In Italia lo studio del narcisismo patologico e sulle dipendenze affettive è recente, soprattutto per ragioni culturali. Infatti, le donne sono state a lungo educate alla subordinazione e alla dipendenza, cosa che ha reso quasi invisibili le dinamiche di sopraffazione legate al narcisismo perverso.
La responsabilità sociale dei professionisti della salute è cruciale: riconoscere sin dai primi segnali una relazione patologica, in particolare con un narcisista manipolatore, può aiutare le vittime a mettersi in salvo prima che la loro salute mentale e, talvolta, la loro stessa sopravvivenza siano compromesse. Troppo spesso, ci si ferma alla diagnosi: depressione, attacchi di panico, disturbo di personalità (della vittima!), col rischio di scambiare le conseguenze per le cause ed etichettare come psicopatologico qualcuno che, invece, subisce quotidiani abusi emotivi. Se i media dedicassero lo stesso spazio che destinano a speculare sui delitti a sfondo affettivo a divulgare consapevolezza e nozioni di base sull’affettività sana, saremmo già a un punto di svolta nella prevenzione psico-sociale.
La tiroidite di Hashimoto è una forma di ipotiroidismo che secondo molti studiosi è estremamente diffusa ma che viene diagnosticata poco perchè di solito si misura solo il valore dell’ormone TSH, mentre ci sono almeno altri 4 valori che indicano in maniera approfondita il funzionamento della tiroide.
Fra i sintomi ci sono: ansia, depressione e attacchi di panico, capelli che cadono, viso e lingua gonfi, vertigini, spossatezza, poca lucidità, aumento di peso e difficoltà a perderlo, cisti ovariche e problematiche ginecologiche.
Le cause sono molteplici: dalle infiammazioni e infezioni alle carenze nutritive dovute al malassorbimento intestinale, dalle tossine ambientali allo stress malgestito.
La cosa interessante è che esistono metodi di cura naturali per la disintossicazione della tiroide ed il riequilibrio ormonale basati su un’alimentazione priva di cibi infiammanti, il riequilibrio delle vitamine D e B12, della ferretina e del magnesio e l’uso di tecniche di rilassamento quali le visualizzazioni guidate e lo yoga.
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L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi e di gestire positivamente le emozioni tanto interiormente quanto nelle relazioni. Descrive abilità chesono distinte dall’intelligenza accademica che si misura con il quoziente d’intelligenza: molte persone con un alto QI ma carenti d’intelligenza emotiva finiscono ad avere problemi sul lavoro e comunque spesso alle dipendenze di gente con un QI più basso che però eccelle nelle capacità dell’intelligenza emotiva. Le 5 dimensioni dell’intelligenza emotiva riguardano sia competenze personali, che determinano il modo in cui controlliamo noi stessi, sia competenze sociali, che determinano il modo in cui gestiamo le relazioni. Tutte queste competenze sono:
Spesso abbiamo bisogno di dare spazio al nostro bisogno d’amore, di contatto e di espressione libera, per esplorare una strada migliore verso l’unità e l’armonia. Avendo imparato molto presto a limitare la nostra vitalità ed a creare barriere contro le emozioni: con il tempo, rischiamo di non sapere più chi siamo davvero e di vivere dominati inconsciamente dalla paura e dai sensi di colpa.
Recenti studi hanno mostrato che molte malattie insorgono perché gli stati d’animo di sofferenza possono alterare completamente il funzionamento biologico. Al tempo stesso, si è anche visto che stati di benessere possono riportare al corretto funzionamento i processi fisiologici alterati. Pertanto le emozioni sono decisive per il funzionamento del sistema immunitario, di quello endocrino e di quello neurovegetativo e, allora, la nostra salute fisica potrebbe dipendere da quella emotiva.
In questo workshop entreremo in contatto con il corpo e alla sua energia con gli esercizi della bioenergetica. Poi, per cominciare a lasciar andare la paura che c’impedisce di vivere davvero, useremo le visualizzazioni guidate e la voce. Infatti le vibrazioni prodotte dal suono funzionano da ‘massaggio psichico’, liberano l’intuito e la creatività, rafforzano il senso d’identità e le capacità di autoaffermazione.

Come ci ricordano Wilhelm Reich e Alexander Lowen, abbiamo costretto il nostro organismo a respirare in un certo modo, abbiamo controllato la nostra emozione e la nostra carica erotica, secondo le convenienze, in modo tale da non produrre imbarazzi e confusioni, abbiamo stretto e contratto muscoli e tendini per adeguarci alle aspettative di coloro a cui eravamo affidati. Questo sforzo non sempre ha prodotto i risultati che ci aspettavamo: non abbiamo sempre ricevuto abbastanza amore e sufficienti attenzioni.
Così, piano piano abbiamo ceduto parte della nostra vitalità, per amore o per una speranza d’amore. Attraverso il lavoro bioenergetico possiamo ritornare nelle zone della psiche e del corpo da dove la vita si era allontanata, in quelle zone abbandonate. Possiamo risvegliare il corpo, ritrovare la nostra vitalità e permetterci il contatto profondo con noi stessi.
Bioenergetics helps us to contact those psychic and body areas that we’ve abandoned. We can reawaken the body and our energy, recover our vitality and allow ourselves a deeper contact with what’s within.
Acquisire consapevolezza del corpo e dei suoi blocchi è fondamentale, ma non basta: dev’essere accompagnata dalle capacità di contenimento emotivo e di espressione. Infatti, spesso sperimentiamo uno squilibrio fra questi tre aspetti; magari siamo consapevoli e padroni di noi ma poco capaci di esprimerci. Oppure siamo molto espressivi e consapevoli ma poco padroni di noi stessi per cui quello che diciamo può ritorcercisi contro.
Il grounding

Questo processo permette di ‘scendere’ ma anche di aprire uno spazio di accoglienza e accettazione per quello che sentiamo e percepiamo. Coltiviamo una comprensione profonda e non giudicante di noi stessi.