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I narcisisti patologici feriscono e fanno male.
Sanno quello che vogliono dalle loro vittime: cercano persone con belle caratteristiche che in fondo significa che sono persone non troppo buone con sé stesse.
I narcisisti patologici hanno bisogno di rifornirsi energeticamente dalle vittime perché non sono in grado di rifornirsi da soli. Per questo sono abilissimi nel sapere come e chi colpire.
Questo articolo descrive i tratti principali ricercati dai narcisisti perché possiate imparare a guarirli e non cadere più nelle trappole.

Primo tratto: traumi e ferite non guarite

La tattica universale di un narcisista che desidera frequentare un altro, che sia partner d’affari o d’amore, un amico, un vicino – o anche usata da una famiglia d’origine narcisista che cerca di trattenere un altro membro della famiglia – per la propria fornitura di energia, è questa:
Trovare il “bisogno” e proporsi come il grande fornitore.
I narcisisti mettono in discussione i potenziali obiettivi del partner per scoprire cosa li ferisce ancora o cosa manca rispetto alla loro precedente vita amorosa.
I narcisisti mettono in discussione i potenziali obiettivi del partner per scoprire cosa li ferisce ancora o cosa manca rispetto alla loro precedente vita amorosa.
Se dici che sei stato trattato come se non contassi nulla, il narcisista ti fornirà le informazioni per farti credere che per lui o lei conti completamente. Se i tuoi precedenti traumi hanno riguardato l’adulterio, il narcisista si professerà monogamo al 100%.
La lista va avanti all’infinito.
In un contesto commerciale, il narcisista avrà presumibilmente l’intelligenza, l’esperienza, la fiducia e i contatti che voi non avete.
Quando un membro della famiglia è pronto ad allontanarsi e ad andarsene, il narcisista può fingere di essere la persona premurosa che l’altro membro della famiglia ha desiderato per tutta la vita.
Se ti senti vuoto, deluso, impotenti o inefficace in qualche settore della vita, rischi di essere ingannato e abusato da un narcisista che finge di essere il salvatore di questo trauma.
Quando siamo integri, non facciamo le cose di fretta. Quando siamo vuoti e bisognosi diventiamo spericolati per cercare di ottenere sollievo dal nostro vuoto interiore e dall’ansia per il futuro.
È qui che entrano in gioco i narcisisti.

Secondo tratto: non onorare sé stessi

I narcisisti sanno come mettere alla prova i confini delle persone. Quando un narcisista ti prende di mira come potenziale fonte, cerca di scoprire se onori o meno te stesso, i tuoi valori e la tua verità.
Perché se sei in contatto con il tuo potere, non appena il narcisista inizia a violare i tuoi confini e a minare l’autostima con i suoi programmi egoistici, metterai fine alla relazione.
I narcisisti possono facilmente mettere alla prova i tuoi limiti, soprattutto se sono stati in grado di agganciarsi rapidamente a te e di infiltrarsi nel tuo tempo, nelle tue emozioni e nella vita. A questo punto, potresti già sentire una dipendenza emotiva da questa persona come fornitore dell’amore, dell’approvazione, della sicurezza o della sopravvivenza che non hai ancora risolto dentro di te.
Questo ora significa che non vorrai perdere questa persona. Potresti anche credere che questa persona ti salverà e che ti porterà all’integrità.
Il narcisista inizierà a dire o a fare cose per mettere alla prova i tuoi limiti per vedere fino a che punto può spingersi. Le azioni iniziano a non corrispondere alle parole. Comincerà a comportarsi in modo corretto, egoista e sconsiderato.
Potrebbe fare un commento denigratorio e sgradevole su di te o su qualcuno o qualcosa che è importante per te.
Dove prima c’era sostegno, inizia a diventare evidente l’esatto contrario.
Potrebbero anche iniziare terribili violazioni dei tuoi valori e dei tuoi diritti che iniziano a lacerarti l’anima. A un certo punto del vostro rapporto con il narcisista, queste orribili esperienze sono inevitabili.
Se acconsenti a cercare di mantenere la pace, o addirittura a controbattere perché ti ha ferito, invece di creare confini definitivi e allontanarti, il narcisista saprà che può violarti, minarti e ottenere ciò che vuole.
Se tendi a fidarti di un narcisista, nonostante i segnali di avvertimento che il tuo Essere Interiore ti sta fornendo (questo è successo a tutti noi), allora il narcisista ha il via libera per procedere.
Da questo punto le cose non possono che peggiorare.

Terzo tratto: non avere una vita autonoma e intera

Se assomigli a quella gazzella ferita sul bordo del branco, facilmente preda di un predatore, è perché non hai una vita intera, felice e produttiva.
I narcisisti hanno bisogno di creare dipendenze.
Se ti senti solo/a, vuoto/a e sei in attesa che qualcosa cambi al di fuori di te, o che qualcuno si presenti per darti una vita felice e produttiva, sei a rischio.
Se, quando inizi a connetterti con qualcuno a un ritmo sano, non riesci a mantenere la tua vita, la tua felicità e il tuo scopo, allora questa persona diventerà il tuo “tutto”.
Questo è terribile; è un attaccamento co-dipendente e malsano. Significa che le scelte, i valori e la vita di questa persona diventeranno tuoi, non importa quanto abusivi possano essere.
Significa anche che questa persona può monopolizzare le tue emozioni, il tuo tempo e la tua vita molto rapidamente.
Invece, conservare sè stessi, la propria vita e i propri valori è una delle maggiori garanzie per non essere presi in considerazione da un narcisista. Lui o lei non lo tollererà e dovrà starvi lontano.

Quarto tratto: non essere disposti ad amarsi senza condizioni

Se non sei disponibile ad amarti completamente, sarai a rischio di essere abusato/a da qualcuno da cui state cercando di ottenere il senso del tuo valore e dell’amore.
Una vita sana nei rapporti interpersonali deve iniziare con l’amore per sé stessi. Quell’amore che, se qualcuno inizia a trattarti in modo malsano e offensivo, ti porti a dire “mi amo abbastanza da sapere che non tollererò l’abuso più a lungo”.
In genere, i narcisisti fanno qualcosa di inappropriato o addirittura di offensivo all’inizio della relazione.
Se trovi delle scuse per rimanere attaccata/o, e non sei disposto/a ad allontanarti e a creare sicurezza intorno a te per rispetto della santità della tua anima e della tua forza vitale stessa, il narcisista sa di poter essere un mostro e che non te ne andrai.
Il narcisista sa che rimarrai attaccato/a cercando di cambiarlo per cercare di avere una vita felice. Questo fornisce al narcisista una quantità copiosa di fornitura narcisistica – il dramma e l’attenzione che riceve dal sapere quanto duramente sei stato colpito da loro. Ora ha anche te come bersaglio da colpire e su cui scaricare i demoni interiori.
Se sei una persona disposta a perdere un’altra persona piuttosto che perdere te stesso/a, non sarai mai suscettibile a un narcisista. Te ne andrai non appena comincerai a sentire che le cose non vanno. Porrai dei limiti a ciò che non accetterai, e ti accorgerai subito che il narcisista non ha le risorse per incontrarti in modo genuino e sano.
Naturalmente, per essere abbastanza solida/o dentro e fare i passi di cui sopra, è necessario fare il lavoro interiore sui tuoi traumi originali e diventare completi. Altrimenti, potrai capitolare e continuare a trasmettere il vostro potere.

Quinto tratto: cercare di cambiare gli altri perché non ti feriscano

I narcisisti cercano persone co-dipendenti. Sono persone che fanno degli affari altrui i loro affari per cercare di sentirsi amati, sicuri e felici.
I narcisisti fanno un casino.
Spesso sono taglienti, irresponsabili, e mostrano poco rispetto per le regole, le finanze e la responsabilità. -Dopo tutto si tratta di nutrire il loro insaziabile Falso Sé per sentirsi significativi, a prescindere dal costo.
Se sei una persona che controlla di nascosto, cioè che si assume la responsabilità di altre persone e non si assume la responsabilità di sé stessa per sentirsi al sicuro dentro di sé, allora sei il partner perfetto per un narcisista.
Lui o lei vuole qualcuno che risolva i casini. Vuole qualcuno che tenga acceso il fuoco, mentre il narcisista cerca nuove provviste fuori casa. Vuole che qualcuno rimanga nei paraggi e si concentri sul narcisista, indipendentemente dal suo comportamento.
Possiamo credere che sia sano prendersi cura di persone irresponsabili e fuori controllo, ma in realtà questo è un tentativo di renderle stabili e sicure, in modo che possano amarci e prendersi cura di noi in modo sano.
Da bambini magari siamo stati collegati a persone non sicure e abbiamo cercato di sistemare noi le cose per loro. La verità è che non avevamo altra scelta. Da adulti l’abbiamo, e non possiamo correggere il comportamento degli altri per ottenere la nostra fonte di amore, approvazione, sicurezza e sopravvivenza.
Queste cose si ottengono solo lasciando andare le persone che crediamo abbiano bisogno di essere sistemate, rivolgendoci al nostro interno e guarendo le vere ragioni per cui abbiamo avuto la tendenza a rimanere legati ad abusi in relazioni dolorose.
Se non diventiamo partner di noi stessi, nel senso d’impegnarci ad amare noi stessi abbastanza per guarire e diventare sani e completi, in modo da non essere più preda di abusi, allora la nostra vita sarà dettata dai valori e dalle scelte degli altri piuttosto che dai nostri.
I narcisisti sanno come osservare questo e accertare dove si trovano le persone rispetto all’amore per se stessi. Le persone che hanno assegnato ad altre persone l’essere la loro fonte di amore, di approvazione, di sicurezza e di sopravvivenza non sono chiaramente partner di sé stessi.
Se questo è il caso, i narcisisti sanno di potersi facilmente inserire e iniziare a prendere il controllo dell’anima e della vita di queste persone.

tradotto dal blog di Melanie Tonia Evans

The traits narcissists look for in their victims
Narcissists hurt.
They know what they are searching for in regard to their victims. They are looking for lovely people with certain characteristics, which really means people who are not necessarily nice to themselves.
Narcissists need narcissistic supply very quickly. They can’t provide their own internal energy source and need to strike rapidly. This is why narcissists are incredibly skilled at knowing who to strike and how.
By you knowing the six traits that narcissists look out for in the people that they hone in on, it means you can shore up these susceptibilities within yourself so that you will no longer be on a narcissist’s menu.
Okay so let’s get started on this very important information.
Trait Number One: Unhealed Traumas
The number one universal tactic for a narcissist to enmesh with another, such as a love or business partner, friend, neighbour or even in regard to a family of origin narcissist trying to retain another family member for supply – is this:
Find the ‘need’ and propose to be the grand supplier of it.
Narcissists question potential intimate partner targets to find out what is still hurting them or missing in regard to their previous love life.
If you say that you were treated like you didn’t matter, the narcissist will supply the information to make you believe that to him or her you will completely matter. If your previous traumas have been about adultery, the narcissist will profess to be 100% monogamous.
The list goes on and on.
In a business context, the narcissist will purportedly have the smarts, experience, confidence and contacts that you don’t have.
When a family member is ready to pull away and walk away, the narcissist may pretend to be the caring, considerate person that the other family member has craved all their life.
If you feel empty, disappointed, powerless or ineffectual in some area of your life, you are susceptible to being duped and abused by a narcissist pretending to be the saviour of this trauma.
Of course, we all have things that we desire, yet if we are not taking personal responsibility to heal those feelings within ourselves, we will be needy. We will grab an outside solution rather than doing the inner work to become an emotional healing solution to ourselves.
This means we can make risky choices, rather than take our time to ascertain the character of people and ensure that our boundaries, values, body, heart, mind and property have been granted the healthy due diligence to keep them safe.
When we are whole, we don’t rush things. When we are empty and needy we become reckless to try to get relief from our inner emptiness and anxieties about the future.
This is where narcissists come in.
Trait Number Two: Not Honouring Your Inner Being
Narcissists know how to test people’s boundaries. When a narcissist targets you as a potential source, they are trying to find out whether or not you honour yourself, your values and your truth.
Because if you are in your power, as soon as the narcissist starts violating your boundaries and mining you with their own self-serving agendas, you will put an end to the relationship.
A person aligned with living their values and truths will not be a match for such behaviours.
Narcissists can easily test your boundaries, especially if he or she has been able to hook up quickly with you, and infiltrate your time, emotions and life. At this point, you may already be feeling an emotional dependency on this person as the provider of the love, approval, security or survival that you haven’t yet resolved within yourself.
This now means that you don’t want to lose this person.
You may even believe that this is THE person who will be your salvation and bring you wholeness.
Now the narcissist is going to start saying or doing things to test your boundaries to see how far he or she can go. The actions start not matching the words. He or she will start acting entitled, selfish and inconsiderate.
He or she may make a disparaging, nasty comment about you or someone or something that is important to you.
Where there was previously support, the exact opposite starts becoming evident.
You may even start experiencing obscene violations of your values and rights that start tearing your soul apart. At some point in your relationship with the narcissist, these horrific experiences are inevitable.
If you start acquiescing to try to keep the peace, or even fight back because this has hurt you, rather than create ultimate boundaries, pull away and know what you will or won’t have in your life – the narcissist will now know that he or she can violate you, mine you and get what he or she wants.
Identically, upon meeting a narcissist, he or she has ways of testing your boundaries and seeing if you are going to do your due diligence and take your time to assess his or her personal character or not.
If you start automatically trusting and gravitating towards a narcissist, despite the warning signs that your Inner Being is absolutely supplying you with (this happened to all of us), then the narcissist has a green light to proceed.
From this point things can only get worse.
Trait Number Three: Not Having Your Own Whole Life
One part of being that injured gazelle at the edge of the pack, able to be picked off by a predator, is not having a whole, happy and productive life.
You see, this is how it goes – narcissists need to create dependencies.
If you feel lonely, empty and have simply been going through the motions waiting for something to change outside of yourself, or for somebody to turn up in order to start granting you a happy productive life, you are at risk. That someone who you want to be the saviour of this emptiness is someone who you will struggle greatly to let go of – no matter how badly he or she treats you.
If, when you start connecting with somebody at a healthy pace, you don’t retain your own life, happiness, and purpose then this person becomes your ‘everything’.
This is dire; it is unhealthy co-dependent attachment. It means that this person’s choices, values and life will become your own, no matter how abusive and disordered they may be.
It also means that this person can monopolise your emotions, time and life very quickly.
In stark contrast, retaining yourself, your life and your values is one of the greatest safeguards in regard to not being taken in and down by a narcissist. He or she will not tolerate it and will need to leave your experience.
Trait Number Four: Not Being Willing to Lose It All to Get It All
If you are not prepared to love yourself first and foremost, then you are susceptible to being abused by somebody who you are trying to get your own sense of worth and love from.
A healthy life in regard to interpersonal relationships must start with self-love. Meaning, if someone starts treating you in unhealthy and abusive ways that you love yourself enough to pull away and align with the self-love, ‘I love myself enough to know longer endure abuse’.
Generally, narcissists do something inappropriate, uncaring or even abusive early in the relationship. Or you may discover information or questionable activities about this person that just don’t add up, or point-blank expose him or her to be not a nice person.
If you make excuses to stay attached, and if you are not prepared to pull away and create safety around the sanctity of your soul and life-force by declaring the truth of your values and what you will and won’t accept in your life, the narcissist knows that he or she can be a monster and you won’t leave.
The narcissist knows you will stay attached trying to change them in order to try to have a happy life. This provides the narcissist with copious amounts of narcissistic supply – the drama and attention he or she gets from knowing how severely you are affected by them. He or she also now has you as a target to beat up and to offload their inner demons onto.
If you are a person who is willing to lose it all to get it all, meaning lose another person rather than lose yourself, you will never be susceptible to a narcissist. You will leave as soon as things start to feel and become ‘off’. You will set the limits as to what you will and won’t accept, and you will very quickly see that the narcissist does not have the resources to genuinely meet you healthily.
If you are presently healing to get into this newfound True Self Power, you will finally get out of the clutches of narcissistic abuse and start to carve out the life that is reflective of your True Self.
Naturally, to be solid enough on the inside to do this requires doing the inner work on your original traumas in order to become whole. Otherwise, you may capitulate and keep handing your power away.
Trait Number Five: Trying to Change Other People to Stop Them From Hurting You
Narcissists seek out people who are co-dependent. These are people who make other people’s business their business in order to try to feel loved, safe and happy.
Narcissists make a mess.
They are often edgy, irresponsible, live high on the hog, and show little respect for rules, finances and responsibility – after all it is about feeding their insatiable False Self in order to feel significant, regardless of the cost.
If you are someone who is covertly controlling, meaning taking responsibility for other people who don’t take responsibility for themselves, in order for you to feel safe on the inside, then you are a perfect match for a narcissist.
He or she wants somebody to mop up the messes. He or she wants someone to keep the fires burning while the narcissist pursues new supply outside of the home. He or she wants somebody to hang around and stay focused on the narcissist regardless of how badly the narcissist behaves.
We may believe that it is caring to look after irresponsible and out-of-control people, but really this is an attempt to try to get people to be stable and safe so that they can love us and look after us healthily.
As children, we may have been connected to unsafe others, trying to fix things for them so that they would be safe. The truth is we had no other option. As adults we do, and we can never fix other people’s behaviour to get our own source of love, approval, security and survival.
We only ever achieve these things by letting go of people who we believe need fixing, and turning inwards and fixing the real reasons why we have had the tendency to do this and stay connected to abuse in painful relationships.
Trait Number Six: You Are Not Self-Partnered and Loving Yourself
When the narcissist starts behaving in inappropriate and abusive ways, and you stay attached to him or her instead of pulling away to look after yourself, the narcissist knows that he or she has become the centre of your universe.
Now the narcissist can keep hurting you, mining and taking from you, and know that you have been secured as a source of supply while this takes place.
When you stay, which means tolerating things that you never believed you would tolerate, the narcissist has full permission to relax and drop the mask even further.
He or she may realise that even if caught out with adultery you won’t leave.
This is soul destroying for you, when you realise that your bottom line is almost completely extinguished, or even non-existent now.
This is the reason why being self-partnered is the number one step to take, to start pulling away, healing, bringing yourself back to wholeness and wellness and being impervious to abusers in the future.
It is the absolute foundation of healing in the Thriver Way in order to create a full recovery of not just your abuse symptoms, but also your abuse patterns.
If you are not self-partnered, meaning you are committed to loving yourself enough to heal and create yourself as a whole and healthy individual who is no longer susceptible to abuse, then your life will be dictated by other people’s values and choices rather than your own.
Narcissists know how to look out for this to ascertain where people are in regard to being anchored in their own being as self-love to themselves or not. People who have been assigning other people as their source of love, approval, security and survival are clearly not self-partnered.
If this is the case, narcissists know that they can easily slot into that position, enmesh with people, and start taking over their soul and life.


Nell’arco della vita combattiamo molte battaglie, per affermare chi siamo, per esprimere il nostro punto di vista, per ricevere il rispetto che sentiamo ci sia dovuto… ma spesso la battaglia che combattiamo più a lungo e più alacremente è quella contro noi stessi, e quello che non sappiamo fare poi è perdonarci ed accettarci. Molti di noi imparano da piccoli, per i rimandi che arrivano dall’ambiente esterno, o durante l’adolescenza, ad avere un profondo senso critico rivolto a se stessi, a volte decisamente severo, se non spietato.
In realtà la pace con noi stessi è il requisito fondamentale di una vita serena, di un’energia spendibile nel raggiungimento di altri obiettivi, nell’accrescimento personale e nel godimento di quello che la vita ci offre. Se siamo impegnati a giudicare noi stessi, concentriamo il nostro punto di vista non soltanto limitatamente su di noi, e per giunta in maniera negativa, distogliendo l’attenzione da tutte quelle cose piacevoli e positive che ci sono nel mondo e che potremmo sentire a pieno se solo riconoscessimo anche le nostre caratteristiche positive.
Fare pace con noi stessi vuol dire accettarci amorevolmente, senza combatterci ogni giorno, riconoscendo in maniera obiettiva i nostri limiti e le capacità ed i pregi che abbiamo.
Ci combattiamo in diversi modi: criticando il nostro fisico, trovandoci mille difetti e aspirando ad un ideale irraggiungibile, trovandoci sempre e per sempre insoddisfatti. Oppure combattiamo con il proprio modo di essere, con il proprio carattere, dimenticando che ogni caratteristica ha il suo positivo ed il suo negativo: per esempio la testardaggine potrebbe essere la stessa caratteristica che porta ad essere determinati. Altre persone si combattono con comportamenti non sani che porteranno infelicità come fumare, bere, mangiare in modo del tutto disordinato, o anche immergendosi in relazioni tossiche e nocive che non rispondono ad un appagamento e ad un accrescimento di noi come persone. Spesso il nostro dialogo interno è il termometro della nostra autostima, la misura della lotta che combattiamo contro di noi. Quante volte ci ritroviamo a rivolgerci parole come “stupida/o” oppure “che cretino” “che maldestro” “sono proprio imbranato”… sebbene sembrino piccoli segnali, queste critiche sono come delle goccioline che giorno dopo giorno alimentano la disistima e, di conseguenza, l’insoddisfazione che proviamo verso noi stessi e verso la nostra vita.
Cosa possiamo fare allora per fare pace con noi stessi ?
1. Parla a te stesso gentilmente: usa le stesse parole che useresti con un caro amico, con la stessa indulgenza e la stessa accoglienza… anche tu le meriti;
2. Smetti di aspirare ad ideali impossibili: se i tuoi canoni si basano su ideali impossibili di perfezione, il fallimento sarà assicurato così come la tua frustrazione. L’io ideale per definizione non è realistico, abbiamo bisogno di lasciarlo andare e di apprezzare tutte le nostre qualità;
3. Non paragonarti agli altri, la tua vita è unica ed irripetibile. Il paragone con gli altri spesso diventa motivo di tristezza. La tua vita è unica ed irripetibile, il nostro percorso non è paragonabile a quello di nessuno, ma soprattutto quello che fa felice una persona potrebbe non essere motivo di realizzazione per te. E ricorda: quando vedi la vita degli altri da fuori spesso sottostimi i loro sacrifici o semplicemente non sei al corrente dei loro problemi, perciò quella che fai è un’analisi parziale;

4 Accetta la tua imperfezione. Nessuno è perfetto, e neanche tu puoi chiederti di essere infallibile, splendente e sempre sul pezzo. Sei umano anche tu! Quindi cerca di perdonarti i momenti di stanchezza, di cedimento ed i tuoi “errori”. In realtà, fanno parte del tuo percorso e spesso accadono per una ragione;
5 Impara a riconoscere in maniera obiettiva i tuoi pregi. Se è vero che sei imperfetto come gli altri, è anche vero che possiedi capacità, pregi, passioni in cui riesci. Ogni aspetto positivo di te stesso va conosciuto e valorizzato: ognuno di essi è una risorsa da usare nella tua vita. Altrimenti la sprecherai, privando non solo te stesso ma anche gli altri dei benefici.
Fare pace con noi stessi è il fondamento imprescindibile di una vita appagante: quando ci accogliamo per quello che siamo, perdoniamo i nostri errori e le nostre debolezze, acquisiamo la serenità per concentrarci sulla nostra crescita come persone e possiamo fluire con la vita.

Ispirato dal sito www.Psicologheinrete.it

Rick Hanson ha una meravigliosa tecnica che desidero condividere. Aiuta ad assorbire le emozioni positive e a riequilibrare la tendenza a vedere il negativo.
Consiste di tre fasi:
1) Cerca deliberatamente esperienze positive, possono essere cose semplici come apprezzare un fiore, godersi un buon succo o sentire il sole sulla pelle. Coltiva questi momenti per assorbire il buono nella tua vita e per orientare in questa direzione la tua mente.


2) Arricchisci l’esperienza, rimani in contatto con quello che provi per almeno 10 secondi. Apri il corpo, ascoltane le sensazioni e mantieni l’attenzione a quanto accade dentro di te qui ed ora. Assimila completamene l’esperienza, permettile di riempire sia la mente che il corpo, e amplificane l’intensità.
In questo modo entrerà nella memoria a lungo termine e abituerà la mente ad assorbire sensazioni piacevoli. Senza fretta permettiti di percepirle a fondo, sentendo e assaporando la gioia dentro di te.
3) Assorbi l’esperienza completamente, coltivando l’intento di farla essere parte di te e della tua memoria.

Più assorbiamo sensazioni piacevoli e più riusciamo a vivere in modo più equilibrato. Non per ignorare le esperienze negative nè per impedire avvenimenti dolorosi che sono una parte naturale della vita, ma per avere maggiore padronanza e non venire sopraffatti.
Dedicare tempo a coltivare gli aspetti positivi della nostra vita e le bellezze che ci circondano aiuta a immergerci in stati emotivi che si ripercuotono in modo benefico sulla nostra fisiologia, biochimica e sistema nervoso.

TAKING IN THE GOOD: A THREE STEP PROCESS TO USE DAILY
Rick Hanson has a wonderful technique I’d like to share that can help you reshape your brain’s neural pathways. It will help you allow your positive emotions to sink in and balance out your negativity bias.
The technique has three basic stages. First he advises us to deliberately seek out good experiences each day. They can be simple, like appreciating the beauty in your garden, enjoying a nice cup of tea or coffee or feeling the sun on your skin. So you deliberately want to cultivate these moments of taking in good in your life. This helps you to activate your brain and start the process of taking in the good.
Secondly you want to then enrich the experience. To do this stay with the good experience for at least five seconds. Open up to the body sensations, feelings and all that is happening in the moment. Drink in the the good experience fully, letting it fill your mind and body and build in intensity.
As you do this, the experience will move from your short-term to your long-term memory which is important in rewiring your brain to take in more good. This may take a little time, as you want to truly connect with these feelings. Allow the experience to sink into your being as you truly engage with it. Feel the joy as you appreciate and savour the experience within you.
The third step is to then absorb the experience. Allow the experience to really sink in. Set the intention to make it feel part of you and take it with you in memory.
This technique can be used to help you truly appreciate and enjoy the positive moments in your life. The more we take in the good, the more we can see and experience life in a more balanced way. It’s not that we ignore negative experiences and we won’t stop bad things from happening as they are a natural part of life…but we can take control of how we perceive them so that we don’t become overwhelmed by that negativity bias.
So today and for the rest of this week, see if you can focus on taking in the good like this. Taking a moment to consider now… What are some good aspects in your daily life that you don’t usually notice? What is beautiful that you can appreciate and enjoy and savour as you go about your days?
As you cultivate this capacity for taking in the good you’ll notice a shift in your perceptions towards a more positive view of life. You’ll likely also experience a new lightness of heart and mind and a little more joy and wonder flowing into your days.

Per prima cosa definiamo l’autostima: esprime quello che pensiamo di noi stessi, il valore che ci riconosciamo, l’insieme di capacità e caratteristiche che ci attribuiamo.
Quello che emerge da tutti gli studi è che una scarsa autostima non permette un rapporto sereno con se stessi e in generale inficia la realizzazione dei nostri progetti e il nostro senso di soddisfazione. Inoltre, non ci fa sentire all’altezza delle situazioni che viviamo e delle relazioni in cui ci troviamo. Quando abbiamo poca autostima la nostra mente ripete spesso frasi come: “Non mi piaccio, non valgo nulla, non ce la farò mai, combino sempre guai, non conto nulla, sono un idiota ecc.
Per avere una buona autostima, la prima cosa da fare è piacersi diventando amici di noi stessi. In altre parole, smettere quella continua autocritica sabotante che senza accorgerci erode in modo davvero sostanziale la nostra energia e ci abbatte, ci fa tenere un basso profilo. Infatti, ogni volta che ci critichiamo, che ci giudichiamo severamente o addirittura ci disprezziamo, rafforziamo un circolo vizioso di riduzione dell’autostima.
Cominciamo a riconoscere le nostre qualità, i nostri talenti e a sviluppare nei nostri confronti un atteggiamento incoraggiante e comprensivo!
Per esempio, proviamo a dire insieme: ” Sono sicuro di me”;
“Mi piaccio”
“Piaccio agli altri”
“Mi voglio bene”
“Sono una bella persona”
Come ci fa sentire? Superato il disagio iniziale dovuto alla mancanza d’abitudine, la sensazione è piacevole, ci fa sentire bene.

Se invece ripetiamo ” Non mi piaccio” “non valgo nulla”
“non ce la farò mai”
“sono un idiota”
cosa proviamo? Abbattimento e scoraggiamento che facilmente portano alla rinuncia!
Osserviamo le parole che usiamo per parlare di noi e cominciamo a scegliere quelle che esprimono riconoscimento, apprezzamento e affetto. Siamo la nostra risorsa più preziosa!
Se non hai carta e penna metti in pausa il video per procurartele.
Ora scrivi le frasi che ricorrono nella tua mente, quelle che ti ritrovi a usare pensando a te. Scrivine un po’.

Ora scrivi accanto a ciascuna frase come trasformarla, per esempio “non ce la farò” diventa “posso farcela”, “sbaglio sempre” diventa “di solito faccio le cose bene” e così via. Trova le tue parole.

Questo è un modo per diventare i migliori amici di noi stessi, e anche essere per noi stessi quel genitore o quei genitori che avremmo sempre voluto, che ci amano senza condizioni e ci fanno sentire al sicuro e apprezzati. Non è mai troppo tardi per amarsi e aumentare l’autostima!
Anche se inizialmente non ci crediamo, coltiviamo pensieri quali “sono bravo”
“sono in gamba”
“le mie qualità sono …”
“mi piaccio perché sono simpatico,affidabile, divertente“
Sappiamo che la nostra mente crede a ciò che ripetiamo nel tempo e, grazie alla sua plasticità che la rende modellabile, possiamo consolidare convinzioni sane su noi stessi.
In fondo l’autostima dipende da quanto ti piaci e osserva come a tutti piacciono di più le persone sicure. E non temere: coltivare l’autostima non porta a diventare arroganti! Anzi, spesso l’arroganza è una copertura di profonde insicurezze.

Prova a cominciare ogni giorno esprimendo affetto e apprezzamento per te stesso, per almeno una settimana. Puoi metterti delle frasi sullo specchio del bagno, così le vedrai per forza. Questo semplice esercizio ti porterà benefici sia nel rapporto con te stesso che in quello con gli altri.

Tutti siamo stati feriti, il che significa che potenzialmente siamo tutti guaritori feriti in formazione.
Il guaritore ferito è quella parte profonda alla base del processo stesso della guarigione. La figura del guaritore simbolicamente ferito ci rivela che solo se affrontiamo, sperimentiamo consapevolmente e attraversiamo la nostra ferita possiamo riceverne la benedizione.
Per essere un guaritore ferito non è necessario essere stati feriti in modo esplicito da un trauma specifico: infatti, venire feriti in un qualche modo fa parte della natura umana. Siamo interconnessi con l’intera realtà e siamo portatori d’un pezzo della ferita collettiva che è codificata olograficamente nel campo della coscienza collettiva. Il nostro rapporto con la ferita – come la portiamo – determina se l’archetipo sottostante del guaritore ferito ci porta ad essere uno dei suoi strumenti viventi.
Quando entriamo in contatto con la ferita, invece d’interpretare la cosa come conferma della nostra identità di essere umano ferito, possiamo riconoscere la momentanea apparizione della ferita come la sua stessa rivelazione liberatoria, una prospettiva che al tempo stesso ci permette di non venirne intrappolati.
La chiave sta nello sperimentare consapevolmente la nostra ferita senza identificarci con essa.

La Bioenergetica è stata creata da Alexander Lowen per includere l’ascolto del corpo nel processo terapeutico. Sappiamo che, a partire dai primi anni di vita, i conflitti emotivi inconsci si strutturano nel corpo e, con il tempo, creano quelle tensioni muscolari croniche che chiamiamo armatura. Diventa parte integrante di noi e ci fa agire nel modo che abbiamo imparato a fare per non soffrire troppo e anche i sentimenti con cui affrontiamo le situazioni. Spesso, queste tensioni sono associate a sentimenti di tristezza, paura e rabbia.
A volte le esperienze dell’infanzia portano a non sentirsi degni d’amore e quindi, temendo risposte ostili dagli altri, a rinunciare ad esprimersi. Così molti di noi hanno imparato molto presto a limitare la vitalità ed a creare barriere contro le emozioni, e questo implica che non sempre riusciamo a dare spazio ai nostri bisogni più profondi. Proprio per questo lavoro per risvegliare il nostro corpo e le nostre emozioni.
Quando il corpo si espande, grazie alla respirazione profonda e all’aumento di flessibilità, ci restituisce un maggior senso di sé, risveglia i ricordi nascosti nella muscolatura contratta e cambia il modo di percepire, permettendoci di uscire dal circolo vizioso di chiusura e rinuncia. Infatti, dando spazio alle diverse parti di noi, affrontando il disagio, la paura e il senso di colpa, permettiamo uno scambio che porta a maggiore armonia, serenità e gioia di vivere.
Nel mio lavoro la respirazione assume un ruolo veramente centrale: osservare il modo in cui una persona respira permette di vedere come si pone rispetto al diritto di prendere ciò che le serve nella vita. Respirare è un atto aggressivo e spesso, un’insufficiente ampiezza del respiro si riflette in una riduzione del flusso delle sensazioni nel corpo che può portare a scoraggiamento e tristezza. Aumentare l’ampiezza del respiro è possibile ed il risultato è talvolta sorprendente perché magari scopriamo che un disturbo ritenuto mentale era in realtà connesso alla rigidità del corpo.
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Incoraggio sempre un atteggiamento amorevole che ci da il permesso di essere chi siamo; penso che respirare ci faccia dire di sì a noi stessi: mentre inspiriamo ci nutriamo profondamente, mentre espiriamo ci accettiamo e ci perdoniamo per le cose che credevamo essere errori.
Per esempio, come stiamo respirando in questo momento? Si vede l’espansione del torace e dell’addome quando inspiriamo? Prendiamo un momento per fare qualche respiro profondo, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, ricordando che per approfondire e allungare il respiro abbiamo bisogno di allungare l’espirazione. Inspiriamo profondamente ed espiriamo fino a quando sentiamo di aver vuotato i polmoni, a quel punto inspiriamo di nuovo e continuiamo per qualche secondo .… Come ci sentiamo ora? Osserviamo e ascoltiamo quello che questo breve esercizio ci ha portato.
Un concetto fondamentale in bioenergetica è quello del grounding, cioè del radicamento, dell’imparare a stare bene con i piedi per terra. E’ una posizione in piedi con le ginocchia flesse che permette di osservare (e alla persona di sentire) la capacità di reggersi sulle proprie gambe, in tutti i sensi. In particolare, il modo in cui una persona sta in piedi esprime molto rispetto ai suoi primi rapporti. Con il tempo, la pratica aiuta a entrare nelle proprie gambe, a sentirle da dentro, anche perché permette di contattare l’istinto e l’animalità troppo spesso repressi.

AMARE SE STESSI
Amarsi è fondamentale per avere successo nella vita: nelle relazioni, nel lavoro, negli affari

1. NON CRITICARTI!
Non farlo MAI, per nessun motivo. La critica NON è mai costruttiva, non migliorerai di certo ripe-tendoti di essere ‘stupido’, ‘sciocco’, ‘incapace’. Ricorda che l’inconscio non è in grado di discernere l’ironia dalla verità, e soprattutto non è capaci di mettere fine a quanto tu gli hai già comunicato più volte. Immagina la tua mente come un computer nel quale immetti informazioni, quando lo apri cosa vi trovi? Esattamente quello che vi hai messo. Comincia a pensare a te in termini di APPROVAZIONE. Ricorda che ogni giorno fa la differenza: puoi cambiare in qualunque momento, la responsabilità è tua e per farlo occorre che tu smetta immediatamente di criticarti. Sostituisci perciò la critica con l’approvazione. Trova tutte le occasioni possibili ad ogni azione che fai per ripeterti: «Bravo! Ce l’hai fatta!» – «Fantastico, sei proprio in gamba!» – «Ehi, ma sei proprio creativo!»

2. ELIMINA LA PAURA DALLA TUA VITA.
Il pensiero crea la tua realtà: se emetti continuamente pensieri di paura, la paura sarà il risultato della tua vita. Ricorda che ogni cosa che accade ha lo scopo di portarti un insegnamento, ogni avvenimento è perfetto per la tua crescita. Scegli di eliminare la paura e sostituiscila con pensieri positivi e realizzativi. Immaginati sempre il MEGLIO e immaginalo come se già fosse accaduto. Pensa spesso a cose che ti piacerebbe realizzare (abbandonati alla fantasia più sfrenata) e pensale dettagliatamente, come già realizzate. Il pensiero è creativo e può realizzare concretamente.

3. SII PAZIENTE!
La pazienza è la base di questo cammino. Se hai impiegato anni ad essere quello che sei, puoi permetterti di aspettare il tempo necessario ad effettuare i giusti cambiamenti. L’impazienza lo impedirebbe ma ci serve tempo per raggiungere i nostri obiettivi. Sappiamo che la formazione scolastica richiede anni e non pretendiamo di arrivare alla laurea in pochi mesi. Perché nel cammino di crescita personale la strada dovrebbe essere più breve? Sii paziente con te stesso!

4. SII GENTILE CON TE STESSO!
Non avercela con te se ti scopri a pensare negativamente. E smettila di incolparti per ogni cosa che va male. Impara a rilassarti, rimani ad ascoltare una musica dolce, osserva il tuo respiro, entra in contatto con la tua Energia interiore. Respira profondamente, chiudi gli occhi e libera ogni tensione accumulata. Ad ogni inspirazione immagina di immettere aria pulita in te, aria limpida e ad ogni espirazione insieme al respiro, emetti le tossine, le paure, le tensione e ripeti mentalmente: «Sono al sicuro, mi accetto completamente». Rimanendo in silenzio, ad ogni respiro ripeti mentalmente: «Mi voglio bene» – «Mi perdono» – «Sono innocente». Puoi farlo ovunque, prendi l’abitudine di farlo spesso, soprattutto ogni qual volta senti che alla tua mente arrivano pensieri negativi o di rabbia.

5. IMPARA AD APPREZZARTI
Ripetiti spesso che sei una persona speciale, unica e irripetibile. Scrivi un elenco di qualità che apprezzi in te. Pensa a te stesso come ad un essere armonioso e gioioso. Al mattino, quando ti lavi, sorridi alla tua immagine e ad alta voce (o mentalmente) ripeti: «Sei una persona stupenda!» Gratificati per ogni cosa che fai. Impara ad accettare il bene che ti arriva, ripetiti spesso. «Io merito la serenità e la gioia, già da ora!». Entra nello spirito di abbondanza.

6. IMPARA A CHIEDERE
Se ti viene difficile chiedere aiuto ricorda che ‘chiedere’ non vuol dire pretendere. E soprattutto ricorda che il chiedere aiuto non significa aver fallito. Siamo umani e abbiamo bisogno di riconoscere quando ci serve aiuto. Pretendere da sé di farcela da soli non solo non è realistico, è distruttivo.

7. AMA LA TUA REALTÀ
Anche se la vita che hai vissuto fino ad oggi non è stata soddisfacente, questo non vuol dire che tu non possa cambiarla. Tutti facciamo scelte sbagliate: se, tuttavia, continuiamo ad autopunirci per ciò che abbiamo fatto non concluderemo nulla di buono. Se continui ad odiare il tuo lavoro, la tua casa, la tua città o il tuo partner potrai cambiare poco nella tua vita. Indipendentemente dal tipo di situazione negativa in cui ti trovi, sappi che il cambiamento vero inizia dall’accettazione della tua realtà. Possiamo cambiare solo quello che abbiamo accettato, il giudizio ci tiene fermi.

8. CURA IL TUO CORPO.
Abbi cura del tuo corpo e del tuo abbigliamento anche quando sei in casa. Ricorda che tu sei il «miglior partner» di te stesso. Trova il modo di coccolarlo, di massaggiarlo, di sentirlo.

9. UTILIZZA LA TECNICA DELLO SPECCHIO
Guardati allo specchio appena alzato e ripeti: «Ti voglio bene. Che cosa posso fare per te oggi? Come posso renderti felice?» Ascolta la tua voce interiore: la risposta arriva sempre, anche se non necessariamente subito. Se, durante la giornata, accade qualcosa di spiacevole, mettiti di fronte a uno specchio dicendoti: «Ti voglio bene comunque.» Se succede qualcosa di meraviglioso, mettiti ugualmente di fronte allo specchio dicendo: «Grazie!».

Dice Louise Hay nel libro «Il potere è in te», Armenia:

“Le persone che non riescono a volersi bene sono raramente disposte a perdonare: i due fenomeni sono infatti correlati. Quando perdoniamo liberandoci della negatività che è in noi non solo ci scrolliamo di dosso un grande peso, ma apriamo anche la porta all’amore.

Il dr. John Harrison afferma che, perdonando se stessi e i propri genitori e liberandosi dei vecchi problemi, si ottengono effetti maggiori che somministrando antibiotici. Ci vuole molto tempo perché un bambino cessi di amare i propri genitori ma, quando Io fa, ce ne vuole ancor di più perché riesca a perdonarli. Se non perdoniamo, non ci liberiamo dei problemi legandoci in tal modo al passato e impedendoci di vivere nel presente. E se non viviamo nel presente, come possiamo crearci un futuro radioso? Il ciarpame accumulato nel passato produrre ciarpame per il futuro.”

10. AMATI ADESSO!
Se riesci ad amarti e ad approvarti subito entri nell’onda del benessere e sei pronto ad accettare il meglio per te. Una volta che avrai imparato ad amare te stesso potrai imparare ad amare e ad accettare gli altri. Se cambierai tu, gli altri si adegueranno. «Ama il prossimo tuo COME TE STESSO», il punto chiave è proprio qui: «come te stesso». Non credere di poter amare qualcuno se non ami te stesso. Non sei su questa terra per far piacere a qualcuno: devi vivere la tua vita e percorrere la tua strada. Siamo tutti su questa terra per imparare a crescere, ad amare incondizionatamente, a ricevere e dare comprensione, sostegno.
La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossale, ma non lo è.
E’ una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti. Le riconoscono libertà assoluta, perché sanno che se l’altro se ne va saranno felici come lo sono adesso: l’altro non può privarli della loro felicità, perché non è da lui che arriva. (Osho, innamorarsi dell’amore)

La meditazione camminata è una forma diversa di meditazione, nella quale ti focalizzi sul gesto di camminare.
Rispetto ad una camminata normale i movimenti sono molto più rallentati e si ascolta tutto quello che succede mentre si cammina. Praticandola si diventa consapevole del movimento, dell’appoggio, dello spostamento del peso e di tutte quelle sensazioni che solitamente non vengono percepite ma che invece sono sempre presenti.

A differenza della meditazione da seduti, mentre si cammina gli occhi sono aperti, il corpo è eretto e si muove, e in generale c’è una maggiore interazione con il mondo esterno. Proprio per questo può risultare più facile rimanere nel qui ed ora.
Ecco alcuni effetti benefici della meditazione camminata:
1. Una volta sviluppata l’abilità di focalizzare l’attenzione sulla camminata, puoi farla anche nella vita quotidiana. Per esempio in mezzo ad un bosco, quando ti rechi al lavoro o in qualunque momento ti ritrovi a camminare. Le occasioni non mancano!
2. Quando ti senti eccessivamente stanco o stressato può essere un modo stupendo per calmare la mente e ritrovare la serenità.
3. E’ molto benefica dopo mangiato perché aiuta la digestione, appena ci si alza dal letto perché permette al corpo di riattivarsi dolcemente, e può essere un toccasana anche dopo lunghi periodi in cui sei stato seduto in ufficio o magari davanti al computer.
4. Migliora molto la entratura. Mentre pratichi insorgerà la noia, il dubbio, pensieri che non c’entrano niente con il momento presente, ma è del tutto normale. Riporta continuamente l’attenzione sul corpo e sulle sensazioni che la camminata porta e in questo modo rimani centrato.
La meditazione camminata che conosco e uso io appartiene alla tradizione di Thich Nhat Hanh ed è abbinata al respiro consapevole: inspirando metto avanti un piede ed espirando muovo l’altro, sentendo bene l’appoggio del tallone, della parte centrale del piede e infine delle dita. In questo modo diventiamo i nostri passi ed il nostro respiro. L’attenzione è concentrata su questi due elementi, e sull’essere pace.
Prima di iniziare a camminare è importante restare in piedi in modo consapevole. Puoi chiederti:
Il peso del corpo è sulla punta dei piedi o soprattutto sui talloni? Le gambe sono attive? Il bacino è neutro? L’addome è rilassato o contratto? La respirazione è profonda e regolare oppure superficiale e irregolare? Il collo è dritto? La testa è in posizione neutra o leggermente inclinata?

Camminata lenta e consapevole

Una volta che ti sei concentrato su come stai in piedi puoi iniziare a camminare. La camminata dovrebbe essere più lenta possibile perché è proprio questo rallentamento che ti permette ti osservare e percepire anche i più piccoli movimenti del corpo.
Nella vita solitamente chi va più veloce arriva primo al traguardo, in questo caso invece l’obiettivo è l’ascolto del respiro e dei passi, non il raggiungimento d’una meta.
Un’altro aspetto importante è camminare nel modo più naturale possibile. L’idea non cambiare il modo in cui cammini ma diventarne consapevoli.
Prima di tutto senti le piante dei piedi, quello che succede durante l’appoggio di un piede sul pavimento. Percepisci il tallone che tocca terra per primo, poi la parte centrale del piede, per ultime le dita. Senti come cambia la distribuzione del peso man mano che appoggi tutto il piede a terra.
Porta l’attenzione anche alle caviglie, ai polpacci, alle ginocchia, alle cosce e al bacino. Senti come tutte queste parti del corpo partecipano alla camminata e come si modificano in relazione ad ogni piccolo movimento dei piedi.
A questo punto senti la colonna vertebrale che partecipa la movimento, il petto, le spalle, le braccia che si muovono ed infine percepisci anche i cambiamenti che ci sono nel collo e nella testa.
Anche se normalmente non ci fai caso, puoi scoprire che in ogni parte del corpo si verificano dei “micro-cambiamenti” e, se focalizzi la tua attenzione, puoi chiaramente percepirli.
Durante la camminata sicuramente insorgeranno delle sensazioni, alcune positive, altre negative ed altre ancora neutre. Sentile, cerca di esserne il più consapevole possibile e continua a camminare.
Stessa cosa dovresti fare per le emozioni.
Osserva i tuoi stati emotivi, senti se sei annoiato, se sei contento, se sei stanco oppure arrabbiato. Osserva quello che insorge e non cercare di cambiarlo. Accettalo, non giudicarlo e sii consapevole.
Di certo insorgeranno anche i pensieri, osserva semplicemente cosa accade. La tua mente è calma? E’ agitata? A cosa stai pensando? A cose relative alla pratica o a cose che non c’entrano niente?
Tratta i pensieri come le sensazioni e le emozioni. Osservali, sii consapevole, non giudicarli, non respingere quelli negativi e non ti attaccare a quelli positivi.

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Quando decidi di terminare la meditazione non farlo bruscamente, accompagna la chiusura in modo lento e consapevole. Fermati per un breve periodo esattamente dove ti trovi e cerca di percepire cosa cambia nel corpo, nelle sensazioni, nelle emozioni e nei pensieri quando il movimento termina.
Questa tecnica può essere pratica durante la quotidianità.
Semplicemente facendo le stesse cose sopra descritte ma mentre cammini normalmente. Quello che cambia è che invece di pensare al lavoro, ai soldi, alla cena etc ti concentri sul tuo corpo, sulle tue sensazioni, sulle tue emozioni e suoi tuoi pensieri.
In questo modo la mente non starà sempre fra il passato ed il futuro e potrai vivere appieno il momento presente, il qui ed ora, godendo di più la camminata.
Certo, ci saranno più distrazioni rispetto a quando la pratichi in luoghi appositi, ma anche queste fanno parte del cammino. Osservale, renditi conto che ti hanno fatto distrarre e torna su te stesso.
Adattato da
https://www.atuttoyoga.it/meditazione-camminata/