Hurting You
Narcissists seek out people who are co-dependent. These are people who make other people’s business their business in order to try to feel loved, safe and happy.
Narcissists make a mess.
They are often edgy, irresponsible, live high on the hog, and show little respect for rules, finances and responsibility – after all it is about feeding their insatiable False Self in order to feel significant, regardless of the cost.
If you are someone who is covertly controlling, meaning taking responsibility for other people who don’t take responsibility for themselves, in order for you to feel safe on the inside, then you are a perfect match for a narcissist.
He or she wants somebody to mop up the messes. He or she wants someone to keep the fires burning while the narcissist pursues new supply outside of the home. He or she wants somebody to hang around and stay focused on the narcissist regardless of how badly the narcissist behaves.
We may believe that it is caring to look after irresponsible and out-of-control people, but really this is an attempt to try to get people to be stable and safe so that they can love us and look after us healthily.
As children, we may have been connected to unsafe others, trying to fix things for them so that they would be safe. The truth is we had no other option. As adults we do, and we can never fix other people’s behaviour to get our own source of love, approval, security and survival.
We only ever achieve these things by letting go of people who we believe need fixing, and turning inwards and fixing the real reasons why we have had the tendency to do this and stay connected to abuse in painful relationships.
Trait Number Six: You Are Not Self-Partnered and Loving Yourself
When the narcissist starts behaving in inappropriate and abusive ways, and you stay attached to him or her instead of pulling away to look after yourself, the narcissist knows that he or she has become the centre of your universe.
Now the narcissist can keep hurting you, mining and taking from you, and know that you have been secured as a source of supply while this takes place.
When you stay, which means tolerating things that you never believed you would tolerate, the narcissist has full permission to relax and drop the mask even further.
He or she may realise that even if caught out with adultery you won’t leave.
This is soul destroying for you, when you realise that your bottom line is almost completely extinguished, or even non-existent now.
This is the reason why being self-partnered is the number one step to take, to start pulling away, healing, bringing yourself back to wholeness and wellness and being impervious to abusers in the future.
It is the absolute foundation of healing in the Thriver Way in order to create a full recovery of not just your abuse symptoms, but also your abuse patterns.
If you are not self-partnered, meaning you are committed to loving yourself enough to heal and create yourself as a whole and healthy individual who is no longer susceptible to abuse, then your life will be dictated by other people’s values and choices rather than your own.
Narcissists know how to look out for this to ascertain where people are in regard to being anchored in their own being as self-love to themselves or not. People who have been assigning other people as their source of love, approval, security and survival are clearly not self-partnered.
If this is the case, narcissists know that they can easily slot into that position, enmesh with people, and start taking over their soul and life.

Non uscire di casa per vedere i fiori.

Amico mio, rinuncia a quell’escursione.

Nel tuo corpo sono i fiori.
Un fiore ha mille petali.

Questo basta come luogo dove sedere.

Sedendo lì avrai una visione di bellezza
all’interno del corpo e fuori di esso, un giardino nel giardino. (Kabir)

Nella nostra cultura tendiamo a vivere separati dal corpo, costantemente e quasi esclusivamente “solo nella testa”, persi e catturati dal vortice di pensieri, emozioni, giudizi, preoccupazioni, ricordi, fantasie, pianificazioni. Non siamo quasi mai veramente in contatto, in amicizia, a nostro agio nel corpo. In genere le persone si accorgano del proprio corpo solo quando hanno un’esigenza fisiologica o qualche dolore.
Alcune delle contraddizioni e condizionamenti culturali a cui siamo soggetti:
La Chiesa dice: il corpo è una colpa.

La scienza dice: il corpo è una macchina.

La pubblicità dice: il corpo è una merce.


Ma se contattiamo il corpo ci dice: io sono una festa.
E ci offre anche una possibile soluzione ai condizionamenti: vivere il corpo nel corpo, nell’immediatezza sensoriale che ci fa riscoprire che “il corpo è una festa”. C’è una ricchezza sensoriale in noi che possiamo usare nella vita e nella nostra pratica.
Anche quando pratichiamo sport, danza o fitness, lo facciamo senza sviluppare una reale conoscenza empatica, una reale armonia. Trattiamo il corpo come un oggetto, una macchina, in qualche modo separata da noi, che deve raggiungere prestazioni e/o avere una certa forma esteriore. La costante competizione con noi stessi e con gli altri aumenta la scissione tra mente e corpo e impedisce lo sviluppo della consapevolezza corporea.
Negli ultimi decenni l’importanza del corpo e della sensibilità corporea è sempre più riconosciuta: il funzionamento della mente non può essere compreso senza fare riferimento al corpo. Infatti, un aspetto essenziale della mente è il suo essere un processo incarnato, in-corpo-rato, che regola i flussi di energia e informazione. La consapevolezza degli stati interni del corpo è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva e sociale.
In tutte le tradizioni sapienziali orientali il respiro è conosciuto e utilizzato ampiamente, sia nelle tecniche psico-fisiche più di carattere energetico, sia nelle tecniche meditative. L’esperienza del respirare può diventare punto di riferimento dell’attenzione per ritrovare tranquillità e benessere e per riscoprire ciò che siamo più autenticamente.
Portiamo poi la consapevolezza nelle varie parti del corpo, percependo e apprezzando le sensazioni presenti. Con l’aumentare della consapevolezza corporea scopriamo che ciò che chiamiamo corpo è come un fiume di sensazioni che continuamente scorrono, impariamo a percepirlo come dimensione fluida, come spazio vivo e vitale, un campo di sensazioni tattili.
Via via che la pratica si approfondisce, avviene una naturale riconciliazione tra mente e corpo, svanisce la percezione del corpo come qualcosa di solido, freddo, meccanico, separato e si diventa coscienti della sua vitalità e continua mutevolezza. Duro \ morbido, ruvido \ liscio, umido \ secco, caldo \ freddo, rilassamento \ tensione, pesantezza \ leggerezza, vibrare, pulsare, pizzicare, punture di spillo, indolenzimenti, formicolio, ecc.: il “gioco” delle sensazioni corporee e il loro costante fluire si manifesta in modo sempre più chiaro.
Nelle sensazioni corporee c’è tutta la ricchezza, tutta la vitalità del corpo che continuamente vibra. Queste sensazioni sono sempre presenti solo che noi non siamo abituati a percepirle: con la pratica non le creiamo, ma semplicemente rieduchiamo e affiniamo la nostra capacità percettiva, riuscendo a cogliere questo aspetto del processo mente-corpo di cui non siamo abitualmente consapevoli.
Il sistema mente-corpo è una totalità organica, vitale, inseparabile e nella pratica per esempio della bioenergetica possiamo integrare e riconciliare tutti i vari aspetti: forza e robustezza, flessibilità e scioltezza, ed una qualità di corpo sottile attraverso il risveglio delle sensazioni tattili e la consapevolezza della sua fluidità, spaziosità e leggerezza. Con un atteggiamento interiore di rispetto e appezzamento, di non competizione e di non conflitto, abbinato ad una attenzione continua, ma rilassata e non forzata, possiamo sperimentare calma e stabilità, chiarezza e presenza mentale.
L’importante è riscoprire la dimensione fluida del corpo, percepire che il corpo e le sensazioni sono come acqua che fluisce nell’acqua. Possiamo riconoscere e apprezzare la ricchezza delle sensazioni sempre presenti nel corpo; quando lo abitiamo tranquillamente, in modo caldo, amichevole, empatico, senza competizione né conflitto, da una parte non siamo persi in pensieri ma siamo svegli e presenti, in contatto, e dall’altra possiamo riscoprire una consapevolezza aperta e ricettiva, senza frammentazioni e separazioni, uno stato di benessere che è il nostro stato naturale.
Il nostro corpo è l’arpa della nostra anima. Sta a noi trarne musiche armoniose o suoni confusi. “Il Profeta” di Kahlil Gibran

Tratto da – http://www.sedendoquietamente.org/ 15/08/2018

I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. Essere consapevoli del blocco e della contrazione e investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità permette al livello di tensione di abbassarsi e accade quello che avviene quando l’acqua è torbida. Se non continuiamo ad agitarla il fango si deposita lentamente sul fondo.

I problemi e le soluzioni

Quando abbiamo dei problemi possiamo pensare di essere sbagliati oppure di essere giusti ma di avere delle risposte sbagliate che portano sofferenza nella nostra vita. E’ vero che la sofferenza, come la gioia, sono ingredienti ineliminabili della vita. Ma, a volte, anziché migliorare le cose, con il nostro intervento le peggioriamo.
Per questo il dialogo tra visualizzazioni guidate e bioenergetica è così significativo.
In entrambi gli approcci si pensa che le persone siano, nella loro intima natura, sane, buone e capaci di consapevolezza e attenzione. Qualunque sia la difficoltà che incontrano nella loro vita. Qualunque sia il disastro che hanno combinato, niente può modificare questa intima qualità positiva della loro natura. Sono le contrazioni, del corpo e della mente, che ci portano a sperimentare modelli disfunzionali di risposta, ci rinchiudono in circoli viziosi, aggiungono sofferenza al dolore e alle difficoltà che incontriamo. Il punto quindi è aprire il campo di consapevolezza, il radicamento nel corpo, la capacità di cogliere il processo nei suoi elementi base, perché possa ristabilirsi il contatto con la nostra intima natura, perché possano arrivare le risposte alle nostre domande.
La cura diventa così un processo autoregolato che necessita di strumenti e di sostegno dall’esterno ma che non delega mai la responsabilità delle scelte all’altro. E soprattutto porta un profondo senso di pace e di accettazione verso noi stessi e la nostra vita. Infatti, nel momento in cui diventiamo consapevoli di una contrazione che restringe il nostro campo di consapevolezza, iniziamo, come pazienti scienziati di noi stessi, ad esplorarla, percepirla, comprenderla nella sua intima natura. E dichiarando pace al blocco e alla contrazione permettiamo che il flusso autoregolato della nostra vita riprenda a scorrere.

Testo tratto liberamente da www.nicolettacinotti.net

La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel modo che abbiamo imparato a fare per non soffrire troppo e anche i sentimenti con cui affrontiamo le situazioni. Spesso, queste tensioni sono associate a sentimenti di tristezza, paura e rabbia.
A volte le esperienze dell’infanzia portano a non sentirsi degni d’amore e quindi, temendo risposte ostili dagli altri, a rinunciare ad esprimersi. Così molti di noi hanno imparato molto presto a limitare la vitalità ed a creare barriere contro le emozioni, e questo implica che non sempre riusciamo a dare spazio ai nostri bisogni più profondi. Proprio per questo lavoro per risvegliare il nostro corpo e le nostre emozioni.
Quando il corpo si espande, grazie alla respirazione profonda e all’aumento di flessibilità, ci restituisce un maggior senso di sé, risveglia i ricordi nascosti nella muscolatura contratta e cambia il modo di percepire, permettendoci di uscire dal circolo vizioso di chiusura e rinuncia. Infatti, dando spazio alle diverse parti di noi, affrontando il disagio, la paura e il senso di colpa, permettiamo uno scambio che porta a maggiore armonia, serenità e gioia di vivere.
Nel mio lavoro la respirazione assume un ruolo veramente centrale: osservare il modo in cui una persona respira permette di vedere come si pone rispetto al diritto di prendere ciò che le serve nella vita. Respirare è un atto aggressivo e spesso, un’insufficiente ampiezza del respiro si riflette in una riduzione del flusso delle sensazioni nel corpo che può portare a scoraggiamento e tristezza. Aumentare l’ampiezza del respiro è possibile ed il risultato è talvolta sorprendente perché magari scopriamo che un disturbo ritenuto mentale era in realtà connesso alla rigidità del corpo.
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Incoraggio sempre un atteggiamento amorevole che ci da il permesso di essere chi siamo; penso che respirare ci faccia dire di sì a noi stessi: mentre inspiriamo ci nutriamo profondamente, mentre espiriamo ci accettiamo e ci perdoniamo per le cose che credevamo essere errori.
Per esempio, come stiamo respirando in questo momento? Si vede l’espansione del torace e dell’addome quando inspiriamo? Prendiamo un momento per fare qualche respiro profondo, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, ricordando che per approfondire e allungare il respiro abbiamo bisogno di allungare l’espirazione. Inspiriamo profondamente ed espiriamo fino a quando sentiamo di aver vuotato i polmoni, a quel punto inspiriamo di nuovo e continuiamo per qualche secondo .… Come ci sentiamo ora? Osserviamo e ascoltiamo quello che questo breve esercizio ci ha portato.
Un concetto fondamentale in bioenergetica è quello del grounding, cioè del radicamento, dell’imparare a stare bene con i piedi per terra. E’ una posizione in piedi con le ginocchia flesse che permette di osservare (e alla persona di sentire) la capacità di reggersi sulle proprie gambe, in tutti i sensi. In particolare, il modo in cui una persona sta in piedi esprime molto rispetto ai suoi primi rapporti. Con il tempo, la pratica aiuta a entrare nelle proprie gambe, a sentirle da dentro, anche perché permette di contattare l’istinto e l’animalità troppo spesso repressi.

Forse abbiamo sbagliato tutto! Quando andiamo oltre la paura ed entriamo nella curiosità scopriamo che la malattia è la saggezza del corpo che agisce nel proprio modo straordinariamente personale.
Ci sono le etichette: depressione, cancro al seno, Hashimoto … Non sono solo parole, hanno potere perché sostenute culturalmente da convinzioni legate ai segni e ai sintomi osservati. C’è un elenco che viene continuamente diffuso e che continuiamo a imparare di cosa attiva la paura.
Perché è un problema preoccuparci? Preoccuparci ci fa davvero ammalare?

Conosciamo l’effetto placebo, cioè guarire con una pastiglia di zucchero o grazie a una relazione. Esiste però anche l’effetto “nocebo”: l’essere danneggiati dalle proprie aspettative in base al potere delle convinzioni. Per esempio, se siamo convinti che un farmaco non ci farà bene perché abbiamo visto che faceva male a persone che conosciamo potremmo avere più effetti collaterali.
Quindi, le nostre convinzioni condizionate culturalmente sul danno e la nostra vulnerabilità possono condizionare la nostra fisiologia. Potrebbe essere allora che l’esperienza della paura abbia seminato i sintomi che eventualmente verranno diagnosticati come malattia?

In realtà sappiamo dagli anni ‘90 della psico-neuro-immunologia, cioè dei collegamenti fra sistema immune psiche e cervello.

Se pensiamo che sintomi e malattie hanno un significato e che il corpo ha una saggezza innata, dobbiamo smettere di combattere e di vederci come vittime che dipendono da un sistema nel quale le risposte sono fuori di noi.

Tendiamo a credere che la depressione, e tutte le malattie mentali, siano conseguenza di uno squilibrio chimico nel cervello e che quindi vadano curata con i farmaci. Ma se continuiamo a interferire e a combattere il corpo teniamo viva una lotta E non possiamo vincere una battaglia contro noi stessi!

Allora potremmo chiederci quali sono le sue radici del sintomo o malattia e considerare i sintomi come messaggeri e non nemici. Questo permette un’apertura a una nuova relazione con se stessi e importanti trasformazioni.

Se la paura è la malattia qual è la cura? Potrebbe essere un nuovo modo di vedere le cose, generando e sperimentando fiducia nel corpo e nel percorso, attraverso le nostre convinzioni, I nostri vissuti e I nostri esiti. Possiamo scegliere di portare la curiosità nella sfida della malattia e della cura, di sostenere il corpo invece di interferire con esso E di permettere al nostro se più vero di emergere.
L’esperienza della malattia è così profondamente significativa proprio perché permette di mostrare la nostra vera identità. Abbracciamola, perché tutto quello che abbiamo desiderato sta dall’altra parte della paura.

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Riassunto e da tradotto dl sito della psichiatra Kelly Brogan

Fear Is The Sickness

Essere guerrieri vulnerabili

Per essere un guerriero spirituale,
uno dovrebbe avere un cuore rotto;
senza un cuore rotto
e il riconoscimento di un senso di tenerezza e vulnerabilità
dentro di sè e in tutti gli altri,
il suo valore guerriero non è credibile.

Chögyam Trungpa Rinpoche
The Sacred Path of the Warrior. Ed. Shambhala

Ciascuno di noi ha dentro di sé un guerriero, un guerriero spirituale che lotta per trovare il giusto equilibrio tra il lasciare andare e l’aggrapparsi, combattere e arrendersi, desiderare e ottenere, vincere e perdere…

STT-Sales-windScarfLa via del guerriero è il cammino di ciascuno verso la saggezza data dalla capacità di stare nella nostra natura umana, con tutto quello che questo significa nel quotidiano, riconoscendone però la scintilla divina. La bioenergetica aiuta a contattare la realtà, il grounding, con il bend over e l’arco, prepara guerriero interiore ad affrontare le piccole e grandi sfide che la vita ci presenta. “La mente è alla continua ricerca di zone di sicurezza, ma queste si dissolvono una dopo l’altra e allora ci affanniamo a costruirne di nuove. Vogliamo sempre sapere che cosa ci aspetta…La via del guerriero è opposta ad essa, …è quando siamo totalmente aperti a qualsiasi cosa possa accadere senza tirarci indietro, senza fissarci su noi stessi…
Come può l’esercizio fisico cambiare il nostro atteggiamento verso la vita?
La nostra natura umana ci porterebbe a sdraiarci sul pavimento e fare il minor sforzo possibile, quante volte lasciamo, o abbiamo lasciato, un’attività fisica perché troppa fatica, frustrazione, paura del cambiamento che l’esercizio fisico porterà nel nostro corpo/mente (anche se la paura è sempre ben nascosta e difficile da riconoscere nel suo sorgere!).

La pratica bioenergetica si basa sul respiro: prendere ciò di cui abbiamo bisogno e poi lasciar andare. Lavoriamo per aprire il corpo, affinché il respiro fluisca e, anche, per portare il respiro nelle nostre chiusure e rigidità, per ammorbidirle e fare spazio. Ognuno di noi possiede tutto quello che serve per vivere in armonia. E’ il processo che ci porta a fare amicizia con noi stessi e col mondo, un processo che coinvolge non solo le parti che ci piacciono, ma tutto quello che c’è.
“Le cose funzionano sempre per me”
Questa è la novità data dalla connessione corpo-mente: senza sforzo e aperti alla grazia, impariamo a riconoscerla e a sperimentarla nel quotidiano con il cuore pieno di gratitudine.

Liberamente ispirato da http://destinazionemindfulness.com/be-vulnerable-warrior-guerrieri-vulnerabili/

La meditazione camminata è una forma diversa di meditazione, nella quale ti focalizzi sul gesto di camminare.
Rispetto ad una camminata normale i movimenti sono molto più rallentati e si ascolta tutto quello che succede mentre si cammina. Praticandola si diventa consapevole del movimento, dell’appoggio, dello spostamento del peso e di tutte quelle sensazioni che solitamente non vengono percepite ma che invece sono sempre presenti.

A differenza della meditazione da seduti, mentre si cammina gli occhi sono aperti, il corpo è eretto e si muove, e in generale c’è una maggiore interazione con il mondo esterno. Proprio per questo può risultare più facile rimanere nel qui ed ora.
Ecco alcuni effetti benefici della meditazione camminata:
1. Una volta sviluppata l’abilità di focalizzare l’attenzione sulla camminata, puoi farla anche nella vita quotidiana. Per esempio in mezzo ad un bosco, quando ti rechi al lavoro o in qualunque momento ti ritrovi a camminare. Le occasioni non mancano!
2. Quando ti senti eccessivamente stanco o stressato può essere un modo stupendo per calmare la mente e ritrovare la serenità.
3. E’ molto benefica dopo mangiato perché aiuta la digestione, appena ci si alza dal letto perché permette al corpo di riattivarsi dolcemente, e può essere un toccasana anche dopo lunghi periodi in cui sei stato seduto in ufficio o magari davanti al computer.
4. Migliora molto la entratura. Mentre pratichi insorgerà la noia, il dubbio, pensieri che non c’entrano niente con il momento presente, ma è del tutto normale. Riporta continuamente l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni che la camminata porta e in questo modo rimani centrato.
La meditazione camminata che conosco e uso io appartiene alla tradizione di Thich Nhat Hanh ed è abbinata al respiro consapevole: inspirando metto avanti un piede ed espirando muovo l’altro, sentendo bene l’appoggio del tallone, della parte centrale del piede e infine delle dita. In questo modo diventiamo i nostri passi ed il nostro respiro. L’attenzione è concentrata su questi due elementi, e sull’essere pace.
Prima di iniziare a camminare è importante restare in piedi in modo consapevole. Puoi chiederti:
Il peso del corpo è sulla punta dei piedi o soprattutto sui talloni? Le gambe sono attive? Il bacino è neutro? L’addome è rilassato o contratto? La respirazione è profonda e regolare oppure superficiale e irregolare? Il collo è dritto? La testa è in posizione neutra o leggermente inclinata?

Camminata lenta e consapevole

Una volta che ti sei concentrato su come stai in piedi puoi iniziare a camminare. La camminata dovrebbe essere più lenta possibile perché è proprio questo rallentamento che ti permette ti osservare e percepire anche i più piccoli movimenti del corpo.
Nella vita solitamente chi va più veloce arriva primo al traguardo, in questo caso invece l’obiettivo è l’ascolto del respiro e dei passi, non il raggiungimento d’una meta.
Un’altro aspetto importante è camminare nel modo più naturale possibile. L’idea non cambiare il modo in cui cammini ma diventarne consapevoli.
Prima di tutto senti le piante dei piedi, quello che succede durante l’appoggio di un piede sul pavimento. Percepisci il tallone che tocca terra per primo, poi la parte centrale del piede, per ultime le dita. Senti come cambia la distribuzione del peso man mano che appoggi tutto il piede a terra.
Porta l’attenzione anche alle caviglie, ai polpacci, alle ginocchia, alle cosce e al bacino. Senti come tutte queste parti del corpo partecipano alla camminata e come si modificano in relazione ad ogni piccolo movimento dei piedi.
A questo punto senti la colonna vertebrale che partecipa la movimento, il petto, le spalle, le braccia che si muovono ed infine percepisci anche i cambiamenti che ci sono nel collo e nella testa.
Anche se normalmente non ci fai caso, puoi scoprire che in ogni parte del corpo si verificano dei “micro-cambiamenti” e, se focalizzi la tua attenzione, puoi chiaramente percepirli.
Durante la camminata sicuramente insorgeranno delle sensazioni, alcune positive, altre negative ed altre ancora neutre. Sentile, cerca di esserne il più consapevole possibile e continua a camminare.
Stessa cosa dovresti fare per le emozioni.
Osserva i tuoi stati emotivi, senti se sei annoiato, se sei contento, se sei stanco oppure arrabbiato. Osserva quello che insorge e non cercare di cambiarlo. Accettalo, non giudicarlo e sii consapevole.
Di certo insorgeranno anche i pensieri, osserva semplicemente cosa accade. La tua mente è calma? E’ agitata? A cosa stai pensando? A cose relative alla pratica o a cose che non c’entrano niente?
Tratta i pensieri come le sensazioni e le emozioni. Osservali, sii consapevole, non giudicarli, non respingere quelli negativi e non ti attaccare a quelli positivi.

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Quando decidi di terminare la meditazione non farlo bruscamente, accompagna la chiusura in modo lento e consapevole. Fermati per un breve periodo esattamente dove ti trovi e cerca di percepire cosa cambia nel corpo, nelle sensazioni, nelle emozioni e nei pensieri quando il movimento termina.
Questa tecnica può essere pratica durante la quotidianità.
Semplicemente facendo le stesse cose sopra descritte ma mentre cammini normalmente. Quello che cambia è che invece di pensare al lavoro, ai soldi, alla cena etc ti concentri sul tuo corpo, sulle tue sensazioni, sulle tue emozioni e suoi tuoi pensieri.
In questo modo la mente non starà sempre fra il passato ed il futuro e potrai vivere appieno il momento presente, il qui ed ora, godendo di più la camminata.
Certo, ci saranno più distrazioni rispetto a quando la pratichi in luoghi appositi, ma anche queste fanno parte del cammino. Osservale, renditi conto che ti hanno fatto distrarre e torna su te stesso.
Adattato da
https://www.atuttoyoga.it/meditazione-camminata/

Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere dominati inconsciamente dalla paura e dai sensi di colpa.
Recenti studi hanno mostrato che molte malattie insorgono perché gli stati d’animo di sofferenza possono alterare completamente il funzionamento biologico. Al tempo stesso, si è anche visto che stati di benessere possono riportare al corretto funzionamento i processi fisiologici alterati. Pertanto le emozioni sono decisive per il funzionamento del sistema immunitario, di quello endocrino e di quello neurovegetativo e, allora, la nostra salute fisica potrebbe dipendere da quella emotiva.

In questo workshop entreremo in contatto con il corpo e alla sua energia con gli esercizi della bioenergetica. Poi, per cominciare a lasciar andare la paura che c’impedisce di vivere davvero, useremo le visualizzazioni guidate e la voce. Infatti le vibrazioni prodotte dal suono funzionano da ‘massaggio psichico’, liberano l’intuito e la creatività, rafforzano il senso d’identità e le capacità di autoaffermazione.

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