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Non uscire di casa per vedere i fiori.

Amico mio, rinuncia a quell’escursione.

Nel tuo corpo sono i fiori.
Un fiore ha mille petali.

Questo basta come luogo dove sedere.

Sedendo lì avrai una visione di bellezza
all’interno del corpo e fuori di esso, un giardino nel giardino. (Kabir)

Nella nostra cultura tendiamo a vivere separati dal corpo, costantemente e quasi esclusivamente “solo nella testa”, persi e catturati dal vortice di pensieri, emozioni, giudizi, preoccupazioni, ricordi, fantasie, pianificazioni. Non siamo quasi mai veramente in contatto, in amicizia, a nostro agio nel corpo. In genere le persone si accorgano del proprio corpo solo quando hanno un’esigenza fisiologica o qualche dolore.
Alcune delle contraddizioni e condizionamenti culturali a cui siamo soggetti:
La Chiesa dice: il corpo è una colpa.

La scienza dice: il corpo è una macchina.

La pubblicità dice: il corpo è una merce.


Ma se contattiamo il corpo ci dice: io sono una festa.
E ci offre anche una possibile soluzione ai condizionamenti: vivere il corpo nel corpo, nell’immediatezza sensoriale che ci fa riscoprire che “il corpo è una festa”. C’è una ricchezza sensoriale in noi che possiamo usare nella vita e nella nostra pratica.
Anche quando pratichiamo sport, danza o fitness, lo facciamo senza sviluppare una reale conoscenza empatica, una reale armonia. Trattiamo il corpo come un oggetto, una macchina, in qualche modo separata da noi, che deve raggiungere prestazioni e/o avere una certa forma esteriore. La costante competizione con noi stessi e con gli altri aumenta la scissione tra mente e corpo e impedisce lo sviluppo della consapevolezza corporea.
Negli ultimi decenni l’importanza del corpo e della sensibilità corporea è sempre più riconosciuta: il funzionamento della mente non può essere compreso senza fare riferimento al corpo. Infatti, un aspetto essenziale della mente è il suo essere un processo incarnato, in-corpo-rato, che regola i flussi di energia e informazione. La consapevolezza degli stati interni del corpo è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva e sociale.
In tutte le tradizioni sapienziali orientali il respiro è conosciuto e utilizzato ampiamente, sia nelle tecniche psico-fisiche più di carattere energetico, sia nelle tecniche meditative. L’esperienza del respirare può diventare punto di riferimento dell’attenzione per ritrovare tranquillità e benessere e per riscoprire ciò che siamo più autenticamente.
Portiamo poi la consapevolezza nelle varie parti del corpo, percependo e apprezzando le sensazioni presenti. Con l’aumentare della consapevolezza corporea scopriamo che ciò che chiamiamo corpo è come un fiume di sensazioni che continuamente scorrono, impariamo a percepirlo come dimensione fluida, come spazio vivo e vitale, un campo di sensazioni tattili.
Via via che la pratica si approfondisce, avviene una naturale riconciliazione tra mente e corpo, svanisce la percezione del corpo come qualcosa di solido, freddo, meccanico, separato e si diventa coscienti della sua vitalità e continua mutevolezza. Duro \ morbido, ruvido \ liscio, umido \ secco, caldo \ freddo, rilassamento \ tensione, pesantezza \ leggerezza, vibrare, pulsare, pizzicare, punture di spillo, indolenzimenti, formicolio, ecc.: il “gioco” delle sensazioni corporee e il loro costante fluire si manifesta in modo sempre più chiaro.
Nelle sensazioni corporee c’è tutta la ricchezza, tutta la vitalità del corpo che continuamente vibra. Queste sensazioni sono sempre presenti solo che noi non siamo abituati a percepirle: con la pratica non le creiamo, ma semplicemente rieduchiamo e affiniamo la nostra capacità percettiva, riuscendo a cogliere questo aspetto del processo mente-corpo di cui non siamo abitualmente consapevoli.
Il sistema mente-corpo è una totalità organica, vitale, inseparabile e nella pratica per esempio della bioenergetica possiamo integrare e riconciliare tutti i vari aspetti: forza e robustezza, flessibilità e scioltezza, ed una qualità di corpo sottile attraverso il risveglio delle sensazioni tattili e la consapevolezza della sua fluidità, spaziosità e leggerezza. Con un atteggiamento interiore di rispetto e appezzamento, di non competizione e di non conflitto, abbinato ad una attenzione continua, ma rilassata e non forzata, possiamo sperimentare calma e stabilità, chiarezza e presenza mentale.
L’importante è riscoprire la dimensione fluida del corpo, percepire che il corpo e le sensazioni sono come acqua che fluisce nell’acqua. Possiamo riconoscere e apprezzare la ricchezza delle sensazioni sempre presenti nel corpo; quando lo abitiamo tranquillamente, in modo caldo, amichevole, empatico, senza competizione né conflitto, da una parte non siamo persi in pensieri ma siamo svegli e presenti, in contatto, e dall’altra possiamo riscoprire una consapevolezza aperta e ricettiva, senza frammentazioni e separazioni, uno stato di benessere che è il nostro stato naturale.
Il nostro corpo è l’arpa della nostra anima. Sta a noi trarne musiche armoniose o suoni confusi. “Il Profeta” di Kahlil Gibran

Tratto da – http://www.sedendoquietamente.org/ 15/08/2018

I blocchi e le contrazioni limitano il nostro spazio ma se lottiamo contro queste tensioni lo spazio si riduce ancora di più. Essere consapevoli del blocco e della contrazione e investigarlo ed esplorarlo con un atteggiamento di apertura e curiosità permette al livello di tensione di abbassarsi e accade quello che avviene quando l’acqua è torbida. Se non continuiamo ad agitarla il fango si deposita lentamente sul fondo.

I problemi e le soluzioni

Quando abbiamo dei problemi possiamo pensare di essere sbagliati oppure di essere giusti ma di avere delle risposte sbagliate che portano sofferenza nella nostra vita. E’ vero che la sofferenza, come la gioia, sono ingredienti ineliminabili della vita. Ma, a volte, anziché migliorare le cose, con il nostro intervento le peggioriamo.
Per questo il dialogo tra visualizzazioni guidate e bioenergetica è così significativo.
In entrambi gli approcci si pensa che le persone siano, nella loro intima natura, sane, buone e capaci di consapevolezza e attenzione. Qualunque sia la difficoltà che incontrano nella loro vita. Qualunque sia il disastro che hanno combinato, niente può modificare questa intima qualità positiva della loro natura. Sono le contrazioni, del corpo e della mente, che ci portano a sperimentare modelli disfunzionali di risposta, ci rinchiudono in circoli viziosi, aggiungono sofferenza al dolore e alle difficoltà che incontriamo. Il punto quindi è aprire il campo di consapevolezza, il radicamento nel corpo, la capacità di cogliere il processo nei suoi elementi base, perché possa ristabilirsi il contatto con la nostra intima natura, perché possano arrivare le risposte alle nostre domande.
La cura diventa così un processo autoregolato che necessita di strumenti e di sostegno dall’esterno ma che non delega mai la responsabilità delle scelte all’altro. E soprattutto porta un profondo senso di pace e di accettazione verso noi stessi e la nostra vita. Infatti, nel momento in cui diventiamo consapevoli di una contrazione che restringe il nostro campo di consapevolezza, iniziamo, come pazienti scienziati di noi stessi, ad esplorarla, percepirla, comprenderla nella sua intima natura. E dichiarando pace al blocco e alla contrazione permettiamo che il flusso autoregolato della nostra vita riprenda a scorrere.

Testo tratto liberamente da www.nicolettacinotti.net

Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere dominati inconsciamente dalla paura e dai sensi di colpa.

Recenti studi hanno mostrato che molte malattie insorgono perché gli stati d’animo di sofferenza possono alterare completamente il funzionamento biologico. Al tempo stesso, si è anche visto che stati di benessere possono riportare al corretto funzionamento i processi fisiologici alterati. Pertanto le emozioni sono decisive per il funzionamento del sistema immunitario, di quello endocrino e di quello neurovegeta-tivo e, allora, la nostra salute fisica potrebbe dipendere da quella emotiva.

Questi incontri sono dedicati all’integrazione, possibilmente gioiosa, di corpo – mente – spirito. Offrono un’occasione di riflessione su sé stessi ma anche di contatto con la vitalità ed il piacere. Ci apriremo all’ascolto del corpo e alla sua energia con gli esercizi della bioenergetica. Poi, per cominciare a lasciar andare la paura che c’impedisce di vivere davvero, useremo le visualizzazioni guidate ed uno dei più antichi mantra di purificazione che esistano. Deriva dalla Cabala e significa ‘spirito, soffio di Dio’; tende a sciogliere blocchi e tensioni ed a risvegliare il piacere e la gioia di vivere. Infatti, le vibrazioni prodotte dal suono funzionano da ‘massaggio psichico’: puliscono i centri energetici, liberano l’intuito e la creatività, rafforzano il senso d’identità e le capacità di autoaffermazione.

La meditazione camminata è una forma diversa di meditazione, nella quale ti focalizzi sul gesto di camminare.
Rispetto ad una camminata normale i movimenti sono molto più rallentati e si ascolta tutto quello che succede mentre si cammina. Praticandola si diventa consapevole del movimento, dell’appoggio, dello spostamento del peso e di tutte quelle sensazioni che solitamente non vengono percepite ma che invece sono sempre presenti.

A differenza della meditazione da seduti, mentre si cammina gli occhi sono aperti, il corpo è eretto e si muove, e in generale c’è una maggiore interazione con il mondo esterno. Proprio per questo può risultare più facile rimanere nel qui ed ora.
Ecco alcuni effetti benefici della meditazione camminata:
1. Una volta sviluppata l’abilità di focalizzare l’attenzione sulla camminata, puoi farla anche nella vita quotidiana. Per esempio in mezzo ad un bosco, quando ti rechi al lavoro o in qualunque momento ti ritrovi a camminare. Le occasioni non mancano!
2. Quando ti senti eccessivamente stanco o stressato può essere un modo stupendo per calmare la mente e ritrovare la serenità.
3. E’ molto benefica dopo mangiato perché aiuta la digestione, appena ci si alza dal letto perché permette al corpo di riattivarsi dolcemente, e può essere un toccasana anche dopo lunghi periodi in cui sei stato seduto in ufficio o magari davanti al computer.
4. Migliora molto la entratura. Mentre pratichi insorgerà la noia, il dubbio, pensieri che non c’entrano niente con il momento presente, ma è del tutto normale. Riporta continuamente l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni che la camminata porta e in questo modo rimani centrato.
La meditazione camminata che conosco e uso io appartiene alla tradizione di Thich Nhat Hanh ed è abbinata al respiro consapevole: inspirando metto avanti un piede ed espirando muovo l’altro, sentendo bene l’appoggio del tallone, della parte centrale del piede e infine delle dita. In questo modo diventiamo i nostri passi ed il nostro respiro. L’attenzione è concentrata su questi due elementi, e sull’essere pace.
Prima di iniziare a camminare è importante restare in piedi in modo consapevole. Puoi chiederti:
Il peso del corpo è sulla punta dei piedi o soprattutto sui talloni? Le gambe sono attive? Il bacino è neutro? L’addome è rilassato o contratto? La respirazione è profonda e regolare oppure superficiale e irregolare? Il collo è dritto? La testa è in posizione neutra o leggermente inclinata?

Camminata lenta e consapevole

Una volta che ti sei concentrato su come stai in piedi puoi iniziare a camminare. La camminata dovrebbe essere più lenta possibile perché è proprio questo rallentamento che ti permette ti osservare e percepire anche i più piccoli movimenti del corpo.
Nella vita solitamente chi va più veloce arriva primo al traguardo, in questo caso invece l’obiettivo è l’ascolto del respiro e dei passi, non il raggiungimento d’una meta.
Un’altro aspetto importante è camminare nel modo più naturale possibile. L’idea non cambiare il modo in cui cammini ma diventarne consapevoli.
Prima di tutto senti le piante dei piedi, quello che succede durante l’appoggio di un piede sul pavimento. Percepisci il tallone che tocca terra per primo, poi la parte centrale del piede, per ultime le dita. Senti come cambia la distribuzione del peso man mano che appoggi tutto il piede a terra.
Porta l’attenzione anche alle caviglie, ai polpacci, alle ginocchia, alle cosce e al bacino. Senti come tutte queste parti del corpo partecipano alla camminata e come si modificano in relazione ad ogni piccolo movimento dei piedi.
A questo punto senti la colonna vertebrale che partecipa la movimento, il petto, le spalle, le braccia che si muovono ed infine percepisci anche i cambiamenti che ci sono nel collo e nella testa.
Anche se normalmente non ci fai caso, puoi scoprire che in ogni parte del corpo si verificano dei “micro-cambiamenti” e, se focalizzi la tua attenzione, puoi chiaramente percepirli.
Durante la camminata sicuramente insorgeranno delle sensazioni, alcune positive, altre negative ed altre ancora neutre. Sentile, cerca di esserne il più consapevole possibile e continua a camminare.
Stessa cosa dovresti fare per le emozioni.
Osserva i tuoi stati emotivi, senti se sei annoiato, se sei contento, se sei stanco oppure arrabbiato. Osserva quello che insorge e non cercare di cambiarlo. Accettalo, non giudicarlo e sii consapevole.
Di certo insorgeranno anche i pensieri, osserva semplicemente cosa accade. La tua mente è calma? E’ agitata? A cosa stai pensando? A cose relative alla pratica o a cose che non c’entrano niente?
Tratta i pensieri come le sensazioni e le emozioni. Osservali, sii consapevole, non giudicarli, non respingere quelli negativi e non ti attaccare a quelli positivi.

meditazione-camminata1

Quando decidi di terminare la meditazione non farlo bruscamente, accompagna la chiusura in modo lento e consapevole. Fermati per un breve periodo esattamente dove ti trovi e cerca di percepire cosa cambia nel corpo, nelle sensazioni, nelle emozioni e nei pensieri quando il movimento termina.
Questa tecnica può essere pratica durante la quotidianità.
Semplicemente facendo le stesse cose sopra descritte ma mentre cammini normalmente. Quello che cambia è che invece di pensare al lavoro, ai soldi, alla cena etc ti concentri sul tuo corpo, sulle tue sensazioni, sulle tue emozioni e suoi tuoi pensieri.
In questo modo la mente non starà sempre fra il passato ed il futuro e potrai vivere appieno il momento presente, il qui ed ora, godendo di più la camminata.
Certo, ci saranno più distrazioni rispetto a quando la pratichi in luoghi appositi, ma anche queste fanno parte del cammino. Osservale, renditi conto che ti hanno fatto distrarre e torna su te stesso.
Adattato da
https://www.atuttoyoga.it/meditazione-camminata/

Le visualizzazioni guidate sono ormai usate in moltissimi ambiti. Per esempio, si possono usare per rilassamento guidato, per la riduzione dello stress ( tipico della mindfulness), per rafforzare l’autostima e attivare di nuovi modi di pensare. Possono persino incoraggiare un percorso di guarigione da sintomi e malattie e aiutare a ridurre il dolore come testimoniano moltissimi autori, fra cui l’oncologo Carl Simonton. A questo proposito ho scritto il capitolo del libro “Le radici della spiritualità” che s’intitola “Spiritualità e salute”. Potete trovare il libro sul sito www.ilmiolibro.it che contiene diversi testi di visualizzazioni di guarigione.

Proprio per farti sperimentare la loro efficacia,  è a disposizione la mia meditazione guidata “Rilassamento e contatto” che aiuta a riprendere contatto con sé stessi e a sciogliere tensioni e paure. Incoraggia anche la reazione con il bambino interiore, una parte di noi che ha spesso bisogno di attenzioni e cure.

Mandami una mail a renata@renatafumi.it così posso inviartela.

Guided visualizations and meditations can be used in so many ways! They can help to relax, overcome anxiety and stress, reduce pain, face difficult situations and events, even encourage self healing.

If you’d like to try it write to me at renata@renatafumi.it and I’ll send you my “Breathing and healing” audio.

La tiroidite di Hashimoto è una forma di ipotiroidismo che secondo molti studiosi è estremamente diffusa ma che viene diagnosticata poco perchè di solito si misura solo il valore dell’ormone TSH, mentre ci sono almeno altri 4 valori che indicano in maniera approfondita il funzionamento della tiroide.

Fra i sintomi ci sono: ansia, depressione e attacchi di panico, capelli che cadono, viso e lingua gonfi, vertigini, spossatezza, poca lucidità, aumento di peso e difficoltà a perderlo, cisti ovariche e problematiche ginecologiche.

Le cause sono molteplici: dalle infiammazioni e infezioni alle carenze nutritive dovute al malassorbimento intestinale, dalle tossine ambientali allo stress malgestito.

La cosa interessante è che esistono metodi di cura naturali per la disintossicazione della tiroide ed il riequilibrio ormonale basati su un’alimentazione priva di cibi infiammanti, il riequilibrio delle vitamine D e B12, della ferretina e del magnesio e l’uso di tecniche di rilassamento quali le visualizzazioni guidate e lo yoga.

Per approfondire https://thyroidpharmacist.com

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  1. Un’alimentazione bilanciata con tanta verdura per ridurre il rischio del deterioramento cognitivo
  2. Ridurre i pensieri negativi
  3. Movimento regolare che aumenta il battito cardiaco e aumento l’irroramento di corpo e mente.
  4. Principi nutritivi importanti da assimilare nell’alimentazione ono gli omega 3 e le vitamine del gruppo B
  5. Rete sociale con persone che ti ispirano, ti sfidano e ti portano nuove cose da imparare.
  6. Ambiente pulito con attenzione al fumo che aumenta il rischio di declino cognitivo
  7. Dormire bene e a sufficienza è fondamentale
  8. Proteggi la testa con cinture di sicurezza in auto e caschi duante gli sport
  9. Studia sempre cose nuove, tieni attiva la mente
  10. Gestisci lo stress e l’ansia 

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